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I grattacieli di Milano: quale potrebbe essere il progetto più spettacolare?

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Milano è la città dei grattacieli in Italia ma, tenendo conto di quello che è stato realizzato nel mondo, fino a quale punto potrebbe osare?

I grattacieli di Milano: quale potrebbe essere il progetto più spettacolare?

# I progetti di grattacieli più ambiziosi mai realizzati

Credits Frank Lloyd Wright Foundation – Grattacielo Illinois

Già nel 1956 il famoso architetto Frank Lloyd Wright progettò per Chicago un grattacielo alto un miglio, di ben 528 piani, che però non è stato mai realizzato: nell’’edificio di acciaio e alluminio erano previsti uffici per 100.000 impiegati, un parcheggio per 15.000 automobili e perfino piazzole per l’atterraggio di numerosi elicotteri, ma problemi di ogni genere allora irrisolvibili ne avrebbero impedito la realizzazione.

By Mashton444 at English Wikipedia, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54478683 – Sky mile tower

Questo progetto è da qualche anno in fase di rielaborazione dallo parte dello studio KPF per una possibile realizzazione in Giappone: è lo Sky Mile Tower un grattacielo di 1700 metri, tramite sofisticati software i quali ne prevedrebbero anche un’elevata sostenibiltà, e sarebbe del doppio del Burj Khalifa a Dubai, attualmente il più alto al mondo.

unstudio.com – World Business Center Busan

Anche la proposta di Asymptote Architetture, che ha vinto il concorso per il World Business Center Busan del 2007 in Corea del Sud, appare avvincente: una torre di 560 metri composta da tre alti corpi separati e affusolati che si innalzano da un edificio base a partire dal 50° piano e sono raggruppati per garantire la loro resistenza strutturale.     

Leggi anche: Le INFRASTRUTTURE MAI REALIZZATE più incredibili del mondo     

# A Milano il problema del suolo: il primo edificio oltre i 50 metri

Torre e Palazzo Rasini

Il sottosuolo di Milano è di natura sabbioso-argillosa, tale da impedire di costruire alti edifici dal peso enorme, che inoltre necessiterebbero di maggior spazio libero intorno e al di sopra di una certa altezza il costo di costruzione tenderebbe a crescere talmente da non essere relazionabile alle quotazioni immobiliari.                      

E sarà pure per aspetti culturali e sociali, diversamente da come è avvenuto a San Geminiano quando storicamente aveva ben 72 torri, che in città si è dovuto attendere fino agli anni 1932-35 per la realizzazione del primo edificio di 50 metri ovvero di un grattacielo, la Torre Rasini, destinata ad abitazioni di lusso.     

# Pirellone e Torre Velasca

Credits Andrea Cherchi – Pirellone                     

In seguito nonostante le raffinate sperimentazioni formali del Pirelli e i ricercati riferimenti goticizzanti della Torre Velasca, entrambi, costruiti a metà degli anni 50 e poi divenuti dei simboli della città, sono stati accusati dalla critica internazionale di essere frutto di una cultura nostalgica, antimoderna. È innegabile che il primo non sia stato originato da un progetto urbanistico mentre il secondo, pur più congruente con altri edifici moderni di Milano, sembra emergere con fatica dalla sua piccola piazza, circondata da edifici.

I grattacieli di Milano da tempo stanno sviluppando sempre più anche la destinazione residenziale. Tuttavia, solo alcuni edifici sono ben disegnati e coerenti con il contesto cittadino, mentre altri ne appaiono estranei, dalle forme improbabili e nessuno sembrerebbe rappresentarla come pure molti in via di costruzione.       

# Porta Nuova e Citylife

   

diario_dal_mondo IG – Porta Nuova

A Porta Nuova il celebre Bosco Verticale rappresenta si una geniale idea di marketing urbano, per rendere anche da noi “friendly” i grattacieli residenziali, più che un’architettura, o le Torri Solaria e Aria opere di buon professionismo internazionale, che potevano essere costruite qui come in qualsiasi altro luogo urbano.

Credits Andrea Cherchi – Citylife e fiori

Il noto quartiere di City Life è certo definito secondo moderni criteri urbanistici, anche se presenta un eccesso di volumetria e la volontà, dovuta al marketing attuale, di sottolineare i tre grattacieli con marchi fortemente diversi, vistoso quello che limita la pregevole Torre Hadid, esprimendo così un carattere di casualità ed estraneità nei confronti della città circostante.          

# La Torre Pluralista: il progetto più spettacolare per Milano

gabrielepimpini.it – Torre Pluralista

Un cenno infine alla Torre Pluralista, un progetto visionario del 1987 dell’artista-designer-architetto Gaetano Pesce, vissuto a New York, che sempre in quell’anno con il “grattacielo vegetale” ha ispirato Boeri Studio per il Bosco Verticale. Questo è edificio, di 40 piani, ciascuno dei quali da realizzarsi da un architetto diverso, che si pensa di costruirlo in Brasile: è un’evoluzione in verticale derivata dalla storica proposta dell’Immeuble-Villa di Le Corbusier. Magari si potrebbe augurare che diventi una provocazione utile anch’essa come spunto per i progettisti degli “spettacolari” edifici milanesi, per andare oltre il solito cliché ideando davvero un nuovo autorevole landmark per la città.

Continua la lettura con: I 10 GRATTACIELI più ALTI dell’Unione Europea

GUIDO ANGELINI

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Da Milano alla Luna: il futuro del trasporto aereo in città

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Il futuro del trasporto aereo sta per cambiare, si sta per rinnovare, siamo sempre più vicini ad una nuova modalità di trasporto per aria. E come? Fuori dai nostri cieli, avvicinandoci sempre di più allo spazio. 

Da Milano alla Luna: il futuro del trasporto aereo in città

# La sfida di Spacex con il programma Starship

Di Lars Plougmann – https://www.flickr.com/photos/criminalintent/51431135356/, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=122438738 – Spacex

Se l’alta velocità ferroviaria sta mettendo in crisi i voli di breve tratta, per quanto riguarda le lunghe tratte la situazione è decisamente più complessa, sia dal punto di vista infrastrutturale, sia dal punto di vista di un mezzo vero e proprio. 

Ormai diversi anni fa Spacex ha lanciato il programma Starship, un programma per riportare l’uomo sulla Luna e poi su Marte, grazie ad un razzo completamente riutilizzabile, alimentato a metano, che renderanno sostenibile, dal punto di vista economico, il trasporto nello spazio. Il razzo è ancora nella fase di test, per cui non è ancora chiaro quali saranno le tempistiche legate al suo utilizzo nello spazio, né quante volte potrà essere utilizzato, né quanto tempo sarà necessario per completare un check-up prima di rilanciarlo, insomma sono più le cose che non sappiamo che quelle che sappiamo ma le potenzialità di Starship sono evidenti.

# Collegare diverse città distanti tra loro

credit: wired.it

L’enorme potenza e versatilità del sistema ha fatto pensare a SpaceX e non solo a loro, di rivoluzionare il sistema di trasporto aereo. L’idea sarebbe di utilizzare il razzo per collegare varie città piuttosto distanti, abbassando i tempi e anche i costi di trasporto rispetto al trasporto aereo, in quanto si accorcerebbe il tragitto cambiando completamente la traiettoria. Per cui, forse già oggi dobbiamo domandarci, dove sarebbe possibile costruire uno spazio-porto a Milano? 

# Dove realizzare uno spazioporto a Milano? Assago in pole position

hardwareupgrade – Starship

Per creare uno spazioporto bisogna valutare fin da subito l’impatto ambientale, di conseguenza bisognerebbe stare ben lontani dai vari parchi nazionali e regionale, in modo da non impattare eccessivamente sugli ecosistemi più importanti del nostro territorio, anche se comunque la costruzione comporterà l’utilizzo di diverse unità di suolo e l’esercizio comporterà rumore e vibrazioni nell’intorno.

Sicuramente per cercare di mitigare l’impatto ambientale, è opportuno cercare un luogo che sia fin da subito fortemente interconnesso, in modo tale da ridurre l’impatto di opere accessorie come bretelle autostradali, ferroviarie o estensioni della linea metropolitana. Questo inoltre permetterebbe alle persone, ed eventualmente alle merci, di raggiungere lo spazioporto mediante il trasporto pubblico.

L’area su cui sorge oggi la base di lancio di Spacex è di circa 150.000 metri quadri e comprende due rampe di lancio pensate per il lancio spaziale, alcune strutture per il controllo, la produzione dei razzi e diverso altro spazio libero per future espansioni. 

Di conseguenza dobbiamo pensare ad un’area di almeno 900.000 mq in modo tale da poter accogliere tutti i vari servizi e almeno 4/5 rampe di lancio sia per il trasporto terrestre, sia per il trasporto spaziale, oltre a tutte le infrastrutture necessarie a garantire il servizio. 

Area spazioporto

Possiamo ipotizzare la creazione dello spazio porto a sud-ovest di Assago, siccome la M2 sarebbe a poco più di 1km e si potrebbe pensare quindi di prolungarla, nelle vicinanze è presente la tangenziale ovest e l’autostrada A7, che creerebbe un buon interscambio con le arterie autostradali.

Rimane aperta la problematica legata alla ferrovia, in quanto in questa zona non passano treni, certamente il collegamento che sarebbe garantito da M2 sarebbe già sufficiente per l’afflusso di passeggeri. Con l’apertura del Terzo Valico, potrebbe convenire pensare di collegare lo spazioporto alla linea che collega Milano e Genova nei pressi di Pieve Emanuele a sud, mentre a nord si potrebbe intersecare la linea S9 nei pressi di Trezzano sul naviglio, che potrebbe essere una scusa per completare la cintura ferroviaria.

Continua la lettura con: I TAXI VOLANTI a MILANO: il tragitto della “metropolitana del cielo” (VIDEO)

SAMUELE GALBIATI

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Sono arrivata a Milano da un paesino di 4mila abitanti…

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Credits Andrea Cherchi - Installazione Fuorisalone 2024

Sono arrivata a Milano da Crevoladossola, paese piemontese di appena quattromila abitanti. L’impatto è stato uno choc.

Sono arrivata a Milano da un paesino di 4mila abitanti…

# Persa e confusa in mezzo a persone apparentemente sicure di sé

Lo choc è stato trovarmi immersa in una moltitudine di persone che sfrecciano da ogni parte con sguardi fissi, come se non dovessero mai perdere di vista il loro obiettivo. Loro apparentemente così sicuri, mentre io persa e confusa. 

Dopo i primi caotici momenti, piano piano però ho imparato come si vive a Milano e, soprattutto, a capire che è una città che può offrire tantissimo ai giovani, ma anche presentare delle ombre. Questa la mia esperienza sui pro e contro di Milano. 

# Pro 1: le vie di uscita dal caos

Ph. dimitrisvetsikas1969

La mia prima scoperta è stata che Milano, sì, è una città molto frenetica, ma offre però tantissime vie di fuga dal caos. La mia via di uscita dal caos è passeggiare per i corridoi di una mostra o di un museo, ritrovandomi in un silenzio rassicurante che mi fa godere a pieno le bellezze che mi circondano. Oppure a Milano ha un gusto per me speciale trascorrere una giornata con amici in un parco, come al Sempione, dove prendere il sole, fare sport, chiacchierare spensierati, rilassandosi e ricaricando tutte le energie. Il Sempione è un parco centrale, a suo modo unico tra le grandi città d’Italia. Ma queste sono scoperte che ho fatto dopo la scelta di venire a Milano: perché ho deciso di venire qui?

# Pro 2: l’atmosfera giovane e vitale

Credits nicola_gravante IG – Università Statale Milano

Uno dei motivi per cui la mia scelta è ricaduta su Milano è la vasta offerta formativa che offrono le varie università. Basta pensare che l’Università Statale di Milano è la migliore a livello internazionale per quanto riguarda i corsi di medicina e biologia. E a pari passo anche le opportunità di stage, o lavoro, sono molto valide. Ma non solo la qualità della formazione è così rilevante: lo è anche quello del gran numero di studenti che arrivano a studiare a Milano che la rende vitale, di mentalità aperta e internazionale. In breve, qui ti ritrovi in un’atmosfera unica per chi ha la mia età. E da questo si arriva al terzo grande punto forza che ha Milano per una come me. 

# Pro 3: ogni sera un’esperienza unica

Credits: agrodolce.it – Il Tempio del futuro perduto

Amo la musica. E questa passione viene ricambiata da Milano in modo straordinario. In primis per la vita notturna e tutti i concerti che vengono organizzati. Di discoteche e locali ce ne sono a bizzeffe: tra quelli dove sono stata mi hanno colpito in particolar modo: il Tempio Del Futuro Perduto, per i grandi spazi anche all’esterno e per le attività che offrono, e il Gattopardo, per la sua location unica in una vecchia chiesa.

Ma ce n’è per tutti i gusti, ogni sera si trova sempre qualcosa da fare. Le opportunità sono molteplici: andare a ballare, andare a teatro, a un concerto, anche solo ad un bell’aperitivo magari con musica di sottofondo. Ogni serata a Milano può essere un’esperienza unica. Queste le luci della metropoli. Ma se dovessi citare le ombre, metterei queste.

# Contro 1: il portafoglio piange

Credits peter-facebook -pixabay – Soldi

Il primo contro può sembrare piuttosto banale. Avere moltissime attività da svolgere, aperitivi, cene, è tutto molto ammaliante, ma c’è un ma: i soldi. Milano è la città più cara in Italia, non solo per gli affitti alle stelle, le bollette, le tasse universitarie, ma anche per le spese extra quasi obbligatorie per poter vivere la città. 

# Contro 2: manca l’aria

Credits: milanofanpage.it – Inquinamento a Milano

Un altro tasto dolente è la qualità dell’aria. Soprattutto per chi come me arriva da un paese circondato da montagne, dove si sente la freschezza dell’aria, la differenza si nota subito. Non per niente Milano è la seconda città più inquinata in Europa.

# Contro 3: muoversi

Ph. Image by Jakub from Pixabay

Io adoro Milano, devo ammettere però che una delle cose per me più snervanti è prendere i mezzi, nonostante siano molto efficienti, o ritrovarsi nelle zone molto affollate negli orari di punta. In certi momenti diventa difficile muoversi e prendere un caffè o uno spuntino diventa un’impresa. Ma d’altronde questo è uno dei prezzi da pagare se si decide di vivere in una metropoli come questa.

# Contro 4: insicurezza

Ph. ninocare – Pixabay

E si arriva al tema caldo dei nostri giorni: la sicurezza. A me sembra che Milano sia in generale una città abbastanza sicura, anche se mi è capitato non poche volte di trovarmi in situazioni in cui non mi sono sentita al sicuro. Non capisco come sia possibile che io, una ragazza, debba avere paura di tornare a casa da sola dopo una certa ora.
Non ci troviamo sicuramente in una di quelle metropoli dell’America del Sud, ma comunque
ritengo che dal punto di vista della sicurezza si potrebbero fare dei grandi passi avanti.

# Alla fine ho capito che questa è Milano

Questi i pro e i contro principali secondo la mia esperienza e che probabilmente sono comuni a molti della mia età che arrivano a studiare a Milano. Ma se devo dire quale sia la ricetta magica per vivere al meglio Milano forse è proprio questa: quella di capire che i pro e i contro di Milano sono parti della stessa medaglia. Una medaglia che significa l’ingresso nella vera vita, con i suoi rischi ma anche con le sue infinite possibilità. 

Continua la lettura con: Io, TORINESE innamorato di MILANO, vi spiego perché questa CITTÀ è MAGICA

ANNA ALBINI

copyright milanocittastato.it

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Milano SOS: dove riqualificare in città

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Credits: immagine24.blogspot.com via Sammartini 73

Le segnalazioni su interventi che i milanesi chiedono al Comune di apportare per riqualificare luoghi o per migliorare i trasporti pubblici. 

Milano SOS: dove riqualificare in città

# Corsia riservata per la 92

Creare una corsia riservata per la 92 condivisa con il tram 2 da piazza Bausan a Lancetti (rif: Domenico Sannicandro)

# Ripristinare la 45

Ripristinare la 45 perchè nel quartiere Forlanini la sera è pericoloso per noi donne spostarsi a piedi per i cortili per arrivare al 27 o alla 73 (rif: Daniela Salvetti)

# Ripristinare la fontana di Piazza Gramsci

Riqualificare la fontana di piazza Gramsci, una piazza che potrebbe essere stupenda ma che è in un degrado pazzesco. Hanno pure tagliato uno dei pochi alberi esistenti.

la "fontana" di gramsci
la “fontana” di gramsci

# Completare le ciclabili interrotte

Le ciclabili che finiscono nel nulla sono un insulto al civismo e alla mobilità

Via Dezza – Ph. giannicongiu_IG

# Via Quintiliano

La Via Quintiliano. Non è solo zona industriale. E’ anche zona residenziale. Case nuove con angolo Salomone. Nuovo bar gelateria, nuove case a metà, polizia di Stato, giardini e parco giochi comunale, cooperativa accoglienza profughi, AC Macallesi, campi basket scuola media, casetta tempo libero comune di Milano, passaggio per casa di riposo anziani e poi anche zona industriale. Marciapiedi tutti rovinati, da rifare e strade a senso unico pericoloso e in parte a imbuto per problemi viabilità. Curvone molto pericoloso per mancanza attraversamento pedonale alla fine del sentiero dei giardini. Regalateci un miglioramento anche in periferia, non valiamo di meno, siamo solo meno fortunati, figli di operai (rif: Daniela Salvetti)

# Piazzale Accursio

“Io propongo piazzale Accursio, angolo Espinasse. C’è il cadavere di un vecchio immobile veramente brutto” Michela Guizzardi

# L’orario estivo dei mezzi pubblici

L’orario estivo dei mezzi per due mesi é eccessivo e comunque non dovrebbe mai coincidere con area C attiva, costringere i cittadini a scegliere tra 5 euro di pedaggio/gabella o 50 minuti di attesa nella canicola é demenza totale  (rif:Simone Di Gennaro)

# Il suk di Piazza Medaglie d’Oro

Piazza Medaglie d’oro (disastro viabilistico) e suk perenne su spiazzo marciapiede Porta Romana M3, e Corso Lodi con vie traverse piene di paletti e parigine sparite e auto su marciapiedi anche in zone 30 (Rif: Fabio Marcomin)

# Via Lope de Vega

Le case Aler sono in uno stato veramente osceno (Rif: Massimo Compagnoni )

# Piazzale Corvetto

corvetto
corvetto

Viabilità di Corvetto: si dovrebbe creare un sottopassaggio al termine di corso Lodi direzione raccordo liberando il traffico dai semafori di chi invece deve svoltare nel piazzale.

# 24 fino a Locate

Prolungamento 24 fino a Locate, in previsione da anni ma progetto mai partito

# Bici sui mezzi

Sogno i mezzi in cui si possano mettere le biciclette al seguito (modello Amsterdam o Berlino)

# Cristo si è fermato a San Siro

Il degrado delle case popolari nel suk dietro Segesta  è una disgrazia per chi ci vive e squalifica un’intera area che per verde e strutture sarebbe una delle più rinomate della città.

# Piazze e strade da riqualificare

Credits: immagine24.blogspot.com
via Sammartini 73

via Tito Livio
Parcheggio di Pagano
piazza Trento
viale Forlanini
via Doria
via Sammartini
piazza Caiazzo
piazza Monte Titano
via Mazzini
via Meravigli
piazza Cacciatori delle Alpi
De Angeli

Continua la lettura con: Il cavalcavia di Corvetto: abbatterlo o trasformarlo nella highline di Milano?

MILANO CITTA’ STATO

copyright milanocittastato.it

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Il cavalcavia di Corvetto: abbatterlo o trasformarlo nella highline di Milano?

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Il destino del cavalcavia ritorna a più ondate al centro del dibattito politico. Le alternative sono due, abbatterlo o trasformarlo, ma al momento non è stata mai messa in campo nemmeno un azione temporanea. L’ultima idea proposta vorrebbe farlo diventare come la famosa Highline di New York.

Il cavalcavia di Corvetto: abbatterlo o trasformarlo nella highline di Milano?

# Il destino del cavalcavia: abbatterlo o trasformarlo?

cavalcavia corvetto
Cavalcavia corvetto

Abbatterlo o trasformarlo? Un dubbio che si è ripresentato più volte all’interno del dibattito politico recente e non solo, ma che si è risolto sempre nel lasciarlo tale e quale senza nemmeno un intervento temporaneo di riqualificazione. Il cavalcavia del Corvetto non è altro che il Raccordo dell’Autostrada del Sole che inizia all’altezza di Rogoredo e che termina in Piazzale Bologna, costruito tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 del ‘900 per agevolare lo spostamento degli automobilisti in ingresso in città. 

# L’idea di farlo diventare come l’Highline di New York

Progetto riqualificazione cavalcavia Corvetto

L’ultima idea è quella del progetto “Fly over live under”, elaborato dal team multidisciplinare Fab For Future (FFF), al primo posto su 28 proposte pervenute nell’ambito di una competizione rivolta a studenti universitari terminata a luglio del 2023. I vincitori hanno pensato a a un suo riutilizzo, con una trasformazione della fruizione del cavalcavia sia sotto che sopra.

Per la parte superiore è stata proposta l’eliminazione del traffico veicolare convertendo la struttura in una sorta di Highline, come quella presenta a New York al posto di un tracciato ferroviario dismesso. Qui i cittadini potrebbero sostare, passeggiare tra pergole, sedute e aree verdi, oltre a osservare la città da un punto di vista inedito. 

Riqualificazione area sotto cavalcavia Corvetto

Per l’area sotto il cavalcavia, già interessata in passata dalla realizzazione di un murales nelle pareti laterali durante la giunta Moratti, è stata ipotizzata la riqualificazione degli spazi oggi occupati dalle auto in sosta. La soluzione studiata prevede l’inserimento di nuove attività aggregative e sportive, come pareti di arrampicata, tavoli da ping-pong, campi da basket e da bocce. A questo si aggiunge la trasformazione di Piazzale Corvetto da nodo viabilistico a una piazza multi-funzione, un nuovo luogo di aggregazione, vivibile e facilmente accessibile grazie alle nuove aree pedonali.

# I numeri della proposta: 5,4 ettari in più per pedoni, 485 nuovi alberi e 2.400 mq di nuovi spazi per attività sportive e aggregative

Nuovo Piazzale Corvetto

Questi i numeri principali del progetto calcolati dai promotori:

  • circa 5,5 ettari di spazio in meno destinato alle auto;
  • un incremento di circa 5,4 ettari di spazio per i pedoni;
  • piantumazione di 485 nuovi alberi;
  • circa 2.400 mq di nuovi spazi per attività sportive e aggregative

Previsto inoltre un nuovo edificio per servizi e attività commerciali quali ristorazione, spazi co-working, per eventi e di incontro tra artigianato e digitale nei pressi di Piazzale Corvetto. Per ora rimane solo una proposta, ma non è il solo cavalcavia di Milano al centro di proposte.

# Che ne sarà del “Mostro”, il cavalcavia Monteceneri-Serra?

Credits: corriere.it – Cavalcavia Monteceneri

Un dibattito analogo è aperto da anni su un altro “famoso” cavalcavia, quello di Monteceneri-Serra, a nord della città. Questo mostro architettonico è stato sempre partorito negli anni ’50, di circa 1 km lungo la circonvallazione, con identico impatto negativo a livello estetico, acustico e di inquinamento nei confronti dei residenti affacciai sull’arteria. Tutto è rimasto al 1965, anno di conclusione dei lavori, dato che, nonostante le necessarie attività di manutenzione e ipotesi di demolizione e di restyling, non si è fatto nulla di concreto. Abbatterlo appare in questo caso un’opzione remota, perché non immaginarne un nuovo utilizzo prendendo qualche idea dalla proposta presentata per il cavalcavia al Corvetto?

Leggi anche: Il “MOSTRO”, il cavalcavia MONTECENERI-SERRA, verrà ABBATTUTO?

Continua la lettura con: Il PONTE sullo STRETTO da RECORD: il progetto (RENDERING)

FABIO MARCOMIN

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La meravigliosa storia delle porte di Milano

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Credits percorsi.casemuseo - Porta Venezia

L’antica Milano era cinta dalle mura. Per entrare in città si potevano varcare le mura attraverso delle grandi porte oppure degli accessi secondari, detti pusterle.

La meravigliosa storia delle porte di Milano

# Le porte in epoca romana

La principale porta di accesso alla città era Porta Romana. Le altre porte più antiche erano la Comasina, la Giovia, la Ticinese, la Tosa, la Vercellina e l’Orientale (oggi Porta Venezia).

porte storiche di Milano fonte: www.milanoevents.it
porte storiche di Milano fonte: www.milanoevents.it

Porta Comasina (o Porta Cumana), sull’attuale via dell’Orso, da cui partiva la via Regina che collegava Milano a Como.

Porta Giovia, dove oggi si trova il Teatro Dal Verme, era intitolata a Diocleziano, da cui partiva la via Severiana Augusta, che congiungeva con il Lago Maggiore, e la via Varesina, che portava a Varese e a Lugano.

La Porta Orientale si trovava sull’attuale via Manzoni, si apriva verso Bergamo, Brescia e l’Oriente.

Da Porta Romana partiva la via Emilia.

Porta Ticinese, sull’attuale Carrobbio, portava a Ticinum (Pavia).

Porta Tosa, situata lungo la moderna via Rastrelli, poco prima di via Larga, sorgeva nei pressi del porto fluviale di Mediolanum, e dava sulla strada romana che raggiungeva Cremona.

Da Porta Vercellina, situata dove ora è presente la chiesa di Santa Maria alla Porta, partiva la via delle Gallie, che conduceva verso Augusta Prætoria (Aosta) passando da Novaria.

L’imperatore Massimiano donò all’allora capitale dell’impero tre nuove porte: Argentea, Aurea ed Erculea.

# Le porte medievali

Le porte repubblicane e quelle massimiane, così come le mura, sono state distrutte durante l’assedio di Milano del 1162, opera dell’imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa, venendo poi sostituite dalle mura e dalle porte medievali.

Le porte medievali principali erano:

Porta Orientale
Porta Romana
Porta Ticinese

porta ticinese medievale Fonte: http://www.02blog.it

Porta Vercellina
Porta Comasina
Porta Nuova

porta nuova medievale Fonte: http://www.02blog.it

A queste va aggiunta Porta Giovia, che sarebbe definitivamente scomparsa con la costruzione del moderno Castello Sforzesco.

# Le porte spagnole

Tra il 1548 e il 1562 per ordine di Ferrante I Gonzaga si decise la costruzione delle mura spagnole, resa necessaria per sostituire le mura medievali di Milano, ormai diventate obsolete per l’invenzione della polvere da sparo.

Al 1796 le porte principali erano dodici, di cui sei erano quelle principali:

Porta Orientale, in epoca napoleonica Porta Riconoscenza e dal 1860 Porta Venezia.

porta orientale spagnola Fonte: http://www.02blog.it
porta orientale spagnola Fonte: http://www.02blog.it

Porta Romana.

porta romana spagnola Fonte: http://www.02blog.it

Porta Ticinese, nota sotto Napoleone come Porta Marengo.

Porta Vercellina, dopo il 1859 ribattezzata Porta Magenta.
Porta Nuova.

porta nuova spagnola Fonte: http://www.02blog.it

Porta Comasina, dal 1860 Porta Garibaldi.

# Le porte dell’Ottocento

Nel XIX secolo, con la crescita dei commerci e del traffico, vennero aperte altre porte. Furono le ultime prima della demolizione delle mura spagnole, che iniziò alla fine dello stesso secolo:

Porta Sempione, situata dove esisteva in epoca medievale Porta Giovia e corrispondente al moderno Arco della Pace.
Barriera Principe Umberto, demolita nel 1931 e sostituita dall’omonima e moderna stazione.
Porta Genova, ora chiamata stazione di Milano Porta Genova.
Porta Volta.
Porta Monforte, ultima porta realizzata a Milano per fornire alla città un altro accesso che superasse le mura.

Altri cambiamenti di nome si ebbero durante il Risorgimento. Porta Tosa cambiò nome in Porta Vittoria per celebrare le cinque giornate, Porta Vercellina venne rinominata Porta Magenta in ricordo della battaglia di Magenta, Porta Comasina fu ridenominata Porta Garibaldi e Porta Orientale fu ridenominata Porta Venezia (1859) in onore alla città lagunare, non ancora annessa al Regno di Sardegna.

porta garibaldi Fonte: http://www.02blog.it
porta garibaldi Fonte: http://www.02blog.it

Continua la lettura con: 10 città stato del mondo che possono ispirare Milano

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Pierina Legnani, la prima milanese a diventare “prima ballerina assoluta”

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Legnani

Nella storia della danza classica, a livello mondiale, sono quattordici le ballerine che hanno conseguito il titolo di “prima ballerina assoluta”. Un riconoscimento assegnato alle danzatrici più importanti, inarrivabili. Tra queste quattordici, ben tre sono milanesi.

Pierina Legnani, la prima milanese a diventare “prima ballerina assoluta”

# Nata al Bottonuto, un quartiere oggi scomparso, si formò alla scuola di ballo alla Scala

Pagina Milano Scomparsa FB – Bottonuto anni 30

La prima a diventare “prima ballerina assoluta” fu Pierina Legnani, nata poco distante dal Duomo il 30 settembre 1868. Lo divenne nel 1894 (a 26 anni) grazie al Maestro di ballo francese Marius Petipa, primo Maitre de ballet nella compagnia di danza imperiale di San Pietroburgo. La seconda italiana, in ordine cronologico, ad aver conseguito il prestigioso titolo fu l’indimenticabile talento milanese, Carla Fracci, diventata “prima ballerina assoluta” secondo la recensione del New York Times nell’edizione del 12 luglio 1981, in occasione dell’esibizione dell’artista al Metropolitan Opera HouseLa terza è invece Alessandra Maria Ferri, diventata “prima ballerina assoluta” al Teatro alla Scala nel 1992. 

Ma torniamo alla prima a conseguire una nomina che regala alla ballerina un qualcosa di mitico, forse perfino di mistico ed eterno. Pierina Legnani nacque nell’umile quartiere Bottonuto, che si trovava nella zona dell’attuale Piazza Diaz e vie limitrofe. Si formò alla scuola di ballo alla Scala, sotto la guida di un’altra illustre ballerina milanese, Caterina Beretta.

# Dal debutto ai palcoscenici internazionali

Di Unknown photographer. Photography studio of the Imperial Mariinsky Theatre. St. Petersburg, Russian Empire. – Property of the uploader., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18216965 – Pierina Legnani in Russia

Il debutto della Legnani risale al 1888, in “Amadriade”, ballo fantastico brillante in otto quadri, di Luigi Danesi: dimostrò fin da subito grazia e forza, eleganza e carisma, le si attribuì la capacità di eseguire trentadue fouettes en tournant consecutivi, ma lei stessa confidò di arrivare al massimo a venticinque. A ventiquattro anni diventa prima ballerina alla Scala, a venticinque manda in visibilio il pubblico dellAlhambra Teheatre di Londra, poco dopo la sua fama la fa arrivare a San Pietroburgo, dove viene chiamata al Taetro Mariinskij. Qui i suoi virtuosismi appassionano gli spettatori che riempiono la sala solo per lei. Pierina Legnani inizia una prolifica collaborazione con il coreografo ed ex ballerino Marius Petipa, studia con il danzatore, quasi coetaneo, Nokolai Legata e con il coreografo Christian Johansson, diventando sempre più precisa, acrobatica ed elegante.

# Le sue esibizioni più importanti

Legnani

Epiche sono state le sue esibizioni in “Cenerentola”, “Le Talisman”, “Le halte de cavalerie” e in “Raymonda”. Ne “Il lago dei cigni”, è Odette e la sua rappresentazione del 1894, al teatro Mariinskij, viene ancora oggi considerata la migliore di tutti i tempi.

Tornata in Italia, va a vivere nella ridente Pognana Lario, sul lago di Como, diventando anche una preziosa maestra di danza. Morì a Milano il 15 novembre 1930, dopo aver coperto anche il ruolo di commissaria d’esame alla Scala.

FABIO BUFFA 

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10 messaggi alla “milanese” per chiudere una relazione d’amore

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Ph. tranmautritam

Chiudere una relazione non è mai facile. All’inizio del rapporto si dovrebbe stabilire una safety word come nel sadomaso: quando uno dei due dice quella parola la relazione termina automaticamente e chi si è visto si è visto.
Purtroppo i rapporti umani sono più complessi di quelli che si instaurano tra persone che indossano una tuta in lattice.
Per fortuna però siamo a Milano, e questa grande città può suggerire dei messaggi da inviare per lasciare il partner.

10 messaggi alla “milanese” per chiudere una relazione d’amore

Ph. niekverlaan

#1 Interesse composto

“Sapevi di essere un bene soggetto a deprezzamento. Ti lascio ora fin che hai ancora un buon valore di mercato. Lo faccio per te.”

#2 Fedeltà

“Ti amo ma sono sposato con il mio lavoro.”

#3 L’incontro a sorpresa

“Nel meeting di questa mattina ho visto il tuo ex.”
“Quale?”
“Io!”

#4 Salvataggio in corner

“Non sono pronto per una relazione così seria. Però qualche volta possiamo vederci per l’aperisesso.”

#5 Divieto di sosta

“Ho parcheggiato la nostra storia d’amore nella doppia fila dei miei sentimenti con le quattro frecce. Ora devo andare prima che la mia coscienza me la rimuova.”

Ph. JESHOOTS-com

#6 Concentrato

“Ora non posso amarti. L’Inter deve prima vincere la Champions.”

#7 Metaforico

“Ti lascio perché fare l’amore con te è come entrare in Galleria Vittorio Emanuele.”

#8 Concreto

“La nostra relazione è importante ma troppo accidentata. Non può continuare, è come andare in bici sul pavé. Quando piove.”

#9 Intraprendente

“Noi due siamo un grande team però è venuto il momento di mettermi in proprio.”

#10 Definitivo

“Quando ti sei innamorato del mio look, dei miei vestiti alla moda e dei miei modi eleganti e raffinati dovevi andare oltre alle apparenze. Pensavi di aver trovato l’uomo perfetto, invece sono gay.

Continua la lettura con: I parcheggi creativi dei milanesi per disfarsi dell’auto

FRANCESCO BOZ

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5 ghost town per una gita da brividi da Milano

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basile6708 IG - Mulini di Piero

In Lombardia ci sono diversi paesi ormai abbandonati ma, ciò nonostante, cresce la schiera dei turisti curiosi di visitare luoghi storici dal fascino antico.

5 ghost town per una gita da brividi da Milano

#1 Assiano, il borgo abbandonato nei pressi di Baggio 

il curiosone FB – Assiano

Un borgo rurale antichissimo situato nei pressi di Baggio e che si affaccia sulla strada denominata via Cusago che collega il comune di Cusago al quartiere di Baggio. Per lungo tempo è stato un borgo di eccellenza quanto a produzione di fragole, di burro e formaggio. Oggi si presenta come un insieme di Cascine, granai e costruzioni agricole abbandonate.

Leggi anche: #37 – ASSIANO: il quartiere “fantasma” che è ancora campagna

#2 Borgo del Canto, il borgo raggiungibile solo a piedi in provincia di Bergamo 

a_the_void IG – Borgo del Canto

In provincia di Bergamo sul monte Canto, si trova questo borgo abbandonato caratterizzato da un insieme di ruderi e rovine di origine agricola. L’abbandono è frutto del noto fenomeno che, in molti borghi di campagna, ha comportato la fuga verso i nuclei cittadini. Situato nella Valle San Martino a Pontida, era un borgo medievale ricco di monasteri e abbazie ed oggi è raggiungibile solo a piedi dalla frazione di Fontanella oppure da Pontida.

#3 Consonno, la “Las Vegas d’Italia” nel comune di Olginate in provincia di Lecco 

Credits: anto1993_, IG – Consonno, Olginate

In questo borgo gli edifici sono ancora conservati, se pur parzialmente. L’abbandono è stato infatti causato da una serie di frane del terreno. Famoso per l’appellativo di paese dei balocchi, il borgo era stato pensato per diventare una sorta di Las Vegas della Brianza, ma l’ennesima grave frana ha costretto gli abitanti ad un definitivo abbandono. 

#4 Piero, il borgo in provincia di Varese immerso nella natura 

basile6708 IG – Mulini di Piero

Il borgo fantasma di Piero, frazione di Curiglia, si trova in Val Veddasca, sulle alture del lago Maggiore, in provincia di Varese. Offre panorami naturalistici mozzafiato, anche grazie al fiume Giona che li attraversa. Poco distante dal paesino di Piero si trovano i famosi mulini, restaurati negli anni ’90 ma ormai totalmente abbandonati.

#5 Monteviasco, uno dei borghi più belli d’Italia quasi disabitato 

luciabnch IG – Monteviasco

Monteviasco, non lontano da Piero, è “uno dei borghi più belli d Italia”, caratterizzato da casette di montagna e vecchie baite in legno. Non è abbandonato, anche se il numero di abitanti si contano sulle dita di due mani, ma è raggiungibile solo a piedi attraverso un percorso in salita di più di 1400 gradini. Da non perdere la cascata di Giona, formata dall’omonimo fiume, che attraversa queste vallate verdeggianti e va a sfociare nel lago Maggiore. 

Continua la lettura con: Grazie! Un nuovo borgo lombardo tra i tre più belli d’Italia

ALESSANDRA GURRIERI

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La misteriosa diciassettesima colonna di San Lorenzo

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ganeshel IG - Colonne di San Lorenzo

Un grande classico. Andare in San Lorenzo e contare le colonne. Una, due, tre… sedici. Sono sedici. Invece no. Nessuno vede che ne esiste anche un’altra. Che nessuno vede. 

La misteriosa diciassettesima colonna di San Lorenzo

# Il luogo più conosciuto della Milano Romana

Credits Lgraniczny-pixabay – Colonne di San Lorenzo

Per tutti a Milano sono “le colonne”. Anche se ce ne sono altre di famose in città, sicuramente le più suggestive sono loro. Le Colonne di San Lorenzo, in Porta Ticinese, sono forse il luogo più conosciuto della Milano Romana. Gli edifici originari da cui provengono risalgono a un periodo compreso tra il II o III secolo dC.

Cesco-pixabay – Basilica di San Lorenzo

Le colonne fanno da cornice alla Basilica di San Lorenzo e con molta probabilità era prevista in un origine che ne completassero il patio. La loro collocazione attuale è stata completata tra l’XI e il XII secolo con la posa dell’arco al centro del colonnato.

Leggi anche: #19 – MILANO ROMANA: 13 cose dell’antica Roma rimaste a Milano (MAPPA)

# Le colonne sono davvero 16?

ganeshel IG – Colonne di San Lorenzo

Le colonne sono alte circa 7 metri e mezzo in marmo di Musso e provviste di capitelli corinzi, provenienti da due edifici differenti. Ai capitelli più bassi è stato aggiunto uno spessore in laterizio per livellarli con gli altri. Come tutti i milanesi sanno, e chi ci passa davanti può confermarlo, le colonne sono 16 in totale: ma è davvero così? A un primo sguardo sembrerebbe proprio così, anche contandole una per una. Invece al conto ne sfugge una…

# Bisogna guardare più su

Credits Andrea Cherchi – Dettaglio Colonne di San Lorenzo

Secondo alcune leggende l’avrebbe nascosta il Diavolo. Ma non stiamo parlando di una colonna uguale alle altre 16. Come ricorda Giacomo Bertolotti, a San Lorenzo c’è una colonna che nessuno nota e che porta il numero totale a 17.

Credits Andrea Cherchi – Dettaglio piccola colonna

Per vederla bisogna mettersi al centro del colonnato: alzando la testa verso l’alto e osservando con attenzione si può notare una colonna in miniatura, con una piccola croce sopra posizionata sulla sommità dell’arco. 

Continua la lettura con: I MISTERI delle COLONNE di Milano

MILANO CITTA’ STATO

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La terza regina delle università di Milano: chi è Marina Brambilla, la nuova rettrice della Statale

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Elezione storica alla Statale di Milano: per la prima volta nel suo secolo di storia è stata nominata come rettore una donna. Si tratta di Marina Brambilla. Ma il fatto storico è anche un altro: per la prima volta tutte le tre università statali di Milano hanno al loro vertice una donna. 

La terza regina delle università di Milano: chi è Marina Brambilla, la nuova rettrice della Statale

# L’elezione di Marina Brambilla, paladina della libertà di pensiero e del diritto allo studio 

La prima donna a essere eletta come rettore proprio nell’anno del centenario della Statale ha ottenuto 1.651 preferenze contro le 644 del suo sfidante, Luca Solari. Si tratta di Marina Brambilla, già parte della governance dell’ateneo dal 2018 come prorettrice ai servizi per la didattica. Ha avuto risalto nelle cronache per la “no tax area” a 30mila euro di Isee, consentendo così a uno studente su due di essere esonerato dal pagamento delle tasse universitarie. Dopo la laurea allo Iulm e il dottorato all’Università di Pavia, ha iniziato a lavorare alla Statale vent’anni fa, diventando docente di Linguistica tedesca. “Saranno sei anni complessi, caratterizzati da transizione ambientale e digitale, con importanti impegni verso il territorio, il Paese e Campus Mind”, ha spiegato la neo-rettrice, aggiungendo che “Gli atenei devono restare luoghi di confronto e di libertà, passione e discussione”. Con la sua nomina ora tutti e tre gli atenei pubblici di Milano sono in mani femminili, dopo Giovanna Iannantuoni dell’Università Bicocca e Donatella Sciuto del Politecnico.

# Donatella Sciuto, l’ingegnere con l’innovazione in testa per un Politecnico senza frontiere

Dal 2023 anche il Politecnico è passato per la prima volta nella sua storia a guida femminile. La nuova rettrice è Donatella Sciuto, ingegnere di Varese, laureata al Politecnico con un successivo Master in Business Administration alla Bocconi, dopo aver studiato anche in America, all’Università del Colorado. Entrata come professore associato al Politecnico all’inizio degli anni ’90 è stata promossa a professore ordinario nel 2000. Nel 2010 è diventata vice rettore dell’università e vice rettore esecutivo nel 2015. I suoi campi di ricerca riguardano in particolare i sistemi embedded, l’elettronica a basso consumo e l’integrazione su vasta scala multicore, con applicazioni che includono le smart buildings. “Non credo che essere femmina abbia influenzato le mie scelte scolastiche”, ha dichiarato in un’intervista a Bet She Can, “Nella mia famiglia non sono mai state messe in discussione le mie capacità rispetto a quelle di mio fratello. L’unica differenza tra me e mio fratello è che mia madre ogni tanto cercava di farmi indossare la gonna invece dei pantaloni!”.

# Giovanna Iannantuoni, la prima-donna dei record al vertice della Bicocca

Credits: unimib.it
Giovanna Iannantuoni

Ma la prima è stata lei: Giovanna Iannantuoni. Nata a Lucera, in provincia di Foggia, si è laureata in Discipline Economiche e Sociali (DES) alla Bocconi. Ha poi ottenuto il PhD in Economics presso l’Università di Lovanio, in Belgio. Sempre all’estero ha intrapreso la carriera nelle università di Rochester, Cambridge, Lovanio e come professore associato all’Università Carlos III de Madrid. Nel 2006 è tornata in Italia come associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Dal 2014 è professore ordinario. È stata coordinatrice del Dottorato di Economia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca fino al 2015 e, dal 2015 al 2019, Presidente della Scuola di Dottorato. Dal 2019 è diventata rettrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, la prima donna a ricoprire tale ruolo in una università di Milano. Non solo: nel novembre 2023 è diventata anche la prima donna Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. “La mia Milano sarà sempre più modello di città ideale, riferimento per l’Italia e attrattiva per il resto del mondo”, ha dichiarato in questa intervista a Milano Città Stato.

Continua le lettura con: Intervista a Giovanna IANNANTUONI: “la mia Milano sarà sempre più modello di CITTÀ IDEALE, riferimento per l’Italia e attrattiva per il resto del mondo”

ANDREA ZOPPOLATO

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Metro e treni: il 50% dei cantieri a Milano sono fermi o in ritardo

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Roberto di Milano FB - Cantiere Bettola

Peggiora la situazione nell’area milanese rispetto alla rilevazione precedente effettuata dall’osservatorio di Confindustria. Aumenta il numero dei cantieri in ritardo e quelli fermi o non ancora partiti in base ai cronoprogrammi previsti. 

Metro e treni: il 50% dei cantieri a Milano sono fermi o in ritardo

# La situazione è peggiorata rispetto al 2022: i cantieri fermi sono saliti dal 30% al 44%

Mappa trasporti Lombardia

Analizzando i dati dell’ultimo rapporto Oti Nord, il documento dell’osservatorio di Confindustria sull’intera mobilità di persone e merci dal Piemonte al Friuli, è emerso come sui 15 sistemi infrastrutturali del sistema logistico del Nord Italia due dei tre punti più critici toccano direttamente Milano.  Facendo un confronto tra il 2022 e il 2023 si è registrato un miglioramento per quanto riguarda i progetti in linea e quelli in ritardo, passati rispettivamente dal 30% al 33% e dal 40% al 22%, mentre i progetti fermi sono saliti dal 30% al 44%.

# Tre cantieri ferroviari fermi o in ritardo nell’area milanese

Di User:Arbalete – Opera creata e caricata dall’autore (own work by uploader). Background map form Openstreetmap (http://www.openstreetmap.org/)., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10454299 – Milano-Asso

Facendo il focus sui progetti ferroviari ci sono tre importanti opere che insistono nell’area milanese sotto osservazione. I lavori previsti sulla direttrice ferroviaria Milano-Seveso-Asso presentano alcuni rallentamenti e criticità. Entro il 2024 dovrebbe essere attivato il cantiere, in ritardo di qualche anno rispetto al cronoprogramma precedente, per chiudersi nel 2027. Tutte le risorse, 68 milioni di euro, sono già state stanziate.   

Di Arbalete – Opera propria, Background map form Openstreetmap (http://www.openstreetmap.org/)., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30977549 – Linea Milano-Mortara

Il ritardo il potenziamento della Milano-Mortara, che prevede il raddoppio della linea è un investimento complessivo di 874 milioni di euro. La prima fase dei cantieri riguarderà la tratta Albairate-Abbiategrasso, ma al momento i 282 milioni di euro non sono stati ancora messi a disposizione. 

A questo si aggiunge il quadruplicamento della tratta Pavia-Voghera sulla nuova alta velocità Milano-Genova, quella tra Rogoredo-Pieve Emanuele dovrebbe essere conclusa entro il 2026. Se tutte i nodi dovessero sciogliersi a breve i cantieri potrebbe essere portati a termine per il 2030.

# I prolungamenti in ritardo: M1 a Cinisello Bettola e M5 verso Monza

Roberto di Milano FB – Cantiere Bettola

Sul fronte metropolitane la situazione non è tanto più rosea, dato che anche il completamento della linea M4 sta rispettando un cronoprogramma rivisto numerose volte, con i problemi più seri che toccano i prolungamenti. Stiamo parlando in particolare di due progetti:

Credits: urbanfile.org – Prolungamento M1 Monza-Bettola
  • l’estensione della M1 verso Cinisello/Monza Bettola, di 1,9 km e due fermate a nord. I lavori sono stati fermati dalla vecchia impresa, che ha rinunciato al contratto, e al netto di un piccola ripresa nella stazione di testa la fase di avanzamento è del 55%. Mancano inoltre 38 milioni di euro, anche se circa 20 dovrebbe essere stati ottenuti dal Sindaco di Cinisello Balsamo, e l’apertura del nuovo tratto di linea dovrebbe slittare almeno di 3 anni, dal 2024 al 2027.
Credits ascuoladiopencoesione.it – Tracciato M5
  • il raddoppio della linea M5 fino a Monza, con 13 km di tracciato e 11/12 fermate. Vanno trovati ancora gli extra costi, per completare il finanziamento, ma i cantieri dovrebbero essere avviati nel 2025 per poi terminare nel 2032. Anche in questo si parla di due anni di ritardo rispetto all’ultimo cronoprogramma. 

Fonte: Milano Corriere

Continua la lettura con: La metropolitana di Milano: le stazioni del prossimo futuro già in costruzione (immagini)

FABIO MARCOMIN

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Milano città chiusa: nuove strade off limits, Area B a pagamento e Area C più costosa?

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Foto di Jannis Lucas su Unsplash - Via Montenapoleone Milano

Accedere e spostarsi con un veicolo a motore privato nel Comune di Milano sta diventando sempre più difficile e costoso. E all’orizzonte spuntano ulteriori aggravi. Scopriamo le ipotesi sul tavolo.

Milano città chiusa: nuove strade off limits, Area B a pagamento e Area C più costosa?

# Area B diventa a pagamento?

Telecamere Area B

Tra le ipotesi messe sul tavolo per Area B, che coincide in gran parte con il territorio del Comune di Milano ed esclude i veicoli con motorizzazione fino a Euro 2 benzina e Euro 5 diesel, c’è quella di un’introduzione di un ticket di accesso. Nell’estate 2023 si era parlato di tariffe “non particolarmente alte”, ma al momento non c’è nessuna data e nemmeno la conferma di un’eventuale cambio delle regole. I milanesi e i residenti dell’hinterland possono tirare un sospiro di sollievo, tranne quelli che non potranno più circolare in città con i prossimi divieti previsti dal calendario: da ottobre 2025 gli esclusi saranno i veicoli benzina Euro 3 e i diesel Euro 6 A-B-C acquistati dopo il 31.12.2018.

Leggi anche: Area B: l’HINTERLAND diventa il PARCHEGGIO di Milano?

# La tariffa di Area C potrebbe salire fino 10 euro, con pagamento anche per le auto ibride ed elettriche

Area C

L’Area C, che invece si estende su tutto il Municipio 1, ha invece registrato il tanto temuto incremento passando da 5 a 7,50 euro. Esentate dal pagamento sono le auto elettriche e ibride con emissioni di CO2 inferiori a 100 g/km, mentre i residenti beneficiano di 50 transiti gratuiti annuali, poi il costo è di 3 euro al giorno. In futuro, secondo l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione di ridurre la congestione e l’inquinamento rafforzato dal recente Piano Aria e Clima di recente approvazione, accedere in centro potrebbe diventare ancora più costoso.

I consiglieri della maggioranza Rosario Pantaleo, Enrico Fedrighini e Carlo Monguzzi hanno presentato un ordine del giorno all’inizio del 2024 con delle proposte di ulteriore inasprimento delle regole d’accesso alla Cerchia dei Bastioni, tra queste “valutare un significativo incremento del ticket” che potrebbe arrivare a 10 euro e quella di far pagare tutti, anche “i 31 mila veicoli, ibridi ed elettrici, che oggi entrano liberamente”. Un’altra chiedeva di estendere l’arco temporale di attivazione delle telecamere oltre l’intervallo attuale 7.30-19.30, mentre già nel 2024 dovrebbe essere estesa anche al fine settimana, esclusi i residenti che il sabato e la domenica continueranno ad accedere.

# Estensione del divieto di accesso alle auto dei non residenti oltre il perimetro del Quadrilatero allargato 

Foto di Jannis Lucas su Unsplash – Via Montenapoleone Milano

A settembre del 2024 è attesa la chiusura al traffico di auto private nel “super centro”, corrispondente al Quadrilatero della Moda e altre vie limitrofe tra Corso Matteotti e Corso Vittorio Emanuele. L’accesso è consentito solo ai residenti proprietari di box o garage e a chi parcheggia nelle autorimesse della zona, oltre a mezzi di servizio e di trasporto pubblico e privato, come taxi e Ncc, e fornitori autorizzati. Il Sindaco Sala guarda però già oltre, non escludendo di allargare ancora di più il perimetro nel prossimo futuro, ad esempio rendendo pedonali o ZTL le strade chiuse per il Fuorisalone 2024.  Altra ipotesi sul tavolo è quella di vietare l’accesso a Milano anche per moto e motocicli giudicati inquinanti.

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Continua la lettura con: L’ultimo divieto di Milano: sarà vietato comprare un gelato o una bottiglia d’acqua dopo la mezzanotte?

FABIO MARCOMIN

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“Uomini e donne sono diversi: non mi piace quando si dice che non ci sono differenze”

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“Uomini e donne sono diversi: non mi piace quando si dice che non ci sono differenze: il cervello delle donne e il cervello degli uomini funziona in modo diverso, la ricchezza nel lavorare insieme sta in questo cambio”. In che cosa la donna deve fare attenzione nei rapporti con gli uomini? Risponde Candida Morvillo a @fermento.online www.fermento.online @fermento.online  #fermento

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LA FENICE

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Il più grande proprietario terriero d’Italia è il Policlinico di Milano: produce anche latte

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il nuovo policlinico
il nuovo policlinico

Il più grande proprietario terriero d’Italia è il Policlinico di Milano, noto a tutti come Ospedale Maggiore o Ca’ Granda.

Il più grande proprietario terriero d’Italia è il Policlinico di Milano: produce anche latte

# Costruito da Sforza per curare i più poveri

L’ospedale venne creato nel 1456 da Francesco Sforza per aiutare i più poveri e bisognosi e nel tempo ha saputo attrarre anche un’utenza pagante altolocata. Già nel 1470 l’istituto si distingueva per servizi di eccellenza, come la farmacia interna che lavorava solo per i pazienti, dalle autopsie per capire e curare nuove patologie, dalla cura di ogni paziente che era innanzitutto lavato, vestito di una veste candida, messo su un letto singolo con materasso di piume e per ogni due letti veniva costruito un bagno. Ogni letto era a baldacchino per permettere la sicurezza e la privacy degli ammalati.

# Sei secoli di donazioni per un patrimonio da record: gli utili sono devoluti alla ricerca

nuovo policlinico

ll cospicuo patrimonio rurale dell’Ospedale Maggiore proviene da donazioni di sei secoli e ad oggi è composto da 85 milioni di metri quadrati di campi, 100 cascine, 1 abbazia, 4 chiese cinquecentesche, diversi antichi oratori e km di rogge e canali, per un valore di oltre 600 milioni di euro.

Per gestire l’ingente proprietà, nel 2015, insieme a Cassa Depositi e Prestiti e a Fondazione Cariplo, venne creata la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, con lo scopo di valorizzare tale patrimonio. Gli utili della gestione della Fondazione, da statuto, sono devoluti alla ricerca sanitaria dell’ospedale. La carica di consigliere del CdA è svolta a titolo gratuito e, al fine di garantire un controllo diretto della gestione, viene riservata agli stessi consiglieri del Policlinico.

# Il Ca’ Grandaun, il latte biologico dell’Ospedale

Credits: urbanfile.org
nuovo Policlinico

Oggi, la Fondazione produce anche il Ca’ Grandaun: latte biologico munto in una delle cascine dell’ospedale e lavorato presso il lattificio cremonese Padania Alimenti, distribuito in esclusiva da Esselunga.

Nel 2018 hanno aperto al pubblico l’Archivio Storico del Ca’ Grande, un luogo ricco di storia e fascino, ove è possibile ammirare l’enorme quantità di documenti amministrativi oltre a reperti storici di inestimabile valore come le lettere firmate da Napoleone e Leopardi o la collezione di opere d’arte di Segantini, Hayez e Carrà.

Continua la lettura con: La terza regina delle università di Milano: chi è Marina Brambilla, la nuova rettrice della Statale

STEFANIA CERVI

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L’ultimo divieto di Milano: sarà vietato comprare un gelato o una bottiglia d’acqua dopo la mezzanotte?

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credits: @milanodisera IG

L’accesso in centro. Poi in città per le auto considerate inquinanti. Poi in singole zone. Poi per i parcheggi. Poi per le auto oltre i 30 km/h. Poi per il fumo all’aperto. Ora potrebbe arrivare un nuovo divieto: stop alla vendita d’asporto per cibo e bevande dopo la mezzanotte.

L’ultimo divieto di Milano: sarà vietato comprare un gelato o una bottiglia d’acqua dopo la mezzanotte? 

A partire dal mese di maggio, il Comune di Milano ha intenzione di vietare dopo la mezzanotte l’asporto di bevande e cibo, soprattutto nelle zone maggiormente interessate dalla movida come, per esempio, Brera, Ticinese, Arco della Pace e corso Como. Non si potrà così acquistare cibo d’asporto. Come il gelato.

Il divieto dovrebbe durare dal 17 maggio al 4 novembre per tutti i giorni della settimana.
Non solo:  anche per i venditori ambulanti non sarà vita facile, posto che dovranno interrompere ogni attività, ogni giorno a partire dalle 20. Anche i dehors dovranno chiudere da mezzanotte e mezza.
 
Credits bikeitalia – Dehor a Milano
L’ordinanza, già oggetto di numerose contestazioni, non è ancora stata firmata. Al momento è pubblicata nell’Albo pretorio come “avvio di procedimento”.
La motivazione risiede nell’esigenza di limitare gli orari delle attività dei pubblici esercizi nelle zone residenziali così da garantire “la tranquillità e il riposo dei residenti”.

Dure le reazioni di Fioe e Confcommercio, che non hanno tardato a replicare duramente ritenendo gravemente dannoso un provvedimento che potrebbe colpire le aziende che lavorano, producono ricchezza e fatturano. “Impossibile vendere dopo mezzanotte un cono gelato o una bottiglia d’acqua. L’amministrazione comunale si sta rendendo conto di cosa sta facendo?” è il commento di Confcommercio. 

Continua la lettura con: Milano smoke free

ALESSANDRA GURRIERI

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La nuova vita di Largo Augusto

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Pierfrancesco Maran FB - Largo Augusto

Rinasce un altro luogo iconico interessato per anni dai cantieri della linea M4. Si trasforma da slargo trafficato a piazza pedonale. Le foto e gli interventi le realizzati.

La nuova vita di Largo Augusto

# Da slargo trafficato a piazza pedonale

Pierfrancesco Maran FB – Largo Augusto

Un nuovo pezzetto di città interessata da lunghi cantieri e prima ad uso esclusivo della mobilità su ruote è stata restituita ai milanesi. A 7 anni dalla partenza dei lavori per la realizzazione della linea M4, che dalla scorsa estate è operativa tra Linate e San Babila, ha riaperto infatti Largo Augusto. Una riapertura che vede portare a compimento il progetto del 2020 di trasformazione di un luogo di traffico in piazza pedonale con pavimentazione in cubetti di granito nazionale posati in file parallele, tre aiuole con alberi di magnolia e i liriodendro, essenze e cespugli. Per farlo sono state chiusi al traffico i corselli laterali, mantenendo la viabilità attraverso itinerario via Cesare Battisti – via Cavallotti – corso Europa – via Larga e lasciando la svolta a sinistra da largo Bersaglieri a via Verziere.

# Il ritorno dell’antica Colonna del Verziere nella posizione originale

Milano Segreta Fb – Colonna Verziere

La riqualificazione ha incluso il riposizionamento della seicentesca Colonna del Verziere, con il Cristo Redentore in cima, spostata e custodita in un deposito M4 durante i cantieri, è stata restaurata e collocata nel nuovo Largo Augusto. 

Urbanfile – Antica colonna Verziere

L’intervento ha previsto inoltre la posa della più antica “ruvida colonna” in ceppo e granito scoperta durante i restauri, una delle “croci” volute da san Carlo Borromeo nella seconda metà del ’500 durante la peste,  nella collocazione originaria di quando presidiava l’antica Porta Tosa prima del suo spostamento in Piazza Cinque Giornate. Si trova per l’esattezza nell’angolo posto verso Piazza Fontana ed è collegata a terra a quella più “moderna” da una piccola e simbolica venatura in bronzo. 

Progetto San Babila pedonale. Credits: Comune di Milano

Da qui partirà poi un filare di querce, tigli, pruni e altri alberi a ricostituire l’asse verso l’antico mercato del Verziere.

# La riapertura temporanea in occasione della Design Week

Urbanfile – Largo Augusto

La riapertura in questa nuova veste è temporanea, fino al termine del Fuorisalone, per circa il 20% degli spazi. Si prevede infatti il ritorno delle cesate in una porzione della neonata piazza per poi inaugurare ufficialmente a giugno di quest’anno.

Leggi anche: Cosa non perdere al Fuorisalone: la super guida di Biraghi

Continua la lettura con: La nuova Piazza Castello in total white: cosa manca ancora per l’inaugurazione ufficiale

FABIO MARCOMIN

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Cosa non perdere al Fuorisalone: la super guida di Biraghi

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Credits Andrea Cherchi - Villa Borsani

Anche per l’edizione del Fuorisalone 2024 torna la selezione di Giacomo Biraghi con le location, le mostre e i talk da non perdere a Milano. Scopriamo la top 15 e le curiosità di quest’anno.

Cosa non perdere al Fuorisalone: la super guida di Biraghi

#1 Design Variations in Darsena

Allestimento Park Associati

All’interno di un garage brutalista del 1937 di 3.000 mq un percorso contemporaneo nell’economia circolare e nella sostenibilità in occasione della quarta edizione di Design Variations presentato da MoscaPartners. all’ingresso un’opera site-specific di Nathalie Du Pasquier, mentre l’allestimento modulare con una scenografia di mattoni di cemento di canapa è firmato da Park Associati.

#2 Baranzate Ateliers vicino a Linate

Baranzate Ateliers

Nella mecca delle mega destinazioni post industriali in Via Fantoli 16/3 viene presentato un panorama di nuove e vivaci opere di 14 designer da Zaventem Ateliers. Gli artisti hanno prodotto progetti unici e innovativi lavorando in piena sinergia e guidati da un profondo impegno nei confronti dei valori sociali e ambientali.

#3 Artezanos in un ex cinema al Casoretto

Credits Andrea Cherchi – Ex cinema Casoretto

Un ex cinema riaperto per l’occasione a 30 danni dalla chiusura con la prima collezione di Artesanos curata da Davide Fabio Colaci e Luisa Bertoldo. Gli arredi sono firmati Iacchetti, Casadei e Zaven e sintetizzano l’artigianato e la cultura del progetto contemporaneo.

#4 La Casa Dentro in zona Scalo Romana

In Via Orobia 10, presso la Fondazione ICA Milano, c’è la mostra personale a cura di Alberto Salvadori. “La Casa Dentro è una meditazione sulla memoria, sulla nostalgia per ciò che è andato perduto e sull’impossibilità di disimparare completamente.” L’opera di Formafantasma sfida le consuetudini cercando di mettere in discussione i codici del design modernista. 

#5 Casa Mutina in via Cernaia a Brera

casciaroli.it IG – Casa Mutina

Un’installazione con una serie di novità interamente firmate Ronan Bouroullec, che coinvolge gli spazi di Casa Mutina Milano, il giardino e il loft dell’adiacente Spazio Cernaia. Per la prima volta viene creato un dialogo tra spazi interni ed esterni attraverso le creazioni del designer francese.

#6 Artemest di fianco al Cenacolo

Artmest presenta la seconda edizione de L’Appartamento, una vera open house di una dimora principesca, Residenza Vignale, abbinata alla celebrazione della bellezza e dell’unicità dell’artigianato e del design italiano.

#7 Lampo in zona Farini

mathildegaudin_m IG – Lampo Milano

Isola Design Festival presenta un’evoluzione del suo format di successo, con nuove location tra cui Lampo Milano nello storico scalo ferroviario Scalo Farini. Al suo interno viene celebrato design da collezione, progetti unici ricchi di storia e prodotti contemporanei realizzati da designer indipendenti e studi di design di tutto il mondo.

#8 Palazzo Confalonieri in zona Scala

In Via Romagnosi 8, a pochi passi dal Teatro alla Scala, lo storico Palazzo Confalonieri viene aperto per la prima volta grazie alla nona edizione firmata ADVANTAGE AUSTRIA e un concept creativo dei pluripremiati architetti Vasku & Klug. Per l’occasione viene esposta una vasta gamma di prodotti di punta di design austriaco, selezionati da un’apposita giuria, dai mobili per la casa fino ai servizi per la tavola.

#9 Capsule Plaza in via Maiocchi

L’editoria indipendente in una galleria d’arte. Torna per la sua seconda edizione Capsule Plaza nella solita location dello Spazio Maiocchi, a cui si aggiunge l’iconica destinazione di 10 Corso Como, con gallerie dedicate all’arte e al design recentemente rinnovate dall’agenzia interdisciplinare 2050+.

#10 Ex Casa dell’Acqua nel parco Trotter

fuorisalone.it – Bagno diurno

L’ex Casa dell’Acqua di Via Giacosa 30 viene riaperto grazie a Studiolatte e Finemateria con Inabita il progetto immersivo Bagno Diurno, con una serie di talks e installazioni multisensoriali, che affrontano il tema della cura del corpo in una dimensione collettiva, attraverso l’elemento dell’acqua.

#11 Oltre lo sguardo a Dergano

Oltre lo sguardo

In Via Giovanni Bovio 28 il nuovo spazio permanente Paola Lenti che si incontra con il Giappone accogliendo Hana-arashi, famiglia di oggetti disegnata da Nendo. Un’oasi urbana che guarda oltre il negozio di arredamento con le collezioni outdoor in simbiosi con piante di specie e stagionalità diverse, inserite in sei diversi habitat.  

#12 Opposite United alla Permanente

Al Museo della Permanente in Via Turati 34 va in scena il palinsesto “Opposites United: Intersections Beyond Boundaries” con una serie di talk imperdibili targati Zero in collaborazione con Kia. Diversi ospiti internazionali sono chiamati a riflettere sulle intersezioni disciplinari, artistiche e tematiche della contemporaneità

#13 Making sense of colour in via Archimede

Making sense of colour

Un garage per una esperienza sensoriale. Al Garage 21 di Via Archimede il colosso tecnologico Google propone un viaggio coinvolgente dall’etereo al materiale che fa luce su come il colore sia fondamentale per percepire il mondo che ci circonda.

#14 Design Tech in zona Certosa

Materioteca

La piattaforma di innovazione sul design è presente nella sua nuova sede CoFactory, la nuova fabbrica urbana dedicata alle attività di prototipazione rapida e fabbricazione digitale insediata nel Milano Certosa District, accessibile ai visitatori in anteprima assoluta. Al suo interno ospita una selezione di tabulae provenienti dalla materioteca Material ConneXion. Fino al 20 aprile si può partecipare ai Designtech Talk, una serie di incontri dedicati al pensiero, alla cultura e all’innovazione nel mondo del design. Domenica 21 aprile è prevista l’esposizione dei prototipi dei 4 progetti vincitori dell’Additive Design Contest realizzati con stampanti 3D nelle giornate precedenti.

Leggi anche: Il MILANO FOOD DISTRICT: 20 NUOVI RISTORANTI dentro un UNICO QUARTIERE

#15 Alcova a Varedo presso Villa Bagatti Valsecchi e Villa Borsani

Credits Andrea Cherchi – Villa Bagatti Valsecchi a Varedo

Villa Bagatti Valsecchi, splendido esempio di cascina settecentesca prima e villa nobiliare dallo stile eclettico nel secolo successivo in degrado da tempo. Viene animata in occasione delle Design Week 2024 da Alcova, la piattaforma dedicata a designer, aziende, istituzioni e ricercatori dedicata al design contemporaneo. Visitabile dalle ore 11:00 alle 19:00 con ultimo ingresso ore 18.00. Da non farsi sfuggire la ghiacciaia.

Credits Andrea Cherchi – Villa Borsani

Sempre a Varedo grazie ad Alcova si può visitare c’è Villa Borsani, un piccolo gioiello novecentesco per intenditori.

# Le curiosità più interessanti del 2024:

  • MEET in Porta Venezia, il luogo della sperimentazione digitale durante il Salone;
  • Drop City, ancora scintillante sotto le arcate della Centrale;
  • Dotdotdot per una riflessione sull’AI;
  • Indian Tiny Mega Store per un’esperienza indiana nella casa del Diavolo;
  • a Palazzo Giureconsult c’è la nuova location della Dutch Design Week;
  • nello storico quartiere delle 5 Vie da vedere l’atelier di Giopato & Coombe;
  • il Caffè Moak nello store di Seletti;
  • nella nuova fondazione Sozzani in Bovisa c’è ristorazione artistica di WE ARE ONA;
  • la nuova sede di Lombardini 22 al 13, Unipol e il nuovo progetto Urban Up;
  • la nuova “AEdicola Lambrate” in via Conte Rosso, riaperta per diventare spazio-contenitore: di mostre, eventi, residenze artistiche, djset, con la rivista Urbano;
  • JW Anderson e Rivista Studio;
  • nella suggestiva location industriale di un’ex fabbrica di cioccolato a Nolo, in Via Simone Saint Bon, il concept bar temporaneo di Cafè Populaire;
  • Porno Chic in via Conca del Naviglio;
  • Saint Louis alla chiesa del Carmine in Brera,
  • in Piazza Santo Stefano 10 c’è Rude Arts Club;
  • An Invitation to Dream, la mostra immersiva realizzata di Moncler alla Stazione Centrale;
  • Thom Browne alla palazzina Appiani;
  • Solar, la nuova famiglia di accessori per la casa di LaDouble J a Palazzo Belgioioso,
  • Design Care il fuorisalone di Valore Italia alla BAM.

Continua la lettura con: Le attrazioni imperdibili del Fuorisalone 24: i primi video e la fotogallery di Andrea Cherchi

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Milano città smoke free: i nuovi divieti in arrivo e le multe per i trasgressori

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Ph. Surprising_SnapShots

Milano sarà città smoke free. Le sigarette saranno messe al bando in tutti gli spazi pubblici. Il divieto scatta tra pochi mesi anche se già esiste in diversi luoghi all’aperto. 

Milano città smoke free: i nuovi divieti in arrivo e le multe per i trasgressori

Ph. pexels

# I divieti già in vigore

Milano si prepara a una nuova stretta contro il fumo. In realtà esiste già un divieto esteso in molti ambiti per l’articolo 9 del Regolamento in vigore dal 19 gennaio 2021. Non si può fumare nelle aree destinate al verde pubblico a meno di 10 persone da altre persone. Non solo: vietato fumare anche alle fermate dei mezzi pubblici, nei centri sportivi, negli stadi, nei cimiteri e nelle aree cani. 

# Milano smoke free dal 2025

Dal primo gennaio 2025 sarà vietato fumare in “tutte le aree pubbliche o a uso pubblico”, comprese strade o piazze, anche in questo caso “salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone”, recita il Regolamento. Il divieto vale per le sigarette ma non per quelle elettroniche. 

# Le multe

I trasgressori rischiano dai 40 ai 240 euro, anche se non si sa ancora se siano state già applicate. La ragione di questa politica è di preservare la salute dei cittadini oltre che di limitare le emissioni di inquinanti. 

Ph. breedstock

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Le case dell’acqua a Milano: cosa sono e come funzionano

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Non solo navigli. Milano è anche la città delle case dell’acqua. Ma come funzionano?

Le case dell’acqua a Milano: cosa sono e come funzionano

Ph. https://www.latuaacqua.it/

Li abbiamo visti tutti girando per la città. Sono dei distributori che erogano acqua fresca, liscia o gassata. Ma di che acqua si tratta?

# Come funzionano?

Non bisogna fare troppa strada. L’acqua è la stessa che sgorga dai rubinetti delle nostre case. Ma in questo caso è a costo zero. Il servizio si attiva gratuitamente direttamente dai distributori con la Carta Regionale dei Servizi o la Carta Nazionale dei Servizi. Si possono prelevare fino a 6 litri di acqua al giorno a persona. Ma perchè sono state attivate?

# Dove si trovano?

Il Comune di Milano ha installato le Case dell’Acqua per incoraggiare l’uso dell’acqua potabile fornita dall’acquedotto e diminuire l’inquinamento legato all’utilizzo delle bottiglie di plastica. La mappa delle case d’acqua a Milano: Mappa case acqua.

# La qualità dell’acqua di Milano

Ma l’acqua di Milano è pura? Considerato che il valore medio del residuo fisso dell’acqua di Milano varia, tra le diverse zone, dai 200 ai 450 mg/L, l’acqua di Milano è classificabile tra le acque oligominerali. Ha un ottimo pH: 7,7 e  un residuo fisso di 375 mg/L

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