Le meraviglie delle 4 CASE MUSEO di Milano

Un tempo dimore private, oggi case museo aperte al pubblico: 4 indirizzi dove perdersi tra storia, arte e bellezza nella vita di grandi personaggi

Bagatti Valsecchi (Credit: casemuseo.it)
Bagatti Valsecchi (Credit: casemuseo.it)

Quanto può essere affascinante conoscere la vita delle persone entrando nell’intimità delle loro case? Osservare gli ambienti, immaginarsi scene della quotidianità di un tempo che fu e viaggiare con la fantasia. A Milano tutto questo è possibile grazie a “Case Museo di Milano”, un circuito museale nato nel 2008 grazie a un accordo siglato tra vari enti che raggruppa quattro distinti contesti cittadini, accomunati dall’essere stati, prima che musei, semplici residenze private. Nel dettaglio, quali sono? E dove le possiamo trovare?


Le meraviglie delle 4 CASE MUSEO di Milano 

#1 Museo Bagatti-Valsecchi

Il Museo Bagatti-Valsecchi, in via Gesù 5, in pieno quadrilatero della moda, nasce dalla volontà dei due fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi di ricreare un’abitazione fedelmente ispirata ai palazzi signorili del Rinascimento lombardo e di arredarla con mobili e oggetti d’arte del ‘400 e del ‘500. Grazie alla completezza e alla ricchezza dei suoi arredi, viene considerata una tra le più importanti e meglio conservate case-museo d’Europa.

#2 Casa Museo Boschi-Di Stefano



La Casa Museo Boschi-Di Stefano si trova in Porta Venezia, precisamente al civico 15 di via Giorgio Jan, al secondo piano di un elegante palazzo della fine degli anni ’20 del secolo scorso firmato da Piero Portaluppi.  Entrando nell’appartamento, gestito dai volontari del Touring Club, ci si trova letteralmente immersi nella collezione d’arte dei coniugi Antonio Boschi, ingegnere della Pirelli e Marieda Di Stefano, artista e ceramista che aveva lo studio al piano strada dello stesso immobile.

Le pareti della casa sono letteralmente ricoperte dai dipinti, una vera e propria antologia della storia dell’arte italiana della prima metà del ‘900 con opere di 265 artisti diversi, tra cui Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Mario Sironi, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Enrico Baj, per citarne alcuni. Stanza dopo stanza si resta letteralmente senza parole nello scoprire la quantità e la qualità delle opere presenti nella collezione.

#3 Villa Necchi Campiglio

La Villa Necchi-Campiglio, oggi di proprietà del FAI, è forse la più celebre delle quattro dimore della rete museale. Siamo in via Mozart 14, nel cosiddetto quadrilatero del silenzio, nei pressi di corso Venezia. La dimora fu fatta costruire a inizio degli anni ’30 del secolo scorso, sempre dall’archistar dell’epoca, Piero Portaluppi. I proprietari erano i coniugi Angelo Campiglio e Gigina Necchi e la di lei sorella Nedda, grandi imprenditori, originari del Pavese, e proprietari del marchio Necchi per la produzione di macchine da cucire ad uso domestico. Si dice che concessero all’architetto, per la realizzazione della casa e del giardino, un budget letteralmente “illimitato”.

Pur essendo una residenza di città, il complesso fu concepito come una sorta di dimora di campagna, con un campo da tennis, una piscina riscaldata (la prima piscina privata di Milano) e all’interno un ascensore, un moderno sistema di riscaldamento e di porte a scomparsa, citofoni e telefoni. Naturalmente la casa fa da cornice ad una meravigliosa collezione d’arte italiana del ’900 tra cui spicca una superba statua di Adolfo Wildt raffigurante Parsifal, che fa bella mostra di sé nella veranda interna. Tra le curiosità legate alla villa c’è la “Camera della Principessa” una stanza riservata a Maria Gabriella di Savoia, grande amica delle sorelle Necchi.

#4 Museo Poldi Pezzoli

Il Museo Poldi Pezzoli, in via Manzoni 12, è l’unico palazzo a non essere originale. I bombardamenti del 1943 hanno distrutto la struttura originaria e fu grazie all’impegno di Fernanda Wittgens, storica direttrice di Brera e responsabile di molte ricostruzioni e riallestimenti museali del dopoguerra, che la residenza fu ricostruita rispettandone le sue forme storiche.

La collezione d’arte, pregevolissima, si deve al conte Giacomo Poldi-Pezzoli, grande collezionista, che seppe raccogliere opere di artisti del calibro di Piero della Francesca, Perugino, Pinturicchio, Filippino Lippi, Michelangelo,  Tiepolo e Canaletto che fanno del Poldi uno dei poli museali più variegati ed interessanti della città di Milano. Particolarissima è poi l’armeria, unica nel suo genere, riallestita nel 2000 dal grande scultore Arnaldo Pomodoro che mette in risalto la grande passione che il conte aveva per armi e armature medioevali.

ROBERTO BRACCO

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