MARTA ABBA: la musa di Pirandello

Storia dell'attrice milanese nata nel '900

Credits: Fabu 022 Marta Abba

La musa ispiratrice di Luigi Pirandello fu un’attrice milanese, nata nel 1900. Si chiamava Marta Abba.

MARTA ABBA: la musa di Pirandello

# La donna dalla voce dolce e decisa che catturava la scena

@il_controverso
Marta Abba

Marta Abba era figlia di un commerciante (Pompeo) e di una casalinga (Giuseppina Trabucchi). A 15 anni entra nell’Accademia dei Filodrammatici di Milano, non solo termina la scuola col massimo dei voti, ma viene notata dagli addetti ai lavori del mondo della recitazione. A 23 anni Marta Abba esordisce davanti ad un pubblico, nella nostra città, al Teatro del Popolo, con la compagnia di Ettore Paladini (figlio degli attori Francesco e Clotilde Sacchi). Marta dimostra grande capacità nell’adattarsi a generi tra loro diversi, svariando dal dramma, alle commedie ironiche in dialetto milanese, per arrivare al teatro leggero di puro intrattenimento mondano. Si sottopone ad una gavetta che le consente di acquisire in poco tempo attitudini e competenze interpretative di alto livello.


Fu così che nel 1924, recitando nella compagnia di Virgilio Talli (uno dei primi registi teatrali e capace di distribuire i ruoli in base alla caratteristica personale dell’attore) si fa notare ne “Il Gabbiano” di Checov, con una valutazione eccellente da parte dell’esigente critico teatrale Marco Praga, che ne esalta la bravura. Praga decanta la Abba per la figura scenica e per il timbro della voce (dolce e decisa): la valutazione di Praga, su questa nostra attrice, entra nell’attenzione di Luigi Pirandello, che vuole conoscerla.

# L’incontro e l’inizio della storia tra Pirandello e la Abba

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Marta Abba, Pirandello e Lamberto Picasso

Il drammaturgo siciliano aveva appena fondato il Teatro dell’Arte di Roma e scritturò subito la Abba, però i due si incontrarono per la prima volta solo nel febbraio 1925: Pirandello venne folgorato dalla bellezza e dall’eleganza dell’attrice poi, frequentandola in modo più profondo, si innamora di quel suo carattere al tempo stesso dolce e deciso. Il compenso per Marta è di 170 lire al giorno, una cifra impegnativa per l’epoca, ma lei era così carismatica e sicura di sè, che non bisognava farsela sfuggire.

L’adorazione di Pirandello e la presenza ingombrante che imponeva la Abba, minarono l’equilibrio della compagnia creata dal Maestro di Agrigento. Una situazione di difficile gestione, che non impedisce però alla nostra attrice di essere ispirazione ed interprete pirandelliana in “Sei personaggi in cerca d’autore” (esordio nel maggio 1925) e in altre opere come  “Diana e la Tuda”, “L’amica delle mogli”, “Trovarsi” e “Come tu mi vuoi”.



# Un amore vissuto solo sul palco

Quella di Pirandello per Marta Abba fu una vera infatuazione, corrisposta da una devozione di Marta verso il drammaturgo; un intreccio di sentimenti, che non escono mai dal platonico. Luigi Pirandello scrive all’attrice ben cinquecento lettere, a cui la donna risponde con 236 confidenze epistolari. Nel 1925, anno del loro incontro, la Abba ha 25 anni e il Maestro 52, troppi lustri di differenza per non creare insinuazioni e pettegolezzi. Si narra che Marta avrebbe anche voluto un rapporto più “ufficiale” con Luigi, ma quest’ultimo, pur con sofferenza, non volle dimenticare i doveri verso la moglie, Maria Antonietta Portulano, ricoverata in una casa di cura per problemi psichici. Due anni dopo aver ritirato il Premio Nobel, Pirandello muore: è la fine del 1936.

# La vita dopo Pirandello

@yanezgiannini
Marta Abba

Per Marta Abba viene a mancare un riferimento fondamentale per la propria carriera, ma soprattutto un confidente insostituibile. Marta va negli Stati Uniti e nel ’38 sposa Severance Millikin, nipote di un importante imprenditore dell’acciaio. Ma il rampollo trascura la compagna, non la considera e, dopo quattordici anni, Marta chiede il divorzio. Torna in Italia e conosce Piero Carnabuci, un attore che alcuni anni prima aveva lavorato sia con Luchino Visconti che con Giorgio Strehler: il sodalizio promette bene, ma nell’arco di breve tempo si dimostrerà un progetto destinato ad esaurirsi. Verso la fine degli anni cinquanta Marta Abba si ritira dalle scene: morirà il 14 giugno 1988, in una clinica milanese. Pur dimenticata dal grande pubblico, la musa di Pirandello, tra gli anni sessanta e settanta, venne invitata ad iniziative teatrali e a dibattiti sulla grande figura del drammaturgo siciliano.

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FABIO BUFFA

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