7 chicche curiose di VIA MELZO, la “via arcobaleno” di Milano

La breve via di Zona Buenos Aires è una delle strade più eclettiche e stravaganti della città

Conosciuta fino a poco tempo fa come “la via arcobaleno” di Milano, nel cuore della zona più gay friendly della città, per la presenza del famoso locale Lelephant, chiuso nel 2017, oggi via Melzo è la via del gourmet internazionale con una varietà di offerta enogastronomica incredibile, con cucine da tutto il mondo, degustazioni e luoghi magici, fra chicche architettoniche dello stile Liberty da togliere il fiato.

7 chicche curiose di VIA MELZO, la “via arcobaleno” di Milano

#1 La Biblioteca Venezia (l’ex cinema Dumont, il primo di Milano)

Credits: amilanopuoi.it – Biblioteca Venezia

Inaugurata il 7 marzo del 2001, la Biblioteca di Porta Venezia ha sede in un piccolo palazzo che è una straordinaria testimonianza del Liberty a Milano. L’edificio fu costruito a partire dal 1908 nello stile floreale così in voga all’epoca, dagli architetti Tettamanzi e Mainetti come sede di uno dei primi cinematografi d’Italia, dei fratelli Galli, dall’elegantissimo nome francese che lo rendeva molto di moda, il cinema Dumont. Della costruzione originale rimane oggi la facciata in stile liberty, mentre l’interno è stato smembrato per diventare in parte un autosilo e solo per quel che resta la bella biblioteca che oggi dà valore culturale a tutta la zona, all’ombra della grande magnolia che le sta davanti. Via Melzo (angolo via Frisi). 

#2 Stamberga: il negozio-galleria-libreria “che non c’era”

Credits: thecreativebrothers.com – Stamberga

Io sono un ex manager, di quelli pazzi, malati“. Si presenta così Marco Beretta, vent’anni di carriera in una multinazionale, lunghe permanenze in Cina, esperienze a New York e anche in Africa: alla fine non ne poteva più e ha scelto di ritirarsi nella sua “Stamberga”. Era il 2012 quando è tornato in Italia, si è messo in proprio, portando con sé oltre duemila fotografie, che gli erano già valse l’interesse di una galleria d’arte cinese che gli ha fatto fare la prima mostra personale a Pechino. Ma è a Milano che oggi si possono ammirare questi suoi scatti in grande formato, che catturano l’anima di monaci buddhisti immortalati in templi di alta suggestione visiva. La collezione più corposa si chiama Spiritus e in essa i monaci sembrano fantasmi, spettri inquietanti o salvifici che abitano luoghi arcani, in un’atmosfera magica. Stamberga è nata nel 2014 e rappresenta totalmente le anime di Marco. “È la libreria che non c’era, la galleria che non c’era, il negozio del tè che non c’era” chiosa Marco, con la luce negli occhi, mostrando volumi pregiati, riviste internazionali da tutto il mondo, e l’angolo del tè “Auberge Tè Bleu“, in omaggio a Parigi e all’Inghilterra del 1830, quando si importavano in Europa le foglie pregiate dall’Oriente e si vendevano in negozi dagli scaffali in mogano, con caratteristici recipienti di legno, che Marco ha voluto ricostruire identici per il suo corner. Via Melzo 3. 

#3 La teiera eclettica, dove “i libri incontrano il té” 

Credits: lefelicitapossibili.it – La Teiera Eclettica

Pensata come una bottega all’antica, piena di scaffali con barattoli di latta, sacchi di farina, buste di tè, biscotti, tazze e tazzine di ogni dimensione e colore, La Teiera Eclettica non è solo negozio, perché, attraversato il punto vendita, si apre la sala degustazione, preceduta da una cucina che sembra quella della casa della nonna. Qui possiamo sentirci a casa, e non è difficile, grazie alla calda e generosa accoglienza di Barbara, che da quindici anni ha deciso di svoltare, abbandonando l’ufficio dove lavorava e mettendosi in proprio, con l’aiuto del marito Steven, che l’accompagna in quest’avventura. Troverete più di duecento tipi di tè e tisane da tutto il mondo e numerosi eventi culturali – concerti, letture, incontri – abbinati a degustazioni. Ogni mese si ripete la serata “I libri incontrano il tè”, in cui si riunisce un nutrito gruppo di appassionati lettori che di volta in volta presentano libri che abbiano a che fare con il tè o con i suoi Paesi produttori e poi, tra una tazza e un biscottino, se li raccontano e li commentano. Tutti gli eventi – concerti, incontri, letture – sono gratuiti e comprendono una degustazione. Via Melzo 30. 

#4 Pasta fresca Brambilla: il laboratorio bistrot di pasta fresca 

Pasta Fresca Brambilla

Da quarant’anni con “le mani in pasta”! Aperto nel 1969 dalla signora Maria Rosa Brambilla, il laboratorio artigianale produce un vasto assortimento di pasta fresca all’uovo: tagliatelle e pappardelle tagliate al coltello sul momento, ravioli e cappelletti chiusi a mano uno a uno sull’asse di legno come si faceva una volta, lasagne al ragù o di verdure pronte da infornare, gnocchi di patate e molto altro. Dall’ottobre 2013 il laboratorio diventa anche bistrot proponendo pranzi e aperitivi serali a base di pasta fresca cucinata al momento, accompagnata da una selezione di vini e birre artigianali, per veri buongustai. Via Melzo 2. 

#5 Casa Guazzoni: il gioiello liberty

Credits: partecipami.it – Casa Guazzoni

Per gli amanti del Liberty, questo edificio è un gioiello imperdibile, insieme al suo dirimpettaio Palazzo Galimberti. Fu costruito nel 1906 su progetto dell’architetto Giovanni Battista Bossi per il Cavalier Giacomo Guazzoni, capomastro di mestiere, che in virtù della sua professione curò personalmente l’esecuzione dei lavori.

Il palazzo ha un corpo doppio a forma di “L” con un solaio in cemento armato tra cantina e pian terreno mentre la struttura è composta da muri portanti in mattoni. L’architetto Bossi creò una ampia gamma di decorazioni in cemento con una originale tecnica di multipli ripetuti. La ricchezza del decoro crea un effetto dichiaro-scuro che caratterizza la facciata insieme ai balconi in ferro battuto di notevole fattura, la cui bellezza risplende proprio su via Melzo. Anche il portone del cortile e le scale riprendono nei ferri battuti i motivi dei balconi e questo unito ai decori pittorici dell’epoca crea un meraviglioso effetto di eleganza e leggerezza tipici dello stile Liberty. Angolo via Malpighi

#6 Ristorante Warsà e i sapori d’Africa

Ristorante Warsà

Storico ristorante eritreo, da quasi trent’anni è la meta ideale per chi va alla ricerca di sapori esotici, sia a pranzo che a cena. Al Ristorante Warsà si mangia con le mani e si gustano i sapori dell’Africa in un ambiente etnico e genuino, comodamente seduti sui cuscini, attorno ai tipici tavolini bassi. La portata tipica è lo zighinì con injera, il piatto nazionale eritreo, un piatto unico composto da una salsa piccante elaborata con verdure e aromi cui si aggiungono manzo e pollo, accompagnato con Injera, un pane sottile a fermentazione naturale, preparato al momento con farina di granturco, di mais e di riso, da usare al posto delle posate. Per i vegetariani, c’è la versione senza carne a base di verdure, ugualmente prelibata. Via Melzo 16. 

#7 Kanpai, Izakaya d’Italia

Credits: vivimilano.corriere.it – Kanpai

Inaugurato a gennaio 2018, unisce la cucina tradizionale giapponese a una grande offerta di cocktail d’ispirazione orientale, insieme agli immancabili whisky e sakè. Il ristorante è uno dei pochi Izakaya d’Italia, ovvero un luogo che vende bevande accompagnate dal cibo, secondo la tradizione nipponica di una tavola genuina dove condividere un pasto con poco sushi e tante pietanze cucinate. La cucina è affidata allo chef Masaki Okada, cui si abbinano i cocktail di Samuele Lissoni, bartender brianzolo che mette un tocco di Giappone in ogni sua preparazione: dai grandi classici ai nuovi twist fino ai Signature c’è sempre un profumo o una tecnica di preparazione che orientale. Via Melzo 12. 

ALBERTO OLIVA

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