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Che fine faranno le UNIVERSITÀ? Tutte le novità della fase due e dei prossimi mesi

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Foto: Andrea Cherchi (c)

Tutti parlano delle scuole ma nessuno delle Università. Date previste? Lezioni? Lauree? Cosa cambia nella fase due per le università milanesi?

Il 24 febbraio le università milanesi e lombarde hanno deciso di comune accordo di sospendere momentaneamente la normale attività didattica, visto l’esponenziale aumento dei contagi da Covid-19. Una settimana dopo, il 4 marzo, arriva il DPCM. A tutti è evidente che la situazione di emergenza si sarebbe protratta più a lungo e, da allora, anche l’Università è diventata “a distanza”.

Dopo più di 2 mesi, ecco cosa sta succedendo e cosa succederà per le università milanesi.

Covid e Fase 2. Che fine faranno le UNIVERSITÀ? Tutte le novità


#1 Le date

Poche ancora le date certe. Si pensa piuttosto a 2 grandi tappe per il restart delle attività universitarie.

La prima comprende tutto il secondo semestre, fino a luglio, per cui è previsto che le lezioni continuino a distanza e l’attività di ricerca sia svolta solo individualmente.

Da settembre scatterà la seconda tappa quando, se le condizioni dell’emergenza Covid non dovessero peggiorare nuovamente, si adotterà un modello misto di didattica a distanza e didattica in presenza che sarà protratto fino a gennaio 2021.

Come afferma il ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi, il piano è di “avviare le attività in presenza con un modello molto flessibile che possa essere adattato secondo le diverse realtà territoriali e l’affollamento dei diversi corsi di laurea”.


#2 Le lezioni

100% online, sin dall’inizio dell’emergenza. Atenei e docenti hanno avuto piena libertà di scegliere la modalità e la piattaforma più adeguata con cui fare lezione. Alcuni preferiscono registrarle, altri tenerle in video conferenza per simulare, quanto più possibile, la normale lezione in presenza. Le piattaforme più gettonate sono Microsoft Teams, Zoom, Google Duo.

Pro? L’università milanese si digitalizza e raggiunge gli standard delle università internazionali in cui da anni tutte le lezioni in presenza sono anche registrate e messe a disposizione degli studenti. Si riducono poi i tempi di spostamento per gli studenti più distanti o più impegnati.

Contro? L’Università è luogo di umanità prima ancora che di apprendimento. L’esperienza digitale non potrà mai del tutto sostituire il contatto con la struttura, i professori e i colleghi.


#3 Esami e lauree

Tutto online fino a settembre. Il DPCM del 26 aprile ha dato via libera a svolgere sessioni d’esame e sedute di laurea in presenza, a condizione che siano rispettate tutte le misure di prevenzione e protezione.

Ma a Milano le Università hanno deciso di continuare tutto in forma telematica.
Favoriti gli esami orali. Per quelli scritti, diverse le modalità scelte in base a professori e atenei. A partire dal nuovo anno accademico si penserà ad una modalità d’esame mista. Si continua, dunque, anche con le lauree “a distanza”, che si svolgono con una commissione riunita in forma telematica.


#4 Cosa cambia nella fase 2 per le università

Poco, pochissimo. Proseguono a distanza tutte le attività didattiche e quelle amministrative, riprendono invece alcuni servizi essenziali come il prestito bibliotecario per gli studenti e le attività di ricerca dei laboratori a particolari condizioni di sicurezza.

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🔴 Dati 11 maggio. Lombardia: 364 nuovi contagi. 68 morti. In Italia terapie intensive sotto a quota mille

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Foto: Andrea Cherchi (c)

11 maggio 2020. Lieve risalita dei contagi nelle ultime 24 ore (+364) ma sempre vicini ai minimi. Stabili i decessi. La situazione sembra migliorare in tutti i paesi più colpiti.

Dopo il livello più basso da inizio marzo di ieri c’è un leggero rialzo dei nuovi contagi:  +364 dai +282 di ieri. Stabili i tamponi: +7.508 dai 7.369 di ieri.

I decessi restano stabili: 68 morti dai 62 di ieri, 134 di giovedì e 222 di mercoledì.

Dagli ospedali. Prosegue il calo dei ricoveri: -31 dai -107 di ieri. In terapia intensiva, scendono di 7 i ricoverati (ieri erano aumentati di 18)

Situazione delle province. Stabile Milano. La città metropolitana si porta a +114 dai +104 nuovi contagi di ieri e i +243 di mercoledì. In città scendono a +52 dai +54 di ieri. Torna sopra quota 50 Brescia con (+70), mentre tutte le altre province sono entro quota 50 contagi giornalieri. Restano sotto quota 10: Cremona (2), Lecco, Lodi, Sondrio (1) e Mantova (0).

Italia. Finalmente le terapie intensive scendono sotto le mille. I morti nelle ultime 24 ore risalgono a 179 dai 165 di ieri e i 369 di mercoledì. I contagi restano sotto quota 1.000: +744 dai +802 di ieri. 79 ricoveri in meno in terapia intensiva (ieri -7). Altre 1.401  persone hanno lasciato gli ospedali nelle ultime 24 ore (ieri 2.155).

Mondo. Le cose sembrano volgere al meglio in tutti i paesi più colpiti nel mondo. Russia sempre prima per nuovi contagi (+11.656) ma con morti sempre sotto quota 100 nelle ultime 24 ore (94), risultati determinati dalla politica di tamponi di massa (superati i 5,5 milioni di tamponi). Nelle ultime 24 ore l’Italia per numero di morti risale al secondo posto (dati delle ore 18.15) dietro a UK (+210). Sopra a quota 100 decessi ci sono anche la Spagna (+123), gli USA (+123) e il Messico (+112). In attesa dei dati del Brasile.

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DATI DALL’INIZIO DEL LOCKDOWN TOTALE

Contagi Lombardia (giornalieri)*
11/3: +1489 (+25,7%)
12/3: +1445 (+19,8%)
13/3: +1095 (+12,6%)
14/3: +1865 (+18,9%)
15/3: +1587 (+13,5%)
16/3: +1377 (+10,3%)
17/3: +1571 (+9,6%)
18/3: +1493 (+9,2%)
19/3: +2171 (+12,2%)
20/3: +2380 (+11,9%)
21/3: +3251** (+14,6%)
22/3: +1691 (+6,6%)
23/3: +1555 (+5,7%)
24/3: +1942 (+6,7%)
25/3: +1643 (+5,0%)
26/3: +2543 (+7,2%)
27/3: +2409 (+6.9%)
28/3: +2117 (+5.6%)
29/3: +1592 (+4,0%)
30/3: +1154 (+2,8%)
31/3: +1047 (+2,4%)
1/4: +1.575 (+3,6%)
2/4: +1.222 (+2,6%)
3/4: +1.455 (+3,1%)
4/4: +1.598 (+3,3%)
5/4: +1.337 (+2,7%)
6/4: +1.079 (+2,0%)
7/4: +791 (+1,5%)
8/4: +1.089 (+2,0%)
9/4: +1.388 (+2,5%)
10/4: +1.246 (+2,2%)
11/4: +1.544 (+2,7%)
12/4: +1.460 (+2,5%)
13/4: +1.262 (+2,1%)
14/4: +1.012 (+1,6%)
15/4: +827 (+1,3%)
16/4: +941 (+1,5%)
17/4: +1.041 (+1,6%)
18/4: +1.246 (+1,9%)
19/4: +855 (+1,3%)
20/4: +735 (+1,1%)
21/4: +960 (+1,4%)
22/4: +1.161 (+1,6%)
23/4: +1.073 (+1,5%)
24/4: +1.091 (+1,5%)
25/4: +713 (+1,0%)
26/4: +920 (+1,2%)
27/4: +590 (+0,8%)
28/4: +869 (+1,1%)
29/4: +786 (+1,0%)
30/4: +598 (+0,7%)
1/5: +737 (+0,9%)
2/5: +533 (+0,6%)
3/5: +526 (+0,6%)
4/5: +577 (+0,7%)
5/5: +500 (+0,6%)
6/5: +634 (+0,8%)
7/5: +689 (+0,8%)
8/5: +609 (+0,7%)
9/5: +502 (+0,6%)
10/5: +282 (+0,3%)***
11/5: +364 (+0,4%)
Totale: 81.871

Decessi Lombardia (giornalieri)*
9/3: 76 (+29,7%)
10/3: 135 (+40,5%)
11/3: 149 (+31,8%)
12/3: 127 (+20,6%)
13/3: 146 (+19,6%)
14/3: 76 (+8,5%)
15/3: 252 (+26,0%)
16/3: 202 (+16,6%)
17/3: 220 (+15,5%)
18/3: 319 (+19,5%)
19/3: 209 (+10,7%)
20/3: 381 (+17,6%)
21/3: 546** (+21,4%)
22/3: 361 (+11,7%)
23/3: 320 (+9,3%)
24/3: 402 (+10,6%)
25/3: 296 (+7,1%)
26/3: 387 (+8,6%)
27/3: 541 (+11,1%)
28/3: 542 (+10,0%)
29/3: 416 (+7,0%)
30/3: +458 (+7,2%)
31/3: +381 (+5,6%)
1/4: +394 (+5,5%)
2/4: +367 (+4,8%)
3/4: +351 (+4,4%)
4/4: +345 (+4,2%)
5/4: +249 (+2,9%)
6/4: +297 (+3,3%)
7/4: +282 (+3,1%)
8/4: +238 (+2,5%)
9/4: +300 (+3,1%)
10/4: +216 (+2,2%)
11/4: +273 (+2,7%)
12/4: +110 (+1,0%)
13/4: +280 (+2,6%)
14/4: +241 (+2,2%)
15/4: +235 (+2,1%)
16/4: +231 (+2,0%)
17/4: +243 (+2,1%)
18/4: +199 (+1,7%)
19/4: +163 (+1,4%)
20/4: +163 (+1,3%)
21/4: +203 (+1,6%)
22/4: +161 (+1,3%)
23/4: +200 (+1,6%)
24/4: +166 (+1,3%)
25/4: +163 (+1,2%)
26/4: +56 (+0,4%)
27/4: +124 (+0,9%)
28/4: +126 (+0,9%)
29/4: +104 (+0,8%)
30/4: +93 (+0,7%)
1/5: +88 (+0,6%)
2/5: +47 (+0,3%)
3/5: +42 (+0,3%)***
4/5: +63 (+0,4%)
5/5: +95 (+0,7%)
6/5: +222 (+1,5%)
7/5: +134 (+0,9%)
8/5: +94 (+0,6%)
9/5: +85 (+0,6%)
10/5: +62 (+0,4%)
11/5: +68 (+0,5%)
Totale: 15.054

Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
11/3: +333 (+55,4%)
12/3: +221 (+23,7%)
13/3: +152 (+13,2%)
14/3: +244 (+18,6%)
15/3: +200 (+12,8%)
16/3: +233 (+13,3%)
17/3: +343 (+17,2%)
18/3: +318 (+13,6%)
19/3: +634 (+23,9%)
20/3: +526 (+12,2%)
21/3: +868** (+22,8%)
22/3: +424 (+9,0%)
23/3: +230 (+4,5%)
24/3: +375 (+7,0%)
25/3: +373 (+6,5%)
26/3: +848 (+13,9%)
27/3: +574 (+8,2%)
28/3: +314 (+4,2%)
29/3: +546 (+7,0%)
30/3: +348 (+4,1%)
31/3: +235 (+2,7%)
1/4: +611 (+6,8%)
2/4: +482 (+5,0%)
3/4: +387 (+3,8%)
4/4: +428 (+4,1%)
5/4: +411 (+3,7%)
6/4: +308 (+2,7%)
7/4: +249 (+2,1%)
8/4: +252 (+2,1%)
9/4: +440 (+3,6%)
10/4: +269 (+2,1%)
11/4: +520 (+4,0%)
12/4: +412 (+3,1%)
13/4: +481 (+3,5%)
14/4: +189 (+1,3%)
15/4: +325 (+2,2%)
16/4: +277 (+1,8%)
17/4: +325 (+2,1%)
18/4: +269 (+1,7%)
19/4: +279 (+1,7%)
20/4: +287 (+1,8%)
21/4: +408 (+2,5%)
22/4: +480 (+2,9%)
23/4: +277 (+1,6%)
24/4: +412 (+2,3%)
25/4: +219 (+1,2%)
26/4: +463 (+3,1%)
27/4: +188 (+1,0%)
28/4: +278 (+1,4%)
29/4: +284 (+1,5%)
30/4: +216 (+1,1%)
1/5: +364 (+1,8%)
2/5: +249 (+1,2%)
3/5: +118 (+0,6%)
4/5: +186 (+0,9%)
5/5: +144 (+0,7%)
6/5: +243 (+1,1%)
7/5: +182 (+0,8%)
8/5: +201 (+0,9%)
9/5: +178 (+0,8%)
10/5: +104 (+0,5%)***
11/5: +114 (+0,5%)
Totale: 21.490

Contagi Milano città (giornalieri)*
11/3: +113
12/3: +92
13/3: +83
14/3: +98
15/3: +79 (+12,5%)
16/3: +102 (+14,3%)
17/3: +151 (+18,5%)
18/3: +127 (+13,1%)
19/3: +287 (+18,5%)
20/3: +172 (+12,4%)
21/3: +279 (+12,4%)
22/3: +210 (+11,8%)
23/3: +137 (+6,7%)
24/3: +121 (+5,5%)
25/3: +141 (+6,1%)
26/3: +310** (+12,7%)
27/3: +261 (+9,5%)
28/3: +150 (+4,9%)
29/3: +247 (+7,8%)
30/3: +154 (+4,5%)
31/3: +96 (+2,6%)
1/4: +159 (+4,3%)
2/4: +203 (+5,3%)
3/4: +166 (+4,1%)
4/4: +178 (+4,2%)
5/4: +171 (+3,9%)
6/4: +112 (+2,4%)
7/4: +99 (+2,1%)
8/4: +80 (+1,6%)
9/4: +155 (+3,2%)
10/4: +127 (+2,5%)
11/4: +262 (+5,1%)
12/4: +193 (+3,5%)
13/4: +296 (+5,3%)
14/4: +57 (+0,9%)***
15/4: +144 (+2,4%)
16/4: +102 (+1,6%)
17/4: +166 (+2,6%)
18/4: +95 (+1,6%)
19/4: +128 (+1,9%)
20/4: +160 (+2,4%)
21/4: +246 (+3,6%)
22/4: +161 (+2,3%)
23/4: +105 (+1,4%)
24/4: +246 (+3,4%)
25/4: +80 (+1,0%)
26/4: +241 (+3,1%)
27/4: +79 (+1,0%)
28/4: +149 (+1,8%)
29/4: +86 (+1,0%)
30/4: +56 (+0,7%)
1/5: +177 (+2,1%)
2/5: +115 (+1,3%)
3/5: +41 (+0,4%)***
4/5: +48 (+0,5%)
5/5: +50 (+0,5%)
6/5: +91 (+1,0%)
7/5: +86 (+0,9%)
8/5: +101 (+1,1%)
9/5: +98 (+1,1%)
10/5: +54 (+0,6%)
11/5: +52 (+0,6%)
Totale: 9.071

*Nota: tra parentesi la variazione rispetto all’ammontare totale del giorno prima (di contagi o decessi).
**Numero più elevato dall’inizio dell’emergenza
***Percentuale più bassa di incremento

Fonte: dati Regione Lombardia

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CHI, DOVE E PERCHÈ è morto di CORONAVIRUS: il 99% aveva più di 50 anni, il 97% aveva patologie pregresse

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Ph. credits: agi

È stato diramato lo studio intitolato Impatto dell’epidemia COVID-19 sulla mortalità totale della popolazione residente, riferito al primo trimestre 2020 e realizzato da ISS, l’Istituto superiore di sanità, e ISTAT.
L’analisi, effettuata su un campione di 27.955, deceduti o positivi all’infezione, fornisce una lettura integrata dei dati epidemiologici di diffusione dell’epidemia di COVID-19 e dei dati di mortalità.


CHI, DOVE E PERCHE’ è morto di CORONAVIRUS: il 99% aveva più di 50 anni, il 97% aveva patologie pregresse

Ph. credits: montagneepaesi.com

Dove: uno su due è in Lombardia

In Italia, secondo l’analisi dei dati raccolti fino al 7 maggio, risulta che:
#il 52,3% sono in Lombardia
#il 13,4% in Emilia Romagna
#il 7,8% in Piemonte
#il 5,7% in Veneto
#sotto l’1% in Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria, Umbria, Basilicata, Molise
#sotto il 4% le restanti


Chi: il 99% dei deceduti ha più di 50 anni

#Secondo lo studio, l’età media dei deceduti è di 80 anni, mentre quella dei contagiati è di 60 anni.
#Il 39% sono donne, con un’età di 85 anni
#Il 61% sono uomini con un’età di 79 anni
#L’1,1% dei deceduti ha meno 50 anni, cioè 312 pazienti. Di questi, 66 hanno meno di 40 anni, 14 hanno meno di 40 anni (non sono però ancora presenti informazioni cliniche), 40 hanno gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità), 12 con nessuna patologia di rilievo.

 

Ph. credits: Claudio Furlan ilfattoquotidiano

Malattie pregresse: il 97% dei morti aveva malattie pregresse

Secondo lo studio del quadro clinico di 2621 persone decedute il risultato è il seguente:
#circa il 60% dei deceduti avevano 3 o più patologie pregresse
#il 21,3% avevano 2 patologie pregresse
#il 15% presentava 1 patologia pregressa
#il 3% non aveva patologie
#il 24% dei pazienti deceduti a causa del virus seguiva una terapia con ACEinibitori e il 17% una terapia con Sartani, il 4% con il Tocilizumab.


Diagnosi: 92,5% con sintomi Covid

Sulle 2621 cartelle cliniche prese in considerazione, nel 92,5% delle diagnosi di ricovero erano menzionate polmoniti, insufficienza respiratoria o sintomi compatibili con Covid-19.
Nel 7,5% dei casi la diagnosi di ricovero non era legata all’infezione (20 casi ricoveri per neoplasie, 74 casi per patologie cardiovascolari, 24 casi per patologie gastrointestinali, 66 casi per altre patologie).


Terapie: 85% curati con antibiotici

#Per l’85% dei casi la terapia adottata nei pazienti deceduti è stata la terapia antibiotica
#Per il 57% dei casi la terapia adottata è stata quella antivirale
#Per il 37% dei casi la terapia adottata è stata la terapia steroidea
#In 557 casi, cioè il 21,6%, sono state utilizzate tutte queste terapie.

Decorso: 10 giorni dai primi sintomi alla morte

Dai primi sintomi al decesso in media sono passati 10 giorni:
#dai sintomi al ricovero in ospedale 5 giorni
#dal ricovero alla morte altri 5 giorni (9 giorni per chi è stato trasferito in rianimazione)

Fonti: www.epicentro.iss.it

BARBARA VOLPINI

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“Basta politica del PANICO!”. Migliaia di manifestanti in Svizzera e Germania contro le restrizioni alla libertà

0
Credits: dagospia.com - Proteste in Germania contro misure di restrizione

Mentre in Italia si multano i ristoratori che chiedono di riaprire e si presta massima attenzione per evitare la formazione di assembramenti sui navigli, nei parchi o sulle spiagge, all’estero si stanno diffondendo iniziative per riaffermare il valore della libertà. Iniziative di cui sui nostri organi di informazione non viene data traccia.

“Basta politica del PANICO!”. Migliaia di manifestanti in Svizzera e Germania contro le restrizioni alla libertà

# I cittadini svizzeri contro le misure di restrizione: “violazioni dei diritti fondamentali”

Credits: ticinonews.ch – Proteste in Svizzera

In Svizzera in diverse città tra cui Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea e San Gallo ci sono state nel fine settimana delle proteste con cortei di manifestanti contro le limitazioni alla libertà personale e le chiusure, definite come “violazioni dei diritti fondamentali”. Sabato a Berna la protesta è durata tutto il pomeriggio, con la richiesta al Governo “di smettere di mentire” riguardo al Coronavirus. La capitale aveva visto già la settimana precedente la presenza in strada di circa 300 persone, bloccate dalla polizia che aveva definito illegale la manifestazione, con critiche arrivate anche di Amnesty International che aveva contestato il fatto che l’emergenza sia un pretesto per limitare la libertà d’espressione.

# “Basta politica del panico”: in Germania manifestazioni per la libertà

Credits: dagospia.com – Scontri in Germania

A Berlino dove sono vietati gli assembramenti con più di 50 persone, come riporta “Die Welt” sono state fermate 86 persone ad Alexanderplatz e almeno 30 fermi davanti al Reichstag. A Monaco che prevede un limite di 80 partecipanti negli assembramenti si sono registrati circa 3.000 dimostranti nella centrale Marienplatz. “Noi siamo il popolo”, “Libertà, libertà”, “Resistenza” e “Basta politica del panico” sono tra gli slogan che sono stati scritti o scanditi. La richiesta più diffusa è il rispetto delle libertà fondamentali sancite dalla costituzione e altre città in cui le proteste sono stati vibranti sono state Colonia, Stoccarda, Brema, Dortmund e Gera, in Turingia

proteste anti lockdown in Germania

 

Fonte: ticinonews.ch e dagospia.com

Demo gegen Coronavirus 

# In Italia prosegue senza opposizione la politica della colpevolizzazione dei cittadini

Credits: dagospia.com – Cittadini all’aperto a Monaco

Mentre altrove si consente la protesta e i cittadini possono affollare i luoghi all’aperto, in Italia media e politici sono uniti nel condannare con durezza ogni tipo di libertà che alcuni cittadini cercano di dopo 2 mesi di chiusura forzata in casa: prendersi una birra sui Navigli o il sole a Mondello sono stati dipinti come gesti di delinquenza e di gravità assoluta. 
Tutta l’attenzione sembra sempre riposta a dare ogni colpa ai cittadini, mentre invece vengono trascurate le carenze di chi ha la vera responsabilità delle decisioni: pochi o nessuno sottolinea lo scandalo di trovarci dopo due mesi e mezzo ancora senza la possibilità a ogni cittadino di poter fare tamponi e test per stabilire chi è positivo e chi è immune, oltre a non avere ancora attivato alcuna modalità di tracciamento dei contatti.

Nonostante ogni dato oggettivo dimostri invece che le persone durante il lockdown abbiano osservato quanto imposto dal governo, come ha testimoniato il tracciamento gli spostamenti, e che le sanzioni sono state comminate solo al 3% dei controllati si continua a alimentare la paura che i nostri comportamenti irresponsabili possano riportarci ad una nuova chiusura.

Sarebbe auspicabile che i governanti comincino a prendersi le proprie responsabilità per il disastro sanitario e per la profonda crisi economica in cui stiamo sprofondando, cose che al momento non hanno fatto indignare i principali organi di informazione italiani quanto runner sulle spiagge o qualche birra sui navigli.

Zerocalcare: Se guarisci so bravo io, se ti ammali sei un cojone tu (VIDEO)

FABIO MARCOMIN

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🔴 BREAKING NEWS. Atm, test in corso, dati diffusi non veri: “prematuro un primo bilancio”

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Foto: Andrea Cherchi (c)

Sono iniziati qualche giorno fa i test sierologici sui conducenti Atm “ma un primo bilancio e’ ancora prematuro”. Lo fa sapere la stessa azienda di trasporto pubblico di Milano.

“L’ azienda smentisce nel frattempo i dati diffusi in queste ore da organi di stampa, numeri falsi e privi di ogni fondamento”.

Nelle ultime ore era circolata la notizia che emergerebbe che fino al 60% dei conducenti dei mezzi pubblici di superficie di ATM Milano sarebbe positivo al test sugli anticorpi. Ora la smentita di ATM, in attesa di fornire i dati ufficiali.

Anche questo sito aveva pubblicato la notizia dopo aver verificato l’attendibilità delle fonti: 🔴 BREAKING NEWS. Primi risultati dello screening sui conducenti ATM: fino al 60% positivi ai test sugli anticorpi!

Vi aggiorniamo sugli sviluppi.

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In partenza TEST SIEROLOGICI sulla popolazione, purtroppo solo per fini statistici

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La partenza dei test sierologici di massa è stata approvata dal decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e riguarderà 150.000 persone. Si tratterà però di un’indagine a fini statistici per ipotizzare un eventuale raggiungimento dell’immunità di gregge e non un reale controllo sui cittadini per stabilire chi è immune e chi no, consentendo così una gestione diretta della dinamica dei contagi.

In partenza TEST SIEROLOGICI sulla popolazione, purtroppo solo per fini statistici

# Il titolo del decreto: “Misure urgenti in relazione alla realizzazione di una indagine di sieroprevalenza”

L’obiettivo del decreto è far fronte alla “necessità di disporre con urgenza di studi epidemiologici e statistiche affidabili e complete sullo stato immunitario della popolazione, prevede l’autorizzazione al trattamento dei dati personali relativi alla salute e al corredo genetico, per fini statistici e di studi scientifici” come è spiegato nella nota del Consiglio dei ministri. Il ministero della Salute insieme all’Istat si occuperà di sottoporre ai test sierologici un gruppo di persone rappresentativo a fine statistico della popolazione italiana realizzare “un’indagine epidemiologica di sieroprevalenza”, al fine di dedurre la percentuale ci chi ha contratto il virus, la reale letalità della malattia, la diffusione geografica e la diffusione nelle diverse fasce di età. Il campionamento realizzato dall’Istat sarà rappresentativo di ogni Regione, per fascia d’età, sesso e attività lavorativa.

Non potendoci basare sui dati registrati nelle diverse regioni, perché hanno numeri sensibilmente diversi tra di loro, e nemmeno sui focolai perché riportano dati anomali, l’indagine potrà restituire un’idea di quanti contagiati reali ci sono stati, a prescindere dai tamponi fatti. Indagini di sieroprevalenza sono state fatte a Vò Euganeo, quando tutta la popolazione è stata sottoposta a tampone oppure anche a Gangelt in Germania: dove, a indagine in corso, si è scoperto che gli anticorpi erano presenti nel 14% del campione, gli attualmente positivi erano il 2% e il tasso di letalità-per-caso era di circa lo 0,37%.

Al termine dell’indagine si potrà anche fare una valutazione sull’immunità di gregge, che per il coronavirus è stimato verificarsi quando almeno due terzi di popolazione sono contagiati, e stabilire la pianificazione dell’allentamento delle misure restrittive.

Fonte: corriere.it

Leggi anche:
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FABIO MARCOMIN

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🔴 BREAKING NEWS. Primi risultati dello screening sui conducenti ATM: fino al 60% positivi ai test sugli anticorpi!

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Foto: Andrea Cherchi (c)

Primi dati sullo screening sierologico eseguito sul personale ATM su iniziativa del sindaco Sala. I risultati sarebbero impressionanti: emergerebbe che fino al 60% dei conducenti dei mezzi pubblici di superficie di ATM Milano sarebbe positivo al test sugli anticorpi.

Percentuali simili, se non più elevate, a quelle registrate nelle residenze per anziani (RSA) e più alte di quelle negli ospedali, che aprono a molti interrogativi sulla circolazione del virus sui mezzi pubblici e, in generali, sul livello di diffusione del contagio a Milano.

Una percentuale così elevata potrebbe infatti indicare che:

#1 I mezzi pubblici focolai di infezione? Questi dati sarebbero una spia di come autobus e tram siano tra i principali veicoli e luoghi di trasmissione del virus, ricordando che nelle settimane di lockdown in cui a viaggiare erano quasi esclusivamente lavoratori di attività essenziali, e non. Inoltre la questione sarebbe: se i mezzi pubblici favoriscono la diffusione del virus, siamo sicuri che le misure di distanziamento attivate siano sufficienti?

#2 E se a Milano fossimo prossimi all’immunità di gregge? L’elevata percentuale di conducenti ATM è simile a quella riscontrata nelle RSA e un po’ più alta di quella negli ospedali. Questi sono i tre tipi di campionamento di un certo tipo fin qui realizzato. Potrebbe essere che percentuali simili si riscontrino anche nel resto dei cittadini? In questo caso potrebbe essere una bella notizia: se venisse confermata una percentuale prossima al 60% di persone già infettate significherebbe che Milano potrebbe rappresentare il primo caso al mondo di comunità che avrebbe raggiunto la cosiddetta “immunità di gregge”, ossia il livello di immunità che impedisce la circolazione del virus. Questo dato confermerebbe anche le numerose indicazioni che attestano una diffusione del virus a Milano fin dal mese di dicembre.

Da domani gli esami passeranno a 100 al giorno, con la collaborazione dei conducenti. Nei prossimi giorni si attendono i risultati definitivi di questa prima fase di screening.

Fonte: Radio Popolare

Leggi anche: Coronavirus a Milano? Già a fine DICEMBRE

*AGGIORNAMENTO 11 MAGGIO*: Atm, test in corso, dati diffusi non veri: “prematuro un primo bilancio”. ATM smentisce la notizia sui primi dati dei test sierologici eseguiti sui conducenti ATM: “un primo bilancio e’ ancora prematuro”. Leggi il comunicato

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🔴 Dati 10 maggio. Lombardia: solo 282 nuovi contagi. 62 morti: calo del 70% in 4 giorni. In Italia nuovi contagi e decessi ai minimi

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Foto: Paolo Liaci (c)

10 maggio 2020. Una serie di risultati incoraggianti. 282 nuovi contagi in Lombardia: un numero così basso non lo si era mai visto dai primi giorni dell’emergenza. 62 morti, in calo del 70% in quattro giorni. Situazione sempre più rosea in Italia e in tutti i i paesi europei più colpiti.

I contagi giornalieri segnano il livello più basso da inizio marzo: si dimezzano in 24 ore dai +502 di ieri a +282. Potrebbe avere però contribuito anche il calo di tamponi: +7.369 dai +11.478 di ieri.

Anche i decessi calano molto: 62 morti dagli 85 di ieri, 134 di giovedì e 222 di mercoledì. In quattro giorni sono calati di quasi il 70%.

Dagli ospedali. Prosegue il calo dei ricoveri: -107 dai -167 di ieri. In terapia intensiva, piccola controtendenza dopo molti giorni di discesa: aumentano di 18 i ricoverati (ieri erano calati di 70).

Situazione delle province. Situazione sempre più rosea. La città metropolitana si avvicina a quota 100 per la prima volta da oltre due mesi, scendendo a +104 nuovi contagi dai+178 di ieri e i +243 di mercoledì. In città si sono dimezzati in sole 24 ore: a +54 dai +98 di ieri. Le altre province sono tutte sotto a quota 50 contagi giornalieri. Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Sondrio e Monza e Brianza sono a meno di dieci.

Italia. Sempre meglio la situazione anche in Italia. I morti nelle ultime 24 ore scendono a 165 dai 194 di ieri e i 369 di mercoledì: in quattro giorni sono calati di due terzi. I contagi scendono per la prima volta da oltre due mesi sotto quota 1.000: +802 dai +1.083 di ieri, quasi dimezzati in due giorni. 7 ricoveri in meno in terapia intensiva (ieri -134). Altre 2.155 persone hanno lasciato gli ospedali nelle ultime 24 ore (ieri 4.008).

Mondo. Le cose sembrano volgere al meglio in tutti i paesi più colpiti in Europa e negli Stati Uniti. Ora l’attenzione maggiore è sull’America Latina. Russia sempre prima per nuovi contagi (+11.012) ma con morti sempre sotto quota 100 nelle ultime 24 ore, risultati determinati dalla politica di tamponi di massa (sfiorati i 5,5 milioni di tamponi). Come tasso di mortalità l’Italia resta al terzo posto tra i principali paesi, dietro a Belgio e Spagna.

Per gli ultimi dati sul mondo: https://www.worldometers.info/coronavirus/

Aiutiamoci da soli. Se vuoi aiutare a fornire un pasto alle famiglie di Milano che in questo momento sono più in difficoltà, puoi partecipare a #aggiungiunpastoatavola iniziativa di #milanopermilano. Puoi donare qui (il 100% del ricavato viene usato usato per acquistare cibo dalla Fondazione Comunità di Milano): milanopermilano.it/dona

DATI DALL’INIZIO DEL LOCKDOWN TOTALE

Contagi Lombardia (giornalieri)*
11/3: +1489 (+25,7%)
12/3: +1445 (+19,8%)
13/3: +1095 (+12,6%)
14/3: +1865 (+18,9%)
15/3: +1587 (+13,5%)
16/3: +1377 (+10,3%)
17/3: +1571 (+9,6%)
18/3: +1493 (+9,2%)
19/3: +2171 (+12,2%)
20/3: +2380 (+11,9%)
21/3: +3251** (+14,6%)
22/3: +1691 (+6,6%)
23/3: +1555 (+5,7%)
24/3: +1942 (+6,7%)
25/3: +1643 (+5,0%)
26/3: +2543 (+7,2%)
27/3: +2409 (+6.9%)
28/3: +2117 (+5.6%)
29/3: +1592 (+4,0%)
30/3: +1154 (+2,8%)
31/3: +1047 (+2,4%)
1/4: +1.575 (+3,6%)
2/4: +1.222 (+2,6%)
3/4: +1.455 (+3,1%)
4/4: +1.598 (+3,3%)
5/4: +1.337 (+2,7%)
6/4: +1.079 (+2,0%)
7/4: +791 (+1,5%)
8/4: +1.089 (+2,0%)
9/4: +1.388 (+2,5%)
10/4: +1.246 (+2,2%)
11/4: +1.544 (+2,7%)
12/4: +1.460 (+2,5%)
13/4: +1.262 (+2,1%)
14/4: +1.012 (+1,6%)
15/4: +827 (+1,3%)
16/4: +941 (+1,5%)
17/4: +1.041 (+1,6%)
18/4: +1.246 (+1,9%)
19/4: +855 (+1,3%)
20/4: +735 (+1,1%)
21/4: +960 (+1,4%)
22/4: +1.161 (+1,6%)
23/4: +1.073 (+1,5%)
24/4: +1.091 (+1,5%)
25/4: +713 (+1,0%)
26/4: +920 (+1,2%)
27/4: +590 (+0,8%)
28/4: +869 (+1,1%)
29/4: +786 (+1,0%)
30/4: +598 (+0,7%)
1/5: +737 (+0,9%)
2/5: +533 (+0,6%)
3/5: +526 (+0,6%)
4/5: +577 (+0,7%)
5/5: +500 (+0,6%)
6/5: +634 (+0,8%)
7/5: +689 (+0,8%)
8/5: +609 (+0,7%)
9/5: +502 (+0,6%)
10/5: +282 (+0,3%)***
Totale: 81.507

Decessi Lombardia (giornalieri)*
9/3: 76 (+29,7%)
10/3: 135 (+40,5%)
11/3: 149 (+31,8%)
12/3: 127 (+20,6%)
13/3: 146 (+19,6%)
14/3: 76 (+8,5%)
15/3: 252 (+26,0%)
16/3: 202 (+16,6%)
17/3: 220 (+15,5%)
18/3: 319 (+19,5%)
19/3: 209 (+10,7%)
20/3: 381 (+17,6%)
21/3: 546** (+21,4%)
22/3: 361 (+11,7%)
23/3: 320 (+9,3%)
24/3: 402 (+10,6%)
25/3: 296 (+7,1%)
26/3: 387 (+8,6%)
27/3: 541 (+11,1%)
28/3: 542 (+10,0%)
29/3: 416 (+7,0%)
30/3: +458 (+7,2%)
31/3: +381 (+5,6%)
1/4: +394 (+5,5%)
2/4: +367 (+4,8%)
3/4: +351 (+4,4%)
4/4: +345 (+4,2%)
5/4: +249 (+2,9%)
6/4: +297 (+3,3%)
7/4: +282 (+3,1%)
8/4: +238 (+2,5%)
9/4: +300 (+3,1%)
10/4: +216 (+2,2%)
11/4: +273 (+2,7%)
12/4: +110 (+1,0%)
13/4: +280 (+2,6%)
14/4: +241 (+2,2%)
15/4: +235 (+2,1%)
16/4: +231 (+2,0%)
17/4: +243 (+2,1%)
18/4: +199 (+1,7%)
19/4: +163 (+1,4%)
20/4: +163 (+1,3%)
21/4: +203 (+1,6%)
22/4: +161 (+1,3%)
23/4: +200 (+1,6%)
24/4: +166 (+1,3%)
25/4: +163 (+1,2%)
26/4: +56 (+0,4%)
27/4: +124 (+0,9%)
28/4: +126 (+0,9%)
29/4: +104 (+0,8%)
30/4: +93 (+0,7%)
1/5: +88 (+0,6%)
2/5: +47 (+0,3%)
3/5: +42 (+0,3%)***
4/5: +63 (+0,4%)
5/5: +95 (+0,7%)
6/5: +222 (+1,5%)
7/5: +134 (+0,9%)
8/5: +94 (+0,6%)
9/5: +85 (+0,6%)
10/5: +62 (+0,4%)
Totale: 14.986

Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
11/3: +333 (+55,4%)
12/3: +221 (+23,7%)
13/3: +152 (+13,2%)
14/3: +244 (+18,6%)
15/3: +200 (+12,8%)
16/3: +233 (+13,3%)
17/3: +343 (+17,2%)
18/3: +318 (+13,6%)
19/3: +634 (+23,9%)
20/3: +526 (+12,2%)
21/3: +868** (+22,8%)
22/3: +424 (+9,0%)
23/3: +230 (+4,5%)
24/3: +375 (+7,0%)
25/3: +373 (+6,5%)
26/3: +848 (+13,9%)
27/3: +574 (+8,2%)
28/3: +314 (+4,2%)
29/3: +546 (+7,0%)
30/3: +348 (+4,1%)
31/3: +235 (+2,7%)
1/4: +611 (+6,8%)
2/4: +482 (+5,0%)
3/4: +387 (+3,8%)
4/4: +428 (+4,1%)
5/4: +411 (+3,7%)
6/4: +308 (+2,7%)
7/4: +249 (+2,1%)
8/4: +252 (+2,1%)
9/4: +440 (+3,6%)
10/4: +269 (+2,1%)
11/4: +520 (+4,0%)
12/4: +412 (+3,1%)
13/4: +481 (+3,5%)
14/4: +189 (+1,3%)
15/4: +325 (+2,2%)
16/4: +277 (+1,8%)
17/4: +325 (+2,1%)
18/4: +269 (+1,7%)
19/4: +279 (+1,7%)
20/4: +287 (+1,8%)
21/4: +408 (+2,5%)
22/4: +480 (+2,9%)
23/4: +277 (+1,6%)
24/4: +412 (+2,3%)
25/4: +219 (+1,2%)
26/4: +463 (+3,1%)
27/4: +188 (+1,0%)
28/4: +278 (+1,4%)
29/4: +284 (+1,5%)
30/4: +216 (+1,1%)
1/5: +364 (+1,8%)
2/5: +249 (+1,2%)
3/5: +118 (+0,6%)
4/5: +186 (+0,9%)
5/5: +144 (+0,7%)
6/5: +243 (+1,1%)
7/5: +182 (+0,8%)
8/5: +201 (+0,9%)
9/5: +178 (+0,8%)
10/5: +104 (+0,5%)***
Totale: 21.376

Contagi Milano città (giornalieri)*
11/3: +113
12/3: +92
13/3: +83
14/3: +98
15/3: +79 (+12,5%)
16/3: +102 (+14,3%)
17/3: +151 (+18,5%)
18/3: +127 (+13,1%)
19/3: +287 (+18,5%)
20/3: +172 (+12,4%)
21/3: +279 (+12,4%)
22/3: +210 (+11,8%)
23/3: +137 (+6,7%)
24/3: +121 (+5,5%)
25/3: +141 (+6,1%)
26/3: +310** (+12,7%)
27/3: +261 (+9,5%)
28/3: +150 (+4,9%)
29/3: +247 (+7,8%)
30/3: +154 (+4,5%)
31/3: +96 (+2,6%)
1/4: +159 (+4,3%)
2/4: +203 (+5,3%)
3/4: +166 (+4,1%)
4/4: +178 (+4,2%)
5/4: +171 (+3,9%)
6/4: +112 (+2,4%)
7/4: +99 (+2,1%)
8/4: +80 (+1,6%)
9/4: +155 (+3,2%)
10/4: +127 (+2,5%)
11/4: +262 (+5,1%)
12/4: +193 (+3,5%)
13/4: +296 (+5,3%)
14/4: +57 (+0,9%)***
15/4: +144 (+2,4%)
16/4: +102 (+1,6%)
17/4: +166 (+2,6%)
18/4: +95 (+1,6%)
19/4: +128 (+1,9%)
20/4: +160 (+2,4%)
21/4: +246 (+3,6%)
22/4: +161 (+2,3%)
23/4: +105 (+1,4%)
24/4: +246 (+3,4%)
25/4: +80 (+1,0%)
26/4: +241 (+3,1%)
27/4: +79 (+1,0%)
28/4: +149 (+1,8%)
29/4: +86 (+1,0%)
30/4: +56 (+0,7%)
1/5: +177 (+2,1%)
2/5: +115 (+1,3%)
3/5: +41 (+0,4%)***
4/5: +48 (+0,5%)
5/5: +50 (+0,5%)
6/5: +91 (+1,0%)
7/5: +86 (+0,9%)
8/5: +101 (+1,1%)
9/5: +98 (+1,1%)
10/5: +54 (+0,6%)
Totale: 9.019

*Nota: tra parentesi la variazione rispetto all’ammontare totale del giorno prima (di contagi o decessi).
**Numero più elevato dall’inizio dell’emergenza
***Percentuale più bassa di incremento

Fonte: dati Regione Lombardia

Articoli delle ultime 24 ore:
🔴 La MAPPA dei CONTAGI a Milano: più colpite le zone a NORD. Pochi casi in CENTRO
🔴 Dati 9 maggio. Lombardia: calano morti (85) e nuovi positivi (502). I ricoverati in terapia intensiva scendono a 330
🔴 Coronavirus: l’incredibile record della LOMBARDIA. Il resto d’Italia meglio di Svezia e Olanda

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🔴 La MAPPA dei CONTAGI a Milano: più colpite le zone a NORD. Pochi casi in CENTRO

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FONTI: ATS - milano.repubblica.it:

Come riportato da Repubblica i dati dell’Unità operativa di Epidemiologia dell’Ats metropolitana di Milano individuano i gradi di incidenza dei contagi abbinati al codice postale dei malati. Risultano grandi differenze: più colpiti i quartieri a Nord e le periferie rispetto alle zone centrali.

Le zone più colpite risultano Niguarda, Affori e Bruzzano, che sono quelle più prossime a Bresso che con 293 contagi su 26 mila abitanti, nell’area milanese è stato il primo importante focolaio. I contagi a Milano fino ad oggi risultano quasi 9.000 in base ai dati ufficiali e le altre zone di grande incidenza, arrivate a un tasso tra 7 e 10 casi ogni mille persone, sono Baggio, De Angeli, Comasina, Crescenzago, Quarto Oggiaro e il Lorenteggio. Da considerare anche l’area attorno al Trivulzio.

Alla fascia tra 6 e 7 casi ogni mille abitanti appartengono Sant’Ambrogio, Chiesa rossa, Navigli, Tibaldi, corso Lodi, Corvetto, Calvairate, Santa Giulia, Porta Romana e Forlanini. Arancio chiaro, con contagi compresi tra 4,5 e 6 casi ogni mille persone, sono Città studi, Porta Venezia, Parco Lambro e Lambrate, Garibaldi-Repubblica e Centrale, il Portello, Paolo Sarpi, il Gallaratese, San Siro e il Parco Trenno.

Quasi non toccate dal Covid 19, in giallo tenue, sono il centro storico e corso Magenta. Ma anche via Padova e il quartiere Adriano.

Fonte: La Repubblica Milano su dati di Unità operativa di Epidemiologia dell’Ats metropolitana di Milano

Leggi anche: 🔴 Breaking News. Rivelati i dati sui morti nelle RSA di Milano: 490 ufficiali, quasi 1200 sospette

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🔴 Dati 9 maggio. Lombardia: calano morti (85) e nuovi positivi (502). I ricoverati in terapia intensiva scendono a 330

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Foto: Paolo Liaci (C)

9 maggio 2020. Contagi e morti scendono in Lombardia e in Italia. 330 sono ancora ricoverati in terapia intensiva in regione ma il trend è di progressivo alleggerimento. Tranne Milano tutte le province lombarde sono sotto a quota 50 nuovi contagiati. La situazione sembra sempre più incoraggiante.

I contagi giornalieri calano a +502 da +609 di ieri, vicini al minimo da inizio marzo. In crescita i tamponi effettuati: +11.478 da +10.993 e dai 15.488 di giovedì.

I decessi continuano a scendere sotto quota 100: 85 morti nelle ultime 24 ore dai 94 di ieri, i 134 di giovedì e i 222 di mercoledì. In tre giorni sono calati di quasi due terzi.

Dagli ospedali. Prosegue il calo dei ricoveri: -167 dai -146 di ieri. In terapia intensiva si scende a quota 330, con pazienti in calo di 70 dopo i -80 di ieri.

Situazione delle province. Milano torna sotto a quota 200 nell’area metropolitana: +178 dai +201 di ieri e i +243 di mercoledì. In città sono tornati sotto a quota 100: a +98 dai +101 di ieri. Le altre province sono tutte sotto a quota 50 contagi giornalieri: Como è a 10, Sondrio a 4. 

Italia. In calo decessi e nuovi contagi anche in Italia. I morti nelle ultime 24 ore scendono a 194 dai 243 di ieri e i 369 di mercoledì: in tre giorni si sono dimezzati. Scendono anche i nuovi contagi a +1.083 dai +1.327 di ieri. 134 ricoveri in meno in terapia intensiva (ieri -143). Altre 4.008 persone hanno lasciato gli ospedali nelle ultime 24 ore (ieri 2.747).

Per gli ultimi dati sul mondo: https://www.worldometers.info/coronavirus/

Aiutiamoci da soli. Se vuoi aiutare a fornire un pasto alle famiglie di Milano che in questo momento sono più in difficoltà, puoi partecipare a #aggiungiunpastoatavola iniziativa di #milanopermilano. Puoi donare qui (il 100% del ricavato viene usato usato per acquistare cibo dalla Fondazione Comunità di Milano): milanopermilano.it/dona

DATI DALL’INIZIO DEL LOCKDOWN TOTALE

Contagi Lombardia (giornalieri)*
11/3: +1489 (+25,7%)
12/3: +1445 (+19,8%)
13/3: +1095 (+12,6%)
14/3: +1865 (+18,9%)
15/3: +1587 (+13,5%)
16/3: +1377 (+10,3%)
17/3: +1571 (+9,6%)
18/3: +1493 (+9,2%)
19/3: +2171 (+12,2%)
20/3: +2380 (+11,9%)
21/3: +3251** (+14,6%)
22/3: +1691 (+6,6%)
23/3: +1555 (+5,7%)
24/3: +1942 (+6,7%)
25/3: +1643 (+5,0%)
26/3: +2543 (+7,2%)
27/3: +2409 (+6.9%)
28/3: +2117 (+5.6%)
29/3: +1592 (+4,0%)
30/3: +1154 (+2,8%)
31/3: +1047 (+2,4%)
1/4: +1.575 (+3,6%)
2/4: +1.222 (+2,6%)
3/4: +1.455 (+3,1%)
4/4: +1.598 (+3,3%)
5/4: +1.337 (+2,7%)
6/4: +1.079 (+2,0%)
7/4: +791 (+1,5%)
8/4: +1.089 (+2,0%)
9/4: +1.388 (+2,5%)
10/4: +1.246 (+2,2%)
11/4: +1.544 (+2,7%)
12/4: +1.460 (+2,5%)
13/4: +1.262 (+2,1%)
14/4: +1.012 (+1,6%)
15/4: +827 (+1,3%)
16/4: +941 (+1,5%)
17/4: +1.041 (+1,6%)
18/4: +1.246 (+1,9%)
19/4: +855 (+1,3%)
20/4: +735 (+1,1%)
21/4: +960 (+1,4%)
22/4: +1.161 (+1,6%)
23/4: +1.073 (+1,5%)
24/4: +1.091 (+1,5%)
25/4: +713 (+1,0%)
26/4: +920 (+1,2%)
27/4: +590 (+0,8%)
28/4: +869 (+1,1%)
29/4: +786 (+1,0%)
30/4: +598 (+0,7%)
1/5: +737 (+0,9%)
2/5: +533 (+0,6%)
3/5: +526 (+0,6%)
4/5: +577 (+0,7%)
5/5: +500 (+0,6%)
6/5: +634 (+0,8%)
7/5: +689 (+0,8%)
8/5: +609 (+0,7%)
9/5: +502 (+0,6%)***
Totale: 81.225

Decessi Lombardia (giornalieri)*
9/3: 76 (+29,7%)
10/3: 135 (+40,5%)
11/3: 149 (+31,8%)
12/3: 127 (+20,6%)
13/3: 146 (+19,6%)
14/3: 76 (+8,5%)
15/3: 252 (+26,0%)
16/3: 202 (+16,6%)
17/3: 220 (+15,5%)
18/3: 319 (+19,5%)
19/3: 209 (+10,7%)
20/3: 381 (+17,6%)
21/3: 546** (+21,4%)
22/3: 361 (+11,7%)
23/3: 320 (+9,3%)
24/3: 402 (+10,6%)
25/3: 296 (+7,1%)
26/3: 387 (+8,6%)
27/3: 541 (+11,1%)
28/3: 542 (+10,0%)
29/3: 416 (+7,0%)
30/3: +458 (+7,2%)
31/3: +381 (+5,6%)
1/4: +394 (+5,5%)
2/4: +367 (+4,8%)
3/4: +351 (+4,4%)
4/4: +345 (+4,2%)
5/4: +249 (+2,9%)
6/4: +297 (+3,3%)
7/4: +282 (+3,1%)
8/4: +238 (+2,5%)
9/4: +300 (+3,1%)
10/4: +216 (+2,2%)
11/4: +273 (+2,7%)
12/4: +110 (+1,0%)
13/4: +280 (+2,6%)
14/4: +241 (+2,2%)
15/4: +235 (+2,1%)
16/4: +231 (+2,0%)
17/4: +243 (+2,1%)
18/4: +199 (+1,7%)
19/4: +163 (+1,4%)
20/4: +163 (+1,3%)
21/4: +203 (+1,6%)
22/4: +161 (+1,3%)
23/4: +200 (+1,6%)
24/4: +166 (+1,3%)
25/4: +163 (+1,2%)
26/4: +56 (+0,4%)
27/4: +124 (+0,9%)
28/4: +126 (+0,9%)
29/4: +104 (+0,8%)
30/4: +93 (+0,7%)
1/5: +88 (+0,6%)
2/5: +47 (+0,3%)
3/5: +42 (+0,3%)***
4/5: +63 (+0,4%)
5/5: +95 (+0,7%)
6/5: +222 (+1,5%)
7/5: +134 (+0,9%)
8/5: +94 (+0,6%)
9/5: +85 (+0,6%)
Totale: 14.924

Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
11/3: +333 (+55,4%)
12/3: +221 (+23,7%)
13/3: +152 (+13,2%)
14/3: +244 (+18,6%)
15/3: +200 (+12,8%)
16/3: +233 (+13,3%)
17/3: +343 (+17,2%)
18/3: +318 (+13,6%)
19/3: +634 (+23,9%)
20/3: +526 (+12,2%)
21/3: +868** (+22,8%)
22/3: +424 (+9,0%)
23/3: +230 (+4,5%)
24/3: +375 (+7,0%)
25/3: +373 (+6,5%)
26/3: +848 (+13,9%)
27/3: +574 (+8,2%)
28/3: +314 (+4,2%)
29/3: +546 (+7,0%)
30/3: +348 (+4,1%)
31/3: +235 (+2,7%)
1/4: +611 (+6,8%)
2/4: +482 (+5,0%)
3/4: +387 (+3,8%)
4/4: +428 (+4,1%)
5/4: +411 (+3,7%)
6/4: +308 (+2,7%)
7/4: +249 (+2,1%)
8/4: +252 (+2,1%)
9/4: +440 (+3,6%)
10/4: +269 (+2,1%)
11/4: +520 (+4,0%)
12/4: +412 (+3,1%)
13/4: +481 (+3,5%)
14/4: +189 (+1,3%)
15/4: +325 (+2,2%)
16/4: +277 (+1,8%)
17/4: +325 (+2,1%)
18/4: +269 (+1,7%)
19/4: +279 (+1,7%)
20/4: +287 (+1,8%)
21/4: +408 (+2,5%)
22/4: +480 (+2,9%)
23/4: +277 (+1,6%)
24/4: +412 (+2,3%)
25/4: +219 (+1,2%)
26/4: +463 (+3,1%)
27/4: +188 (+1,0%)
28/4: +278 (+1,4%)
29/4: +284 (+1,5%)
30/4: +216 (+1,1%)
1/5: +364 (+1,8%)
2/5: +249 (+1,2%)
3/5: +118 (+0,6%)***
4/5: +186 (+0,9%)
5/5: +144 (+0,7%)
6/5: +243 (+1,1%)
7/5: +182 (+0,8%)
8/5: +201 (+0,9%)
9/5: +178 (+0,8%)
Totale: 21.272

Contagi Milano città (giornalieri)*
11/3: +113
12/3: +92
13/3: +83
14/3: +98
15/3: +79 (+12,5%)
16/3: +102 (+14,3%)
17/3: +151 (+18,5%)
18/3: +127 (+13,1%)
19/3: +287 (+18,5%)
20/3: +172 (+12,4%)
21/3: +279 (+12,4%)
22/3: +210 (+11,8%)
23/3: +137 (+6,7%)
24/3: +121 (+5,5%)
25/3: +141 (+6,1%)
26/3: +310** (+12,7%)
27/3: +261 (+9,5%)
28/3: +150 (+4,9%)
29/3: +247 (+7,8%)
30/3: +154 (+4,5%)
31/3: +96 (+2,6%)
1/4: +159 (+4,3%)
2/4: +203 (+5,3%)
3/4: +166 (+4,1%)
4/4: +178 (+4,2%)
5/4: +171 (+3,9%)
6/4: +112 (+2,4%)
7/4: +99 (+2,1%)
8/4: +80 (+1,6%)
9/4: +155 (+3,2%)
10/4: +127 (+2,5%)
11/4: +262 (+5,1%)
12/4: +193 (+3,5%)
13/4: +296 (+5,3%)
14/4: +57 (+0,9%)***
15/4: +144 (+2,4%)
16/4: +102 (+1,6%)
17/4: +166 (+2,6%)
18/4: +95 (+1,6%)
19/4: +128 (+1,9%)
20/4: +160 (+2,4%)
21/4: +246 (+3,6%)
22/4: +161 (+2,3%)
23/4: +105 (+1,4%)
24/4: +246 (+3,4%)
25/4: +80 (+1,0%)
26/4: +241 (+3,1%)
27/4: +79 (+1,0%)
28/4: +149 (+1,8%)
29/4: +86 (+1,0%)
30/4: +56 (+0,7%)
1/5: +177 (+2,1%)
2/5: +115 (+1,3%)
3/5: +41 (+0,4%)***
4/5: +48 (+0,5%)
5/5: +50 (+0,5%)
6/5: +91 (+1,0%)
7/5: +86 (+0,9%)
8/5: +101 (+1,1%)
9/5: +98 (+1,1%)
Totale: 8.965

*Nota: tra parentesi la variazione rispetto all’ammontare totale del giorno prima (di contagi o decessi).
**Numero più elevato dall’inizio dell’emergenza
***Percentuale più bassa di incremento

Fonte: dati Regione Lombardia

Articoli delle ultime 24 ore:
🔴 Coronavirus: l’incredibile record della LOMBARDIA. Il resto d’Italia meglio di Svezia e Olanda
🔴 Dati 8 maggio. Lombardia: in calo morti (94) e nuovi contagi (+609). Le terapie intensive scendono a 400
La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?
E’ servito il LOCKDOWN? Un confronto tra 5 coppie di paesi simili che hanno attuato strategie diverse
🔴 Zaia accelera sul Plasma Iperimmune: in Veneto la prima BANCA DEL PLASMA per curare il Coronavirus
🔴 Lo strappo dell’ALTO ADIGE: da lunedì 11 riaprono bar, ristoranti e parrucchieri

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🔴 Coronavirus: l’incredibile record della LOMBARDIA. Il resto d’Italia meglio di Svezia e Olanda

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Fonte: Biagio Privitera

In questa elaborazione grafica fatta da Biagio Privitera, il tasso di mortalità della Lombardia confrontato con quello dei diversi paesi del mondo. Non solo, si può vedere anche come cambia il ranking dell’Italia se si toglie dal computo l’impatto della Lombardia.

🔴 Coronavirus: l’incredibile record della LOMBARDIA. Il resto d’Italia meglio di Svezia e Olanda

# Lombardia: 1.469 morti per milione di abitanti. Italia senza la nostra regione: 305

Con 14.839 morti se la Lombardia fosse una nazione risulterebbe al sesto posto al mondo per numero di decessi, poco sotto al resto d’Italia. Ma il dato più impressionante è il numero di morti rapportato alla popolazione: ogni milione di abitanti la Lombardia ha 1.469 abitanti, il doppio del secondo paese, il Belgio, che è a 735. L’Italia ha 5 volte di meno il numero di morti della Lombardia: il resto d’Italia, senza questa regione, passerebbe da quarto a nono paese più colpito, meglio di Olanda e Svezia. Si sta molto dibattendo su quali possano essere le cause di un simile disastro. Le riassumiamo.

Le possibili cause di un disastro senza eguali

#1 Contagiati nelle RSA (per mancati controlli, scarse protezioni e delibera di spostamento dei positivi dagli ospedali)

La delibera dell’8 marzo e altre mancanze precedenti e successive hanno favorito la presenza di malati da Covid-19 nelle RSA, favorendo il contatto di contagiati con i numerosi anziani con pregresse patologie ospitati. A questo si aggiunge la carenza di dispositivi di protezione e una approssimativa e ritardata politica di test nelle RSA: perfino negli ultimi giorni si sono segnalati comuni lombardi che hanno dovuto acquistare i tamponi fuori regioni per eseguirli nelle loro RSA.

Fonte: I 5 BUCHI NERI della sanità lombarda che potrebbero avere favorito il coronavirus

#2 Focolai negli ospedali: per i troppi ricoveri in ospedali inizialmente privi di adeguati sistemi di protezione

I pazienti affetti da Coronavirus o con sintomi che ipotizzassero il loro contagio sono stati inizialmente curati negli ospedali e senza isolare i reparti, favorendo così la proliferazione del virus anche agli altri malati ricoverati per altre patologie. I medici e infermieri non avendo a disposizione gli strumenti adeguati di protezioni potrebbero avere contribuito a loro malgrado a trasmettere il virus ai loro pazienti. L’isolamento domestico, inoltre, invece che in strutture apposite, ha favorito anch’esso il Covid-19 anche tra i familiari. I dati sulle origine dei contagi segnalano infatti che la stragrande maggioranza dei contagi ha avuto origine nelle RSA, negli ospedali e in famiglia. 

Leggi anche: 🔴 Finalmente i dati sull’ORIGINE dei contagi in lockdown: il 44% sono stati infettati nelle RSA, il 25% in famiglia

#3 No altre zone rosse dopo Codogno

Nonostante i buoni risultati ottenuti a Codogno, zona rossa insieme a Vo’ Euganeo all’inizio dell’epidemia, successivamente non sono state create altre zone controllate allo stesso modo. In particolare a Nembro e Alzano Lombardo, i due focolai bergamaschi che hanno registrato la più alta concentrazione di contagiati e morti, non sono stati chiusi nelle fasi iniziali dei contagi. Una responsabilità che è stata rimbalzata tra Regione Lombardia e Governo.

Fonte: Covid-19: tutti gli scontri Governo-Regione. Chi ha RAGIONE?

#4 Nessuna politica di tamponamento e di tracciamento dei contagi

🇰🇷 In Corea si fanno 64 tamponi per ogni caso

🇩🇪 In Germania si fanno 18 tamponi per ogni caso

🇨🇦 In Canada si fanno 15 tamponi per ogni caso

🇮🇹 In Italia si fanno 10 tamponi per ogni caso

✅ in Veneto si fanno 20 tamponi per ogni caso

❌ in Lombardia si fanno 5 tamponi per ogni caso.

La Regione non ha consentito un sistema di test a sintomatici e asintomatici con un  tracciamento dei contagi, per ricostruire dei contatti a ritroso in modo da gestire e limitare la linea di diffusione. Ancora oggi i tamponi vengono fatti solo ai soggetti sintomatici e ai loro contatti solo sintomatici mentre i test sierologici non sono ancora ritenuti validi dal sistema sanitario regionale: questo non consente né di stabilire chi è immune né chi ha gli anticorpi ma potrebbe essere ancora positivo.

Fonte:La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?

Conclusioni: anche se è tardi, occorre intervenire per correggere gli errori

La sensazione di molti è che lo sforzo maggiore in Regione sia stato fatto per cercare di dimostrare di “avere fatto tutto bene e di rifare tutto se si tornasse indietro” (dichiarazione del presidente Fontana). Al netto di misure più o meno restrittive adottate dalle altre regioni italiane o dagli altri Stati nel mondo, il dato della mortalità per milione di abitanti in Lombardia non può essere imputato solo alla cattiva sorte e ciò che preoccupa di più è che a due mesi e mezzo dall’inizio dell’emergenza, anche se si è intervenuti in modo positivo su ospedali e nelle RSA, manca ancora una strategia di tamponamento, tracciamento e isolamento per mettere finalmente sotto controllo l’emergenza sanitaria.

Leggi anche:
La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?
I 5 BUCHI NERI della sanità lombarda che potrebbero avere favorito il coronavirus

FABIO MARCOMIN

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🔴 Dati 8 maggio. Lombardia: in calo morti (94) e nuovi contagi (+609). Le terapie intensive scendono a 400

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foto: Andrea Cherchi (c)

8 maggio 2020. Trend in miglioramento in Lombardia e in Italia. I decessi tornano sotto a quota 100 e i nuovi contagi scendono a +609, anche se calano anche i tamponi. In terapia intensiva si torna a 400 ricoverati. Milano stabile. L’Italia scende al quarto posto per decessi giornalieri. Nelle ultime 24 ore sempre primi gli USA per morti e la Russia per nuovi contagi.

I contagi giornalieri calano a +609 da +689 di ieri. Sono in calo però i tamponi effettuati: +10.993 dai 15.488 di ieri. Nota: vanno aggiunti anche 25 casi positivi di aprile non ancora conteggiati.

I decessi tornano sotto quota 100: 94 morti nelle ultime 24 ore dai 134 di ieri e i 222 di mercoledì.

Dagli ospedali. Prosegue il calo dei ricoveri: -146 dai -231 di ieri. In terapia intensiva si scende a quota 400, con pazienti in calo di 80 dopo che ieri erano risultati invariati.

Situazione delle province. Milano continua ad oscillare attorno a quota 200 nell’area metropolitana: +201 positivi nelle ultime 24 ore, dai +182 di ieri e i +243 di mercoledì. In città sono saliti a +101 dai +86 di ieri e dai +91 di mercoledì. Le altre province sono tutte sotto a quota 100 contagi giornalieri: Brescia si dimezza a +69 (da +124, mentre Varese sale a +75 e Pavia a +52. Le altre sono sotto ai 50. Sotto a quota 10 nessuna.

Italia. Prosegue il calo dei decessi in Italia: nelle ultime 24 ore scendono a 243 dai 274 di ieri e i 369 di mercoledì. Scendono anche i nuovi contagi a +1.327 dai +1.401 di ieri. -143 in terapia intensiva (ieri -22). Altre 2.747 persone hanno lasciato gli ospedali nelle ultime 24 ore (ieri 3.031).

Nel mondo l’Italia scende al quarto posto per morti nelle ultime 24 ore dietro a USA (+631) UK (+626) e Messico (+257). Sopra i 100 morti ci sono anche Spagna (+229), e Brasile (+202), Svezia (135) e Belgio (106). Per numero di morti totali l’Italia si conferma terza dietro a Usa e UK. Per nuovi contagi prima è sempre la Russia poco sotto gli 11.000 nuovi positivi, dovuti alla strategia di tamponi di massa (sfiorano quota 5 milioni) con morti giornalieri sempre sotto quota 100.

Per gli ultimi dati sul mondo: https://www.worldometers.info/coronavirus/

Aiutiamoci da soli. Se vuoi aiutare a fornire un pasto alle famiglie di Milano che in questo momento sono più in difficoltà, puoi partecipare a #aggiungiunpastoatavola iniziativa di #milanopermilano. Puoi donare qui (il 100% del ricavato viene usato usato per acquistare cibo dalla Fondazione Comunità di Milano): milanopermilano.it/dona

DATI DALL’INIZIO DEL LOCKDOWN TOTALE

Contagi Lombardia (giornalieri)*
11/3: +1489 (+25,7%)
12/3: +1445 (+19,8%)
13/3: +1095 (+12,6%)
14/3: +1865 (+18,9%)
15/3: +1587 (+13,5%)
16/3: +1377 (+10,3%)
17/3: +1571 (+9,6%)
18/3: +1493 (+9,2%)
19/3: +2171 (+12,2%)
20/3: +2380 (+11,9%)
21/3: +3251** (+14,6%)
22/3: +1691 (+6,6%)
23/3: +1555 (+5,7%)
24/3: +1942 (+6,7%)
25/3: +1643 (+5,0%)
26/3: +2543 (+7,2%)
27/3: +2409 (+6.9%)
28/3: +2117 (+5.6%)
29/3: +1592 (+4,0%)
30/3: +1154 (+2,8%)
31/3: +1047 (+2,4%)
1/4: +1.575 (+3,6%)
2/4: +1.222 (+2,6%)
3/4: +1.455 (+3,1%)
4/4: +1.598 (+3,3%)
5/4: +1.337 (+2,7%)
6/4: +1.079 (+2,0%)
7/4: +791 (+1,5%)
8/4: +1.089 (+2,0%)
9/4: +1.388 (+2,5%)
10/4: +1.246 (+2,2%)
11/4: +1.544 (+2,7%)
12/4: +1.460 (+2,5%)
13/4: +1.262 (+2,1%)
14/4: +1.012 (+1,6%)
15/4: +827 (+1,3%)
16/4: +941 (+1,5%)
17/4: +1.041 (+1,6%)
18/4: +1.246 (+1,9%)
19/4: +855 (+1,3%)
20/4: +735 (+1,1%)
21/4: +960 (+1,4%)
22/4: +1.161 (+1,6%)
23/4: +1.073 (+1,5%)
24/4: +1.091 (+1,5%)
25/4: +713 (+1,0%)
26/4: +920 (+1,2%)
27/4: +590 (+0,8%)
28/4: +869 (+1,1%)
29/4: +786 (+1,0%)
30/4: +598 (+0,7%)
1/5: +737 (+0,9%)
2/5: +533 (+0,6%)
3/5: +526 (+0,6%)
4/5: +577 (+0,7%)
5/5: +500 (+0,6%)***
6/5: +634 (+0,8%)
7/5: +689 (+0,8%)
8/5: +609 (+0,7%)
Totale: 80.723

Decessi Lombardia (giornalieri)*
9/3: 76 (+29,7%)
10/3: 135 (+40,5%)
11/3: 149 (+31,8%)
12/3: 127 (+20,6%)
13/3: 146 (+19,6%)
14/3: 76 (+8,5%)
15/3: 252 (+26,0%)
16/3: 202 (+16,6%)
17/3: 220 (+15,5%)
18/3: 319 (+19,5%)
19/3: 209 (+10,7%)
20/3: 381 (+17,6%)
21/3: 546** (+21,4%)
22/3: 361 (+11,7%)
23/3: 320 (+9,3%)
24/3: 402 (+10,6%)
25/3: 296 (+7,1%)
26/3: 387 (+8,6%)
27/3: 541 (+11,1%)
28/3: 542 (+10,0%)
29/3: 416 (+7,0%)
30/3: +458 (+7,2%)
31/3: +381 (+5,6%)
1/4: +394 (+5,5%)
2/4: +367 (+4,8%)
3/4: +351 (+4,4%)
4/4: +345 (+4,2%)
5/4: +249 (+2,9%)
6/4: +297 (+3,3%)
7/4: +282 (+3,1%)
8/4: +238 (+2,5%)
9/4: +300 (+3,1%)
10/4: +216 (+2,2%)
11/4: +273 (+2,7%)
12/4: +110 (+1,0%)
13/4: +280 (+2,6%)
14/4: +241 (+2,2%)
15/4: +235 (+2,1%)
16/4: +231 (+2,0%)
17/4: +243 (+2,1%)
18/4: +199 (+1,7%)
19/4: +163 (+1,4%)
20/4: +163 (+1,3%)
21/4: +203 (+1,6%)
22/4: +161 (+1,3%)
23/4: +200 (+1,6%)
24/4: +166 (+1,3%)
25/4: +163 (+1,2%)
26/4: +56 (+0,4%)
27/4: +124 (+0,9%)
28/4: +126 (+0,9%)
29/4: +104 (+0,8%)
30/4: +93 (+0,7%)
1/5: +88 (+0,6%)
2/5: +47 (+0,3%)
3/5: +42 (+0,3%)***
4/5: +63 (+0,4%)
5/5: +95 (+0,7%)
6/5: +222 (+1,5%)
7/5: +134 (+0,9%)
8/5: +94 (+0,6%)
Totale: 14.839

Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
11/3: +333 (+55,4%)
12/3: +221 (+23,7%)
13/3: +152 (+13,2%)
14/3: +244 (+18,6%)
15/3: +200 (+12,8%)
16/3: +233 (+13,3%)
17/3: +343 (+17,2%)
18/3: +318 (+13,6%)
19/3: +634 (+23,9%)
20/3: +526 (+12,2%)
21/3: +868** (+22,8%)
22/3: +424 (+9,0%)
23/3: +230 (+4,5%)
24/3: +375 (+7,0%)
25/3: +373 (+6,5%)
26/3: +848 (+13,9%)
27/3: +574 (+8,2%)
28/3: +314 (+4,2%)
29/3: +546 (+7,0%)
30/3: +348 (+4,1%)
31/3: +235 (+2,7%)
1/4: +611 (+6,8%)
2/4: +482 (+5,0%)
3/4: +387 (+3,8%)
4/4: +428 (+4,1%)
5/4: +411 (+3,7%)
6/4: +308 (+2,7%)
7/4: +249 (+2,1%)
8/4: +252 (+2,1%)
9/4: +440 (+3,6%)
10/4: +269 (+2,1%)
11/4: +520 (+4,0%)
12/4: +412 (+3,1%)
13/4: +481 (+3,5%)
14/4: +189 (+1,3%)
15/4: +325 (+2,2%)
16/4: +277 (+1,8%)
17/4: +325 (+2,1%)
18/4: +269 (+1,7%)
19/4: +279 (+1,7%)
20/4: +287 (+1,8%)
21/4: +408 (+2,5%)
22/4: +480 (+2,9%)
23/4: +277 (+1,6%)
24/4: +412 (+2,3%)
25/4: +219 (+1,2%)
26/4: +463 (+3,1%)
27/4: +188 (+1,0%)
28/4: +278 (+1,4%)
29/4: +284 (+1,5%)
30/4: +216 (+1,1%)
1/5: +364 (+1,8%)
2/5: +249 (+1,2%)
3/5: +118 (+0,6%)***
4/5: +186 (+0,9%)
5/5: +144 (+0,7%)
6/5: +243 (+1,1%)
7/5: +182 (+0,8%)
8/5: +201 (+0,9%)
Totale: 21.094

Contagi Milano città (giornalieri)*
11/3: +113
12/3: +92
13/3: +83
14/3: +98
15/3: +79 (+12,5%)
16/3: +102 (+14,3%)
17/3: +151 (+18,5%)
18/3: +127 (+13,1%)
19/3: +287 (+18,5%)
20/3: +172 (+12,4%)
21/3: +279 (+12,4%)
22/3: +210 (+11,8%)
23/3: +137 (+6,7%)
24/3: +121 (+5,5%)
25/3: +141 (+6,1%)
26/3: +310** (+12,7%)
27/3: +261 (+9,5%)
28/3: +150 (+4,9%)
29/3: +247 (+7,8%)
30/3: +154 (+4,5%)
31/3: +96 (+2,6%)
1/4: +159 (+4,3%)
2/4: +203 (+5,3%)
3/4: +166 (+4,1%)
4/4: +178 (+4,2%)
5/4: +171 (+3,9%)
6/4: +112 (+2,4%)
7/4: +99 (+2,1%)
8/4: +80 (+1,6%)
9/4: +155 (+3,2%)
10/4: +127 (+2,5%)
11/4: +262 (+5,1%)
12/4: +193 (+3,5%)
13/4: +296 (+5,3%)
14/4: +57 (+0,9%)***
15/4: +144 (+2,4%)
16/4: +102 (+1,6%)
17/4: +166 (+2,6%)
18/4: +95 (+1,6%)
19/4: +128 (+1,9%)
20/4: +160 (+2,4%)
21/4: +246 (+3,6%)
22/4: +161 (+2,3%)
23/4: +105 (+1,4%)
24/4: +246 (+3,4%)
25/4: +80 (+1,0%)
26/4: +241 (+3,1%)
27/4: +79 (+1,0%)
28/4: +149 (+1,8%)
29/4: +86 (+1,0%)
30/4: +56 (+0,7%)
1/5: +177 (+2,1%)
2/5: +115 (+1,3%)
3/5: +41 (+0,4%)***
4/5: +48 (+0,5%)
5/5: +50 (+0,5%)
6/5: +91 (+1,0%)
7/5: +86 (+0,9%)
8/5: +101 (+1,1%)
Totale: 8.867

*Nota: tra parentesi la variazione rispetto all’ammontare totale del giorno prima (di contagi o decessi).
**Numero più elevato dall’inizio dell’emergenza
***Percentuale più bassa di incremento

Fonte: dati Regione Lombardia

Articoli di oggi:
La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?
E’ servito il LOCKDOWN? Un confronto tra 5 coppie di paesi simili che hanno attuato strategie diverse
🔴 Zaia accelera sul Plasma Iperimmune: in Veneto la prima BANCA DEL PLASMA per curare il Coronavirus
🔴 Lo strappo dell’ALTO ADIGE: da lunedì 11 riaprono bar, ristoranti e parrucchieri

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La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?

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Foto: Andrea Cherchi (c)

In Corea si fanno 64 tamponi per ogni caso
In Germania si fanno 18 tamponi per ogni caso
In Canada si fanno 15 tamponi per ogni caso
In Italia si fanno 10 tamponi per ogni caso

✅ in Veneto si fanno 20 tamponi per ogni caso
❌ in Lombardia si fanno 5 tamponi per ogni caso

La questione del contenimento del Coronavirus per gli esperti sta tutta qui. Vediamo a che punto è la situazione e se ci sono segnali di miglioramento, per i test e per i tamponi.

La telenovela di TAMPONI e TEST in Lombardia: si fanno, non si fanno, a che punto siamo?

Secondo quanto sembra trapelare dalla Regione Lombardia sarà compito delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (Usca) effettuare tamponi a domicilio a chi avrà una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi. Il monitoraggio sui luoghi di lavoro e la collaborazione dei datori di lavoro sarà fondamentale perché, se verificato l’innalzamento della temperatura oltre il livello di guardia, il dipendente dovrà essere mandato a casa, rimanere in isolamento e allertare il proprio medico curante. Saranno poi le Ats a mobilitare le Usca per il tampone. Per i tamponi è arrivato il provvedimento, per i test ancora nulla. Ma cosa è successo negli ultimi mesi?

# TAMPONI: Dopo 2 mesi e mezzo finalmente i controlli ma solo ai sintomatici

Dall’inizio dell’epidemia sono passati ormai due mesi e mezzo, finalmente in base al provvedimento approvato nella serata del 7 maggio i cittadini lombardi potranno essere sottoposti a tamponi da lunedì 11 maggio, anche chi ha sintomi Covid-19 ma non è ricoverato in ospedale così come i contatti stretti solo sintomatici. In molti non capiscono come mai in Veneto invece si possano effettuare i tamponi anche ai contatti asintomatici. Il compito spetta al medico di famiglia che lo dovrà prescrivere al paziente: in Veneto e Emilia Romagna i medici potevano farlo già all’inizio dell’epidemia.

Fonte: corriere.it

# TEST SIEROLOGICI: non sono validati dalle Regione Lombardia, mentre Veneto, Toscana ed Emilia Romagna offrono pieno supporto con il Sistema sanitario

In Emilia-Romagna ci si può sottoporre a proprie spese al test sierologico con soli 25 euro, dietro prescrizione medica. Se si risulta positivi, il Servizio di prevenzione pubblica si prenderà in carico del caso. Anche in Veneto in caso di positività al test a pagamento, il cittadino potrà chiedere al medico di famiglia la prescrizione del tampone, rimanendo in isolamento fino all’esito. Inoltre sempre la regione del governatore Zaia sta svolgendo lo screening con il test rapido su lavoratori dei servizi essenziali e a campione su chi ha ripreso l’attività produttiva. In Toscana i test sierologici possono essere fatti dai cittadini che svolgano qualsiasi lavoro e saranno gratuiti per le categorie più a rischio, mentre per gli altri ci saranno tariffe differenziate ma comunque calmierate grazie all’accordo con la Regione. Non servirà la prescrizione del medico di base, basterà recarsi nei laboratori privati convenzionati.

In Lombardia i cittadini potrebbero già richiedere il test pagandolo, ma come evidenzia il consigliere regionale Fabio Pizzul del Pd c’è un problema: “Diversi laboratori privati lombardi stanno offrendo l’esame a pagamento, ma chi decide di farlo, senza dietro una strategia da parte della Regione, si trova senza nulla in mano di ufficiale. Così è impossibile tracciare la diffusione del virus, fondamentale per realizzare la vigilanza attiva“. L’Asl di Milano ha comunicato ai sindaci che: “Chi li fa si assume la responsabilità anche del rispetto dell’isolamento dei positivi. L’esito di un test non validato e fuori dai programmi di sanità pubblica non comporta l’approfondimento con tampone». Il risultato è che pur facendo i test, i cittadini non avrebbero diritto di sottoporsi a tamponi e ulteriori controlli.

# NO TEST A MILANO: La prima fase di test ha coinvolto solo alcune aree della Regione

A fine Aprile Bergamo, Brescia, Cremona e Lodi sono state le aree prescelte per iniziare la fase di test sierologici a pazienti colpiti da coronavirus e operatori sanitari escludendo l’area urbana più colpita d’Italia ovvero Milano che continua ad essere ancora la zona più critica. Ad oggi però non abbiamo nessuno dato su quei test.

# Lombardia contro Comune: Sala spedisce i campioni in Francia

L’esclusione di Milano dalla prima fase di test sierologici sui contagiati, ha portato il sindaco Sala a stringere un accordo diretto con l’Ospedale Sacco, per il tramite del Responsabile del Reparto Malattie infettive Massimo Galli, per verificare la presenza degli anticorpi da Covid-19 sui i 4000 lavoratori ATM. I test rapidi sono partiti ieri, per i positivi sarà previsto tampone e eventuale prelievo. La Regione Lombardia ha dichiarato di non validare la sperimentazione di questi test, non dando quindi disponibilità dei suoi laboratori di analisi, pertanto il Comune di Milano indirizzerà i campioni in un laboratorio francese di Grenoble.

# Il Sindaco di Trescore Balneario (BG): Per fare i tamponi nella RSA li ha dovuti prendere…in Veneto”

So solo che c’era da mettere in sicurezza ospiti e operatori. Così ci siamo dati da fare, abbiamo cercato i tamponi e li abbiamo trovati“. Il primo cittadino del comune bergamasco è dovuto “andare” in Veneto a fine Aprile per trovare tamponi utili per controllare tutti gli ospiti e operatori sanitari della RSA locale. Fino a quel momento l’ATS aveva effettuato verifica solo sui medici di rientro dalla malattia e ai pazienti sintomatici. In questo modo con l’acquisto di 88 tamponi prima che la Regione di Zaia bloccasse la vendita all’esterno dei propri confini, ha messo in sicurezza la struttura.

# Sul mercato “sommerso” si trovano test di ogni tipo

Mentre il Ministero della Salute non ha preso ancora una posizione univoca sui test per l’immunità, che identificano gli anticorpi IGM e IGG per diagnosticare l’infezione da Covid-19, se siano efficaci e utili, il mercato sommerso fa affari. Sono gli stessi medici che per primi hanno provati a consigliarli ai propri pazienti e poi il passaparola fa il resto: mentre la burocrazia blocca ogni cosa i cittadini si muovono per via parallele per sapere se sono stati positivi al virus e ora sono immuni. Una situazione che ci porta ad assomigliare più a un Paese totalitario del novecento che a una regione europea del ventunesimo secolo.

Fonte: panorama.it

FABIO MARCOMIN

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E’ servito il LOCKDOWN? Un confronto tra 5 coppie di paesi simili che hanno attuato strategie diverse

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Foto: Andrea Cherchi (c)

E’ servito il Lockdown?
Questa la domanda che si fanno in tutto il mondo per capire se può essere considerato uno strumento opportuno in caso di nuove ondate o altre emergenze di questo tipo. Per dare una risposta sono state fatte diverse analisi che però, spesso, hanno il limite di mettere a confronto paesi con caratteristiche diverse.

Un approccio interessante è quello fatto da Dario Huseklepp che ha messo a confronto cinque casi di paesi simili che hanno attuato modalità di intervento differenti: la Svezia e la Danimarca, l’Estonia e la Lettonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, Paesi Bassi e Belgio, l’Austria e la Svizzera con la Lombardia, Malta con la Sicilia. Si lascia all’autonomia di giudizio del lettore di trarre le sue conclusioni.

E’ servito il LOCKDOWN? Un confronto tra 5 coppie di paesi simili che hanno attuato strategie diverse

Danimarca vs Svezia

La DANIMARCA è stata uno dei primi paesi ad applicare norme restrittive insieme all’Italia, un lockdown totale, durato però fino a metà aprile. Ora hanno riaperto quasi tutto con 500 morti (8,6 per centomila abitanti) e non vi è stato un aumento oltre il livello di guardia dei contagi.
La SVEZIA invece non ha applicato alcuna misura restrittiva, non ha chiuso nessun confine (anzi quando la Norvegia e la Danimarca l’hanno fatto ha ricordato che non succedeva dai tempi del nazismo), per ora ha avuto 3000 morti (30 per centomila abitanti) ma con l’economia che è rimasta in piedi.

Leggi anche: New York Times: “con il Covid-19 il miglior modello è quello SVEDESE”. I 5 punti di una strategia unica al mondo

Lettonia vs Estonia

La LETTONIA non ha applicato alcun lockdown, i negozi e le fabbriche sono sempre rimaste aperte, 17 morti (0,85 morti per centomila abitanti). Il governo lettone ha inoltre tracciato i positivi e fatto tamponi a tappeto.
L’ESTONIA invece ha applicato un lockdown totale, dopo che nell’isola di Saarema, la vera culla della civiltà estone, è arrivata una squadra di pallavolo milanese che ha diffuso il virus, tanto che i dati ufficiali dicono che nell’isola dove abitano 40mila abitanti si stima che il 70% siano stati contagiati, quindi forse è l’unica zona in Europa dove si è realizzata l’immunità di gregge. Il Paese baltico ha deciso di chiudere tutto sul modello italiano ed ora si aspetta un calo del PIL del 15%, con 55 morti (3 morti per centomila abitanti)

Leggi anche: Il caso virtuoso della LETTONIA: le tre mosse chiave per sconfiggere il covid senza danneggiare l’economia

Olanda vs Belgio

I PAESI BASSI hanno applicato una strategia assimilabile alla nostra fase zero (la prima settimana di marzo) senza alcun lockdown totale nonostante sia il paese più densamente popolato insieme a Malta in Europa. 5.290 decessi (29 morti per centomila abitanti).
Il BELGIO invece è il paese per approccio più simile all’Italia con 8.500 morti (74 morti per centomila abitanti).

Repubblica Ceca vs Slovacchia

La REPUBBLICA CECA ha applicato un lockdown all’italiana con 269 morti (2,7 morti per centomila abitanti).
In SLOVACCHIA sono state chiuse le frontiere con l’estero ma non c’è stato un lockdown duraturo: dal 8 aprile fino al 14 c’è stato il totale divieto di movimento nel paese, dal 21 aprile sono stati riaperti gli hotel, i negozi, lo sport all’aperto se svolto non in gruppi superiori a 5 persone, i mercati non coperti ed i parrucchieri. Da sottolineare che la Slovacchia è l’unico paese della UE che si è rivolto direttamente a Taiwan ed ha seguito quindi la strategia dei tamponi a tappeto prima di tutti gli altri. Morti 262 (5 morti per centomila abitanti)

Leggi anche: A un passo dalla Cina ma lontana dal virus: la strategia di TAIWAN contro il COVID-19

Austria e Svizzera vs Lombardia

L’AUSTRIA non ha mai applicato un lockdown totale se non nello stato del Tirolo (l’Austria è uno stato federale) per volere del governatore Platter che l’ha tenuto per una settimana. Anche in Tirolo comunque è stata mantenuta libertà di movimento all’interno dei comuni, senza obbligo di autocertificazione. Dal primo maggio sono riaperti centri commerciali e parrucchieri e da lunedì i bar ed i ristoranti. Il governo federale ha tenuto dall’inizio di aprile l’obbligo delle mascherine nei locali chiusi. Morti 698 (6,5 per centomila abitanti).
La SVIZZERA anche non ha applicato nessuno lockdown, se non in qualche cantone come in quello di Vaud, i confini con la Lombardia sono rimasti aperti e le scuole sono rimaste chiuse fino a metà aprile. Il 27 aprile hanno riaperto i battenti dentisti, parrucchieri, fiorai, centri giardinaggio e food shoops. L’11 maggio verranno riaperte le scuole ed il resto dei negozi. 1.000 morti (11 morti per centomila abitanti).
Sulla Lombardia bene o male le informazioni le conoscono tutti: lockdown totale dal 9 marzo con iniziale riapertura dal 4 maggio. 14.745 morti (147 morti per centomila abitanti).

Leggi anche: La SVIZZERA e il virus. Pochi divieti, ci si affida alla responsabilità individuale: «Non siamo la Cina»

Malta vs Sicilia

MALTA è un vero e proprio caso di studio, in quanto è la nazione di gran lunga con la densità abitativa più alta in Europa, non ha mai applicato alcun lockdown ma solo la chiusura delle scuole, dei centri anziani e delle sedi politiche, con inoltre il divieto di entrata da Italia, Spagna, Cina, Germania e Francia. I negozi sono rimasti aperti riconvertendosi agevolmente in takeaway e l’unico obbligo messo dal governo è stata la mascherina, negli spazi chiusi, pena la multa di 1.000 euro. 5 morti (0,7 morti per centomila abitanti).
Sulla Sicilia bene o male le informazioni le conoscono: lockdown totale dal 9 marzo con iniziale riapertura dal 4 maggio. 251 morti (5 morti per centomila abitanti).

Io le mie considerazioni le ho tratte sul fatto se sia servito o meno il lockdown all’italiana, chi vuole integrare o correggere è benvenuto.

Dario Huseklepp

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🔴 Zaia accelera sul Plasma Iperimmune: in Veneto la prima BANCA DEL PLASMA per curare il Coronavirus

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Dottor De Donno, primario di pneumologia dell'ospedale Carlo Poma di Mantova

Mentre nel resto d’Italia ci si divide sull’utilizzo della terapia con il plasma iperimmune che pare dare ottimi risultati a Mantova e Pavia, Zaia accelera anche su questo punto: in Veneto presso l’Azienda ospedaliera di Padova, nasce la prima Banca del Plasma per curare il Coronavirus  dove l’équipe dell’immunologa Giustina De Silvestro ha trasfuso il siero a 12 pazienti infetti conseguendo «progressi significativi» nella totalità dei casi.
La sperimentazione, autorizzata dall’ISS, attende validazione definitiva ma il percorso è avviato e le scorte ematologiche, nell’ordine di alcune centinaia di sacche, si vanno rapidamente moltiplicando.

Leggi anche: “Col PLASMA IPERIMMUNE non si è verificato nessun decesso”: alla scoperta della cura COVID che pare più di successo

🔴 Zaia accelera sul Plasma Iperimmune: in Veneto la prima BANCA DEL PLASMA per curare il Coronavirus

#Zaia: “Mi appello al senso civico dei 3.600 guariti dal coronavirus: la Sanità veneta vi ha curato nella fase più critica, ora avete l’occasione di ricambiare”

Il governatore Zaia: “Mi appello a tutti i pazienti veneti guariti dal coronavirus. In questi giorni verrete chiamati a donare il vostro sangue. Fate questo sacrificio, mettetevi a disposizione“. Sono già centinaia le sacche raccolte su base volontaria e le migliaia di pazienti ristabiliti basteranno per dar vita alla più importante banca del sangue in Italia. Il centro resterà a Padova, ma saranno attivati diversi centri trasfusionali.”Mi appello al senso civico dei 3.600 guariti dal coronavirus: la Sanità veneta vi ha curato nella fase più critica, ora avete l’occasione di ricambiare offrendo una mezzora del vostro tempo per aiutare l’intera comunità.

Il presidente della Regione Veneto aggiunge “Il trattamento con il plasma esiste da decenni e noi lo pratichiamo già per altre patologie. Se ora i nostri clinici mi dicono che i malati di coronavirus possono salvarsi in questo modo io ho l’obbligo morale, prima ancora che scientifico, di andare fino in fondo. Questo sangue dura tra l’altro due anni, risulterà comunque utile come donazione ma, in più, rispetto a quello di pazienti che non hanno contratto il virus, ha gli anticorpi neutralizzanti del Covid 19. Abbiamo bisogno di “fare magazzino”.

Se il nuovo protocollo si rivelerà efficace su vasta scala avremo un’arma ulteriore contro il Covid-19, viceversa sarà a disposizione di tutti gli altri pazienti ordinari, si tratterà quindi di mettere a regime il sistema.

Fonte: metropolitano.it

FABIO MARCOMIN

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🔴 Lo strappo dell’ALTO ADIGE: da lunedì 11 riaprono bar, ristoranti e parrucchieri

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alba in alto adige (credit: altoadige.it)

L’Alto Adige procede in “autonomia”, anticipando quanto stabilito dal Governo nazionale in merito alle riaperture delle attività economiche e sociali. Da lunedi 11 maggio potranno aprire tutte le attività. Anche il Friuli accelera: da lunedì riaperti i negozi. 


🔴 Lo strappo dell’ALTO ADIGE: da lunedì 11 riaprono bar, ristoranti e parrucchieri


“Si tratta di una proposta di buon senso” dice il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga,  “la riapertura non può essere uno scontro tra istituzioni ma una collaborazione”.

La pensa allo stesso modo il governatore Arno Kompatscher, presidente della provincia autonoma di Bolzano e presidente della Regione autonoma del Trentino-Alto Adige: “Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo. La Provincia vuole affrontare questa fase all’insegna dell’applicazione della sua autonomia”.


La provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige

Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato con 28 sì, 1 no e 6 astensioni, la legge che dispone l’apertura immediata dei negozi e, lunedi 11 maggio, l’apertura di:

# attività di servizi alla persona come parrucchieri, barbieri, estetisti, centri estetici
# servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie
# istituzioni culturali come musei, biblioteche e centri giovanili


Indicazioni precise riguardano le modalità di fruizione:

# nei ristoranti e nei bar il numero degli avventori non può essere superiore ai posti a sedere
# i tavoli dovranno essere disposti in modo tale che le persone siano distanziate 2 metri
# a tavola si può fare a meno della mascherina
# il personale di servizio deve utilizzare maschere di tipo FFP2

Lunedì 18 maggio sarà il turno dei servizi per l’infanzia a gruppi ridotti: al massimo 4 bambini per gruppo negli asili e 6 bambini per gruppo nelle elementari, per mezza giornata senza il vitto.

Lunedì 25 maggio riapriranno, invece, tutte le strutture ricettive e gli impianti a fune.

Per quanto riguarda le scuole superiori, queste possono offrire servizi di consulenza didattica ai maturandi a gruppi di massimo 6 studenti e rispettando la distanza di almeno 2 metri.

Per gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, restano in vigore le normative nazionali.
Così come l’osservanza rigorosa delle misure di sicurezza, il divieto di assembramento, l’osservanza di una distanza di 2 metri e di un adeguato rapporto tra superficie e persone per tutte le attività economiche.

La Provincia ha inoltre intenzione di istituire una commissione di esperti che monitorerà la curva del contagio, al fine di provvedere con eventuali restrizioni in corso d’opera.


La ratio

Alla base delle azioni intraprese in applicazione dell’autonomia, c’è il documento intitolato “Proposte al Governo per la Fase 2: più competenze alle Regioni”, inviato dai presidenti di 13 regioni italiane a Giuseppe Conte, a Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato.

Firmano i governatori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto e dal presidente della Provincia autonoma di Trento.

“Il documento che in 13 governatori abbiamo firmato e inviato al governo la scorsa settimana chiede di dare alle Regioni la possibilità di fare le scelte, più o meno restrittive, a seconda delle necessità che le Regioni stesse hanno al proprio interno. Le Regioni hanno un rapporto diretto con il territorio e le competenze sancite in costituzione e devono avere la possibilità, all’interno di un quadro deciso dal governo nazionale, di muoversi a rispetto alle esigenze pandemiche e di conformazione territoriale e urbana”, dichiara il presidente del Friuli-Venezia Giulia che ha dichiarato di riaprire da lunedì 11 il commercio al dettaglio. 


La posizione della Lombardia

Tra i firmatari del documento “c’è anche il presidente Fontana, che non chiede di aprire o chiudere a prescindere, ma di permettere alla Regione di fare le scelte più utili, in modo responsabile. E l’ha firmata anche il Piemonte, altra regione che si trova in una situazione difficile dal punto di vista pandemico” aggiunge Fedriga, e rincara: “Se applichiamo le misure di un territorio particolarmente colpito alla Calabria o al Molise, dove i contagi sono bassissimi, come possiamo poi spiegarlo ai cittadini?”.

 

Fonti: Adnkronos, primocanale, Ansa, Agi, La Repubblica

BARBARA VOLPINI

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🔴 Dati 7 maggio. Lombardia: morti in calo (134), nuovi contagi stabili (+689) con tamponi record. Migliora Milano

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Foto: Fabio Tacchini (c)

7 maggio 2020. I morti tornano a calare dopo il picco di ieri. Lieve aumento dei contagi che restano comunque contenuti, anche considerando l’elevato numero di tamponi. Migliora Milano. Tra le altre province crescono Brescia e Monza e Brianza. L’Italia segue lo stesso trend della Lombardia (calo dei decessi, nuovi contagi stabili). Nel mondo decessi in calo in Belgio, contagi altissimi in Russia dovuti alla strategia dei campioni a tappeto.

I contagi giornalieri aumentano a +689 dai +634, livello massimo della settimana. Però il dato è positivo considerando il record di tamponi effettuati: +15.488 dai 14.516 di ieri. Nota: vanno aggiunti anche 31 casi positivi di aprile non ancora conteggiati.

I decessi tornano a calare del picco di ieri, tornando sotto quota 200: 134 morti nelle ultime 24 ore dai 222 di ieri.

Dagli ospedali. Prosegue il calo dei ricoveri: -231 dai -122 di ieri. In terapia intensiva si resta sotto a quota 500, con pazienti invariati dopo il calo di -29 di ieri per un totale di 480 ricoverati.

Situazione delle province. Tornano a calare i nuovi contagi a Milano: nella città metropolitana sono +182 dai +243 di ieri, in città sono scesi a +86 dai +91 di ieri. Tra le altre province torna sopra quota 100 Brescia (+124 da +99), mentre Monza e Brianza cresce a +81. Le altre sono sotto ai 50. Sotto a quota 10 c’è sempre Mantova (+4).

Italia. Il calo di morti in Lombardia si riflette anche sui risultati nazionali. I morti in Italia nelle ultime 24 ore scendono a 274 dai 369 di ieri. Stabili i nuovi contagi a +1.401 dai +1.444 di ieri. -22 in terapia intensiva (ieri -94). Altre 3.031 persone hanno lasciato gli ospedali nelle ultime 24 ore (ieri 8.014).

Nel mondo l’Italia resta al terzo posto per morti nelle ultime 24 ore dietro a UK e USA. Sopra i 100 morti ci sono anche Spagna e Messico. Si riduce l’allarme in Belgio (+76). Anche per numero di morti totali l’Italia è terza dietro a Usa e UK. Per nuovi contagi prima è la Russia sopra gli 11.000 nuovi positivi, dovuti ai tamponi di massa (sfiorano quota 5 milioni).

Per gli ultimi dati sul mondo: https://www.worldometers.info/coronavirus/

Aiutiamoci da soli. Se vuoi aiutare a fornire un pasto alle famiglie di Milano che in questo momento sono più in difficoltà, puoi partecipare a #aggiungiunpastoatavola iniziativa di #milanopermilano. Puoi donare qui (il 100% del ricavato viene usato usato per acquistare cibo dalla Fondazione Comunità di Milano): milanopermilano.it/dona

DATI DALL’INIZIO DEL LOCKDOWN TOTALE

Contagi Lombardia (giornalieri)*
11/3: +1489 (+25,7%)
12/3: +1445 (+19,8%)
13/3: +1095 (+12,6%)
14/3: +1865 (+18,9%)
15/3: +1587 (+13,5%)
16/3: +1377 (+10,3%)
17/3: +1571 (+9,6%)
18/3: +1493 (+9,2%)
19/3: +2171 (+12,2%)
20/3: +2380 (+11,9%)
21/3: +3251** (+14,6%)
22/3: +1691 (+6,6%)
23/3: +1555 (+5,7%)
24/3: +1942 (+6,7%)
25/3: +1643 (+5,0%)
26/3: +2543 (+7,2%)
27/3: +2409 (+6.9%)
28/3: +2117 (+5.6%)
29/3: +1592 (+4,0%)
30/3: +1154 (+2,8%)
31/3: +1047 (+2,4%)
1/4: +1.575 (+3,6%)
2/4: +1.222 (+2,6%)
3/4: +1.455 (+3,1%)
4/4: +1.598 (+3,3%)
5/4: +1.337 (+2,7%)
6/4: +1.079 (+2,0%)
7/4: +791 (+1,5%)
8/4: +1.089 (+2,0%)
9/4: +1.388 (+2,5%)
10/4: +1.246 (+2,2%)
11/4: +1.544 (+2,7%)
12/4: +1.460 (+2,5%)
13/4: +1.262 (+2,1%)
14/4: +1.012 (+1,6%)
15/4: +827 (+1,3%)
16/4: +941 (+1,5%)
17/4: +1.041 (+1,6%)
18/4: +1.246 (+1,9%)
19/4: +855 (+1,3%)
20/4: +735 (+1,1%)
21/4: +960 (+1,4%)
22/4: +1.161 (+1,6%)
23/4: +1.073 (+1,5%)
24/4: +1.091 (+1,5%)
25/4: +713 (+1,0%)
26/4: +920 (+1,2%)
27/4: +590 (+0,8%)
28/4: +869 (+1,1%)
29/4: +786 (+1,0%)
30/4: +598 (+0,7%)
1/5: +737 (+0,9%)
2/5: +533 (+0,6%)
3/5: +526 (+0,6%)
4/5: +577 (+0,7%)
5/5: +500 (+0,6%)***
6/5: +634 (+0,8%)
7/5: +689 (+0,8%)
Totale: 80.089

Decessi Lombardia (giornalieri)*
9/3: 76 (+29,7%)
10/3: 135 (+40,5%)
11/3: 149 (+31,8%)
12/3: 127 (+20,6%)
13/3: 146 (+19,6%)
14/3: 76 (+8,5%)
15/3: 252 (+26,0%)
16/3: 202 (+16,6%)
17/3: 220 (+15,5%)
18/3: 319 (+19,5%)
19/3: 209 (+10,7%)
20/3: 381 (+17,6%)
21/3: 546** (+21,4%)
22/3: 361 (+11,7%)
23/3: 320 (+9,3%)
24/3: 402 (+10,6%)
25/3: 296 (+7,1%)
26/3: 387 (+8,6%)
27/3: 541 (+11,1%)
28/3: 542 (+10,0%)
29/3: 416 (+7,0%)
30/3: +458 (+7,2%)
31/3: +381 (+5,6%)
1/4: +394 (+5,5%)
2/4: +367 (+4,8%)
3/4: +351 (+4,4%)
4/4: +345 (+4,2%)
5/4: +249 (+2,9%)
6/4: +297 (+3,3%)
7/4: +282 (+3,1%)
8/4: +238 (+2,5%)
9/4: +300 (+3,1%)
10/4: +216 (+2,2%)
11/4: +273 (+2,7%)
12/4: +110 (+1,0%)
13/4: +280 (+2,6%)
14/4: +241 (+2,2%)
15/4: +235 (+2,1%)
16/4: +231 (+2,0%)
17/4: +243 (+2,1%)
18/4: +199 (+1,7%)
19/4: +163 (+1,4%)
20/4: +163 (+1,3%)
21/4: +203 (+1,6%)
22/4: +161 (+1,3%)
23/4: +200 (+1,6%)
24/4: +166 (+1,3%)
25/4: +163 (+1,2%)
26/4: +56 (+0,4%)
27/4: +124 (+0,9%)
28/4: +126 (+0,9%)
29/4: +104 (+0,8%)
30/4: +93 (+0,7%)
1/5: +88 (+0,6%)
2/5: +47 (+0,3%)
3/5: +42 (+0,3%)***
4/5: +63 (+0,4%)
5/5: +95 (+0,7%)
6/5: +222 (+1,5%)
7/5: +134 (+0,9%)
Totale: 14.745

Contagi Milano città metropolitana (giornalieri)*
11/3: +333 (+55,4%)
12/3: +221 (+23,7%)
13/3: +152 (+13,2%)
14/3: +244 (+18,6%)
15/3: +200 (+12,8%)
16/3: +233 (+13,3%)
17/3: +343 (+17,2%)
18/3: +318 (+13,6%)
19/3: +634 (+23,9%)
20/3: +526 (+12,2%)
21/3: +868** (+22,8%)
22/3: +424 (+9,0%)
23/3: +230 (+4,5%)
24/3: +375 (+7,0%)
25/3: +373 (+6,5%)
26/3: +848 (+13,9%)
27/3: +574 (+8,2%)
28/3: +314 (+4,2%)
29/3: +546 (+7,0%)
30/3: +348 (+4,1%)
31/3: +235 (+2,7%)
1/4: +611 (+6,8%)
2/4: +482 (+5,0%)
3/4: +387 (+3,8%)
4/4: +428 (+4,1%)
5/4: +411 (+3,7%)
6/4: +308 (+2,7%)
7/4: +249 (+2,1%)
8/4: +252 (+2,1%)
9/4: +440 (+3,6%)
10/4: +269 (+2,1%)
11/4: +520 (+4,0%)
12/4: +412 (+3,1%)
13/4: +481 (+3,5%)
14/4: +189 (+1,3%)
15/4: +325 (+2,2%)
16/4: +277 (+1,8%)
17/4: +325 (+2,1%)
18/4: +269 (+1,7%)
19/4: +279 (+1,7%)
20/4: +287 (+1,8%)
21/4: +408 (+2,5%)
22/4: +480 (+2,9%)
23/4: +277 (+1,6%)
24/4: +412 (+2,3%)
25/4: +219 (+1,2%)
26/4: +463 (+3,1%)
27/4: +188 (+1,0%)
28/4: +278 (+1,4%)
29/4: +284 (+1,5%)
30/4: +216 (+1,1%)
1/5: +364 (+1,8%)
2/5: +249 (+1,2%)
3/5: +118 (+0,6%)***
4/5: +186 (+0,9%)
5/5: +144 (+0,7%)
6/5: +243 (+1,1%)
7/5: +182 (+0,8%)
Totale: 20.893

Contagi Milano città (giornalieri)*
11/3: +113
12/3: +92
13/3: +83
14/3: +98
15/3: +79 (+12,5%)
16/3: +102 (+14,3%)
17/3: +151 (+18,5%)
18/3: +127 (+13,1%)
19/3: +287 (+18,5%)
20/3: +172 (+12,4%)
21/3: +279 (+12,4%)
22/3: +210 (+11,8%)
23/3: +137 (+6,7%)
24/3: +121 (+5,5%)
25/3: +141 (+6,1%)
26/3: +310** (+12,7%)
27/3: +261 (+9,5%)
28/3: +150 (+4,9%)
29/3: +247 (+7,8%)
30/3: +154 (+4,5%)
31/3: +96 (+2,6%)
1/4: +159 (+4,3%)
2/4: +203 (+5,3%)
3/4: +166 (+4,1%)
4/4: +178 (+4,2%)
5/4: +171 (+3,9%)
6/4: +112 (+2,4%)
7/4: +99 (+2,1%)
8/4: +80 (+1,6%)
9/4: +155 (+3,2%)
10/4: +127 (+2,5%)
11/4: +262 (+5,1%)
12/4: +193 (+3,5%)
13/4: +296 (+5,3%)
14/4: +57 (+0,9%)***
15/4: +144 (+2,4%)
16/4: +102 (+1,6%)
17/4: +166 (+2,6%)
18/4: +95 (+1,6%)
19/4: +128 (+1,9%)
20/4: +160 (+2,4%)
21/4: +246 (+3,6%)
22/4: +161 (+2,3%)
23/4: +105 (+1,4%)
24/4: +246 (+3,4%)
25/4: +80 (+1,0%)
26/4: +241 (+3,1%)
27/4: +79 (+1,0%)
28/4: +149 (+1,8%)
29/4: +86 (+1,0%)
30/4: +56 (+0,7%)
1/5: +177 (+2,1%)
2/5: +115 (+1,3%)
3/5: +41 (+0,4%)***
4/5: +48 (+0,5%)
5/5: +50 (+0,5%)
6/5: +91 (+1,0%)
7/5: +86 (+0,9%)
Totale: 8.766

*Nota: tra parentesi la variazione rispetto all’ammontare totale del giorno prima (di contagi o decessi).
**Numero più elevato dall’inizio dell’emergenza
***Percentuale più bassa di incremento

Fonte: dati Regione Lombardia

Articoli di oggi:
Mobilità senza TABÙ: 5 idee per ridurre traffico e inquinamento in modo più accessibile anche per chi vive fuori dal centro
La Danza delle MASCHERINE: prima “inutili”, ora obbligatorie anche all’aperto. E’ una restrizione sensata? Per capirlo guardiamo cosa fanno negli altri Paesi più colpiti
“A MILANO COMANDANO LE DONNE”: 7 descrizioni dell’anima di Milano fatte da scrittori celebri
5 ATTIVITA’ SPORTIVE ALL’APERTO, senza uscire dalla LOMBARDIA

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Le 5 SPIAGGE più belle dei FIUMI della Lombardia

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Ph. credits: valmasino.info - Bidet della Contessa

La Lombardia ha tutto ciò che si desidera per l’estate: spiagge sui grandi e piccoli laghi a due passi dalle città, bellissime isole dalla natura selvaggia, incastonate in acque verde smeraldo. E fiumi e torrenti: un susseguirsi di zampilli fra i boschi, sorgenti e rivoli color cielo, pozze d’acqua cristallina e fresca. Scopriamone 5, tra i più belli.


Le 5 SPIAGGE più belle dei FIUMI della Lombardia


#1 Spiaggia del Costone, Val Seriana (Bg)

Ph. credits: nicolapezzoli Instagram

Anche chiamata Coston Beach, è una delle spiagge più apprezzate dai bergamaschi e ce lo dice bene il nome. Si tratta della spiaggia al ponte del Costone in località Casnigo, caratterizzata da pietre grandi e levigate dove è piacevole prendere il sole. Per questioni di sicurezza sì alla tintarella, no al bagno.


#2 Buche di Nese, Val Brembana (Bg)

Ph. credits: tripadvisor

Spettacolo naturale sul fiume Brembo, raggiungibile attraverso un sentiero che parte da Burro, nel territorio di Alzano Lombardo, composto da piccoli laghetti formati dal fiume Nesa che scende dalla Prealpi Orobiche. Qui potrete ammirare piccole cascate e pozze d’acqua trasparente in cui fare il bagno.

 

#3 Bidet della Contessa, Val di Mello (So)

Ph. credits: valmasino.info

Valle laterale della Val Masino, è un luogo che toglie il fiato per la sua bellezza fatta di cime, cascate e prati incontaminati. I torrenti che scendono dalla montagna vanno a formare un piccolo laghetto, conosciuto come Bidet della Contessa, dalle acque fresche e cristalline proprio perché di sorgente. Il luogo offre poi sentieri, possibilità di arrampicate e bellissimi spazi dove fare picnic.


#4 Turbigo, Ticino (Mi)

Ph. credits: piediniverdi

Questo grande affluente del Po, che scende direttamente dal cantone svizzero, è detto anche Fiume Azzurro, perché è un’autentica oasi naturalistica nel cuore della Lombardia, dalle ampie spiagge e dalle acque limpide. Il suo corso è all’interno di un Parco Fluviale, istituito proprio per proteggere il suo ecosistema. Tra i punti più suggestivi nei pressi Turbigo ci sono la spiaggia Melissa, i tre salti e il ponte tibetano che attraversa il fiume. 


#5 Spiaggia di Medolago, Adda (Bg)

In molti la chiamano Medolago Beach. La si trova nella zona di Prato Adda, a due passi da Milano, ed è caratterizzata da una grande prato che scende dolcemente verso la riva del fiume. L’area è gestita come uno stabilimento balneare e vanta un bar, servizi igienici e docce.

Continua la lettura con:
7 SPIAGGE da sogno sui LAGHI della Lombardia
5 ISOLE CARAIBICHE in Lombardia

BARBARA VOLPINI

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Mobilità senza TABÙ: 5 idee per ridurre traffico e inquinamento in modo più accessibile anche per chi vive fuori dal centro

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Ipotesi delle 3 Circle line
Ipotesi delle 3 Circle line

Con la ripartenza della città dopo la fase acuta dell’emergenza Beppe Sala sembra aver ripreso da dove aveva terminato a causa dell’emergenza covid, nell’attuazione del piano di Green New Deal che la sua delega alla transizione ambientale gli consente. Il piano sta venendo attuato attraverso l’aumento della lunghezza e dimensione delle ciclabili, la riduzione della carreggiate e dei parcheggi in città. La critica più diffusa che gli viene lanciata è anch’essa sempre quella che lo aveva accompagnato prima dell’emergenza sanitaria: sono iniziative che, se lasciate sole, rischiano di scavare un solco ancora più profondo tra Area C e il resto della città e dell’area metropolitana. Che cosa si sta facendo per chi non vive in centro o a ridosso dell’ufficio, e può aver problemi a muoversi in bicicletta? Queste sono le proposte da attuare o da accelerare per ridurre traffico e inquinamento in modo più accessibile, ossia senza penalizzare chi vive in periferia o fuori città.

Mobilità senza TABÙ: 5 idee per ridurre traffico e inquinamento in modo più accessibile anche per chi vive fuori dal centro

#1 Circle Line: per consentire a chi vive in periferia di muoversi senza dover passare dal centro

Circle line Milano
Credits: wikipedia.org – Circle line Milano

La linea semi-circolare in fase di realizzazione prevede l’aggiunta di altre 12 fermate: Tibaldi, Porta Romana, Istria con M5, Dergano con M3, Stephenson e MIND-Cascina Merlata, San Cristoforo, Romolo, Forlanini, Lambrate, Certosa, Rho Fiera con una rifunzionalizzazione del tracciato ferroviario su cui transita la linea suburbana S9, l’acquisto di 20 treni dedicati e una cadenza di 15′, quindi non una frequenza da linea metropolitana. Rimane però appunto un’incompiuta che avrà un frequenza ancora troppo bassa, un ridotto numero di stazioni e la mancanza di tracciato nel quadrante ovest della città.

Credits: Chiara Quinzii, Diego Terna, Milano a pezzi, 2004 - Progetto Circle line
Credits: Chiara Quinzii, Diego Terna, Milano a pezzi, 2004 – Progetto Circle line

Per questo sarebbe necessaria una vera linea metropolitana circolare, sempre su parte del percorso della linea S9, ma con 36 fermate chiudendo l’anello ad ovest come nel progetto in alto nelle due immagini, una linea alla pari alle circle line di Londra, Berlino, Parigi e Mosca. Inoltre più a lungo termine potrebbero essere previsti altri tre anelli circolari a coprire tutta l’area metropolitana, come nell’ipotesi in basso e nello specifico:

  • trasformazione la circolare filoviaria 90-91 in una vera linea di forza con corsie totalmente preferenziali e asservimento semaforico
  • Circolare Interna: seguendo il percorso delle tangenziali nord, est e ovest.
  • Circolare Esterna: seguendo il percorso della TEEM e della superstrada che sostituisce il progetto della TOEM.
Ipotesi delle 3 circle line
Ipotesi delle 3 circle line

L’immagine in alto serve a delimitare in maniera spannometrica le tre Circle Line, esclusa quella filoviaria, per approfondimenti ne abbiamo parlato qui.

#2 Parcheggi ampi e gratuiti ai capolinea della metro: per consentire a chi arriva da fuori di lasciare l’auto per prendere i mezzi pubblici

Tangenziale Ovest Esterna
Credits: quattroruote.it – Tangenziale Ovest Esterna

Per agevolare chi vive fuori Comune e lasciare l’auto all’esterno dovrebbero esser garantiti parcheggi d’interscambio gratuiti in numero maggiore rispetto all’attuale, con flotte di car sharing, bike sharing elettrico, monopattini elettrici e navette per il trasporto verso le fermate di metrotranvie, metropolitane, tram e autobus. Vanno pensate anche delle piattaforma d’interscambio logistiche, per consentire ai corrieri di arrivare ai confini della città e effettuare consegne con navette elettriche a noleggio senza transitare in centro con mezzi pesanti.

Ogni ingresso di autostrade, tangenziali, superstrade dovrebbe avere pannelli che segnalano i posti liberi nei parcheggi di destinazione e i mezzi di trasporto pubblico in coincidenza con indicazione della direzione delle linee e relativi minuti di attesa.

# 3 Tunnel sotterranei: da nord a sud e da est a ovest per trasferire il traffico sotto terra

Alcuni hanni studi dimostrato come possa esistere un nesso tra inquinamento e diffusione del Covid-19, con le particelle di particolato che potrebbero e fare da veicolo e l’affezione delle vie aree causate dalle polveri sottili che renderebbero i milanesi e i cittadini della Pianura Padana facili bersagli per il virus: i dati sull’inquinamento da ossido di azoto si azzerato durante il lockdown. Si potrebbero rispolverare due vecchi progetti:

  • il tunnel ipotizzato tra il 2008 e il 2009, pensato per incanalare il traffico cittadino sotto terra, di 4 km che avrebbe tra piazza Repubblica e Forlanini, ispirandosi a Madrid o al gigantesco tunnel di San Cristóbal a Santiago, in Cile. Il costo all’epoca era stimato sugli 800 milioni di euro, ricavabili grazie alla formula del project financing, cioè capitali privati di italiani e stranieri che, in cambio della realizzazione dell’opera, avrebbero ricevuto la concessione del tunnel per 48 anni.
  • il tunnel di 14.5 chilometri che dall’aeroporto di Linate avrebbe dovuto portare al quartiere dell’Expo, per poi concludersi a Molino Dorino

Entrambi potrebbero essere utilizzati in futuro anche per il transito di veicoli a guida autonoma.

Fonti:
Due TUNNEL per portare Milano fuori dal traffico
Nuovi studi: l’INQUINAMENTO aumenterebbe la diffusione del Coronavirus

#4 Rinforzo della metropolitana: metro 24h, integrazione con il passante ed estensione delle linee

Bisogna ripensare il sistema metropolitano per garantire al bacino di circa 7 milioni di abitanti che gravitano nell’area metropolitana di muoversi in libertà e a costi accessibili. Ecco cosa servirebbe:

  • Metropolitana aperta 24 ore al giorno, almeno nei weekend, con istituzione di linee sostitutive notturne per linee metropolitane mancanti e per le linee notturne delle linee future e trasporto gratuito per tutti i residenti
  • Integrazione tra passante e linee metropolitana: il passante è una struttura relativamente sconosciuta e non adeguatamente sfruttata da pendolari e milanesi, forse anche perché risulta quasi un “corpo estraneo”: una soluzione potrebbe essere il passaggio della gestione in capo ad ATM con relativo adeguamento di tornelli, segnaletica, grafica e colori che richiamino alle linee metropolitane, oltre all’indicazione sulla cartina dei trasporti per farla riconoscere a tutti come un’altra linea a tutti gli effetti.
  • Nuove Metrotranvie oltre a quelle in progetto:
    • Metrotranvia Est tra Cascina Gobba M2/futuro capolinea Metrotranvia Nord e il capolinea a Quartiere Forlanini della metrotranvia sud-est;
    • Metrotranvia Sud che colleghi l’altro capolinea della metrotranvia sud-est a Rogoredo M3/FS e intercetti le linee tranviarie 24, 15 e 5 oltre alla linea metropolitana M2 e la futura M4;
    • Metrotranvia Ovest che partendo dalla metrotranvia sud intersechi le linee metropolitane M1 e M5 , ai limiti dei confini comunali, per poi ricongiungersi a Certosa FS, capolinea della futura metrotranvia nord per realizzare così una “metrotranvia circolare”, anticipo di una futura circle line sul tipo della S-bahn berlinese.
  • Nuovi prolungamenti e nuove linee metropolitane:
    • M1 FINO A LAINATE E ABBIATEGRASSO
    • M2 FINO A TREZZO SULL’ADDA E BINASCO
    • M3 FINO A CESANO MADERNO E PAULLO
    • M5 FINO A MAGENTA
    • M6 DA SEMPIONE A RIPAMONTI
  • Collegamento rapido con tutti e 3 gli aeroporti: per avere collegati rapidamente, oltre a Linate con M4, anche Malpensa e Orio al Serio con linee ad alta velocità

Fonti:
🔴 BREAKING NEWS. METRO 24/H nei weekend: un proposta da capitale europea
METRO di NOTTE a Milano: perchè no?
IL PASSANTE STRATEGICO: le tratte in città dove il treno è più rapido della metro (anche se pochi lo sanno)

#5 Diventare Milano città stato: per avere poteri e risorse necessari a far fronte alle esigenze di tutta la comunità milanese

Per risolvere in modo strutturale e democratico i problemi di traffico e smog cittadino serve però molto più coraggio, che non disegnare delle linee sull’asfalto con la vernice, visto che le corsie ciclabili non saranno in sede protetta.

L’ultimo tassello per raggiungere l’obbiettivo quindi, evitando di ripetere l’errore di ritrovarci impreparati e dipendere da altri che abbiamo sperimentato con l’emergenza Covid, e preservando la mobilità di tutti i cittadini, non solo (e in parte) di chi vive nelle zone centrali, è diventare una Città Stato. Nel nostro ordinamento costituzionale Milano potrebbe diventare una città regione con poteri e risorse per poter affrontare in modo prioritario il tema della mobilità potendo disporre fino a 11 miliardi di risorse e della lotta allo smog, diventando una città leader contro l’inquinamento, seguendo l’iter previsto dall’art.132 della Costituzione Italiana. Le competenze su questi temi e molti altri che ricadono sull’area di Milano, sono in capo a Regione Lombardia, mentre le risorse dipendono dai trasferimenti statali e da quelli della Regione che stabilisce quanto destinare alla città di Milano in maniera alquanto discutibile.

La Lombardia è una regione di oltre 10 milioni di abitanti, più del doppio della seconda regione più popolata: il Veneto. Per avere i benefici dall’autonomia, occorre attivarla su un territorio più omogeneo e meno popolato: per questo Milano dovrebbe potersi gestire come una regione in modo distinto dal resto della Lombardia. Ne guadagnerebbero gli abitanti dell’area urbana e quelli del resto della regione perchè entrambi potrebbero avere un governo più vicino alle loro esigenze.

Qualche settimana fa Sala è stato nominato a capo della task force del C40 per guidare la transizione ambientale e il rilancio economico della principali città del mondo dopo la pandemia da coronavirus. Tutte città che sono città-stato o hanno una forte autonomia: speriamo che questo ruolo sia per lui uno stimolo a pretendere dal nostro governo di avere per la sua città poteri e risorse all’altezza di una metropoli internazionale.  

 

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FABIO MARCOMIN

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La Danza delle MASCHERINE: prima “inutili”, ora obbligatorie anche all’aperto. E’ una restrizione sensata? Per capirlo guardiamo cosa fanno negli altri Paesi più colpiti

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Credits: Andrea Cherchi - Piazza Duomo, in pattini con le mascherine

In un Paese che in questa emergenza ha oscillato a un estremo all’altro, si è passati nel giro di poche settimane dal “mascherine no” al “mascherine ovunque”, perfino da soli all’aperto. Visto che il virus è per tutti lo stesso, ci siamo chiesti: quale obbligo vige per le mascherine nelle altre nazioni più colpite?  

La Danza delle MASCHERINE: prima “inutili”, ora obbligatorie anche all’aperto. E’ una restrizione sensata? Per capirlo guardiamo cosa fanno negli altri Paesi più colpiti

# Il dibattito nella comunità scientifica e politica in Italia. Da “le mascherine non servono a niente per le persone non contagiate” a “aiutano senz’altro”

Il 6 aprile il direttore generale dell’OMS Ghebreyesus raccomandava: “Consigliamo l’uso delle mascherine mediche a chi è malato o si deve prendere cura di una persona malata, o ai Paesi dove misure come lavarsi le mani e stare a distanza sono difficili da applicare. Ci preoccupa che l’uso di massa di queste mascherine da parte delle persone possa aggravarne la carenza”. In seguito il cambio di rotta, con l’esperto OMS Mike Ryan che pochi giorni dopo diceva: “Possono essere d’aiuto nel contesto della lotta globale alla pandemia” e il 13 aprile il portavoce OMS David Navarro dichiarava che “portarle dovrà diventare la norma”.

  • Borrelli capo di dipartimento della Protezione Civile diceva “Non uso la mascherina, ma rispetto le regole del distanziamento sociale, la mascherina è importante, se non si rispettano le distanze, per evitare l’infezione da virus“.
  • Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli affermava invece che l’uso delle mascherine “in questo momento certamente non l’abbiamo ancora data come indicazione, sappiamo perfettamente che sono utili per prevenire il contagio da parte di un soggetto che alberga Covid-19 ma la misura fondamentale rimane quella del rispetto del distanziamento sociale“.
  • Il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, l’igienista membro del board dell’Oms Walter Ricciardi all’inizio diceva che “le mascherine non servono a niente per le persone non contagiate” poi invece ha cambiato idea
  • Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro ha detto che “aiutano senz’altro a tutelarsi dal contagio”
  • Il commissario straordinario Domenico Arcuri: “Credo che per molto tempo molti di noi, se non tutti, ci dovremo abituare ad utilizzare questo strumento di protezione“.
  • L’ordinanza della Regione Lombardia è stata una delle prime a renderle obbligatorie con Fontana che ne aveva rivendicato l’importanza dell’utilizzo o in caso di carenza, anche di alternative fai da te come foulard o fazzoletti

# Le mascherine nel mondo

Svezia: “Se usi la mascherina all’aperto ti guardano come fossi un marziano

In Svezia non esiste l’obbligatorietà di utilizzo delle mascherine, rimane sufficiente mantenere il distanziamento, e anzi chi le indossa all’aperto è guardato con sospetto. “Se usi la mascherina all’aperto ti guardano come fossi un marziano” (Citazione originale: Pedestrians wearing masks are generally stared at as if they have just landed from Mars) come riporta il New York Times. Secondo gli svedesi imporre le mascherine significa alimentare un clima di terrore che rischia di distruggere i fondamenti di una società.

Fonte: New York Times: “con il Covid-19 il miglior modello è quello SVEDESE”. I 5 punti di una strategia unica al mondo

Germania: Obbligo sui mezzi pubblici, in alcuni Länder anche nei negozi. Nessun obbligo all’aperto

In Germania in tutti i Länder federali vi è l’obbligo di utilizzo della mascherine per entrare in supermercati, negozi e sui mezzi pubblici, mentre nessun utilizzo per trascorrere del tempo all’aperto e per fare attività fisica. Nella capitale Berlino e nello Stato di Brandeburgo, esclusa Potsdam, la protezione della bocca e del naso è obbligatoria solo sui mezzi di trasporto pubblico mente per i negozi l’uso è “fortemente raccomandato” ai cittadini. Sono esentati dall’utilizzo le persone che soffrono di asma o altre patologie respiratorie.

Fonte: tio.ch

Olanda: Nessun obbligo. Basta rispettare norme igieniche e distanziamento sociale

In Olanda non è necessario indossare le mascherine, tranne nel caso di saluto a un familiare sul letto di morte se non riesce a mantenere la distanza di almeno 1,5 metri, basta rispettare le norme igieniche e il distanziamento sociale. Non serve nemmeno indossare i guanti nei luoghi pubblici, non offrono nessuna protezione aggiuntiva, occorre lavarsi le mani prima di uscire, quando torni a casa, dopo esserti soffiato il naso, ovviamente prima dei pasti e dopo aver usato il bagno.

Fonte: Ministero della Salute olandese

Spagna: Obbligatorie sui mezzi pubblici, raccomandate dove non si riesce a mantenere 1-2 metri di distanza

In Spagna l’utilizzo delle mascherine è raccomandata in caso non si riesca a mantenere 1-2 metri di distanza di sicurezza sul lavoro, nei negozi e supermercati, negli spazi chiusi o in strada, mentre è obbligatoria se si decide di usufruire dei mezzi di trasporto pubblico. Si punta sull’osservazione delle misure di igiene personale e di lavorare a distanza se possibile.

Fonte: Ministero della Salute spagnola

Francia: Consigliate in caso di contatto con il pubblico ma senza obbligo

Non sono state date indicazioni univoche su come, quando, per quanto tempo, in quali situazioni indossarle, né su eventuali obblighi, al punto che nei giorni scorsi il presidente Emmanuel Macron è dovuto intervenire di persona, in un video diretto ai sindaci. Macron ha spiegato che non esiste un vero obbligo, ma che è altamente consigliato indossarle in ogni situazione che preveda il contatto con il pubblico, e ha aggiunto che potrebbe diventare obbligatorio indossarle sui mezzi pubblici quando sarà terminato il lockdown

UK: Nessun obbligo (anche se il sindaco di Londra le vorrebbe sui mezzi pubblici)

Anche in Inghilterra le mascherine sono consigliate negli spazi chiusi ma senza obbligo. Il sindaco di Londra Khan le vorrebbe imporre sui mezzi pubblici ma finora la proposta è stata respinta dal governo.

Asia: Non obbligo ma “fatto culturale”

Nei paesi asiatici quali Cina, Taiwan, Singapore, Hong Kong, Giappone e Corea l’uso della mascherina fa parte di un fatto culturale, quindi l’uso è stato solo raccomandato e non reso obbligatorio e la distribuzione ai cittadini è avvenuta già a inizio epidemia. La vita sociale pertanto non risente di questo fatto ritenuto normale nei periodi invernali, in caso si sia influenzati o per proteggersi dall’inquinamento. All’entrata dei ristoranti e bar è stato previsto comunque l’utilizzo di termoscanner per entrare nei locali in sicurezza.

Fonte: dw.com

# In Lombardia (e in altre parti d’Italia) le mascherine sono obbligatorie anche all’aperto

Foto: Fabio Tacchini (c)

In Italia le mascherine sono state obbligatorie nei luoghi chiusi e, in Lombardia e in altre parti d’Italia (come nel Lazio e in alcune città), anche all’aperto, tranne durante un’attività sportiva.

In aggiunta a questo nei mezzi di trasporto pubblico sono obbligatori anche i guanti. Dopo aver visto i casi all’estero la domanda è: perchè in Italia si tende ad utilizzare sempre le regole più restrittive nei confronti dei propri cittadini?

Siamo l’unico Paese dove in alcune regioni vige l’obbligo di mascherina perfino all’aperto. Questo non è solo un dettaglio di folklore, ma un’altra delle tante misure che portano non solo a esercitare una coercizione sulla libertà del singolo ma anche un ulteriore ostacolo a una ripresa dell’economia, in particolare nelle città.

Finchè l’obbligo di mascherina è impensabile immaginare una ripresa dei consumi legati a ristoranti o negozi, ma l’effetto maggiore è quello che è stato indicato dagli svedesi: vivere in un città con la gente obbligata a portare la mascherina significa alimentare un clima di costante terrore dove ognuno vede l’altro come veicolo potenziale di infezione e dove ognuno sa di essere visto a sua volta come veicolo di infezione. Un circolo vizioso che rischia di avvelenare qualunque relazione sociale. Senza considerare, poi, l’ennesimo intervento dello Stato che impone ai cittadini doveri che solo fino a qualche settimana prima erano giudicati inutili e che non hanno rispondenza negli altri Paesi.

FABIO MARCOMIN

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