LORENZO BANDINI, lo sfortunato campione adottato da Milano

Uno dei piloti italiani più amati della Formula 1

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Lorenzo Bandini

Milano non fu il luogo di nascita di Lorenzo Bandini, bensì la città in cui quest’uomo divenne una leggenda. Bandini è stato uno dei piloti italiani più amati della Formula 1, dotato di coraggio e di quella umanità, tipica di chi da piccolo ha avuto una vita difficile.

LORENZO BANDINI, lo sfortunato campione adottato da Milano

# Nato nella “Libia italiana” nel 1935 arrivò a Milano quando aveva 15 anni per lavorare nel Garage Rex

Lorenzo Bandini

Nacque nel 1935 a Barca, nella regione della Cirenaica, nella cosiddetta Libia italiana, da genitori romagnoli, emigrati temporaneamente in Africa. Quando aveva 6 anni, Lorenzo giunge con i suoi in Italia. Intorno ai dieci anni perde il padre, ucciso durante una rappresaglia antifascista. A 15 anni arriva a Milano, per andare a lavorare nell’officina meccanica di Goliardo Freddi, chiamata “Garage Rex”, in via Plinio. Freddi, qualche mese prima, a Reggiolo incontrò un’amica d’infanzia, rimasta da qualche anno vedova: questa signora era la madre di Bandini, preoccupata per il futuro del figlio Lorenzo, orfano del papà e in difficoltà nel capire cosa volesse fare della propria vita. Goliardo allora le propone di mandare il figlio a Milano, a lavorare con lui in quella officina d’automobili. Lorenzo appena arriva nella nostra città entra nel “Garage” del Freddi: è giovane e volenteroso, ci vuole poco a far sì che Goliardo lo prenda in simpatia, trattandolo come un figlio.

# Il primo contatto con il mondo delle corse a Monza

È Monza il luogo in cui Bandini entra in contatto con il mondo delle corse, portato dal suo datore di lavoro. Si innamora di questo sport e si innamora della figlia del Freddi, diventandone poi il marito. Inizialmente il rapporto tra Lorenzo e Margherita (la figlia del capo dell’officina) non fu facile: la ragazza vedeva il padre troppo legato a quel giovane arrivato dalla Romagna, lo trattava come il figlio che non aveva mai avuto. E Lorenzo vedeva in Goliardo il padre che aveva perduto così presto. Ma quando i due si conobbero nel profondo, l’amore arrivò in modo naturale.

# La prima gara di Lorenzo Bandini nel 1956: la Castell’Arquato-Vernasca

E’ il 1956 e il suocero offre a Lorenzo una Fiat 1100, con la quale disputa la sua prima corsa, la Castell’Arquato-Vernasca, nel piacentino. Nello stesso anno è secondo nella Lessolo-Alice, in Piemonte, e terzo nella Pontedecimo-Passo dei Giovi, dove il mare della Liguria va a sfiorare la provincia di Alessandria. Qui è alla guida di una Fiat 8V, una piccola berlina realizzata in pochi esemplari.

# Il primo successo e l’approdo in Formula 1

Vince poi la Catania-Etna, primeggia ad Innsbruck e nel 1960 è primo a Cuba, in Formula Junior, una categoria attiva dal 1958 al 1964, che dava il via all’attività agonistica di giovani piloti. Nel 1961 Lorenzo Bandini arriva alla Formula 1, entrando nella scuderia Centro Sud, di Guglielmo (Mimmo) Dei, dove debutterà la prima donna ad aver gareggiato nella massima categoria automobilistica: Maria Tersa De Filippis.

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# Il passaggio in Ferrari e la vittoria alla 24Ore di Le Mans

stevegrandprix IG – Bandini 24ore di Le Mans

Pur non ottenendo risultati di rilievo, Bandini è apprezzato da Enzo Ferrari e, nel 1962, quest’ultimo lo vuole al cavallino rampante. E’ terzo a Montecarlo e primo al GP del Mediterraneo, disputato ad Enna. Nel 1963, sempre con la Ferrari, è quarto in Inghilterra, Usa e Sudafrica. Vince poi la 24Ore di Le Mans, nel periodo di maggior rivalità tra Ferrari e Ford. Nel 1964, ancora sulla rossa, ottiene la sua unica vittoria in F1, nel GP di Zeltweg, in Austria. Alla fine del mondiale collezionerà anche 5 terzi posti e un quarto.

Buono fu anche il 1965, ottenendo, tra l’altro, la vittoria della Targa Florio. Dopo due gare del mondiale di F1 del 1966 Lorenzo Bandini è primo in classifica, grazie al secondo posto a Montercarlo e al terzo in Belgio. La sfortuna però lo blocca nelle restanti gare. Il 1967 per Bandini inizia con la vittoria nella 24 Ore di Daytona e alla 1000 Km di Monza. Enzo Ferrari gli da la prima guida della rossa.

# Il tragico Gran Premio di Monte Carlo del 1967

motorsport.otd IG – Incidente Bandini al Gp di Monte Carlo

7 maggio 1967. All’avvio del GP di Monte Carlo Bandini è in testa, una chiazza di olio sull’asfalto lo penalizza, perde posizioni, che poi recupera con una condotta di gara coraggiosa ed estenuante. La gara è feroce, stancante e ad avere la peggio è il pilota adottato da Milano. Bandini perde lucidità, al punto che la sua Ferrari urta, a troppa velocità, contro una colonna che si trova sulla banchina. Lorenzo sbanda, la vettura si capovolge e prende fuoco. Il nostro pilota entra in coma, spirerà nell’Ospedale di Monte Carlo il 10 maggio.

Eloquente il titolo di un quotidiano di allora: la stanchezza ha tradito Bandini“.

Il funerale fu celebrato a Reggiolo, paese dei genitori. Quando la salma arrivò dal principato all’aeroporto di Linate, la folla dedicò un lungo applauso al pilota: la prima volta che un defunto viene accolto con uno fragore di mani.

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FABIO BUFFA

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Fabio Buffa
Nato ad Alessandria, classe 1969, nel 1988 sono entrato per la prima volta in una redazione giornalistica, per collaborare e fare gavetta al Piccolo di Alessandria. Sono pubblicista dal 1996 e ho collaborato per varie testate, sia come giornalista che come vignettista satirico e scrittore di freddure. Dal 1992 lavoro nel sociale.