Val CAVARGNA: 10 motivi per visitare la VALLE al confine con la SVIZZERA

Dieci motivi per visitare questa suggestiva oasi naturale a due ore da Milano

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Credits: @massimo.villa58 Parco Val Sanagra

La Val Cavargna, collocata a nord-ovest dal lago di Como e situata nel territorio delle Alpi Lepontine, si estende per un intervallo di altitudine principale di oltre 1500m e conserva un patrimonio naturale e storico di indubbio valore. Porta d’accesso della Val Cavargna può essere considerato il comune di Carlazzo, tappa ideale per cominciare il percorso alla scoperta dei territori della vallata: disposti lungo questo itinerario ad anello ci sono Cusino, San Bartolomeo, San Nazzaro e Cavargna, i quattro comuni caratteristici della valle composti da meno di duemila abitanti. Infine si giunge a Val Rezzo, per terminare il tragitto con il piccolo comune di Corrido, direzione Porlezza e Lago di Lugano. Tracciate le coordinate, ecco a voi dieci motivi per cui visitare questa suggestiva oasi naturale a due ore da Milano. Come walk with me!

Val CAVARGNA: 10 motivi per visitare la VALLE al confine con la SVIZZERA

#1 Una vallata incontaminata

Credits: @chiara.bugna
Val Cavargna

Il primo motivo è forse il più scontato: la Val Cavargna è un luogo lontano dagli invasivi centri urbani e in cui ci si può rifugiare per vivere momenti di relax, scoprire i suoi tesori, passeggiando per sentieri immersi nella natura, e ammirare i panorami mozzafiato. Il rilievo più alto della valle è il Pizzo di Gino (2245 m.) e consente di avvicinarsi nella zona di passaggio tra Alpi e Prealpi, collegate alla Valle Albano. La vallata è disegnata dal torrente Cuccio: il fiume la percorre in tutta la sua lunghezza e sfocia nel lago di Lugano, è diviso in due rami, quello orientale detto Cuccio di Cavargna e quello occidentale detto Cuccio di San Bartolomeo.

#2 Il Ponte del Saltone e la Riserva Naturale Lago di Piano

Credits: @giovanna_scatti_e_pensieri
Lago di Piano

Percorrendo la strada che porta direttamente a Corrido si oltrepassa il Ponte del Saltone, alto 136 metri sopra una stretta gola naturale tra le più profonde d’Europa. Di notevole interesse naturalistico è la Riserva Naturale Lago di Piano, intorno all’omonimo bacino, con paesaggi di incantevole bellezza. Dal punto di vista artistico e culturale segnaliamo la chiesa parrocchiale Santi Giacomo e Fedele, la chiesa di Santo Stefano e la chiesa di San Giorgio (nella frazione di Gottro). Da Carlazzo si può anche intraprendere la Via del Ferro, un itinerario tematico che ripercorre tracciati storici di cui scriverò a breve.

#3 San Lucio

Credits: @fabry9139
Oratorio San Lucio

Un luogo incantevole che merita di essere visitato è l’oratorio di San Lucio e il rifugio omonimo, posizionati sopra Cavargna. Il culto del santo popolare acclamato per la sua bontà e carità, è diffuso dagli abitanti della valle che emigravano per lavoro. Tra le chiese, in particolare da visitare a Cusino sono la chiesetta di S. Ambrogio e gli affreschi della Chiesa parrocchiale come quello di S. Cristoforo e Santi presente sul campanile a dare il benvenuto ai pellegrini che si recavano a S. Lucio.

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#4 Il Pizzo di Gino

Credits: @matteo_taiana
Pizzo di Gino

Caratterizzato dalle distese coreografiche di Astro Alpino, il Pizzo di Gino è il punto più ricco di fiori della zona. Nei mesi di maggio, giugno e luglio, periodo migliore per osservare la sua flora, l’escursionista viene accolto dalla miriade di fioriture di immensa bellezza. Invece i boschi estesi ed intricati della valle, in cui tra le specie arboree merita un posto particolare l’abete bianco, sono popolati da specie significative quali cervo, capriolo, camoscio alpino e cinghiale. La presenza delle piante legnose permette la crescita e la riproduzione di numerose specie di funghi, tra cui quello più caratteristico: il “Barbuscion” (Grifola frondosa).

#5 Il “Sentiero delle Quattro Valli”

Credits: @massimo.villa58
Parco Val Sanagra

Il “Sentiero delle Quattro Valli”, nel territorio di Cusino, è un bellissimo percorso di 45 Km. Gli appassionati di trekking si possono cimentare in tre tratti che richiedono un totale di percorrenza di circa 20 ore. La prima tappa si snoda tra il Parco della Val Sanagra e l’agglomerato montano di Oggia, il cui Collegamento strategico è l’area naturalistica di Malè. La strada prosegue in salita sino al Roccolo e a un laghetto dove si snodano due vie principali: una che conduce all’Alpe del Rozzo e poi all’Alpe Aigua, mentre l’altra prosegue verso caseggiati visibili in lontananza.

#6 La Linea Cadorna

Credits: @larecluta
Linea Cadorna

Il territorio lariano offre la possibilità di andare alla scoperta delle trincee e postazioni fortificate, un pezzo di storia lasciato in eredità dalla guerra. Infatti una parte del tracciato difensivo noto come Linea Cadorna, interessa i territori della Val Cavargna. La Linea di “Occupazione, Avanzata, Frontiera, Nord (Linea O.A.F.N) si trova nel comune di San Nazzaro, alle pendici del Pizzo di Gino, una struttura fortificata interessante dal punto di vista architettonico e un autentico esempio di patrimonio di muratura.

#7 Il Monte Garzirola e il Bosco Sacro

Credits: @nicolepalano
Monte Garzirola mt 2116

Il paese di Cavargna è il punto di riferimento della valle, da dove si possono raggiungere le località più caratteristiche per poter ammirare il paesaggio montano attorno. Partendo dall’oasi di Segur, dove sono racchiusi i monti di Cavargna, uno scenario paesaggistico ricco di pascoli ed alpeggi. Il fulcro dell’intera vallata, invece, è il passo di San Lucio che ha da offrire molto sotto il profilo storico, naturalistico e paesaggistico. Da Cavargna si può attraversare il Bosco Sacro, un magnifico faggeto che costituisce un’efficace barriera prevalanghe. Infine, per i camminatori più esperti e allenati, c’è la salita sino alla vetta del Monte Garzirola ed il suo rifugio dal quale poter ammirare il panorama sul lago di Lugano.

#8 LaMatüscia e i Canestrelli di Cusino

Credits: @elly14.9
Matüscia

Tra le specialità che deliziano i piaceri del palato da degustare dopo un’escursione lungo i sentieri della valle ci sono la Matüscia e i Canestrelli di Cusino. La Matüscia, piatto della tradizione contadina, è un tortino salato il cui impasto è formato da pane raffermo, ammollato nel latte ed al quale venivano successivamente aggiunti avanzi di minestrone di riso e verdure già cotte. I Canestrelli, invece, sono sfoglie sottilissime, di color crema brunito e dal sapore delicato.

#9 Un panorama immenso

Credits: @mascellanigiovanni
Val Cavargna

L’anello della Val Cavargna, percorrendo prima la SP10 e poi la SP11, porta al piccolo borgo di Val Rezzo e, infine, al comune di Corrido, costituito dalle frazioni di Bicagno, Cancellino, Molzano e Vesetto. Situato sui ripiani morenici che ricoprono le ultime pendici del Monte Colmen, il territorio domina l’ampio conoide depositato dal torrente Cuccio che, sboccando dalla Val Cavargna, si getta nel Ceresio più a sud, nei pressi di Porlezza. Da non perdere l’imponente parrocchiale dei SS. Materno e Martino: dal piazzale antistante la chiesa si può ammirare un vasto panorama verso i laghi di Lugano e del Piano, cui fa da sfondo la lontana Grigna.

#10 Il lago di Lugano

Credits: @luganomeerzicht
Porlezza

La valle affaccia sul lago di Lugano, diviso a metà fra Italia e Svizzera ed ammirabile attraverso i monti e i sentieri di cui sopra. Da San Bartolomeo di Cavargna al primo comune comasco di Porlezza situato sul Lago di Lugano in direzione sud ci vogliono solo 13 km. E dato che di citazioni a metà fra laghi e cinema (come di un buon caffè) non possiamo mai essere sazi, concedetemi la conclusione scontata. Val Cavargna: what else?

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CARLO CHIODO

Le altre località del giorno (per una gita da Milano):

AddaBiella, Brescia, BrunateGenova, ComoOrrido di NessoCrespi d’AddaTorrechiara, il parco speleologico di Dossena, Civate e il lago più vicino a MilanoOasi Zegna, Bormio, Lucchio, i Dolmen d’Italia, l’altra Santa Margherita, le Marmitte dei GigantiIsolino Virginia- l’isola di LotoLugano, il borgo superocolorato di PomponescoMerano, Isole Caraibiche della Lombardia, Morcote il villaggio più bello della Svizzera, MantovaIncisioni Rupestri della ValcamonicaLecco, Mandello del Lario, lo Snow Chalet di Livigno, l’Acquaworld, Grotte di Soprasasso, Sankt Moritz, la Casa dei Maghi, il fiordo norvegese d’Italia di Crap de la Parè, Ciaspolate vicino a Milano, il lago alpino più bello del mondo, il Treno del Natale, il capolavoro del Cinqucento Gualtieri, Lago di Carezza, Moltrasio “il borgo dell’amore”, Villa Selvatico, Castel Savoia la reggia della Regina Margherita, Glacier Express, la Pozza di LeonardoMartello il Comune che non parla italiano, La funicolare cabriolet di Grimselwelt, le “FilippineItaliane”Lodi, PaviaVigevanoBobbio, La savana di Cumiana, MonzaValsassinaBardineto il villaggio dei funghiValle d’Intelvi, Maranello, La terrazza del brivido di Tremosine, Ricetto di Candelo, Madonna di CampiglioVal Vigezzo la valle dei pittoriPunta SassoBubble Room, Portofino, BellagioLegnanoSottomarinaLe 5 TerreBroloPreda RossaLomelloBergamo, Il castello da fiaba di MadruzzoGaggioPusianoGera LarioChamoisLerici

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Carlo Chiodo
Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).