Sandra MONDAINI: uno dei punti fermi della televisione italiana

...così, per lei, entrare nel grande carrozzone del varietà non fu così difficile

Credits: @Fabu022 Sandra Mondaini

Il padre, Giacinto, era pittore, disegnatore e umorista milanese, ne conosceva molti di quelli che volevano farsi strada nel mondo dello spettacolo: così, per lei, entrare nel grande carrozzone del varietà non fu così difficile.

Sandra MONDAINI: uno dei punti fermi della televisione italiana

# Si avvicinò al teatro milanese quasi per caso

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Sandra Mondaini

“Avevo 14 anni e mio papà mi disse che non voleva più mantenermi; a me piaceva studiare, ma lui disse che dovevo trovarmi un lavoro. Io, con due mie amiche, entrai timidamente nel mondo della moda, poi in quello dello spettacolo”. Chi parla è Sandra Mondaini, in un’intervista del 2009.  All’anagrafe era Alessandrina, nata a Milano il 1 settembre 1931, una delle personalità più note e apprezzate nel panorama televisivo italiano. Naturalmente, accanto al proprio amato marito, Raimondo Vianello. Ma, in quegli esordi, Raimondo nella vita di Sandra non c’era ancora. “Quasi per caso mi avvicinai al mondo del teatro milanese, entrai in contatto con Marcello Marchesi, che stava preparando la commedia “Ghe pensi mi”, con Tino Scotti -raccontò la Mondaini poco prima di lasciarci, nel 2010- quest’ultimo scelse me e così avvenne il mio esordio davanti ad un pubblico”.

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# Agli esordi della televisione italiana lei c’era

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Sandra Mondaini

La figura di Sandra Mondaini è sempre stata accostata al sodalizio di vita e professionale con Raimondo, ma i primi anni della carriera dell’attrice milanese dimostrano che la sua bravura era qualcosa di proprio, indipendente dagli altri. A 22 anni esordisce contemporaneamente in radio (in “Occhioi Magico” con Nino Taranto) e al cinema, con “Attanasio, cavallo Vanesio”.

Nel gennaio del 1954, momento dell’avvio ufficiale della Televisione Italiana, Sandra Mondaini c’era: tra i protagonisti del programma “Sette note” e, poco dopo, entra nel cast della rivista con Febo Conti ed Elio Pandolfi. Tra il 1956 e il ’57, recita negli spettacoli di Amendola e Maccari, sempre in TV; nel piccolo schermo dimostra doti anche come presentatrice; ha il merito di dare al ruolo femminile un’immagine allegra, rumorosa e divertente, al di fuori del clichè che veniva attribuito al personaggio femminile della televisione, ovvero silenzioso, timido e all’ombra della figura maschile.

# La coppia Sandra e Raimondo

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Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

Dagli esordi del 1945 e fino al 1958 per Sandra Mondaini è tutto un susseguirsi di lavori per il cinema, il teatro e la televisione, che dimostrando le sue grandi doti espressive anche con ruoli leggeri ma complicati.  Proprio nel ’58 conosce Raimondo Vianello: con l’uomo che, quattro anni più tardi, diventerà suo marito, esordisce in una commedia satirica: i due li vediamo nella parodia di Madama Butterfly di Puccini, con “Sayonara Butterfly”, al fianco di Gino Bramieri.

Torna al cinema, con “Le Olimpiadi dei mariti” e con “Caccia al marito”, ma la sua poplarità ha una forte impennata con la conduzione di Canzonissima 1961, al fianco di Paolo Poli, impegno recplicato nel 1962. Dopo altro cinema e radio, negli anni settanta la coppia Vianello-Mondaini diventa un punto di riferimento per il pubblico televisivo italiano: “Tante scuse”, “Di nuovo tante scuse” e “Noi no”, sono le tre trasmissioni che trasformano questi due artisti in un simbolo, un’icona del nostro costume.

# Protagonisti della TV italiana

@80nostalgiadei90
Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

Sandra Mondaini poi diventa Sbirulino, il pagliaccio che aveva il ruolo di attirare le simpatie dei bambini all’interno di Domenica In edizione 1979/80. Il nome deriva dalla parola del dialetto milanese “sbirulin”, ovvero sbilenco, sghembo. Quando passeranno a Fininvest, alla Rai per un po’ sembrerà di aver perso un pezzo della propria storia e furono molti coloro che, nella Tv di Stato, dissero che Sandra e Raimondo dovevano essere trattenuti con ogni mezzo.

Negli anni ottanta sono i protagonisti di altre trasmissioni Tv, condotte insieme, sempre nei canali berlusconiani, per arrivare, nel 1988, a Casa Vianello: per nove anni rappresenterà uno dei punti fermi della nostra televisione. Il successo di Casa Vianello, trasformatasi poi in Cascina Vianello, Raimondo lo raccontava così: “probabilmente noi riuscivamo a rendere le scene talmente verosimili, che la gente era attratta dal fatto che, guardando Casa Vianello, entrasse un po’ nella nostra vita privata”.  Parlare di Sandra Mondaini significa elencare innumerevoli opere di un’artista che ha preso parte a circa venti spettacoli teatrali, trenta film, undici sit-com e una sessantina di spettacoli di varietà. Senza considerare i lavori discografici e radiofonici.

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FABIO BUFFA

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