BERGAMO, la meravigliosa città che i milanesi visitano di rado

Bergamo è una città poco considerata dai milanesi eppure è perfetta per un giorno di riposo "lontano" da Milano


Lo sapevi che la celebre Città Alta è stata insignita nel 2017 come patrimonio mondiale dell’Unesco? Bergamo è una città poco considerata dai milanesi eppure è perfetta per un giorno di riposo “lontano” da Milano⁠.

BERGAMO, la meravigliosa città che i milanesi visitano di rado

La città più curiosa e affascinante più vicina a Milano è Bergamo anche se è raro che un milanese vada in gita a Bergamo. Eppure ci sono molti motivi per cui sarebbe ideale per una visita, anche più volte all’anno. 

# Meno di un’ora da Milano

Credits: @igbergamo IG
Bergamo

Bergamo (o Berghem come viene chiamata dai suoi abitanti) dista da Milano poco più di una mezz’ora di viaggio. Le origini del suo nome sono ancora misteriose e numerose e ancora oggi sono al vaglio studi a riguardo. Di certo la sua area è abitata dai tempi dell’età del ferro da popolazioni degli Orobi, Celti-Liguri e Germaniche. Come la maggior parte dell’Italia, anche Bergamo (al tempo chiamata Bergomum) fu possedimento dell’impero Romano che vide nel territorio un luogo ideale di benessere e prosperità. Caduto l’impero, Bergamo fu ripetutamente invasa e saccheggiata dai barbari che si succedettero alla conquista del territorio italico (Visigoti, Unni, Ostrogoti, Bizantini…).

# I fasti sotto la Serenissima

Credits: @bergamounica
Bergamo

Da allora Bergamo non riesce più a tornare ai fasti imperiale e bisogna aspettare il 1428, quando diventa parte della Serenissima Repubblica di Venezia che gli concede ampie autonomie e lascia sopravvivere le antiche magistrature locali e le istituzioni politiche. Sempre durante la dominazione veneziana vengono apportate delle modifiche al Palazzo Comunale, viene realizzata Piazza Mascheroni, sistemata l’attuale Piazza Pontida, aperto il porticato del Palazzo della Ragione, insomma in questo periodo, la città diventa un luogo importantissimo per artisti e architetti dell’epoca.

# Da Città dei Mille a Patrimonio mondiale Unesco

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Città alta Bergamo

Facciamo un salto e giungiamo alle soglie dell’unità d’Italia, quando nel 1857 viene inaugurata la ferrovia che collega la parte bassa con quella che viene definita Città Alta. L’unità d’Italia rappresenta un vanto per la città che viene anche chiamata Città dei Mille, dato l’alto numero di bergamaschi che parteciparono alla spedizione unitaria di Garibaldi. Così come durante la prima guerra mondiale, saranno numerosi i bergamaschi che si uniranno alle truppe alpine impegnate al fronte.

Terminato il grande conflitto, Bergamo vive un periodo di grandi trasformazioni urbane. Viene completamente stravolto e modificato il centro cittadino, viene costruito il palazzo della banca d’Italia, della Camera di Commercio e del palazzo di Giustizia. Viene inaugurato lo stadio dell’Atalanta e viene costruita la torre dell’autostrada, che ancora oggi è visibile. Sicuramente il grande vanto di Bergamo è la celebre Città Alta che viene insignita nel 2017 come patrimonio mondiale dell’Unesco.

# Non solo Città Alta

Credits: @comunedibergamo
Bergamo

Sebbene la parte alta della città risulta uno dei posti più incantevoli e visitati in Italia, anche la parte bassa offre la possibilità di ammirare monumenti significativi e nuclei storici che, ancora oggi, conservano un fascino storico immutato nel tempo. Anche perché Bergamo, durante la seconda guerra mondiale, non ha subito grossi bombardamenti, è stata in qualche modo “graziata” e questo ha fatto sì che la sua storia sia stata conservata in tutto il suo splendore.

# Perché andare in gita a Bergamo

Credits: @bergamounica
Bergamo

È vero, Bergamo per anni è stata una meta poco gettonata, forse anche per il luogo comune che sia una città di magüt (non me ne vogliano gli amici bergamaschi) dediti al lavoro manuale e abili a costruire case e abitazioni a tempo di record. Io stesso, per anni non sono mai andato a Bergamo perché non sentivo quell’attrattiva che mi spingeva verso altri lidi. L’unico mio collegamento con la zona era la val Seriana, dove da anni trascorro momenti di svago e ferie e detto ciò, è innegabile notare che nelle valli circostanti (Brembana, Seriana, Imagna) la maggior parte dei villeggianti sono milanesi.

Attratti dalle bellezze naturali, ma anche da una distanza da Milano veramente minima (solo un’ora scarsa per arrivarci). Ed è quindi, soprattutto, grazie a queste valli e ai suoi luoghi di villeggiatura che i milanesi hanno scoperto Bergamo, per scoprire che di cose da vedere ce ne sono tante sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista culinario e movida (da provare l’happy hour di Tassino Café), oltre alla classica Città Alta.

Anche dal punto di vista lavorativo, artistico, la città offre una miriade d’iniziative e sono numerosi gli studi d’arte, quelli fotografici, piccoli studi televisivi che rendono la città, un luogo frenetico ricco di opportunità. 

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MICHELE LAROTONDA

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Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Da sempre appassionato al mondo della scrittura partecipa a un corso di scrittura creativa che lo fa avvicinare al mondo del cinema scrivendo sceneggiature per alcuni cortometraggi che hanno avuto visibilità in rassegne specializzate a Milano e a Roma. Scrive e conduce il programma radiofonico I 2 della Stangata andato in onda su Radio 2.0. Nel 2018 esordisce con il romanzo IL SOGNOSCURO (Link edizioni) e il 2020 è la volta di DA UN’ALTRA PARTE (PAV edizioni). Collabora con i portali Sul Romanzo e RockShock.