Il BOSCO ORIZZONTALE in via MELZO: “TERRAZZE VERDI” su strada con pedane MANGIASMOG

Si chiama "Valet", progetto di un gruppo di architetti: il primo test potrebbe partire durante il Salone del Mobile del 2021

Credits: milano.repubblica.it - Via Melzo, il Bosco orizzontale

Un gruppo di architetti ha ideato un sistema componibile di pedane mangiasmog, drenanti e fatti con materiali di riciclo per ridisegnare e mettere in sicurezza gli spazi all’aperto per pedoni, ciclisti e auto, come soluzione alla gestione del distanziamento sociale per i locali obbligati a spostare all’esterno lo spazio per i clienti. Al momento è un progetto su carta sottoposto agli uffici comunali, con l’idea che diventi di tema pubblico e di sviluppo e che potrebbe trovare la prima applicazione in Via Melzo durante il Salone del Mobile 2021.


Pubblichiamo articolo di Teresa Monestiroli per “La Repubblica” – Il dibattito sui tavolini all’aperto a Milano, il progetto in via Melzo: un “bosco orizzontale” con pedane componibili e anti-traffico

Il BOSCO ORIZZONTALE in via MELZO: “TERRAZZE VERDI” su strada con pedane MANGIASMOG

# “Valet”: un sistema componibile di pedane mangiasmog, drenanti e fatti con materiali di riciclo per ridisegnare e mettere in sicurezza gli spazi all’aperto per i pedoni

Una pedana leggera, appoggiata sulla carreggiata e facilmente rimovibile, per ridisegnare lo spazio urbano senza interventi invasivi, allargando i marciapiedi e trasformando gli incroci in piccole piazze per far posto ai dehors che l’estate post Covid ha visto proliferare. Un supporto insomma, uniforme ma modellabile, che diventa un sistema di terrazze circondate dal verde dove alberi bassi proteggono dal rumore e piccole piante favoriscono il distanziamento sociale fra i tavoli. Si chiama “Valet” la proposta di un gruppo di architetti guidati dallo studio Vudafieri Saverino Partners, con Lorenzo Noè e Stefano Rigoni, per dare una risposta veloce, ma strutturale, al dilagare disordinato dei tavolini all’aperto. “Volevamo fare qualcosa che incentivasse la vita in strada dopo i mesi di lockdown, aprendo un dibattito culturale sull’uso dello spazio esterno in una città ancora assediata dalle auto” raccontano gli architetti.

E’ nato così un sistema di matrici componibili come un puzzle alla cui realizzazione sta lavorando lo studio ricerche di Italcementi: moduli sagomati, drenanti e mangia smog, fatti con materiale di riciclo, che si possono tagliare a seconda del posto in cui vengono posizionati e che, a differenza delle pedane in legno, sono molto più resistenti. Alti come il marciapiede, offrono uno spazio all’esterno dove la vita della città si può estendere comodamente, dai tavoli di un bar alla panchina davanti alla biblioteca, fino a un’area giochi per bambini.


# Il test potrebbe partire in via Melzo durante il Salone del Mobile 2021

Il progetto per ora è stato applicato alla viabilità di via Melzo, “una strada che ben conosciamo – raccontano Vudafieri e Saverino, soci di due ristoranti che si affacciano sulla via -. Ma il modello può essere replicato altrove, pensiamo al quartiere Isola o alle strade dietro Porta Romana“. Il primo prototipo dovrebbe essere pronto per il Salone del Mobile 2021. “Non è un progetto di arredo urbano, ma di paesaggio urbano: l’idea è ridisegnare i profili stradali riducendo la larghezza della carreggiata e i limiti di velocità delle auto, immaginando una convivenza più equilibrata fra macchine e pedoni, bici e monopattini. Scherzosamente l’abbiamo chiamato il bosco orizzontale“. Discusso con i residenti e i commercianti di via Melzo, il rendering è stato sottoposto anche agli uffici dell’assessorato alla Mobilità, ma per ora resta un disegno sulla carta e un invito ad aprire una discussione su un tema a cui la pandemia ha dato un’accelerata, proponendo una soluzione che sfrutta la leva dell’urbanistica tattica, massima flessibilità a basso costo. La stessa con cui Palazzo Marino ha realizzato le nuove piste ciclabili. Secondo una prima stima realizzare 10 metri quadrati di pedane compresi i vasi e le piante – uno spazio per 3 tavolini – costerebbe 1000 euro.

Leggi anche: 7 chicche curiose di VIA MELZO, la “via arcobaleno” di Milano

Articolo originale: La Repubblica


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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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