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7 COSE da fare a MILANO nella seconda metà di OTTOBRE

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Paint in the dark

Finalmente l’autunno vero sembra arrivare. Cosa sono quelle facce lunghe? Sorridiamo, siamo a Milano. 

7 COSE da fare a MILANO nella seconda metà di OTTOBRE

#1 Paint in the dark: si dipinge al buio

Paint in the dark

Che siate pittori esperti o meno poco importa per questa magica esperienza di pittura e drink al buio per dare sfogo alla propria immaginazione e al proprio estro artistico. Per rilassarsi lasciando spaziare la mente nelle più inaspettate direzioni. Un’ora e mezza fuori dal comune presso Ostello Bello in via Medici dall’8 ottobre.

#2 Van Gogh allo Scalo Farini: la mostra immersiva sul celebre pittore 

Credits: @Semplicemente Milano di Andrea Cherchi
Van Gogh Experience

Esperienza immersiva spettacolare, tra luci, suoni e proiezioni di immagini, che regala la possibilità di conoscere Van Gogh in un modo nuovo, diverso e coinvolgente. Dal 27 ottobre in via Valtellina allo scalo Farini.

#3 Il campo di Federica: perché ottobre è il mese delle zucche

Il campo di Federica

A Nerviano in Via Tonale esiste questo bellissimo campo con molteplici varietà di zucche, tutte diverse per forme e dimensioni. Vale la pena una visita, anche perché Halloween si sta avvicinando! Una piacevole esperienza di evasione a contatto con la natura. 

#4 Murder Mistery: per chi ha l’anima del vero detective

Murdey Mistery

Presso il Museo Bagatti Valsecchi, amanti e estimatori del genere fatevi avanti perché qui potrete calarvi nei panni del detective, raccogliere indizi, interrogare i sospettati e infine, trovare il colpevole. Per tutto il mese di ottobre e novembre.

#5 Genesis: si torna alle origini dell’universo

Credits eonariumexperience – Genesis

Presso Casa Cardinale Ildefonso Schuster in Via Sant’Antonio 5 si può partecipare a Genesis, una esperienza immersiva coinvolgente dedicata alla nascita del mondo dove tra sottofondi musicali e giochi di luci si potrà sognare ad occhi aperti 

Leggi anche: A MILANO si può assistere alla NASCITA del MONDO: dove e quando

#6 Candlelight: romantici concerti a lume di candela

Credits: milanosegreta.co – Concerti di musica classica a lume di candela

Musica musica e ancora musica per questi concerti di musica classica, pop, rock e tanto altro. Presso Auditorio San Fedele in via Hoepli è possibile assistere a questi concerti resi indimenticabili grazie alla luce delle candele e alla coinvolgente musica dal vivo.

#7 Mercatone dell’antiquariato ai Navigli: l’ultima domenica vintage

Il Mercatone dell’antiquariato sui Navigli

Gli amanti di arredi ed oggetti antichi troveranno pane per i loro denti. L’ultima domenica di ottobre infatti si può visitare questo grande mercato dove esplorare tra le innumerevoli bancarelle libri, oggetti vintage, stampe, orologi e tanto altro ancora.

Continua la lettura con: I 7 LUOGHI TOP per andare a CASTAGNE nei dintorni di Milano

ALESSANDRA GURRIERI

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Arriva il LIFESTYLE CENTER di Milano nel “QUARTIERE del CACTUS”

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Merlata Bloom esterno

Un progetto architettonico di grande pregio in diretta connessione con il MIND e il nuovo quartiere di Cascina Merlata. Scopriamo come è stato costruito e la data di inaugurazione.

Arriva il LIFESTYLE CENTER di Milano nel “QUARTIERE del CACTUS”

# Il lifestyle center di Milano

Interno Merlata Bloom

Si prepara ad inaugurare il lifestyle center Merlata Bloom Milano, un progetto architettonico di grande pregio, costruito con materiali sostenibili, al centro del nuovo quadrante nord ovest della città e in diretta connessione con il MIND Milano Innovation District e il nuovo progetto residenziale Uptown di EuroMilano e Cascina Merlata, fungendo anche da barriera sonora per l’area residenziale a ridosso dell’A4.

Collegamenti Merlata Bloom

Un percorso ciclopedonale lo collega con il Parco Sempione e il centro di Milano.

# Le caratteristiche di Merlata Bloom

Nhood Services Italy – Merlata Bloom Milano

Merlata Bloom, tradotto fioritura della Merlata, ha una forma che si ispira alle proprietà e alle caratteristiche di una pianta di cactus: in particolare alle sue capacità termoregolatrici e di resistenza agli agenti atmosferici, come l’esposizione diretta al sole, l’umidità e la ventilazione. Il progetto, a firma dello studio internazionale CallisonRTKL, segue i più alti standard della nuova urbanistica in termini di utilizzo dei materiali e delle fonti energetiche: le ampie vetrate che filtrano la luce naturale, l’accurata selezione dei materiali e il design organico sono funzionali ad armonizzare gli edifici con la natura e il parco adiacente.

Leggi anche: BLOOM: la nuova FRONTIERA VISIONARIA di Milano

# Un’offerta commerciale premium con 210 insegne

Merlata Bloom galleria

Si estende su 70.000 mq di superficie è ospiterà al suo interno un’offerta commerciale premium con 210 insegne, 43 locali dedicati al food & beverage, un concept inedito Esselunga all’interno di una galleria commerciale, Decathlon con il suo nuovo headquarter e un negozio da oltre 6.800 mq su due piani.

Credits Urbanfile – Winter Garden

Ristorazione, intrattenimento e cultura, si trovano nel cuore della struttura, ovvero al centro del grande ponte, nel Winter Garden” che sarà la vera chicca di tutto il progetto. Questo spazio garantirà infatti un comfort ottimale senza macchinari, grazie ad un ambiente a temperatura controllata, caldo d’inverno e fresco d’estate. A tutto questo si aggiunge il cinema multisala Notorious Cinemas di ultima generazione. 

# Affacciato su un parco di 30 ettari

Parco Merlata Bloom

Ci sono poi 10.000 mq di spazi dedicati a cultura e intrattenimento e oltre 5.000 mq di aree verdi interne ed esterne.

Merlata Bloom esterno

Merlata Bloom Milano offrirà quindi ai visitatori nuove e coinvolgenti esperienze di socialità, grazie all’affaccio su un meraviglioso parco di 30 ettari e due piazze pubbliche.

# Inaugura il 15 novembre

Credits Andrea Cherchi – Merlata Bloom alla fasi finali di costruzione

Inaugura ufficialmente nel pomeriggio del 15 novembre con un evento aperto alla cittadinanza.

Continua la lettura con: La GRANDE ONDA si alza su MILANO: le IMMAGINI e i tempi per l’INAUGURAZIONE

FABIO MARCOMIN

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3 POSTI STRANI dove dormire in VENETO

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3 hotel particolari, in Veneto, che potrebbero rendere ancora più interessante un viaggio in questa fantastica regione.

3 POSTI STRANI dove dormire in VENETO

#1 La Vigna di Sarah: una notte nella Lunotta

Credits: @lavignadisarah.it

Il primo hotel di cui parliamo oggi si trova nel trevigiano, precisamente a Vittorio Veneto, nelle colline del Prosecco dell’Alta Marca Trevigiana. Più che di hotel, si tratta di un agriturismo. Si trova in cima ad una collina denominata Col de Luna, a soli a 40 minuti da Venezia e un’ora da Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti.

Credits: @lavignadisarah.it

L’agriturismo in collina ospita 3 camere, un salotto per i momenti di relax con sala lettura e caminetto a vista, un ampio giardino con vasca idromassaggio per la stagione estiva e una bow window che si affaccia sulle colline del prosecco di Valdobbiadene e Conegliano, patrimonio dell’Unesco.

Credits: @lavignadisarah.it
Credits: @lavignadisarah.it

La chicca assoluta che viene proposta tra le esperienze, direttamente dal sito della struttura, è quella del Pic Nic sul prato con Prosecco, con la possibilità di passare una notte romantica all’interno delle Lunotte…

Credits: @lavignadisarah.it – Pic Nic sul prato con Prosecco
Credits: @lavignadisarah.it – Le lunotte della struttura

#2 La palafitta sotto le stelle sul Monte Toel

Questa curiosa costruzione si trova su una collina nella proprietà dell’azienda agricola Fondo Toel, nel veronese.

Nessuna descrizione della foto disponibile.
Credits: @Starsbox(FB)

Se uno dei vostri sogni è proprio quello di addormentarvi guardando le stelle, ora si può grazie alle StarsBox!

La StarsBox di Monte Toel è una struttura palafittata in legno elegante ma essenziale. Il tocco di classe è che al suo interno c’è tutto l’indispensabile per un soggiorno: tavolo, gas da campeggio per caffè e bollitore, doccia esterna e bagno.

Credits: @Starsbox(FB)

Lo StarsBOX di Monte Toel offre tramonti straordinari sul Lago di Garda ed è perfetto per una notte romantica. Si trova a Torri del Benaco, a pochi chilometri dal centro del paese, nonché dalla sponda veronese del lago.

#3 Le botti di Agorà in Valpolicella

Sempre nel veronese, ma qualche chilometro più a est, a Negrar, in piena zona Valpolicella, sorgono il B&B Agorà.

Le botti di Agorà
Credits: B&B Agorà(FB)

Gli speciali chalet offerti dalla struttura sono inseriti in una location perfetta per un soggiorno indimenticabile nel panorama della Valpolicella.

Credits: B&B Agorà(FB)

Sono funzionali ed eleganti: infatti, le Botti di Agorà hanno tutto l’indispensabile per un soggiorno: sono dotate di letto, bagno e doccia. E’ inoltre presente una piscina con acqua salata cristallina che si affaccia su una distesa di vigneti e ciliegi, oltre al resto della struttura, un B&B immerso nel verde che regala momenti di puro relax.

Credits: B&B Agorà(FB)

Credits: lavignadisarah.it, bbagora.it

Continua a leggere con: I 7 LUOGHI più STRANI dove dormire entro due ore da Milano

LUCIO BARDELLE

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#66 – Le cinque SPIAGGE di MILANO: dal “mare dei poveri” alle “Maldive di Milano”

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A Milano manca il mare ma non le spiagge.

A quattro passi dal centro o a pochi chilometri dal perimetro urbano, ma sempre all’interno dellarea metropolitana, si nascondono cinque indirizzi che, a buon diritto, possono essere considerati i lidi meneghini. 

Un po’ perché, come detto, non sono così distanti da Milano.
La seconda perché, se fai un tuffo e schizzi tutti, puoi sentire qualcuno urlarti: ‘uè, pirla, mi bagni l’iPad e Corriere’ (gli intramontabili segni inconfondibili del milanese in vacanza).

E allora, ecco le spiagge di Milano e perché sono così belle.

Le cinque SPIAGGE di MILANO: dal “mare dei poveri” alle “Maldive di Milano”

#1 Idroscalo

Nato nel 1926 per far atterrare gli idrovolanti, negli anni Sessanta era la stazione balneare di Milano. File di bagnanti, giochi in spiaggia, grigliate. Oggi, di quel côté da Costa Azzurra meneghina sono rimasti i tafani pronti a pungere, i barbecue dei peruviani e un sacco di occasioni per gli amanti di kite surf e sport acquatici. Non mancano aree per l’arte contemporanea (dal teatro dedicato a Walter Chiari al Parco dell’Arte e i giovani artisti), le aree per i cani, i locali per ballare d’estate sotto la luna fino a tardi.

#2 Ticino

Quello del Ticino è il più grande parco fluviale d’Europa, già inserito nella lista del Patrimonio dell’Unesco. Certo, non dappertutto e non sempre è balneabile. Dove puntare, allora, per non distruggere un ecosistema faunistico o prendersi qualche batterio!?

La spiaggia più nota – e forse meno di impatto – è quella sotto lo storico ponte di Vigevano. Va meglio alla spiaggia Melissa e tra Golasecca e Sesto Calende (foto).
Per chi non ama i tuffi dai ponti o essere visto in costume dai compaesani, da un paio d’anni è stata inaugurata la spiaggia attrezzata del Lido di Pavia. Contiene anche piscine e attrezzi sportivi. 

Ovunque si vada, comunque, è importante pensate come, per tanti anni, il Ticino sia stato considerato il mare dei poveri, sminuendo la storia dei “Tisinàt”, i villeggianti che da oltre settant’anni scelgono il fiume di Pavia per le loro romantiche gite in barca sui barcè” (barsè), tipica piroga di fiume a un solo remo, o per scambiarsi baci appassionati dentro le tipiche casotte sull’argine del fiume. 

#3 Bellagio

Il Lago di Como è tutto bello: la notizia è di dominio pubblico ovunque, ancora di più da quando Clooney e amici hollywoodiani ci hanno preso casa.

In particolare, la “perla” del Lario è tra le mete più amate per la ampia scelta turistica: si può andare nell’elegante Lido oppure spiaggiarsi nelle aree libere.

Ovunque si decida di stendere l’asciugamano, l’appuntamento più suggestivo resta al capo Spartivento. Non si potrà fare il bagno, ma che emozione il punto in cui il Lario si divide tra le due sponde manzoniane…

#4 Adda

Medolago, mai sentito? E’ tra le 10 spiagge di Lombardia più amate dagli utenti di Tripadvisor.
Per gli indomiti della tintarella integrale, invece, la meta di riferimento è Cornate d’Adda. Area boschiva ben fronzuta e coperta da occhi indiscreti, per anni è stato il lido preferito da nudisti e naturisti. 

#5 Il Trebbia & le Maldive di Milano

Indicatissimo per chi non ama la folla. Il Trebbia è il fiume dei milanesi. Con i suoi ciottolini bianchi e le numerosi discese al fiume, offre un ambiente sufficientemente ampio (ben 50 km) per andare dove vanno tutti, in un’oretta comoda da Milano, senza puntare sdraio e ombrellone sopra quelli del vicino.

Il non plus ultra del Trebbia però è rappresentato da Brugnello, minuscolo borgo del VI secolo distante 110 Km da Milano. Siamo in provincia di Piacenza e qui i residenti sono appena 11.
Perché si sta male? Al contrario: perché non si è ancora sparsa la voce.

Brugnello è stato ribattezzato: “le Maldive di Milano”. 

Meravigliosi panorami, acqua cristallina, escursioni di trekking, botteghe d’artista una dietro l’altra incastonate nella roccia, una chiesa, intitolata a Cosma e Damiano, in pietra locale come le panchine e il resto del villaggio. Insomma, un luogo incontaminato come le Maldive, ma ancora più bello, perché ancora da scoprire e assai vicino a Milano. 

Continua la lettura: La gita più bella #67 – Il BORGO delle 13 CASCATE

PAOLA PERFETTI

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#66 – FORNACE CURTI, dal 1400 l’ultima ancora attiva a Milano

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Atelier

Al numero 8 di via Walter Tobagi si trova la Fornace Curti: “Artigiani del cotto dal 1400 in Milano”. L’unica e ultima fornace ancora attiva a Milano per la lavorazione dell’argilla, ma anche un luogo in cui rifugiarsi per rilassarsi, non lontano dal Naviglio Grande.

FORNACE CURTI, dal 1400 l’ultima ancora attiva a Milano

# Un piccolo borgo

La fornace infatti è un piccolo borgo, composto da un insieme di edifici costruiti in epoche diverse, ma in armonia tra loro: le strutture più moderne hanno inglobato le più antiche rispettando tuttavia le caratteristiche iniziali.

Il fascino del borgo è subito palpabile dal visitatore, che è accolto da piante di ogni tipo e da pezzi unici, gli antichi arnesi del mestiere contadino lombardo, oltre al tornio e la sala macchine dell’argilla. Poi i laboratori: per la stampatura dei vasi, per l’essiccatura degli smalti e le decorazioni. E i forni, numerosi depositi per i vasi, lo spazio per la vendita dei prodotti – esclusivamente quelli utilizzati anche nella fornace – i cortili.

# Gli Sforza furono i primi clienti

 
Fornace Curti
Fornace Curti

Furono gli Sforza i primi fruitori della fornace, che nel XV secolo iniziò la produzione di formelle per la Certosa di Pavia e l’Ospedale Maggiore.

Nonostante i vari cambi di sede nel corso dei secoli, la Fornace Curti è da sempre il punto di riferimento per quelle decorazio# ni in cotto, dettagliate e finissime, che caratterizzano la produzione decorativa lombarda.

Dalla Certosa di Pavia a Santa Maria delle Grazie

La Fornace è il luogo dal quale escono le decorazioni non solo della Ca’ Granda, ma anche dell’Abbazia di Morimondo, della Certosa di Pavia, dell’Arcivescovado di Milano, di Santa Maria delle Grazie, dell’Abbazia di Chiaravalle, del Duomo di Monza, del Teatro Fossati e di tutti quegli edifici “ricchi e rossi” sparsi per tutta la città di Milano.

Continua la lettura con: Luogo nascosto #67 – La CUPOLA di Milano dove splende un ARCOBALENO

FABIO MARCOMIN

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Sapessi come è strano ATTERRARE un MERCOLEDÌ SERA a MILANO

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Film. I guerrieri della notte

Chissà se capiterà anche a me, penso mentre l’aereo tocca terra a Linate…

Sapessi come è strano ATTERRARE un MERCOLEDÌ SERA a MILANO

# A Linate: sul “vecchio” bus per arrivare il Terminal

Credits Andrea Cherchi – Linate

Dopo tre giorni di trasferta lavorativa, non c’è niente di meglio che ritrovare la propria città, specie se la si ama. Nei libri quando si atterra di notte a volte si finisce nelle dimensioni parallele: chissà se capiterà anche a me, penso mentre l’aereo tocca terra a Linate.

Tutto regolare: non c’è il finger ma il bus, in fondo questa cosa è anche abbastanza accettabile per un city airport, e comunque i lavori li hanno appena terminati. Nessun controllo di polizia in regime di Schengen, nemmeno random: a me sta bene così, per carità, ma forse vista la guerra in Israele alzare il livello di allerta potrebbe far sentire qualcuno più sicuro.

# La metro chiude alle 22

Credits: @luca_italianlife IG

Forza, andiamo a prendere la metropolitana, facciamo questa nuova esperienza. La famosa linea blu, la M4, quella che dopo secoli ha finalmente collegato questo aeroporto che di fatto è in città con la città. Ma come, non hanno ancora messo i cartelli? Va bene che è nuova, ma così si sminuisce una risorsa. Che sia voluto? Chi non sa che la linea è aperta di certo non la cercherà, senza indicazioni.

Io lo so in che direzione si trova, perché sono un fanatico dei cantieri e seguo tutti i progetti in ogni angolo di Milano. Ecco, da metà terminale appare il primo nuovo cartello blu con la freccia.

Esco dalla porta 8, ricordandomi di un gabbiotto di accesso vicino ai parcheggi intravisto lungo la strada dell’Idroscalo. Ma no, dai guarda, perché pensare male? Hanno fatto l’accesso diretto dal terminale. Però la porta da fuori è chiusa e c’è un cartello che indica che bisogna accedere da dentro.

Tocca rientrare dalla porta 8 e seguire la freccia. Che strano, le porte sembrano chiuse. Sì, c’è una saracinesca, non è possibile, dai. Leggo il cartello: nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì questi sono gli orari: fino alle ore 22. Alle dieci chiude: però, penso, non male per la capitale della moda. Potevano almeno mettere gli orari anche sulla porta esterna, almeno mi avrebbero risparmiato qualche minuto di depressione, che si sa che quando si torna da un impegno di lavoro si desidera solo tornare a casa il prima possibile.

# La coda infinita per un taxi

Torno fuori, indeciso sul da farsi. Provo a cercare con l’app del car sharing se per caso ci sono veicoli disponibili. Il più vicino è in Viale Corsica. Scorgo a sinistra la coda interminabile per i taxi, che arriva quasi fino a me: più di trenta persone.

A destra il bus sostitutivo della M4 che va fino in Piazza Ovidio. Bene, faccio per salire e mentre sto per appoggiare il piede sul predellino il conducente chiude le porte e parte clacsonando, come se la colpa fosse mia, per la sua scortesia.

Direi che non resta altro che il taxi: armiamoci di pazienza e facciamo passare quei 15 minuti buoni per far arrivare il nostro turno. Ecco, ci mancava il tassista che non ha il POS, che l’ha dimenticato, come dice lui, che chiede a tutti i passeggeri in coda se possono pagare con i contanti. Di fatto, intralcia il traffico.

Io salgo su quello dietro e comincio a pregustarmi il film che preferisco: Milano di notte che scorre dal finestrino.

# Sembra una Silence Week

Il monumento rotto alla M del Parco Forlanini, la desolazione dei piloni ferroviari alla stazione Forlanini, le insegne chiuse delle pizzerie e i negozietti etnici aperti, poi Argonne, il boulevard ferito, anche se in realtà molti alberi sono ancora in piedi. Le panchine di Piazza Occhialini, la preferenziale lungo Viale Abruzzi, i muri graffitati dei licei. In giro non c’è nessuno. Guardo l’orologio: sono le 23 e 10. Penso che questa forse è la Silence Week, la settimana del silenzio.

Il taxi incrocia Corso Buenos Aires. Mi sporgo in avanti per vedere la ciclabile. Due biciclette per corso di marcia. Un sorriso inatteso si disegna sul mio viso. Forse forse, nonostante tutto, si può ancora sognare.

Continua la lettura con: Quelli della notte: gli after hour dove mangiare a Milano

LORENZO ZUCCHI

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La rivelazione di un GHISA: “Ecco PERCHÈ NON ci sono PIÙ VIGILI sulle STRADE di Milano”

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incidenti stradali

Una domanda che i milanesi si fanno ormai da molti anni: “dove sono finiti i vigili?”. La risposta arriva direttamente da un agente della Polizia Locale di Milano in una lettera inviata all’edizione milanese del Corriere della Sera.

La rivelazione di un GHISA: “Ecco PERCHÈ NON ci sono PIÙ VIGILI sulle STRADE di Milano”

# Dove sono finiti i vigili? 

Monforte – Visconti di Modrone

Una domanda che i milanesi si fanno ormai da molti anni: “dove sono finiti i vigili?”. Non si vede quasi più nessuno a vigilare sul traffico. La risposta arriva direttamente da un agente della Polizia Locale di Milano, che ha scelto di tutelarsi con l’anonimato, in una lettera inviata all’edizione milanese del Corriere della Sera in risposta all’articolo di Giangiacomo Schiavi sulle ciclabili di Corso Monforte di cui abbiamo parlato anche noi in questo articolo. Pubblichiamo alcuni estratti. 

Un estratto della lettera

# Un tempo in ogni incrocio c’era un vigile

“Lei ha ragione (rivolto a Schiavi ndr) quando dice che non ci sono più i vigili in strada, ma questa carenza è stata determinata da scelte politiche scellerate che hanno deciso che i vigili non erano più necessari agli incroci. Quando io sono entrato a far parte del glorioso Corpo della Polizia municipale di Milano, ormai 26 anni fa, facevo l’intero turno di servizio all’incrocio […] ogni incrocio della circonvallazione filoviaria, di viale Certosa, Gallarate ed Espinasse c’era un vigile. 

# Nel corpo c’era un ufficio traffico: è stato eliminato

“Nel corpo c’era un ufficio traffico che serviva a dare il benestare alle modifiche alla viabilità proposte: è stato eliminato perché probabilmente a qualcuno non andava bene che ci fossero degli esperti del settore a mettere i bastoni tra le ruote.
La carenza di vigili in strada è dovuta anche alla mancanza di turnover, alla creazione di tantissimi nuclei, per carità sono bravissimi a fare il loro lavoro, in alcuni casi sono i migliori in circolazione e vengono chiamati da altri corpi di altre forze per la loro professionalità e competenza […] Come giustamente lei afferma, siamo arrivati all’anarchia più totale sulle strade, come può notare chiunque circola per le vie di Milano.”

# La soluzione alla violazione continua delle norme: non più sanzioni, ma l’aumento dei controlli

polizia_locale_fp IG

“La soluzione alla violazione continua delle norme di comportamento imposte dal codice della strada, non è l’aumento delle sanzioni, ma è l’aumento dei controlli. Se io sono in pattuglia, inviato dalla centrale radio per un reclamo […] non ho la possibilità di fermarmi a contestare la violazione a due che vanno in monopattino o a una bicicletta che circola contromano o sul marciapiede. La tanto vituperata presenza dei vigili negli uffici è indispensabile per far procedere il lavoro fatto fuori dagli agenti che sono in strada […] perché se gli agenti fuori sono il motore di questa macchina, quelli dentro sono le ruote che permettono alla macchina di andare avanti.”

Fonte: Corriere Milano

Continua la lettura con: La CICLABILE REBUS di MONFORTE superstar di MILANO: ma c’è chi la supera e… arriva la replica del Comune (FOTOGALLERY)

FABIO MARCOMIN

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MILANO PRIMA in Italia per AUMENTO di PERSONE in DIFFICOLTÀ ECONOMICA

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Credits paola.girardi IG - Fila al Pane Quotidiano

Nel quarto rapporto sulla povertà alimentare realizzato dalla Ong ActionAid utilizzando l’elaborazione di dati Istat, emerge un quadro sconfortante sulla situazione del nostro Paese. Milano detiene un triste primato.

MILANO PRIMA in Italia per AUMENTO di PERSONE in DIFFICOLTÀ ECONOMICA

# Il 12% della popolazione italiana vive in una condizione di povertà alimentare

Infografica corriere

Nel quarto rapporto sulla povertà alimentare realizzato dalla Ong ActionAid utilizzando l’elaborazione di dati Istat, emerge un quadro sconfortante sulla situazione del nostro Paese l’anno successivo allo scoppio della pandemia da Covid19, il 2021. Risultano infatti almeno 6 milioni di persone al di sopra dei 15 anni, corrispondenti al 12% della popolazione, che vivono in condizione di povertà alimentare.

Nello specifico 4 milioni di persone, una quota dell’8,1%, non hanno la possibilità di fare un pasto completo (con carne, pesce o equivalente vegetariano) almeno una volta ogni due giorni, mentre altri 3,3 milioni di cittadini, pari al 6,5%, non hanno le disponibilità finanziarie per mangiare o bere qualcosa in un locale con parenti o amici almeno una volta al mese. Inoltre un’altra quota del 2,6%, pari 1,3 milioni di persone di over 16, che soffrono sia della deprivazione alimentare di tipo materiale che sociale.

# Le categorie più colpite

Credits Paola Bucci Buccianti FB – Coda al Pane Quotidiano

Nel rapporto di ActionAid emerge anche come le categorie più colpite dalla deprivazione alimentare materiale o sociale siano per il 28,3% disoccupati, per il 22,3% le persone inabili al lavoro, per il 17,4% chi ha studiato al massimo fino alle medie, per il 12,3% i giovani adulti tra i 19 e i 35 anni, per il 12,7% la fascia tra i 50 e i 64 anni di età, per il 23,1% gli stranieri (23,1%), per il 22,6% quelli che pagano un affitto e per il 13,3% le persone che vivono nelle aree metropolitane. Le percentuali di genitori e famiglie numerose sono rispettivamente del 16,7% e del 16,4%.

# Al Sud e nelle Isole il maggior numero di persone in difficoltà, ma è Milano la città con il maggior aumento di cittadini bisognosi di aiuto

panequotidianoonlus IG

Andando ad osservare la distribuzione geografica delle persone in condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale il Sud e le Isole si confermano le aree in cui  questa quota è maggiore, in totale 3,1 milioni con percentuali rispettivamente del 20,7% e del 14,2%. Il Nord Est con il 5,8% invece quella che risente di meno di questa situazione negativa. 

Leggendo i dati forniti dal Ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro si scopre inoltre che il numero di chi riceve aiuti Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti) sotto forma di generi di prima necessità sia passato dai 2,1 milioni di persone del 2019 a 2,8 milioni del 2022 e che gli aumenti più sensibili vedono al secondo posto la Lombardia, con più 155mila, dietro a Sicilia con più 172,5 mila e davanti alla Campania con più 98 mila.

Non solo. La Città Metropolitana di Milano è seconda dietro quella di Napoli per numero di beneficiari (215mila) e addirittura prima per l’aumento più consistente con una crescita di 115 mila unita e un’incidenza del 6,7% rispetto alla popolazione residente.

Fonte: Corriere Milano

Continua la lettura con: MILANO, vorrei ma non posso: è il SOGNO PROIBITO degli studenti italiani

FABIO MARCOMIN

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Aumenta il PREZZO per un tipo di BIGLIETTI ATM

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Atm - Fascia Mi1-Mi4

Alla fine è scattato l’incremento della tariffa dei biglietti Atm che colpisce solo una modalità utilizzata soprattutto dai turisti. 

Aumenta il PREZZO per un tipo di BIGLIETTI ATM

# Scatta l’aumento dei biglietti Atm per il NO di Regione e di Monza

greenplanner.ita IG – Timbratrice biglietti

Alla fine è scattato l’aumento per i biglietti Atm. L’assemblea dei soci, il 6 settembre, aveva deliberato a maggioranza di non procedere all’aumento tariffario dovuto al tasso di inflazione ma il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale è stata comunque costretta a deliberare nei giorni scorsi il rialzo delle tariffe. Questa decisione è stata la conseguenza della copertura solo parziale dei circa 10 milioni di euro necessari a scongiurarlo.

Il Comune e la Città metropolitana di Milano hanno infatti messo le loro quote rispettivamente di 8 milioni e 759 mila euro e 553 mila euro, mentre Comune di Monza, Provincia di Monza e Regione come già comunicato i precedenza non si faranno carico dell’importo rimanente di 1.642.000 euro. Arianna Censi, Assessore alla Mobilità del Comune di Milano, attacca di nuovo Regione Lombardia: “Una scelta incomprensibile la loro, che grava principalmente sui turisti che visitano la nostra città, e che avrebbe inciso per una quota infinitesimale sul bilancio di Regione Lombardia“.

Tuttavia il nuovo aumento colpirà solo in minima parte i milanesi.

Leggi: Il BIGLIETTO ATM (forse) non AUMENTA: la querelle tra Comune e Regione

# Il “trigiornaliero” costerà dai 3 ai 6 euro in più

Atm – Fascia Mi1-Mi4

Saranno principalmente i turisti a farsi carico dell’incremento tariffario. Non vengono infatti toccati i biglietti giornalieri, i carnet 10 corse e gli abbonamenti settimanali, mensili e annuali ma solo i ticket trigiornalieri che hanno appunto una durata di 3 giorni consecutivi dalla prima convalida. Il costo odierno base parte dai 13 euro per quello nella fascia Mi1-Mi3, utilizzabile all’interno del Comune di Milano e nella prima cintura dell’hinterland, a 28,50 euro nella fascia Mi1-Mi9 che consente di spostarsi dalla città fino ai comuni più esterni della Città Metropolitana di Milano. 

Quali biglietti si possono prendere per la metropolitana di Milano?
credits: @profantonius IG – Vecchio biglietto cumulativo atm

La variazione del prezzo del biglietto, che scatterà da gennaio 2024, sarà compresa tra i 2 e i 3 euro per i titoli più venduti, quelli utilizzabili fino a quattro zone, a un massimo di 6 euro per i titoli meno utilizzati.

Continua la lettura con: SALA: “Milano versa allo Stato 20 MILIARDI, ne riceve indietro 500 MILIONI: il GOVERNO ci aiuti sul TRASPORTO PUBBLICO”

FABIO MARCOMIN

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#67 – Il BORGO delle 13 CASCATE

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Credits: @francytavano Chiusaforte

Nascosto ai confini estremi dell’Italia, in uno dei territori più misteriosi e inesplorati, si trova il “borgo delle cascate”. Ci vogliono quasi 5 ore di auto da Milano ma un weekend di relax nel paese dei salti d’acqua vale assolutamente la pena. Anche perché si trova in una regione straordinaria, ancora molto sottovalutata. 

Il BORGO delle 13 CASCATE

# 13 cascate in un unico borgo al confine con la Slovenia

Credits: @francytavano
Chiusaforte

Ci troviamo in Carnia, all’estremità del Friuli, al confine con la Slovenia. Chiusaforte, con i suoi 603 abitanti e circa 400 metri sopra il livello del mare, è un borgo unico in Italia. La sua particolarità è che, tra la natura selvaggia e rigogliosa che circonda il paesino, si contano ben 13 cascate.

Dall’acqua turchese e paesaggi incontaminati, le cascate di Chiusaforte sono veri spettacoli della natura. La cascata più famosa è il Fontanone di Goriuda, nella Val Raccolana a più di 800 metri di altezza, che salta in un laghetto dove potersi rilassare godendosi l’aria pulita della bassa montagna.

@anasta1977
cascate repepeit

13 cascate in un unico borgo rappresentano una particolarità unica. Oltre al Fontanone di Goriuda, altro salto d’acqua dove potersi rilassare è quello di Rio Repepeit. Qui attraversando un ponticello dove è possibile vedere un primo salto, la cascata vera e propria sfocia in un laghetto di acqua fresca che in inverno è frequentato dagli appassionati di ice-climbing.

# Non solo cascate

@sinnundverstand
Chiusaforte

Chiusaforte si trova allo sbocco della Val Raccolana, attraversato dal fiume Fella è un borgo da sempre importante per la sua posizione strategica. Fin dall’antichità esercitava controllo sulle strade dell’area e già ai tempi dell’Impero Austroungarico era una meta turistica per chi partiva per visitare l’Italia. Si può quindi intuire come nel paese delle cascate non ci siano da vedere solo i suoi salti d’acqua: merita una visita il centro storico con le casette in pietra e il campanile della Chiesa di San Bartolomeo.

Continua la lettura con: La gita più bella #68 – I LUOGHI in Lombardia dove fare il VOLO dell’ANGELO

BEATRICE BARAZZETTI

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#67 – La CUPOLA di Milano dove splende un ARCOBALENO

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Credits architettodeiana IG - Cupola Arcobaleno

Una meraviglia dell’arte nascosta all’interno di una delle chiese più antiche di Milano. Dove si trova e chi l’ha realizzata.

La CUPOLA di Milano dove splende un ARCOBALENO

# Nella Basilica di Sant’Eustorgio si nasconde una meraviglia dell’arte

Credits danieladifebbraio IG – Basilica di Sant’Eustorgio

La Basilica di Sant’Eustorgio, situata all’interno del suggestivo Parco delle Basiliche insieme alla Basilica di San Lorenzo Maggiore e la Basilica di Sant’Ambrogio, è una una delle chiese più belle e antiche di Milano. La sua costruzione, originariamente come chiesa cristiana, risale infatti al IV secolo. Nel VII secolo fu convertita in chiesa cattolica e dedicata al martire Sant’Eustorgio.

Sono diverse le opere di rilevanza artistica presenti nella chiesa. Tra queste troviamo il reliquiario del Dente di San Pietro in argento dorato, il dipinto su tavola del Polittico di Sant’Eustorgio di Ambrogio Bergognone riconosciuto come una delle opere più importanti della scuola lombarda del Rinascimento, la scultura in terracotta della Madonna della Cintola di Jacopino da Tradate e soprattutto la Cappella Portinari.

# La Cappella Portinari con la cupola Arcobaleno

Credits lorenzogala63 IG – Cupola Arcobaleno

Realizzata in stile gotico alla fine del XIV secolo, per la precisione intorno al 1464-1468, la Cappella Portinari è stata decorata con affreschi rappresentanti la vita di San Pietro Martire oltre alla storia della famiglia Portinari, che l’ha commissionata, e altri soggetti religiosi.

Credits architettodeiana IG – Cupola Arcobaleno

Gli artisti coinvolti nell’opera sono stati Vincenzo Foppa, Michelino da Besozzo e Bonifacio Bembo, i quali hanno dipinto anche le pareti. L’elemento più scenografico della cappella, decorata da Vincenzo Foppa, è senza dubbio la cupola. La struttura si caratterizza infatti per una colorazione che degrada dal rosso aranciato all’azzurro, andando dall’esterno al centro e creando, dando vita a un meraviglioso arcobaleno.

 

Continua la lettura: #68 – La PORTA della MERAVIGLIA a Milano: dove si trova, la sua storia e perché fu chiamata così

FABIO MARCOMIN

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Il grande sogno di OSTINATA

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milanosecrets IG - Biblioteca Ostinata

Una piccola ma elegante ed accogliente “biblioteca di quartiere”. Dal nome insolito.

Il grande sogno di OSTINATA

# La nascita di una libreria liberamente ostinata

milanosecrets IG – Biblioteca Ostinata

In una via defilata che si apre su corso di Porta Romana, in prossimità di San Nazaro, una delle più antiche basiliche paleocristiane, e vicino all’antico ospedale maggiore della Ca’ Granda, qui, in una zona che è stata anche parte dell’ex quartiere popolare di Bottonuto, si trova una piccola ma elegante biblioteca privata. 

Biblioteca Ostinata si chiama così perché sorge in via Osti, ma in verità, nasconde ben altro: rivela il coraggio di chi, il fondatore, crede che la cultura, la lettura e la conoscenza possano rendere il mondo migliore. Con l’ambizione di poterlo trasformare, incentivando l’abitudine a sfogliare le pagine di un libro.

# L’ambiente di Ostinata: un gioiellino di Design

Credits Angela Golia – Interno libreria

Appena si entra in Ostinata, si percepisce lo spazio, l’ampiezza, l’accoglienza di un locale anticamente moderno, con uno spazio espositivo di 100 metri quadri, non ampissimo ma organizzato in maniera funzionale, per una buona lettura ed un concentrato studio.

Allestita dallo studio De Lucchi che ha anche curato la risistemazione della Casa Manzoni, la biblioteca è proprio anticamente moderna, un piccolo capolavoro di design per la funzionalità degli arredi come le librerie modulari a filo muro, i tavoli ribaltabili e l’illuminazione studiata ad hoc.

Ed è soprattutto speciale perché contiene un quantitativo incredibile di volumi, più di 10.000 volumi, collezionati dal fondatore e poi catalogati ed ordinati per una fruizione pubblica gratuita.

# Il fondatore

Il fondatore è Paolo Prota Giurleo, ex Ad di Autogrill (e oggi nel Cda della compagnia di marketing Jakala) fin da ragazzo ha una passione per i libri, con una compulsione all’acquisto sempre più crescente ma anche con il desiderio illuminato e generoso di renderli fruibili come inalienabile bene pubblico.

Ed è con questa nascita speciale che possiamo godere fisicamente e visivamente di Ostinata…ma c’è qualcosa di più.

Ostinata ha il desiderio di crescere, di creare spazi attivi, partecipati nei quali fruire di nuove opportunità conoscitive, non solo con i testi scritti, ma partecipando oppure organizzando conferenze, eventi, laboratori per bambini, in maniera da trasformare lo spazio in un “luogo” di interazione, di dialogo e confronto tra persone di età e status sociale diverso.

 

 

Continua la lettura con: Svelato il PROGETTO per la nuova BEIC: la BIBLIOTECA EUROPEA di Milano

ANGELA GOLIA

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Quello che in ITALIA dicono di MILANO… ma NON è VERO!

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Credits: lorellaflego.com

Ci sono alcuni luoghi comuni riguardo i milanesi duri a morire. Eccone cinque cose che il resto degli italiani credono siano vere.

Quello che in ITALIA dicono di MILANO… ma NON è VERO!

#1 …che i milanesi trattano dall’alto al basso chi fa lavori umili

il dogui, il principe, (anche se non era di Milano)

La verità è invece che i milanesi hanno una grande cultura del lavoro e rispettano chiunque faccia bene il suo, qualunque sia la mansione che svolge. Mentre, al contrario, disprezzano chi non ha voglia di impegnarsi e vive sugli sforzi altrui.

Leggi anche: I 5 LUOGHI COMUNI su Milano che IRRITANO più i milanesi

#2 …che i milanesi siano chiusi e ottusi

Il milanese è per sua natura incline ad accoglier: non è un caso che Milano sia la città italiana con la più alta percentuale di stranieri residenti, oltre 1 su 5. Il luogo comune che vede il milanese chiuso e ottuso è una falsità, in realtà è aperto sia di cuore che di mentalità. Quella che si può scambiare per chiusura è invece rispetto, educazione e sobrietà. 

#3 …che pensano solo i soldi

In realtà al milanese più dei soldi piace avere progetti da poter sviluppare e che possano generare valore per sé, le persone che collaborano con lui e la comunità. I soldi a Milano sono solo una conseguenza.

#4 …che i milanesi sono cocainomani

L’uso di cocaina è diffuso in tutte le grandi città italiane e Milano non è esente, ma affermare che tutti i milanesi siano cocainomani è esagerato. In verità lo sballato o lo strafatto non viene visto affatto bene dei milanesi che sono al contrario in gran parte salutisti e non amano chi si tratta male. 

#5 …che parlano dicendo sempre cazzo e figa

Si è abituati a pensare che il milanese dica parolacce di continuo, da “caxxo” a “figa” a la classica affermazione “Oh la Madonna”. Un luogo comune duro a morire, che nei fatti si può riscontrare forse un po’ più nell’hinterland o nel falso stereotipo dell’ “imbruttito”. Chi è sboccato o volgare non fa bella figura a Milano. 

Leggi anche: Da DOVE viene la F***: è davvero un intercalare NATO a Milano?

Continua a leggere con: Le 7 COSE che i MILANESI AMANO di più di Milano

MILANO CITTA’ STATO

copyright milanocittastato.it

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La CICLABILE REBUS di MONFORTE superstar di MILANO: ma c’è chi la supera e… arriva la replica del Comune (FOTOGALLERY)

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L’ultima superstar di Milano: la ciclabile di Corso Monforte all’incrocio con Visconti di Modrone. Impazza sul web e sui social, è stata già definita la ciclabile tetris o rebus. Ma c’è chi la supera. E arriva la replica del Comune. 

La CICLABILE REBUS di MONFORTE superstar di MILANO: ma c’è chi la supera e… arriva la replica del Comune (FOTOGALLERY)

# L’incrocio rebus spiegato dal Comune: “Abbiamo rispettato il Codice della Strada”

Monforte – Visconti di Modrone

“Passi lei, no passi Lei! Passa tu che passo anch’io. Passo io prima che passi lui o passa lei che investe lui o lui che tampona lei?”. Sembra il nuovo ritornello di Annalisa. Invece è uno dei tanti commenti alla segnaletica da incubo disegnata dal Comune. Che finalmente risponde alle critiche.

Monforte – Visconti di Modrone

Dopo alcuni giorni di critiche e di prese in giro, arriva la replica da Palazzo Marino. Dall’Assessorato alla Mobilità spiegano che “La ciclabile è stata disegnata seguendo il Codice della Strada, adottando una soluzione poco utilizzata ma molto frequente all’estero”. Aggiungendo che: “Una differenza è nel colore: il Codice prevede che si possano fare ciclabili in pasta scura, con bitume rosso, mentre non prevede la verniciatura. Per questo caso il settore Mobilità ha chiesto al Ministero dei Trasporti di poter usare la verniciatura e la richiesta è stata autorizzata”.

In conclusione le “strisce di guida” servono a rendere più visibile il percorso sia ai ciclisti sia alle auto. Nello specifico, chi arriva in bici da San Babila non può proseguire diritto in corso Monforte: la linea tratteggiata della svolta a sinistra rende chiaro il percorso da fare”. 

# Ma il premio di ciclabile rebus lo vince lei…

Queste le spiegazioni. In sintesi la replica è che “si sono rispettate le regole” e che all’estero si usa fare così. In effetti, più che Copenaghen, abbiamo rintracciato altri due esempi piuttosto simili. Anzi, in un caso l’effetto è decisamente più ingarbugliato.

Questo è un incrocio di Berlino. Simile anche se molto più ordinato anche grazie all’ampiezza della carreggiata. In questo caso sembra difficile perdere l’orientamento.

Berlino – ph. Alessandra

Più simile al caso di Milano, se non peggio, invece è il caso di Chorlton, un quartiere di Manchester molto popolato. Forse è questa a meritare il premio di ciclabile rebus. Dopo la finale di Champions Milano viene sconfitta ancora una volta dalla città inglese. 

Manchester

Continua la lettura con: La ciclabile più corta del mondo è a Milano

ANDREA ZOPPOLATO

copyright milanocittastato.it

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MILANO, vorrei ma non posso: è il SOGNO PROIBITO degli studenti italiani

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Credits pendolaredentro IG - Studiare in treno

Non studiano a Milano ma se potessero trasferirsi a Milano domani mattina lo farebbero. O, per meglio dire, molti studenti che non vivono a Milano si trasferirebbero subito se solo potessero. Proviamo a comprenderne le ragioni dei desideri spesso interrotti.

MILANO, vorrei ma non posso: è il SOGNO PROIBITO degli studenti italiani

# Gli affitti troppo alti di Milano

Credits gev_milano IG – Protesta contro caro affitti

Chi studia all’università non sempre può permettersi di vivere a Milano. Anzi spesso gravita nell’hinterland circostante per poter ammortizzare i costi troppo gravosi che Milano richiede per gli affitti abitativi. Un sacrificio enorme per chi studia e per le relative famiglie che non possono certo permettersi di pagare dai 600 euro in su per stanze spesso piccolissime.

Ecco che così si sceglie di studiare in altre università oppure, se di università milanese si tratta, allora è vita da pendolare assicurata per cui lo studente viaggia in treno per raggiungere il polo universitario prescelto.

# La provincia

Pavia

Molti ritengono più proficuo studiare in provincia: città più piccole più vivibili e a misura d uomo, costi inferiori e quindi meno gravosi e sostenibili per le famiglie che così sopportano impegni economici molto più ragionevoli. Magari alti, ma non come a Milano. Ottime università ci sono a Pavia, Novara, Varese, Monza, tanto per fare un esempio. Città di provincia ricche e ben fornite di studentati, case in affitto a prezzi ragionevoli e mille opportunità.

Leggi anche: 7 CITTÀ che potrebbero fare da EXCLAVE alla città metropolitana di Milano 

# Però vorrei andare a studiare a Milano

Credits pendolaredentro IG – Studiare in treno

Però, c’è un però. SS si chiede a qualunque studente se è contento oppure se studierebbe altrove avendone i mezzi, quasi tutti rispondono che sì, sono contenti, ma Milano…. A Milano sarebbe meglio. 

Molti di loro studiano in provincia, molti altri fanno i pendolari verso Milano. Questi ultimi si lamentano del fatto che non riescono a vivere con pienezza la dimensione milanese. I primi, si lamentano di studiare in provincia perché ritengono l’università milanese più prestigiosa.

Pochi altri sono soddisfatti della vita universitaria di provincia. Non dimentichiamo coloro che potrebbero studiare nelle loro città, molte delle quali si trovano al sud Dove pure sono presenti importanti e prestigiose realtà universitaria, e ciò nonostante se potessero scegliere, preferirebbero trasferirsi a Milano perché si ritiene dotata di strutture universitarie migliori.

A tale ultimo proposito va osservato che il prestigio di un ateneo va valutato sotto molteplici aspetti, come il numero di quanti vi si iscrivono, ma soprattutto le prospettive di lavoro e carriera offerte. Quindi, a parità di condizioni, è altamente probabile che uno studente di un’altra regione, potendo scegliere, opterebbe per una università del nord e in primis Milano.

Politecnico

# Proviamo a capire le ragioni di questa “voglia pazza di Milano”:

  • Perché molti dei migliori atenei italiani sono a Milano: Politecnico e Bocconi in primis e perché il plus è costituito dalle accademie, Brera in testa.
  • Perché Milano è la città della cultura, dei musei e delle iniziative culturali
  • Perché Studiare in un Ateneo milanese aumenta le possibilità di trovare un lavoro dopo
  • Per la movida notturna. Locali, luci, ristorantini e drink. Come non restarne affascinati?
  • Perché i mezzi ci sono e sono in orario. E questo è un punto nevralgico perché in altre città, specie al sud, i mezzi non ci sono
  • Perché la vita di provincia alla lunga, annoia. In città si vive una vita universitaria ricca di stimoli, occasioni e soprattutto opportunità e Milano ne ha da vendere.

Ma allora perché mai agevolare questo assurdo paradosso per cui Milano pur avendo atenei di eccellenza, non consente di accedervi, se non a pochi?

# Non è un paese per giovani

A coronamento delle riflessioni svolte viene da fare un ulteriore considerazione, o i genitori di chi studia sono benestanti, oppure studiare in città, a Milano, diventa un miraggio. Un desiderio fortemente espresso ma interrotto.
Milano terra lontana ed elitaria per chi vuole studiare? Milano vuole essere una città per vecchi benestanti? Una città che ha poli universitari tra i più importanti in Europa ma che allo stesso tempo ne impedisce il concreto accesso?
Una città che rinuncia ad investire concretamente sul futuro e quindi sui giovani, rischia l’implosione e resta piegata su sé stessa.

Una politica che non investe sul futuro dei giovani, si arroga il diritto di privarli di questo futuro e rischia un’emigrazione verso università straniere assai più appetibili quanto a costi e prospettive lavorative. Non è un paese per giovani. E Milano è una città per giovani?

# Bologna: l’eccezione che conferma la regola?

Credits clocloticino IG – Università di Bologna

Pensiamo alla città di Bologna con l’università più antica in assoluto al mondo, prestigiosa, all’avanguardia e con mille opportunità. Nel capoluogo emiliano per strada si vedono solo giovani, qui gli affitti a prezzi ragionevoli ci sono, non mancano i mezzi e i collegamenti di ogni tipo.

La movida è energica frizzante in una città eclettica, ricca e che non dorme mai. Quanto ai ristoranti ed al buon cibo penso nessuno possa minimamente dubitare del perché Bologna si chiami anche la grassa… 

E quindi Milano forse dovrebbe prendere spunto da città come questa? Dove è spiccato il senso di comunità, inclusione ed accoglienza? Dove si ragiona con la mentalità di un giovane e che pensa ai giovani investendo per loro? Se chiedi a un giovane universitario bolognese se si trasferirebbe a Milano, difficilmente direbbe sì…ahimè.

Leggi anche: A BOLOGNA ogni porta corrisponde a un SEGNO ZODIACALE

Continua la lettura con: Fino a 1.700 euro per una STANZA SINGOLA: gli STUDENTATI a MILANO COSTANO PIÙ di una CASA in AFFITTO

ALESSANDRA GURRIERI

copyright milanocittastato.it

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La NUOVA VITA del PLASTIC: da Freddie Mercury alla Quattro Stagioni

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Credits: @Claudio Geccherle FB Plastic

Scopriamo cosa ha appena inaugurato al suo posto.

La NUOVA VITA del PLASTIC: da Freddie Mercury alla Quattro Stagioni

# La discoteca dello star system mondiale

Credits: @Claudio Geccherle FB
Plastic

Fino agli inizi degli anni ’90 il Plastic era la discoteca più trasgressiva di Milano, la prescelta dallo star system mondiale quando veniva in città. Il locale di Viale Umbria 210 era il regno della creatività, dove si sperimentavano le nuove mode e il primo ad avere importato il modello della rigida selezione all’ingresso gestita da personaggi mitici e temuti. Tra gli artisti di fama internazionale che l’hanno frequentato Madonna, Elton John, Andy Warhol, Freddie Mercury, Prince, Paul Young, Bruce Springsteen, Keith Haring che insieme a Grace Jones, per passarci una serata, prendeva l’aereo. 

Chiuso nel 2012, la discoteca si è trasferita in zona Fondazione Prada con il soprannome di Plastic Palace ma senza più il fascino di un tempo, mentre gli spazi hanno appena visto nascere una nuova attività.

Leggi anche: Le DISCOTECHE del POMERIGGIO: la FOTOGALLERY degli anni ’80 e ’90

# Casa Tobago Open Grill, un nuovo locale chic con delle stanze segrete

Credits megliounpostobello IG – Casa Tobago

Ha aperto i battenti martedì 10 ottobre 2023 Casa Tobago Open Grill. Un locale che si presenta come un viaggio tra stili differenti, oggetti, soprammobili, quadri e arredamenti ricercati che lo fanno sembrare un’abitazione nobiliare e dove si respirano atmosfere di altre latitudini.

Credits megliounpostobello IG – Bancone Casa Tobago

Un bancone lussuoso dove vengono serviti cocktail sofisticati, all’esterno ambienti diversi e anche table sharing. Oltre ad essere un cocktail bar, prima di tutto è pizzeria e grigliera. 

Credits megliounpostobello IG – Casa Tobago stanze segrete

All’interno ci sono anche delle stanze segrete, da scoprire suonando il campanello nelle speranza che qualcuno vi apra.

 

 
 
 
 
 
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Spunto: megliounpostobello IG

Continua la lettura con: Il PALAZZO SVENTRATO di Milano si prepara a RINASCERE

FABIO MARCOMIN

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I 7 LUOGHI TOP per andare a CASTAGNE nei dintorni di Milano

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Sabrinakoeln-pixabay - Raccolta castagne

La stagione delle castagne: sette mete da segnarsi per una giornata di raccolta. Per i più pigri l’appuntamento è in via Sarpi con le storiche caldarroste. 

I 7 LUOGHI TOP per andare a CASTAGNE nei dintorni di Milano

#1 Val d’Intelvi 

Credits un.marchigiano.in.lombardia IG – Val d’Intelvi

In provincia di Como, a poco distanza dalla Svizzera, ci sono i bellissimi, selvaggi e poco frequentati boschi della Val d’Intelvi. Qui si trovano alcune delle migliori castagne della Lombardi. La zona migliore e è quella tra San Fedele e Casasco. Non male comunque anche i boschi sopra Pellio e l’area di confine tra la valle e la Svizzera. 

#2 Parco di Montevecchia e Valle del Curone 

shwalmsley ig – Parco Montevecchia e valle del Curone

Tra le zone più battute per la raccolta di castagne non lontano da Milano c’è quella del  Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, in provincia di Lecco. Sono presenti boschi molto ampi e quindi lo spazio non manca, ma è sempre consigliato arrivare la mattina. 

#3 Appiano Gentile 

Credits di_me_di_te_e_del_bosco IG – Parco Pineta Appiano Gentile

Appena sotto Como e a 45 minuti da Milano si possono raccogliere le castagne, sempre rispettando le aree agricole, nel Parco Regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Sono presenti diversi sentieri facili e adatti anche ai bambini.

#4 Castagneto di Enco a Rezzago

Credits lecanaglie_trapdogexplorer IG – Castagneto di Enco

Una vera mecca per gli amanti delle castagne è il Castagneto di Enco. Siamo nel Triangolo Lariano, tra i due rami del Lago di Como, a pochi minuti da Canzo e per la precisione nel comune di Rezzago. Il plus è senza dubbio è il panorama sul lago. Raggiungibile comodamente anche con i passeggini, per i bambini imperdibile il Sentiero dello Spirito del Bosco.

#5 I boschi sopra Colico

wikiloc.it – Anello boschi Colico

Nella parte più a nord del Lago di Como, a Colico, c’è un’altra zona dove si possono trovare davvero tante castagne. Il punto di partenza è nei pressi della Trattoria Posallo. Da qui inizia un sentiero che sale nei boschi sopra il paesino. La raccolta diventa ancora più ricca se ci si immerge all’interno del bosco allontanandosi dal sentiero.

#6 Valle San Martino

Credits trekkinglecco IG – Valle San Martino

Anche in Valle San Martino, tra la provincia di Lecco e la provincia di Bergamo, ci sono splendidi boschi di castagno che garantiscono sempre abbondanti raccolte. Tra i comuni dove è più facile incamminarsi lungo i sentieri c’è Pontida, partendo dal santuario della Beata Vergine di Caderizzi alle pendici del monte Canto, Carenno e Erve.

#7 Valsassina

passione_camper IG – Valsassina

Sotto le cime della Valsassina, tra le Grigne e il Resegone, si possono trovare numerosi ettari di boschi e castagneti dove passare una giornata nella natura raccogliendo le castagne. Le zone più battute sono quelle comprese tra i comuni di Barzio e Introbio.

Continua la lettura con: I 5 BOSCHI INCANTATI della Lombardia

FABIO MARCOMIN

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#68 – I LUOGHI in Lombardia dove fare il VOLO dell’ANGELO

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Credits vistilago.eu - FlyEmotion-vista-lago-bema-albaredo-ritorno

Volete provare l’emozione di volare? Ecco dove farlo nella nostra regione.

I LUOGHI in Lombardia dove fare il VOLO dell’ANGELO

# In Lombardia si può volare a 400 metri d’altezza

Credits conny3294 IG – Volo Valtellina

Volete provare l’emozione di volare? Il “volo dell’angelo” fa al caso vostro. Tramite una speciale imbragatura che consente di essere completamente orizzontali si può passare da un versante all’altro di una valle su una fune d’acciaio avendo la sensazione di volare. Appena lasciata la piattaforma di partenza non vi rimane che aprire le vostre braccia come se fossero ali e lasciarvi andare fino al versante opposto per sentirvi come un uccello in picchiata. Vediamo dove si può provare il “volo dell’angelo” nella nostra regione.

# I percorsi disponibili in Valtellina e in Val Camonica

Credits flyemotion IG – Volo d’angelo

In Lombardia ci sono alcuni percorsi da non perdere, da fare da soli o in coppia. In Valtellina troviamo quelli di Albaredo per San Marco e Bema:

  • Tra Albaredo e Bema ci sono due percorsi con la zipline Aerofune per provare il volo d’angelo. La prima da Albaredo a Bema è lunga 1.5km, si raggiunge una velocità di 80/90 km orari e si è a circa 300 metri d’altezza per circa 1 minuto e 30 secondi. La seconda, di ritorno, da Bema ad Albaredo è lunga poco piú di un km, con una pendenza media del 16,5%. Si “vola” a un’altezza di 380 metri a una velocità del “volo” tra i 100/110 km/h per poco più di un minuto. 
  • Il parco avventura Aerobosco con 4 percorsi sugli alberi.
  • La railzip Albaredo con una lunghezza di piú di 600 m. ed una pendenza media del 16,5%.

 

Credits cosasifa.com – Zipline Ponte di Legno

Nell’estremità settentrionale della Val Camonica c’è la zipline che parte da Ponte di Legno. Ha una lunghezza di 1,3 km ed una pendenza media del 20%. L’altezza massima è 30 metri, in cinque minuti di volo si attraversano boschi, sentieri e cascate ed è adatta anche ai bambini. La partenza della Railzip è alla stazione di monte della seggiovia Valbione e l’arrivo alla partenza della stessa seggiovia.

 

Fonte: Eventimilano

Continua a leggere con: #69 – Il “GIARDINO delle GROTTE”: l’oasi segreta di pietra e acqua a UN’ORA da Milano

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#68 – La PORTA della MERAVIGLIA a Milano: dove si trova, la sua storia e perché fu chiamata così

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Credits museodeibambinidimilano IG - Porta della Meraviglia

Camminando lungo via Francesco Sforza, all’altezza dei Giardini della Guastalla al civico numero 34 della via, ci si imbatte nei resti di un meraviglioso portale barocco. Che cos’è e che cosa ci fa nel cuore di Milano?

La PORTA della MERAVIGLIA a Milano: dove si trova, la sua storia e perché fu chiamata così

# Una porta talmente bella da essere chiamata “Porta della Meraviglia”

Credits museodeibambinidimilano IG – Porta della Meraviglia

Camminando lungo via Francesco Sforza, all’altezza dei Giardini della Guastalla al civico numero 34 della via, ci si imbatte nei resti di un meraviglioso portale barocco che un tempo era uno degli ingressi della Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore fondato da Francesco Sforza. Una porta talmente bella da essere chiamata “Porta della Meraviglia“, con la struttura in mattoni, l’arco e i gradoni di accesso in pietra e marmo. Una porta da cui si accedeva all’acqua del Naviglio che un tempo scorreva in questo punto. Ma rivediamo la sua storia. 

Leggi anche: Curiosità e riqualificazione dei PONTI sui NAVIGLI

# Perché fu realizzata la “Porta della Meraviglia”

Credits nicola_gravante IG – Università Statale Milano

L’Ospedale Maggiore era dotato sin dalla sua nascita nel 1456 di un cimitero all’interno della Ca’ Granda nell’edificio di via Festa del Perdono, l’attuale sede dell’Università Statale, che però già alla fine del 17esimo secolo risultò inadeguato e insufficiente per le esigenze igieniche della struttura ospedaliera.

Credits naviglireloading – Ponte dell’Immacolata

Si decise quindi di costruire nuovo cimitero detto “Cimitero dei Nuovi Sepolcri”, l’odierna Rotonda della Besana, che divenne operativo nel 1697 e rimase in funzione fino al 1792. Da quell’anno infatti la legislazione sanitaria austrica obbligava lo spostamento dei cimiteri fuori dalle mura cittadine. Per poter trasportare le salme al nuovo luogo di sepolture, nel 1691 venne aperta una nuova porta dell’ospedale: la “Porta della Meraviglia“. Non solo: fu anche realizzato un ponte, il Ponte dell’Annunciata, che scavalcava il Naviglio della cerchia interna e conduceva alla nuova strada.

# La demolizione del ponte 

Credits sciurbianchi IG – Sponde Ponte dell’Immacolata

Del ponte non rimane più traccia: fu demolito nel 1930 quando si eseguì la copertura del Naviglio interno. Ma qualcosa venne salvato: le sponde posizionate a fianco della “Porta della Meraviglia” e ancora oggi visibili.

 

Fonte: Navigli Reloading

Continua la lettura con: Luogo nascosto #69 – Il GIARDINO SEGRETO del centro di Milano (Mappa e FotoGallery)

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Video: MILANO senza AUTO, è POSSIBILE?

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Sogno o realtà? Tutti vogliamo una città più green e con più biciclette. Tuttavia, se si eliminassero le automobili, come potrebbero fare tutte quelle persone che sono in qualche modo obbligate ad usarle?

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