VALSASSINA: 10 motivi per visitare la valle a mezzaluna a due passi da Milano

A circa un’ora da Milano è conosciuta dai milanesi per il turismo mordi e fuggi della domenica e per le molte seconde case di famiglia

Piani di nava valsassina Stefano corrada

Nasce nell’acqua dolce e termina nella stessa. È la Valsassina, valle di pascoli e di rocce, che a mo’ di mezzaluna inizia appena sopra Lecco, stretta tra Grigna e Orobie, e si sviluppa  “in senso contrario” (ovvero da sud a nord) seguendo il corso del torrente Pioverna. E alla fine muore nuovamente nel Lario da cui aveva avuto origine: il punto finale è all’altezza di Bellano, nella suggestiva gola naturale chiamata Orrido. Che – bene inteso – di orribile e spaventoso non ha nulla ed è un vero spettacolo della natura. 

A poco più di un’ora dalla Madonnina, la Valsassina è conosciuta dai milanesi per il turismo mordi e fuggi della domenica. Ma soprattutto per le numerose (anche troppe) seconde case che si popolano di nonni e nipoti nei mesi di luglio e agosto. 

Ma, detto tra noi, vale la pena di visitarla? Ma certamente sì, eccome. Vediamo allora qualche valido e spassionato motivo. 

VALSASSINA: 10 motivi per visitare la valle a mezzaluna a due passi da Milano

#1 Per il taleggio

Taleggio Stefano corrada

Valsassina vuol dire pascoli, mucche e casere. E quindi formaggi. Il più famoso e suadente, il taleggio, prende il nome dall’omonima valle vicina. È per via dell’origine dei pastori, detti bergamini, che venivano da quelle parti. Ma in Valsassina il latte veniva poi caseificato e affinato nelle grotte naturali. Tutt’oggi sono molti i produttori dell’unico formaggio lombardo a crosta lavata. Ad esempio c’è Invernizzi & Rota nel centro di Pasturo che produce taleggi, pardòn, quartiroli (ci tengono a precisarlo) a media stagionatura, partendo da latte locale non pastorizzato. Per fare ottimi acquisti di questo e di altri formaggi un altro indirizzo imperdibile è Beri Formaggi a Primaluna: vende prodotti per tutti i gusti, dai taleggi alle robiole, ai formaggi di capra a quelli vaccini d’alpeggio. 

#2 Per Morterone, il comune meno popoloso d’Italia

Credits _mo.bas_ IG – Morterone

Piccolo come dimensione non lo è. Anzi nel proprio territorio vanta, come da statuto comunale,  una cinquantina località, quasi tutte disabitate, che alfabeticamente vanno da Bosco e Bruga Alta a Val Boazzo e Zuccaro. Parliamo di Morterone, una trentina di abitanti, 35 al massimo. 

Da Ballabio si sale verso il micro-comune, macinando 15-chilometri-15 di tornanti fino ad arrivare a quota 1200 metri. Il borgo è una conca con abitazioni sparse in mezzo alla natura. Da visitare, il Macam, Museo d’arte contemporanea all’aperto di Morterone, un vero e proprio omaggio alla natura primordiale. Il percorso a cielo aperto conta una trentina di opere di pittori e scultori italiani e stranieri, una poesia disseminata tra i sentieri e i prati del minuscolo villaggio. 

#3 Per le viste mozzafiato dei Piani d’Erna e dei Resinelli

Credits _fuggo_dal_nulla IG – Vista dai Piani dei Resinelli

Per gli sportivi, ma non troppo sportivi, ci sono i Piani d’Erna e i Piani dei Resinelli, si passeggia senza troppa fatica e si può osservare lo spettacolo all’orizzonte. I Piani d’Erna sono il balcone dei lecchesi e si raggiungono con la funivia. I Piani dei Resinelli sono raggiungibili in auto dal centro di Ballabio. In entrambi i casi nelle giornate più terse la vista diventa infinita, lo spettacolo visivo si staglia dal Lario ai laghi prealpini della zona, dai colli della Brianza sino ai riflessi dei grattacieli meneghini. Da segnalare in particolare la passerella del Belvedere ai Resinelli, inaugurata pochi mesi fa: un camminamento mozzafiato che si allunga per 12 metri sul panorama circostante, a strapiombo sul Lario

#4 Per le piste da sci dei Piani di Bobbio

Credits yfalling-pixabay – Piani di Bobbio

Non sarà la Via Lattea né il Sella Ronda. Ma ai Piani di Bobbio si scia bene, soprattutto in settimana. È la località sciistica più vicina a Milano, 65 km di distanza, un’ora di macchina. E per i più attenti alle economie (in milanese leggi piugiàtt, piöcc, tegnùn) non ci sono nemmeno costi autostradali. Gli sciatori trovano qui una decina di impianti di risalita, 14 piste da sci, l’area bob e slittini, la pista da fondo, lo snowpark e il percorso per ciaspole. 

#5 Per un pranzo da re da Gigi a Crandola

Credits ristorantedagigi_crandola IG – Da Gigi

Un locale lontano: Crandola Valsassina è lontana da Milano, distante da Lecco, ai margini settentrionali della Valsassina. Ma il locale una volta arrivati appaga, merita il viaggio. Da Gigi ci sono le due sorelle in sala, Antonella e Angela, che coccolano i visitatori; la terza sorella Giusi è in cucina, a dar man forte al marito-chef Charlie e al cognato Marco. 

I piatti nascono con le materie prime della zona: dalle verdure dell’orto di famiglia alle erbe aromatiche, dalle mele ai frutti di bosco, dal burro di alpeggio fino ai formaggi, taleggi e robiole in primis. E quindi si assaggiano ottimi missoltini con burro di malga, risotto mantecato al polline, scapinàsc burro e salvia, carrè d’agnello alla griglia con patate al fieno e sambuco.

#6 Per salutare Milano dal Pizzo Tre Signori

Credits valefranchi80 IG – Pizzo Tre Signori

Se la Grignone e Grignetta sono le montagne più note della zona, il Pizzo dei Tre Signori è il più particolare. Vetta delle Alpi Orobie, sorge quasi isolata. La sua cima è uno storico punto in cui convergevano i confini tra la Repubblica Veneta, il Ducato di Milano e la Repubblica dei Grigioni. Oggi lo stesso luogo fa da divisione tra le assai meno affascinanti, almeno nella denominazione, province di Lecco, Sondrio e Bergamo. Il panorama viene definito dalle guide “amplissimo”: spazia su tutte le montagne lombarde fino al Monte Rosa, l’Oberlad Bernese, il Bernina, l’Ortles. I più fortunati e sognatori possono tentare di vedere il luccichio della madunina che brilla sül Domm de Milàn.

#7 Per mangiare la polenta anche a ferragosto

polenta valsassina Stefano corrada

Se nel deserto i beduini bevono il tè caldo, il valsassnàtt pranza con la polenta taragna anche in estate. Per chi è stanco del solito prosciutto e melone, delle frittatone, delle insalate di riso e delle grigliate all’aperto si può dirigere a nord di Lecco, dove la polenta e le sue varianti (polenta e formaggio, polenta e spezzatino, polenta e funghi, polenta e chi ne ha più ne metta) la fanno da padrone in tutti i mesi dell’anno. 

In valle infatti il macinato di mais (spesso “tagliato” con una quota di grano saraceno) non è un contorno. È una pietra miliare, un simbolo, un piatto insostituibile da capodanno a san Silvestro. Dove mangiarla? Al ristorante Camino a Ballabio, al Rifugio Buzzoni ai Piani di Bobbio, al Rifugio Cazzaniga Merlini sotto il monte Sodadura e al Rifugio Riva ai Piani di Nava. 

#8 Per il rabarbaro e le piante aromatiche dai sapori incredibili

rabarbaro italiano valsassina – Stefano corrada

Giovanni Mazzucotelli e la moglie Maria Cazzaniga sono giovani agricoltori di Introbio che hanno realizzato a un vivaio di piante ornamentali e commestibili allo stesso tempo. Ma soprattutto hanno iniziato a coltivare rabarbaro e nel 2015 hanno registrato il marchio “Rabarbaro Italiano”. Il vegetale, coltivato in Valsassina in sette varietà, affascina con le sue foglie maestose. E soprattutto soddisfa il palato con gambi colorati e succosi, caratterizzati da una marcata asprezza, ammorbidita però dalla nota dolce. La versatilità in cucina e il particolare profilo aromatico della pianta hanno conquistato diversi chef in tutta Italia, tra cui Cesare Battisti del Ratanà di Milano.

#9 Per i coltelli di Premana

Credits coltelleria_lecco IG – Coltelli di Premana

Il coltello ideale? Viene forgiato a Premana in Valvarrone, alta Valsassina. Il borgo, quasi duemila anime, è aggrappato al ripido versante della montagna. Le miniere di ferro della zona sono state usate sin dall’antichità per produrre utensili metallici: già nel 1574 si contavano 4 spadari, 3 maniscalchi e 40 fabbri capaci di forgiare armi, lame, inferriate, chiavi, serrature. 

Col passare degli anni l’arte premanese si è specializzata verso la fabbricazione di coltelli e forbici, dando nuova linfa al settore. Oggi a Premana conta ben 150 imprese artigiane e circa 50 aziende di medie dimensioni in grado di produrre quasi venti milioni di forbici, i due terzi della produzione italiana, e circa due milioni e mezzo di coltelli, pari alla metà della produzione nazionale. Da visitare per gli appassionati il Museo Etnografico cittadino dove è presente una sezione sulla storia e su antichi attrezzi utilizzati da fabbri e artigiani locali. 

#10 Per i mirtilli della Cascina Coldognetta

Credits cascinacoldognetta – Mirtilli Cascina Coldognetta

Trent’anni hanno iniziato a coltivare ribes, more, mirtilli e lamponi. Poi quelli della Cascina Coldognetta di Barzio non si sono più fermati: frutti dimenticati, erbe aromatiche, erbe officinali. E ancora marmellate, liquori, tisane, caramelle, sciroppi e aceti. Un successo familiare, per il territorio, per l’ambiente. 

Tutta l’esperienza maturata e la passione verso i frutti di boschi e orti è stata riversata nel ristorante annesso all’azienda agricola. Risultato: un gioiellino, tutto di legno color miele, completamente naturale e sostenibile, isolato termicamente con la lana di pecora, con finiture da sogno e colori tenui che possono sciogliere qualunque tensione, ogni rigidità, come neanche un massaggio orientale sa fare. Tra i piatti più interessanti i peperoni caramellati all’aceto ai frutti di bosco, le pappardelle verdi alle erbe spontanee, il risotto alla rosa canina, la faraona alle bacche di ginepro, il millefoglie fragole e mirtilli e un sorbetto al mirtillo da favola.

 

Continua la lettura con: Le località del giorno (per una gita da Milano)

Bormio, Bardineto, Valle d’Intelvi, Como, Maranello, Tremosine, Madonna di Campiglio, Val Vigezzo, Punta Sasso, Portofino, Bellagio, Legnano, Sottomarina, Bobbio, Brolo, Preda Rossa, Lomello, Bergamo, Madruzzo, Gaggio, Pusiano, Gera Lario, Chamois, Lerici

STEFANO CORRADA

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