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I 5+1 politici milanesi che hanno contato anche a Roma: non solo Craxi e Berlusconi…

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Milano è la «capitale economica», ma la politica la relega in periferia. Non solo per l’ordinamento amministrativo: anche perché i milanesi arrivati a un posto di potere politico nazionale sono piuttosto rari. Questi sono i 5+1 politici milanesi più influenti della recente storia d’Italia.

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I 5+1 politici milanesi che hanno contato anche a Roma: non solo Craxi e Berlusconi…

#1 Bettino Craxi: lo Statista di Città Studi

Bettino Craxi, nato il 24 febbraio 1934, nel quartiere di Città Studi, e morto il 19 gennaio 2000, ad Hammamet (Tunisia), è stato uno degli statisti più influenti, e più controversi, della politica italiana del XX secolo.

Conseguita la maturità classica al Liceo Parini, si laurea in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Cresciuto in una famiglia di convinzioni socialiste (ideologia politica che a Milano vanta esponenti di spicco come Filippo Turati), Craxi si forma e inizia la propria militanza nel Partito Socialista Italiano, tra gli anni ’50 e ’60.

Dal 1976 al 1993, guida il PSI con una visione riformista, cercando di riformulare il socialismo in accordo con la nuova era economica. L’ascesa culmina con la nomina a Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1983, dove ne fino al 1987. La sua azione di governo si propone di rilanciare l’industria italiana e a rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa.

Nonostante la condanna del 1994 per finanziamenti illeciti al partito, Craxi, nato a Città Studi, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della politica italiana. Anche se, come accade a tanti giunti nella capitale, la carriera politica dello statista di Città Studi finì sostanzialmente per essere romanocentrica.

#2 Silvio Berlusconi: l’imprenditore milanese al governo di Roma

Silvio Berlusconi, nato il 29 settembre 1936 a Milano e morto il 12 giugno 2023 all’Ospedale San Raffaele, è stato un protagonista della scena politica così noto che non ha quasi bisogno di presentazioni. Laureato, anche lui, in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, e cresciuto in una famiglia della borghesia milanese, Berlusconi si distingue fin da giovane nel mondo dell’imprenditoria, costruendo un impero commerciale che fa perno su Fininvest, un gigante dei media e dell’industria pubblicitaria. Milano, sua città natale, gioca un ruolo cruciale nella sua ascesa, fornendogli le basi per la sua fortuna e l’influenza nel panorama nazionale.

Nel 1994, Berlusconi fonda Forza Italia, partito che conquista rapidamente il ruolo di protagonista nel panorama politico italiano. Ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri in 3 mandati: dal 1994 al 1995, dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2011. Come per Craxi, anche gli anni di governo di Berlusconi sono accompagnati da polemiche legate a scandali e conflitti di interesse.

Nonostante le controversie, Berlusconi ha lasciato un’impronta indelebile nella storia di Milano: basti pensare alla costruzione dei complessi residenziali (controversi) Milano 2 e Milano 3, che il politico usava ricordare in ogni occasione possibile, o al suo funerale, celebrato, in data 14 giugno 2023, dall’Arcivescovo di Milano, Monsignor Delpini, con gli onori di Stato e il lutto nazionale, alla presenza delle alte cariche dello Stato, dei rappresentati della politica nazionale e di una Piazza Duomo gremita di Milanesi.

Leggi anche: BERLUSCONI e MILANO: una grande STORIA d’AMORE

#3 Letizia Moratti: le contestate riforme dell’istruzione nascono a Milano

Letizia Moratti, nata il 8 novembre 1949 a Milano, è una delle figura più note nella politica italiana, nella sua carriera ha spaziato tra la politica locale e nazionale. Dalle ultime Elezioni Europee (2024) è eurodeputato al Parlamento Europeo.

Cresciuta, come Craxi, nel quartiere Città Studi, Moratti studia presso il Liceo Classico Alessandro Manzoni e consegue una laurea in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano. La sua carriera iniziale si caratterizza da un forte impegno nel settore educativo e nella comunicazione.

Nel 2006, Moratti è eletta Sindaco di Milano, nella coalizione di centro-destra, un ruolo in cui cerca di affrontare le sfide di una grande metropoli con un focus su sviluppo urbano e rinnovamento. Tra le sue iniziative principali ci sono gli sforzi per migliorare l’infrastruttura cittadina e promuovere eventi di rilevanza internazionale, come l’Expo 2015, che ha avuto un impatto positivo sul volto della città.

Prima di diventare Sindaco, però, la milanese Letizia Moratti ha segnato la politica nazionale ricoprendo il ruolo di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal 2001 al 2006. Il giudizio studentesco e universitario sulle riforme del sistema educativo elaborate dalla politica meneghina non è stato del tutto positivo.

#4 Claudio Martelli: dalla provincia milanese alla vicepresidenza del Consiglio

Claudio Martelli, nato il 14 dicembre 1939 a Gessate, in provincia di Milano, è stato un politico italiano influente e un membro di rilievo del Partito Socialista Italiano (PSI). Cresciuto nella provincia milanese, Martelli studia Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, dove inizia la sua carriera politica. Si unisce al PSI negli anni ’60, attirando l’attenzione per il suo impegno riformista e le sue capacità oratorie.

Nel corso della carriera, Martelli ricopre ruoli significativi sia a livello locale che nazionale. E’ Ministro della Giustizia dal 1987 al 1990, periodo durante il quale promuove importanti riforme nel sistema giudiziario italiano. Durante la sua esperienza di governo, lavora per migliorare l’efficienza della giustizia e per combattere la corruzione. È ricordato anche per il suo ruolo di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel governo di Bettino Craxi, con cui collaborò strettamente nella gestione dei primi anni ’90.

La sua parabola politica fu segnata da un crescente disincanto verso le istituzioni e culminò nella decisione di ritirarsi dalla vita politica attiva alla fine degli anni ’90, questa scelta piuttosto controcorrente lasciò un’impronta significativa nella storia del PSI e nella politica italiana.

#5 Marco Follini: il cattolico popolare milanese che fu vice di Berlusconi

Marco Follini, nato a Milano il 14 marzo 1955, è un politico e giornalista italiano con una carriera di notevole spessore. Cresciuto nell’ambiente politico milanese, ha iniziato la sua carriera giornalistica e politica nella città, diventando un influente esponente del Partito Popolare Italiano e, successivamente, dell’Unione di Centro.

Nel corso della carriera, Follini ha ricoperto ruoli di alto profilo a livello nazionale. È stato Vicepresidente del Consiglio dei Ministri dal 2004 al 2005 nel governo di Silvio Berlusconi, e ha inoltre servito come Ministro per le Politiche Comunitarie. Sebbene il suo impegno principale fosse a livello nazionale, ha mantenuto un forte legame con Milano, città in cui, da sempre, il pensiero politico moderato e riformista ha avuto una significativa eco.

La sua carriera politica è stata segnata da una continua evoluzione e dalla volontà di adattarsi a diverse alleanze e ideologie. Dopo l’esperienza nel Partito Popolare Italiano, Follini è stato uno dei fondatori dell’Unione di Centro (UDC), cercando di posizionarsi come una figura centrista e riformista nel panorama politico italiano. Non ha mai ricoperto incarichi amministrativi a Milano, ma il suo lavoro ha avuto un impatto rilevante sulla politica nazionale.

#5+1 Matteo Salvini: l’ultimo mohicano milanese nelle stanze del potere romano

Credits: Ansa

Il 5+1 lo merita il milanese che è ancora presente nelle stanze del potere romano. Matteo Salvini, nato a Milano il 9 marzo 1973, è attualmente Vicepresidente del Consiglio dei Ministri. Iscritto alla Lega Nord dal 1990, Salvini ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui quello di Consigliere comunale di Milano per diversi mandati e di europarlamentare per due mandati consecutivi. È stato anche eletto alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. La sua carriera politica ha raggiunto il culmine quando, nel 2018, è diventato Ministro dell’Interno e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel governo di Giuseppe Conte.

Salvini ha avuto un impatto significativo sulla Lega, trasformandola da un partito regionalista a una forza politica nazionale di primo piano. Sotto la sua guida, la Lega ha conquistato una crescente rilevanza nel panorama politico italiano. Il suo approccio populista e le sue posizioni intransigenti su temi come l’immigrazione hanno polarizzato l’opinione pubblica, ma hanno anche consolidato il suo ruolo di leader carismatico. Racconta spesso che il suo più grande sogno è di fare il sindaco di Milano. 

Continua la lettura con: Le cose più importanti da fare a Milano entro la fine dell’anno

MATTEO RESPINTI

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I 3 luoghi dove ammirare il più bel foliage nel Nord Italia

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Lo chiamano anche “l’estate indiana”. È il foliage, lo spettacolo dei boschi che a inizio autunno diventano di mille colori. Questi sono i tre luoghi del nord Italia dove il fenomeno è più spettacolare.

Leggi anche: I 5 migliori luoghi per godersi il foliage a Mlano 

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I 3 luoghi dove ammirare il più bel foliage nel Nord Italia

#1 I colli piacentini, una distesa di colori

Credits: ecobnb.it – Foliage Colli Piacentini

In autunno i colli piacentini si trasformano in una distesa di colori. Alberi e arbusti creano giochi di colori nei quali perdersi. Facilitano lo spettacolo le dolci pendenze, ideali per un’escursione con tutta la famiglia, a piedi o in bici.

#2 Le Langhe in Piemonte, lo spettacolo dell’estate indiana unito alle eccellenze enogastroniche

Foliage langhe

Le langhe piemontesi sono ricche di vigne e anche per questo costituiscono una delle mete migliori per ammirare il foliage autunnale. L’area collinare compresa tra le province di Cuneo e Asti è ideale per chi vuole unire allo spettacolo dell’estate indiana i sapori delle eccellenze enogastronomiche del territorio, gustando il tartufo e bevendo il Barolo, nelle numerose cantine che si trovano in zona ammirando la cornice incantata dei boschi piemontesi in autunno.

#3 La Val Ferret, uno dei foliage più spettacolari

Foliage Val Ferret

Si trova poco sopra Courmayeur, all’ombra del Monte Bianco, la Val Ferret è uno dei luoghi in Italia in cui alberi e foglie regalano il foliage più spettacolare. Soprattutto nel mese di ottobre questa valle, ricca di sentieri escursionistici nei boschi, è ideale per godersi lo spettacolo.

E per chi non vuole fare troppa strada: i 5 migliori luoghi per godersi il foliage a Milano (clicca)

MILANO CITTA’ STATO

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Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul  #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong   #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

 

Diamo i numeri (alle vie di Milano)

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Ph. @andreacherchi_foto IG

Qual è la via più lunga di Milano? Tendenzialmente, si è portati a pensare possa essere via Ripamonti in quanto mette in collegamento il quartiere vicentino con Opera. Ma ci si sbaglia. Ecco alcuni numeri della nostra metropoli. Foto cover: @andreacherchi_foto IG

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Diamo i numeri (alle vie di Milano)

# La via più lunga di Milano: via del Mare

Credits: case.trovit.it

Contrariamente a quanto si crede, via Ripamonti si piazza solo al terzo posto. A sottrarle lo scettro di “via più lunga” ci sono via del Mare, con oltre 9 km di lunghezza, e al secondo posto via Novara, che sfiora gli 8 km. Quindi, via Ripamonti è terza con 7,8 km, davanti a via Palmanova. Tutte queste sono arterie di scorrimento che vanno dalla città verso la periferia.

# La via con più palazzi: viale Monza

Credits: it.m.wikipedia.org

Beh, in questo caso la fa da padrone viale Monza che conta ben 232 numeri civici, intesi come condomini o palazzine abitativi. È seguito da via Padova che però conta il maggior numero di residenti. Sono piccoli numeri rispetto alle metropoli sparse nel mondo, ma che mettono i brividi se si pensa che Milano è l’evoluzione di un piccolo accampamento sorto intorno al 590 a.C. per mano delle popolazioni celtiche.

# La via più densamente abitata: via San Giovanni alla Paglia

Credits: milano.corriere.it

Anche in questo caso, è un’altra strada che detiene il primato, ovvero via San Giovanni alla Paglia, zona Centrale, con poco più di 13 abitanti di media per metro lineare. Via Strehler, zona Arena, e via don Francesco Beniamino della Torre, a Quarto Oggiaro, seguono a ruota.

# Le vie più corte di Milano

Credits: milano.corriere.it

A questo punto, vi starete domandando quali sono le vie più corte di Milano.

Presto fatto. In zona Brera, potrete passeggiare attraverso il vicolo Piero Manzoni, scultore diventato internazionalmente famoso per la “Merda in scatola”. Con i suoi 29,7 metri si colloca al secondo posto. Per trovare la terza è necessario spostarsi in zona Duomo, più esattamente dietro la Rinascente dove la  Galleria Ciro Fontana vi aspetterà con i suoi 30,1 metri. Sempre in zona Duomo, più esattamente in Piazza dei Mercanti, c’è uno degli estremi della quarta via più corta di Milano. Con 33,1 metri, il passaggio Scuole Palatine si porta a casa la medaglia di legno in questa competizione.

A questo punto ci chiederete: e la numero uno? La più corta è via Citta del Messico: 12 metri, nella zona Ex Fiera di Milano. 

 

Continua la lettura con: Le VIE PRIVATE a Milano: cosa sono e che cosa le differenzia dalle strade normali

ROBERTO BINAGHI

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Hidden Garden «non è un ecomostro»: il cantiere è quasi concluso

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Hidden Garden Rendering interno giardino

Uno dei tanti progetti immobiliari sparsi per Milano. Il primo ad essere finito sotto inchiesta per abuso edilizio a seguito dell’esposto di un gruppo di residenti, in quella che poi si è trasformata in una bufera giudiziaria sul settore immobiliare milanese. La procura si è però vista respingere più volte la richiesta di sequestro del cantiere, ora ormai terminato.

Hidden Garden «non è un ecomostro»: il cantiere è quasi concluso

# Una guerra di cortile, che cortile non è

Maps – Piazza Aspromonte 13

Spazio residuale o cortile? Nasce da questa differenza di vedute la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’edificio in costruzione in Piazza Aspromonte 13. Il primo caso che ha dato il via alla bufera giudiziaria abbattutasi sul settore immobiliare milanese. Secondo i condomini di quel civico infatti l’area scelta per l’edificazione sarebbe un cortile, mentre per la Commissione Paesaggio del Comune di Milano, che ha dato il parere positivo alla pratica, uno “spazio residuale”. Nello stesso luogo prima c’era un edificio ad uso ufficio di 3 piani alto 12 metri, oggi uno di 7 piani e 27 metri 

I condomini hanno quindi deciso di fare un esposto in quanto non contenti di vedersi oscurare la vista da un edificio ritenuto fuori scala, non rispettoso della distanza minima di 10 metri e non accompagnato dai servizi di base previsti dalle norme sullo sviluppo urbanistico.

# L’apertura dell’inchiesta per presunto abuso edilizio e l’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone, ma per la Cassazione il cantiere non può essere sequestrato

ph. Affaritaliani – aula consiliare Palazzo Marino

La possibilità di consentire, in alcuni casi particolari, anche alla Commissione Paesaggio di Palazzo Marino l’individuazione dei cortili dal punto di vista tecnico giuridico era stata definita da una determina dirigenziale nel 2014, come avevamo spiegato in questo articolo. Un potere decisorio che sarebbe illegittimo in quanto assegnato ad un ente incaricato di occuparsi di questioni estetiche e paesaggistiche. 

A seguito degli esposti la procura ha deciso di indagare avviando un’inchiesta per presunto abuso edilizio, ritenendo inoltre un falso l’atto con cui è stata presa la decisione perché in palese contrasto con la realtà dei luoghi oltre che scopiazzato da un precedente parere. Le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone.

In aggiunta a questo, la Procura di Milano, per conto della Pm Marina Petruzzella, aveva chiesto anche il sequestro preventivo del cantiere. Quest’ultima richiesta è stata bocciata anche al secondo Riesame e poi dalla Cassazione, confermando per la quarta volta il no al sequestro. 

# Quasi completato l’edificio della discordia

I lavori non essendo un abuso, come invece sostenuto dalla Procura di Milano, sono proseguiti e la costruzione del progetto immobiliare Hidden Garden è ormai terminata. Un edificio di 7 piani e “45 appartamenti di design immersi nel verde e dotati di ampi terrazzi, balconi o giardini privati”, così viene descritto sul sito del costruttore “situato in una corte silenziosa e riservata“.

Hidden Garden

Gli appartamenti prevedono un capitolato di pregio, sistemi di domotica e la produzione di energia attraverso impianti fotovoltaici e geotermia. A tutto questo si affiancano gli spazi comuni come la palestra e aree di coworking.

Urbanfile – Hidden Garden

Nell’area esterna previste dell’aiuole con alberi e piante rampicanti alle pareti.

Continua la lettura con: QUANDO si voleva ABBATTERE il CASTELLO SFORZESCO…per farci questo

FABIO MARCOMIN

copyright milanocittastato.it

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«Sulla Natura si forma il Diritto, non sull’Opinione»: le tre frasi latine del Palazzo della Giustizia

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Ph. @gianfrancocorti IG

In origine c’erano la chiesa di San Filippo Neri e il convento delle Schiave di Maria. Furono abbattuti per lasciare posto a un’opera sontuosa di puro stile fascista, che fu inaugurata nel 1940 quando già imperversava quella guerra che avrebbe segnato la fine del fascismo. Foto cover: @gianfrancocorti IG

«Sulla Natura si forma il Diritto, non sull’Opinione»: le tre frasi latine del Palazzo della Giustizia

Credits: lombardiabeniculturali.it – Tribunale di Milano

Nacque come tempio della Giustizia e sulla facciata campeggiano tre frasi che suonano imponenti:

# La scienza degli affari divini e umani

Al sommo dell’Avancorpo di sinistra:

  • “Iurisprudentia est divinarum atque humanarum / rerum notitia iusti atque iniusti scientia” (La Giurisprudenza è la scienza degli affari divini e umani, dei fatti giusti e ingiusti)

# I tre precetti del Diritto

Al sommo dell’Ingresso principale:

  • “IUSTITIA / Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere / alterum non laedere, suum cuique tribuere” (GIUSTIZIA / I precetti del diritto sono questi: vivere onestamente / non ledere l’Altro, attribuire a ciascuno il suo)

# In nome della Natura

Al sommo dell’Avancorpo di destra:

  • “Sumus ad iustitiam nati neque opinione / sed natura constitutum est ius” (Siamo chiamati alla giustizia fin da quando siamo nati e sulla natura si fonda il diritto, non sull’opinione)

Tutti i mosaici e le opere realizzate al suo interno sono state anch’esse realizzate appositamente su ispirazione del regime fascista.

Continua la lettura con: Le sette strade di Milano con lo stesso nome

MILANO CITTA’ STATO

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Le 7 migliori mete italiane per l’autunno

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Ph. @ig_langheroeromonferrato IG

Silenzio, si fa freddo. Ma non tutto il male viene per nuocere. Ci sono, infatti, località in Italia stupende soprattutto in Autunno. Foto cover: @ig_langheroeromonferrato IG

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Le 7 migliori mete italiane per l’autunno

#1 L’esplosione di colori in Trentino Alto Adige

Credits: siviaggia.it – Dolomiti

Il Trentino Alto-Adige unisce i colori infuocati dei boschi che circondano le Alpi e le Dolomiti, a vigneti, esperienze food, magnifici castelli, malghe e masi. In caso di maltempo si può scegliere di farsi coccolare nei bagni termali e deliziarsi con i prodotti locali.

#2 La poesia del Lago di Como 

Credits: @diariotricolore_umbria
Isola Maggiore sul Lago Trasimeno

Nel nord Italia si trova la zona dei laghi per eccellenza, dove si trovano il lago di Como, di Garda, Maggiore, Iseo, d’Orta, e di Varese. In autunno sono mete ideali per gite in barca, passeggiate in riva al lago, panorami che cambiano colore giorno dopo giorno e per visitare i borghi e le isole più suggestive.

Leggi anche: Segreti e leggende dei 5 GRANDI LAGHI della Lombardia

#3 Sulle colline di Langhe e Monferrato

Credits: pettinaviaggi.it – Langhe e Roero

Le colline delle Langhe e del Monferrato sono ricche di vigne e anche per questo costituiscono una delle mete migliori per ammirare colori autunnali e viste mozzafiato. Da Alba, città famosa per funghi e tartufi, a La Morra, da cui si gode di un panorama da cartolina, Neive, Grenzane Cavour, Verduno, Barbaresco, patria di vini iconici come il Barolo, sono numerosi i borghi da visitare per una gita fuori porta.

Leggi anche: I 3 luoghi dove ammirare il PIÙ BEL FOLIAGE nel NORD ITALIA

#4 Sulla strada del Prosecco, tra Valdobbiadene e Conegliano

Credits alessioc19 IG – Valdobbiadene

Per una vacanza all’insegna del vino e degli splendidi paesaggi si può optare per un tour lungo i 32 km della Strada del Prosecco, vigneti tra curve e muretti a secco tra le città di Valdobbiadene e Conegliano. In questi luoghi meravigliosi si può godere delle visite in vigna, musei e ristorantini tipici.

#5 Il Chianti in Toscana, per gli amanti del vino

Credits castelloditornano IG – Chianti

In autunno una delle regioni ideali da visitare è La Toscana e in particolare la zona del Chianti, vocata alla viticoltura e al gusto. Sono molti i borghi in cui si tengono sagre dedicate a funghi, castagne, olive e buon vino.

#6 Tra i pittoreschi villaggi della Costiera Amalfitana

Credits danieleragazzini IG – Positano

La Costiera Amalfitana, tra Sorrento e Salerno, è capace di stupire anche in autunno grazie a suoi pittoreschi villaggi. Cetara, Amalfi, Ravello, Positano e Vietri sul Mare sono perle di rara bellezza che sono più facili da visitare a ottobre o novembre con sole più tiepido e temperature miti.

#7 Le Foreste Casentinesi, patrimonio mondiale Unesco

Credits: parcoforestecasentinesi IG

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si trova sull’Appennino tosco-romagnolo ed è stato istituito nel 1993, dal 2017 è inserita nell’elenco dei siti Patrimonio nell’Unesco. Offre ai visitatori un’esperienza panica unica, attraverso i suoni e i profumi della natura circostante. Tra ottobre e le prime di novembre è la meta ideale, per un’esperienza rilassante a contatto con la natura.

Leggi anche: Le FORESTE CASENTINESI, luogo magico e meraviglioso, sono candidate al “NOBEL” della NATURA

Continua la lettura con: I 7 LAGHI più BELLI d’Italia da visitare per un weekend in AUTUNNO

FABIO MARCOMIN

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10 cose che chi vive a Milano non vuole sentirsi dire

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Shareradio - Il mare in piazza Duomo

C’è un vario repertorio di frasi che i NON milanesi usano quando parlano con chi vive a Milano, molte delle quali sono scontate o inopportune. Riscopriamo la top 10 delle frasi che innervosiscono di più i milanesi di nascita o per scelta.

10 cose che chi vive a Milano non vuole sentirsi dire

#1 “Bella Milano eh, ma non c’è il mare”

La più odiosa in assoluto. Anche a Londra non c’è il mare, e neanche a Parigi, Berlino o in un milione di altre città. E poi, chi ha mai detto che la bellezza di una città debba dipendere dalla presenza del mare? Siamo esseri umani o delle foche? 

#2 “A Milano non c’è mai il sole”

tramonto navigli
tramonto navigli

Sfatiamo il mito: i milanesi non sono discendenti del conte Dracula, il sole lo vedono eccome. Nelle giornate di sole Milano è ancora più bella e i tramonti che si scorgono fra i palazzi possono impressionare anche chi è abituato a orizzonti sconfinati. 

#3 “I milanesi sono tutti arrabbiati”

Ricordiamoci che siamo in una metropoli, basta andare a vedere le facce dei parigini, dei berlinesi o dei londinesi in metropolitana la mattina per capire che in realtà si tratta di un’espressione che accomuna chi vive nei centri del mondo. “E poi”, come scrive il blog conunviaggiosullatesta, “il bello di Roma, invece, è che appena scendi dal treno arriva Pollyanna ad abbracciarti e a dirti “benvenuto, sei nella città dei sorrisi?”.

#4 “Voi milanesi avete tutte le vocali aperte”

Aperte? Chiuse? A meno che tu non sia un professore di dizione direi che questo è l’ultimo dei problemi di cui preoccuparsi. Anche perchè poi, non è che nel resto d’Italia si parli un italiano da accademia della Crusca.
Ps. Si dice cotolEEEtta, possibilmente tirando bene fuori la lingua.

#5 “Non si dice brioche, si dice cornetto”

A Milano si mangia la brioche. Fine. 

#6 “Milano è sempre super trafficata”

Sei mai stato sul Grande Raccordo Anulare? O imbottigliato nei vicoli di Napoli? O sulla sopraelevata di Genova? In una grande città c’è il traffico, ci avete mai fatto caso?

#7 “I milanesi sono sempre di corsa”

A Milano vige un rigoso rispetto dell’orario, se organizzi una riunione alle 15 inizia davvero alle 15, non alle 16. Non è solo questione di rispetto ma anche di intelligenza: prima inizi e prima finisci no?

#8 “A Milano c’è sempre la nebbia”

Un detto che poteva avere valore 50 anni fa quando di nebbia se ne vedeva davvero tanta, oggi la nebbiolina di Milano non è niente a confronto di ciò che si trova nelle campagne circostanti. E se proprio lo vuoi sapere, ci dispiace perfino non averne di più.

#9 “Bella Milano, sono stato in Duomo”

E il resto della città è un ologramma fantascientifico? Prendi una guida turistica e lasciati trasportare da tutta la storia e la cultura, scoprendo che c’è vita anche al di là di Piazza Duomo.

#10 “Ma sei di Milano Milano?”

Come toccare nel profondo l’orgoglio del milanese? Con questa domanda. Ma perché non si dice Roma-Roma o Torino-Torino? La verità è che sia che abiti in centro sia che abiti nell’hinterland la risposta sarà sempre sì, perché Milano è un fattore di mentalità più che un riferimento geografico.

Spunto originale: conunviaggionellatesta

Continua la lettura con: Le 7 COSE che IMBARAZZANO i MILANESI

ANDRA STEFANIA GATU

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Stato italiano e Regione Lombardia: i due carrozzoni che schiacciano Milano

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10 milioni di abitanti. La Lombardia è la regione italiana con la popolazione più grande, quasi il doppio rispetto alla seconda. Il Veneto ha poco meno di 5 milioni. La metà delle regioni italiane hanno meno di due milioni di abitanti. 

La domanda è: per godere dei benefici dell’autonomia, dati dalla maggiore vicinanza al territorio degli organi decisionali, ha senso avere una regione con 10 milioni di abitanti che, di fatto, rappresenta un doppione dello Stato? E, soprattutto, ha senso che una città come Milano che da sola versa allo Stato il 10% delle imposte nazionali, sia schiacciata da un doppio gigantesco apparato, centralista e inefficiente?

Stato italiano e Regione Lombardia: i due carrozzoni che schiacciano Milano

# Lombardia e Svizzera: stessi abitanti, modelli opposti 

pixabay-GDJ – Svizzera

La Lombardia con 10 milioni di persone, con quasi il doppio di abitanti delle altre due regioni più popolate, Lazio e Campaniaè di fatto uno stato centralista in uno stato centralista. Milano che, come Comune non può decidere quasi nulla di strutturale sul suo territorio, si trova con una doppia sovrastruttura sopra la testa: Regione Lombardia e lo Stato. Due apparati burocratici che non lasciano alcuna forma di autonomia alla base e che raddoppiano i motivi di inefficienza. 

I principi dell’autonomia sono chiari: tanto più vicino è il governo ai cittadini tanto più è capace nel rispondere alle loro specifiche esigenze, con tempestività e trasparenza. Questo tipo di efficienza trova la sua massima espressione nella Svizzera: stato confinante con la Lombardia, che con meno di nove milioni di abitanti assomiglia molto alla Lombardia tranne che in una cosa fondamentale. Mentre la Lombardia accentra tutti i poteri al governo regionale, la Svizzera è federata in 26 cantoni dotati di forte autonomia. 

10 milioni di abitanti gestiti in modo uniforme, senza autonomia ai singoli territori, significa centralismo, quella modalità di amministrazione che lo stesso governo lombardo denuncia come inefficiente. E pensare che lo stesso articolo 5 della Costituzione prescrive che la Repubblica “attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo”.

Regione Lombardia pretende più autonomia dallo Stato: ma che cosa può cambiare tra avere un potere gestito su 60 milioni di persone o su 10 milioni? La sostanza non cambia. 

# La soluzione più efficiente? Regione Lombardia con 6 milioni e Milano Città Regione con 4 milioni di abitanti 

affariregionali.it – Suddivisione in ring della Città metropolitana di Milano

Per poter godere dei vantaggi per i cittadini dati dall’autonomia, la soluzione è semplice: si deve dividere la Lombardia in due. Una sarebbe la Regione di Milano, che comprenderebbe i 4 milioni di abitanti dell’area urbana della Città Metropolitana e di Monza Brianza. La restante sarebbe la Lombardia con gli altri 6 milioni di abitanti di aree non metropolitane.

Non sarebbe solo una questione di numeri, ma anche di omogeneità territoriale: mentre l’area milanese è un conglomerato metropolitano in continuità fisica ad alta densità abitativa, le altre zone della Regione Lombardia sono più isolate e ridotte e necessitano di attenzioni differenziate, dalla sanità ai trasporti, dalle politiche abitative alla lotta contro l’inquinamento, problemi che hanno caratteristiche diverse dentro e fuori l’area di Milano. 

Vediamo un esempio di città amministrata in autonomia dalla regione a cui geograficamente appartiene.

# Berlino e Brandeburgo: città stato circondata da uno stato regione

Si tratta di replicare un modello già esistente ad esempio in Germania dove lo stato federale del Brandeburgo circonda fisicamente la capitale Berlino, ma non la comprende, perché come città-stato ha piena autonomia, alla pari di tutti gli altri Laender tedeschi. La popolazione di Berlino è di circa 5 milioni di persone su una superficie di 2.852 kmq, l’area milanese compresa Monza Brianza assomma 4,2 milioni di abitanti su 2.000 kmq quindi la situazione è perfettamente paragonabile.

 

Credits: wikipedia.org – Brandeburgo

La regione metropolitana di Berlino-Brandeburgo comprende la città stato, Berlino, e la cintura metropolitana, appartenente al Land del Brandeburgo: la città extracircondariale di Potsdam, e le parti suburbane dei circondari Barnim, Dahme-Spreewald, Havelland, Märkisch-Oderland, Oberhavel, Oder-Spree, Potsdam-Mittelmark e Teltow-Fläming. Questo potrebbe essere utile nel coordinamento tra i due nuovi enti regionali: Milano e la Lombardia.

Credits: wikipedia.org – Regione Metropolitana Berlino-Brandeburgo

# I principali vantaggi se Milano diventasse una Città Regione

Trovata la giusta suddivisione territoriale e di popolazione tra Milano e la Lombardia, quali sarebbe i vantaggi per la nostra città? Se Milano dovesse trasformarsi in Regione, come previsto dall’art. 132 della Costituzione italiana, i vantaggi sarebbero molteplici: ne abbiamo selezionato i 10 più votati in uno dei nostri sondaggi:

#1 Milano avrà poteri simili a tutte le principali città del mondo

#2 Milano diventerà un magnete di attrazione per imprese, lavoratori e investitori internazionali

#3 Milano potrà avere fino a 11 miliardi di risorse in più all’anno che ora vengono gestite dalla Lombardia

#4 Si potrà governare un territorio uniforme di 3,5 milioni di abitanti che produce oltre il 10% della ricchezza nazionale

#5 Milano potrà accedere ai fondi europei e avrà più possibilità di vincere bandi europei

#6 Milano avrà gli stessi poteri delle altre regioni italiane

#7 Milano potrà diventare un laboratorio di riforme da sperimentare

#8 Milano potrà adottare politiche fiscali ad hoc per nuove imprese e investitori

#9 Decisioni di interesse territoriale, come riaprire i navigli, dipenderanno unicamente dall’amministrazione milanese

#10 Si potranno avere più risorse da investire sulla ricerca scientifica

Continua la lettura con: L’autonomia differenziata è legge

ANDREA ZOPPOLATO

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul  #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong   #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

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I 7 fatti di cronaca che hanno scosso di più i milanesi: da Piazza Fontana a Kabodo

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Il male ha lasciato il segno nel cuore dei milanesi. Abbiamo chiesto ai cittadini quali fossero i fatti di cronaca che più li avessero scossi, ecco i 7 fatti principali.

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I 7 fatti di cronaca che hanno scosso di più i milanesi: da Piazza Fontana a Kabodo

# 1 L’attentato di Piazza Fontana (1969): la ferita del terrorismo

12 dicembre 1969. Nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in Piazza Fontana, esplode una bomba. Muoiono sul colpo 17 persone mentre 88 sono i feriti. L’attentato segna l’inizio di una lunga stagione di terrorismo in Italia. i primi sospettati sono gli anarchici, ma gli autori risultano, poi, estremisti di destra guidati dai servizi segreti deviati.

Il bilancio della strage, il processo e le indagini (tra apparente incompetenza e manipolazione) turbano profondamente l’opinione pubblica e danno inizio a un periodo di profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni e della giustizia.

#2 Pinelli e Calabresi (anni ’70): omicidio e vendetta, gli Anni di Piombo a Milano

credits: ControPiede

15 dicembre 1969. Giuseppe Pinelli, anarchico sospettato di connessioni con il terrorismo, muore dopo una caduta dalla finestra della questura di Milano, mentre era sotto interrogatorio. La sua morte, avvenuta in circostanze controverse, riaccende le tensioni politiche dell’epoca.

17 maggio 1972. Il commissario Luigi Calabresi, ingiustamente sospettato di aver ucciso Pinelli e oggetto per questo sospetto di una violenta campagna di diffamazione, viene assassinato alle spalle.

I due omicidi intensificarono il clima di violenza e instabilità che negli anni di piombo già si respirava a Milano.

#3 L’Omicidio di Mary D’Amelio (1987): il mistero brutale della Bovisa

D'Amelio
D’Amelio

8 novembre 1987. Mary D’Amelio, studentessa diciassettenne, viene brutalmente aggredita e uccisa a sassate vicino alla fermata del treno di Bovisa. Il corpo è scoperto dal padre che lo trova in una zona deserta. L’assassino, identificato come Roberto Pirovano, è un uomo disturbato con ritardo mentale.

Dopo due anni di processo, Pirovano è dichiarato non imputabile per infermità mentale e internato in un ospedale psichiatrico. Mary D’Amelio viene ricordata attraverso solo una targa nel suo quartiere, oggi imbrattata.

Leggi anche: La STAZIONE BOVISA è un COLABRODO

#4 Strage di Via Palestro (1993): la mafia colpisce Milano

Palestro
Palestro

27 luglio 1993. Milano è scossa da una serie di esplosioni violente in Via Palestro. Muoiono 5 persone, 20 rimangono ferite. L’attacco è opera della mafia siciliana, che colpisce un’area centrale e affollata della città proprio per dimostrare la capacità di seminare il terrore anche nel cuore del nord.

L’evento fu un segnale inquietante della crescente penetrazione della mafia nella vita urbana milanese e portò a all’intensificazione delle misure di sicurezza.

#5 Il Disastro di Linate (2001): il tracollo della Sicurezza Aerea italiana

Credits: Ansa

8 ottobre 2001. L’aeroporto di Linate è teatro della più grave tragedia aeroportuale d’Italia. Un aereo McDonnell Douglas MD-87, in decollo, e un Cessna 680, in atterraggio, si scontrano sulla pista, a causa della nebbia. È un disastro: muoiono 118 persone.

L’inchiesta sui fatti rivelò una serie di errori umani evitabili, tra cui la mala gestione della cattiva visibilità e difetti nei sistemi di sicurezza. A partire da questo triste fatto iniziò una revisione radicale delle procedure aeroportuali di scala nazionale.

Leggi anche: Malpensa, Orio, Linate: 10 fatti che forse non sai dei tre aeroporti di Milano

#6 Un aereo contro il Pirellone (2002): Milano rivive l’incubo dell’11 Settembre

Credits: Regione Lombardia

18 aprile 2002. Un aereo contro un grattacielo: per alcune ore Milano rivive gli spettri dell’11 Settembre americano.

Un aereo da turismo Rockwell Commander 112TC, pilotato da Luigi Fasulo, si schianta contro il 26º piano del Grattacielo Pirelli. L’incidente causa la morte del pilota e di due impiegati della Regione Lombardia e ferisce 70 persone.

L’inchiesta portò alla luce l’esatta dinamica. Dopo il decollo da Locarno e un volo apparentemente regolare, Fasulo avrebbe affrontato problemi tecnici con il carrello e confusione nelle comunicazioni, che portarono a una deviazione fatale verso l’edificio. L’inchiesta concluse che l’errore umano e la difficoltà nel gestire la situazione furono le cause principali dell’incidente. Un memoriale è stato dedicato alle vittime al piano dell’incidente.

#7 Il piccone di Kabobo (2013): Milano preda del terrore

11 maggio 2013. Adam Kabobo, noto come il “killer del piccone”, armato di un piccone, semina il terrore sulla strade di Milano, uccidendo tre persone a caso nel quartiere Niguarda: Alessandro Carolè, Ermanno Masini e Daniele Carella.

Dopo una serie di aggressioni e tentati omicidi, Kabobo è stato arrestato e condannato a 20 anni di reclusione nel 2016.

Continua la lettura con: I 5 fantasmi più terrificanti di Milano

MATTEO RESPINTI

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Il giardino di Milano con il buco

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milanopersempre.it IG - Giardino con il buco

Nascosto agli sguardi indiscreti a Milano c’è un curioso giardino con particolari strutture tubolari e persino un buco. Come è fatto e dove si trova. 

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Il giardino di Milano con il buco

# Un parco nascosto sulle rive del Naviglio Pavese

Maps – Ingresso Ascano Sforza Parco San Gottardo

Siamo in zona Navigli. All’interno di un lungo passaggio tra il civico 26 di Corso San Gottardo e il civico 29 di via Cardinal Ascanio Sforza affacciato sul Naviglio Pavese c’è un giardino condominiale chiamato Parco di Corso San Gottardo. Uno degli interventi pensato per ricucire il vecchio tessuto urbano con quello nuovo invece che proseguire con la speculazione edilizia messa in atto dopo la Seconda Guerra Mondiale che ha distrutto il vecchio quartiere presente.

# Tra strutture tubolari e ruderi

Rino Ceronte Maps – Parco Corso di San Gottardo

Camminando in questo giardino si trova un perimetro murario alto qualche decina di centimetri, che sembra seguire le linee di una vecchia abitazione o forse pensato con questo disegno, ricoperto da pietra e che funge da lunga panchina dove sedersi.  Ci sono anche alcuni ruderi a testimonianza di una parte di quartiere che non esiste più. 

Urbanfile – Struttura metallica Parco San Gottardo

A questo si aggiungono strutture moderne in ferro, tunnel tubolari e una sorta di gazebo circolare pensati probabilmente per essere ricoperti da rampicanti ma alquanto spoglie, il tutto inserito dentro un complesso residenziale con vetrine di uffici e negozi al livello del parco.

# Un giardino con un buco

Urbanfile – Parco San Gottardo

Proseguendo nella camminata, in direzione del Naviglio Pavese, si scopre forse l’elemento più curioso di questo parco: un buco circondato da rampicanti che si apre su un piccolo giardinetto soprastante. 

milanopersempre.it IG – Giardino con il buco

A livello strada c’è un’aiuola con un albero che punta verso il cielo e esce oltre l’apertura. 

Maps – Giardino con il buco

Al primo piano un giardino pensile che solo chi abita negli appartamenti può vedere dall’alto, quindi da un punto di vista opposto, e accedervi.

 

Spunto: milanopersempre.it IG

Continua la lettura con: Una terrazza di 2000 mq con giardino: l’ “ufficio più bello di Milano”

FABIO MARCOMIN

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Eolico senza elica: via al progetto sperimentale

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Bmw group - Stabilimento Mini con turbina senza elica

Un banco di prova per questa tecnologia all’avanguardia, in grado di produrre molta più energia dei pannelli solari, implementabile anche in città. Scopriamo come funziona il sistema, le sue caratteristiche e i vantaggi rispetto alle classiche turbine eoliche.

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Eolico senza elica: via al progetto sperimentale

# Il primo banco di prova in uno stabilimento Bmw

Bmwgroup – Turbina senza elica

Il 4 settembre BMW Group ha annunciato l’installazione del primo sistema di energia eolica “motionless” del Regno Unito presso lo stabilimento di produzione MINI di Oxford. Lo stabilimento di Oxford fungerà da banco di prova per questa tecnologia all’avanguardia, valutando il suo potenziale per migliorare l’efficienza energetica nelle sedi del BMW Group in tutto il mondo e negli edifici commerciali del Regno Unito.

# Come è fatto il sistema e come funziona

Bmw group – Stabilimento Mini con turbina senza elica

Il dispositivo è una sorta di torretta alta 3 metri, accreditata di 5 kW di potenza nominale che equivale a circa 16 pannelli solari, con profili verticali simili a quelli delle ali, capaci di che creare un effetto vuoto attirando l’aria dietro un’elica interna per generare elettricità pulita. L’unità di energia eolica viene installata sul bordo di un edificio, orientata verso il vento prevalente. La tecnologia è stata brevettata nel 2015 da Carsten Westergaard e sviluppata nel 2022 da Aeromine Technologies. 

# I vantaggi di questa soluzione: meno rumore e vibrazioni, nessun disturbo all’ambiente circostante 

Bmw group – Dettaglio turbina senza elica

Rispetto alle turbine eoliche tradizionali questo dispositivo non ha parti mobili visibili e riduce al minimo il rumore e le vibrazioni, garantendo l’assenza di disturbi agli edifici o all’ambiente circostante e con un impatto minimo sulla fauna selvatica. Inoltre, l’unità è costruita con materiali altamente durevoli e riciclabili, contribuendo a sostenere l’impegno del BMW Group a mettere la sostenibilità al centro della sua direzione strategica. I sistemi installati dalla società Aeromine Technologies consistono generalmente in 20-40 unità, esposte lungo i lati più ventosi degli edifici, e funzionano senza problemi accanto agli impianti solari, massimizzando la produzione di energia rinnovabile dai tetti. 

Un sistema così compatto non ha bisogno di spazi ampi, solitamente terreni agricoli pianeggianti, al contrario è pensato per essere posizionato sui tetti degli edifici: si vedrà anche a Milano?

Continua la lettura con: Elettricità a costo zero da strade e binari: le tecnologie per rendere Milano leader dell’energia pulita

FABIO MARCOMIN

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Le 7 cose più insopportabili dei ristoranti milanesi

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Ph. alefolsom

Ci sono cose che sono proprio out, come queste sette.

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Le 7 cose più insopportabili dei ristoranti milanesi

#1 Le catene e i ristoranti che aprono più sedi

Sarà sicuramente un mio limite, ma quando sento e vedo che un ristorante apre la seconda sede, la terza e così via all’infinito, io proprio non lo sopporto. Anche perchè spesso vale la regola: la riduzione della qualità è proporzionale al numero di nuove aperture. 

#2 I menù degustazione 

andreagabor IG – Piatto Cracco

Sono comodi per carità perché concentrano le pietanze più rappresentative del locale. Ma assaggino iniziale, primo e dolce bevande escluse, proprio non mi va.

#3 La fila fuori

Credits novikova_na_talia IG – Coda Luini

Capita spesso specie nei locali che hanno aperto dopo un tam-tam social. La curiosità è tanta ma, una volta sul posto, troppa gente, troppa fila, troppo caos.

#4 La ripetitività nelle preparazioni 

designerinthekitchen IG – Burrata

Qualche esempio? Burrata sopra qualunque cosa. La pietanza servita “su un letto di…”. La chips di pane, formaggio, patate dolci. Il polpo scottato. La colatura di alici.

#5 Iper esterofilia

Credits marroristoranti IG – Sushi italiano

Qualunque nazione del mondo è rappresentata a tavola a Milano. Una cucina etnica molto variegata e in qualche caso di alta qualità. La sensazione è che però sia più facile trovare un ristorante di sushi che una buona trattoria milanese autentica. 

#6 Il posto di cui tutti parlano 

 
RitaEpixabay – Piatto ristorante

Spesso la fama di un locale è preceduta da una pubblicità che dura settimane, ulteriormente alimentata dai social. Nel concreto si può restare delusi da posti belli con cibo discutibile. 

#7 Le finte osterie

Ph. maxsanna

Capita di imbattersi in osterie che di osteria non hanno nulla. Locali acchiappa turisti con menù poco accattivanti, qualità non eccelsa e prezzi da capogiro. Quando l’abito non fa il monaco.

 

Continua la lettura con: I locali più instagrammabili di Milano

ALESSANDRA GURRIERI

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Il sentiero che unisce tutte le regioni: in Italia uno dei cammini più lunghi del mondo

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CAI - Sentiero Italia

Un viaggio emotivo, culturale e storico, uno dei progetti più ambiziosi e affascinanti nel panorama dell’escursionismo italiano. Dalle isole alle Alpi attraversando tutte le regioni italiane. Scopriamo come è nata l’idea e come si sviluppa il percorso.

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Il sentiero che unisce tutte le regioni: in Italia uno dei cammini più lunghi del mondo

# Uno dei progetti più ambiziosi e affascinanti nel panorama dell’escursionismo italiano

Sentiero Cai Italia

La genesi del progetto risale agli inizi degli anni ’80, precisamente nel 1983. In quell’anno il percorso dell’odierno Sentiero Italia fu proposto da un gruppo di gruppo di giornalisti e scrittori poi riunitisi nell’Associazione Sentiero Italia. Fu solo però nel 1995 che, con la collaborazione del CAI, avvenne il lancio dell’evento CamminaItalia aperto a tutti e guidato da Teresio Valsesia, Riccardo Carnovalini e Giancarlo Corbellini. Si tratta ancora oggi di uno dei progetti più ambiziosi e affascinanti nel panorama dell’escursionismo italiano.

# Tutte le 20 regioni attraversate lungo 8000 km, dalle Alpi alle isole, parchi nazionali e siti Unesco

Cai – Escursionisti lungo il Sentiero Italia

Trascurato per decenni, nel 2018 il Club Alpino Italiano annuncia la sua rinascita in accordo con l’Associazione Sentiero Italia, per recuperare e rilanciare il tracciato rinominandolo “Sentiero Italia CAI”. Un percorso di trekking, definito come il più lungo del mondo, che si snoda per 7960 km lungo tutta la Penisola e che arriva ad un’altitudine massima di 3.102 m s.l.m. Attraversa tutte le 20 regioni italiane, toccando 360 comuni e tutte le principali catene montuose, passando per 16 Parchi Nazionali, 60 tra Parchi e Riserve Regionali, numerosi siti di Rete Natura 2000, Riserve Biosfera MAB dell’UNESCO,  arrivando fino sulle isole. Si toccano valli, coste, pianure, piccoli borghi nascosti e città d’arte.

# Un totale di oltre 500 tappe e 8 mesi di un viaggio emotivo, culturale e storico

CAI – Sentiero Italia

Un cammino reso possibile grazie al supporto delle numerose sezioni del Club Alpino Italiano, ognuna che si occupa delle singole 527 tappe, in un viaggio che è anche emotivo, culturale e storico. Oltre ad apprezzare la diversità e la bellezza del territorio italiano, scoprendo luoghi mozzafiato, ci si immerge infatti nelle tradizioni, nella storia e nella gastronomia delle comunità. Si parte dalla località di Santa Teresa di Gallura, dalla Sicilia si sale lungo tutta la dorsale appenninica e il versante meridionale delle Alpi e si arriva a Muggia, in provincia di Trieste, dopo 8 mesi. Sono diversi i lunghi tratti di itinerari preesistenti inseriti al suo interno, tra cui la Grande Traversata delle Alpi, l’Alta Via dei Monti Liguri e la Grande Escursione Appenninica,.

Continua la lettura con: La “nuova” Via dell’Amore: il sentiero più romantico del mondo è tornato!

FABIO MARCOMIN

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Bovisa e Dergano: la grande rivalità di due quartieri allo specchio

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bovisa dergano

Esistono gli universi, le rette, i destini, ma, a volte, esistono anche quartieri che si potrebbero definire paralleli, convivono assieme pur essendo diversi come solo Bovisa e Dergano possono essere.

Leggi anche: Dèrgano e Dergàno? 10 motivi che rendono SPECIALE il quartiere della rivoluzione contadina

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Bovisa e Dergano: la grande rivalità di due quartieri allo specchio

# Un’identità da contrade con campi e fossati come confini

Nel passato avevano una ben definita identità: erano borghi autonomi con una precisa fisionomia che campi e fossati dividevano creando netti confini.
Con il tempo queste peculiarità sono andate via via sfumando anche a causa di   accorpamenti amministrativi pensati in maniera un po’ frettolosa e maldestra: passeggiando per i quartieri, che oggi sono accorpati dentro a una stessa zona, riaffiorano comunque in maniera marcata le differenze.

Senza scomodare il romanzo ambientato nella Via Pal dell’antica Budapest, abitare alla Bovisa o a Dergano, se eri un ragazzino ti differenziava: il senso di appartenenza era sentito, soprattutto se ci si trovava in territori “neutri” come poteva esserlo una scuola media di confine.
Si rinfacciava agli “altri” di abitare nel quartiere più pericoloso e malfamato. D’altronde, in Italia, lo spirito delle contrade è da sempre presente, un tratto distintivo del nostro immenso patrimonio culturale e i quartieri altro non sono che delle moderne contrade. Ma che cosa li distingue ancora oggi?

# Lo Spirito della Bovisa, tra locomotive e neorealismo

bovisa dergano

La Bovisa si sviluppa lungo i binari della ferrovia quasi aggrappandovisi e possiede una forte vocazione industriale sviluppatasi nel tempo. Tempo spesso scandito dai treni e dal  fischio delle locomotive, udibile da lontano.

Il grandissimo Tessa ne citava i fumi malsani delle sue ciminiere raccontando del ritorno dalle sue vacanze ne La bella Milano, libro di struggente intensità della Milano che fu.

Lo snodo ferroviario della Bovisa, (con la sua orrenda stazione, nota per una scomodissima scalinata e costruita sulle macerie di quella vecchia e caratteristica) è decisamente più importante di quanto si pensi, trattandosi di uno scalo di smistamento gigantesco.

bovisa dergano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quartiere celebrato e citato nel cinema (Rocco e i suoi fratelli), oltre che nel notissimo film di Visconti (Inferno), il primo lungometraggio italiano, nella letteratura (Il malinconico ragazzo della Bovisa di Ermanno Olmi), nella pittura (ovvio il riferimento nel Gasometro… di Sironi), nella musica da Van de Sfross (40 pass) a Danzi.

Fortemente politicizzato, dallo storico circolo anarchico della Ghisolfa, allo Schigera, locale molto attivo e piuttosto schierato a sinistra. Un “District” oramai noto a livello internazionale, entrato a pieno titolo nel circuito del design, somigliante ad uno Stadt Viertel trendy ed emergente di Berlino Est per il suo  dinamismo e per la sua vitalità. Popolato da  tantissimi giovani e studenti, designer e creativi, tra i quali ora si notano tanti cinesi grazie alle nuove facoltà e start-up nate nelle hall interne dei vecchi stabilimenti industriali.

Tanti sono i locali dove passare una piacevole serata, tra questi come non citare lo Spirit de Milan, che dentro una vecchia fabbrica, tra atmosfere retrò, popolari e post nucleari, offre una vastissima proposta musicale.

# Dergano “alla Ribalta”, un borgo discreto dal sapore contadino

bovisa derganoDergano resta fortemente legato alle sue botteghe artigianali, quartiere solidale da sempre (si ricordino le varie associazioni di volontariato già citate in un nostro articolo), ospita una comunità decisamente orientata più sul sociale che sul politico. Un quartiere più discreto e meno conosciuto di quanto non sia la Bovisa.

La sua piazza rimane decisamente il punto di riferimento principale nonostante siano diversi i locali e i punti di ritrovo, tra i quali l’innovativo birrificio La Ribalta, con la sua vasta proposta di birre artigianali, aperto fino a tarda notte. Il quartiere è stato inoltre protagonista di un progetto di urbanistica tattica, che pare sia stato accettato di buon grado dai derganesi.

bovisa derganoLe differenze, molto marcate tra le due realtà, emergevano anche tra i campanili, intesi proprio come Chiese: la parrocchia di Via Varè concentrata sulla attività oratoriale e quella di Dergano con chiara matrice conservatrice, quasi reazionaria.

Continua la lettura con: Gli stemmi dei municipi di Milano: la classifica dal più bello al più brutto

ANDREA URBANO

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Il primo secolo della Milano – Varese: i record della «prima autostrada del mondo»

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Il 21 settembre si festeggiano i 100 anni di storia di un’infrastruttura pioneristica, che ha segnato in modo indelebile il settore della mobilità su gomma. Scopriamo i suoi primati italiani e internazionali.

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Il primo secolo della Milano – Varese: i record della «prima autostrada del mondo»

# La prima autostrada del mondo

Svincoli A8 e A9

Un’opera pionieristica immaginata dall’ingegner Piero Puricelli, conte di Lomnago, laureato al Politecnico di Zurigo e fondatore della Società Anonima Autostrade. L’autostrada A8, conosciuta oggi come Autostrada dei Laghi insieme all’A9 e alla A8/A26, fu la prima autostrada del mondo. Un record certificato nel “V Congresso Mondiale della Strada” tenutosi a Milano nel 1926, quando si stabilì che la Milano-Varese, nonostante fosse stata preceduta sia come progettazione che come apertura al traffico da altre autostrade a New York e Berlino, poteva essere definita concettualmente la prima al mondo perché pensata per unire due o più destinazioni nella maniera più rapida possibile secondo il concetto moderno di autostrada.

# Una “via per sole automobili”, con pedaggio

Credits: varesenews.it

Puricelli concepì infatti l’idea dell’autostrada come “via per sole automobili” cioè riservata al traffico veloce, quindi niente carri, carrozze, biciclette o pedoni, e col pagamento di un pedaggio per coprire le spese di costruzione e di gestione. Il tutto in contesto storico in cui i veicoli a motore in circolazione erano davvero pochi. Il primo tratto della Milano-Varese fu inaugurato a Lainate il 21 settembre del 1924 con il nastro inaugurale tagliato da una Lancia Trikappa di casa Savoia con a bordo Re Vittorio Emanuele III, accompagnato da Puricelli.

Leggi anche: La PRIMA AUTOSTRADA del mondo parte da Milano

# La prima autostrada a pagamento realizzata in Italia

Di Anonimo – SkyScraperCity – Milano Sparita (http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1232367&page=252), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19840422 – Casello Milano Laghi

Fu anche la prima autostrada d’Italia a pagamento. Non esistevano dei caselli veri e propri, ma si era obbligati a pagare il pedaggio nell’area di servizio, rifornimento e sosta. Lungo il tragitto vennero costruiti 17 caselli e 100 km di nuove strade di raccordo.

# L’unica a 5 corsie

Credits legnanonews.it – A8

L’autostrada A8 è anche quella con il maggior numero di corsie del nostro Paese. Il 25 settembre 2023 è diventata infatti l’unica ad averne cinque, partendo dalla sola corsia del 1924, nel tratto di 4,4 km compreso tra Lainate e l’interconnessione con l’A9, la Lainate – Como – Chiasso, grazie all’allargamento della carreggiata di 10 metri. 

Leggi anche: Da MILANO la PRIMA AUTOSTRADA a CINQUE CORSIE in ITALIA

Continua la lettura con: 7 curiosità sulla Milano-Genova: l’A7 è molto di più di un’autostrada

FABIO MARCOMIN

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Le 7 piazze più sorprendenti di Milano

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Credits: co.pinterest.com - Piazza Sant'Alessandro

La più grande, la più romana, la più medievale, la primatista europea, quella senza nome e il viale più piazza del mondo. A Milano una piazza non è mai una semplice piazza.

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Le 7 piazze più sorprendenti di Milano

#1 Piazza Gino Valle: la piazza più grande della città

Inaugurata il 14 giugno 2014 piazza Gino Valle è stata intitolata all’architetto che ne ha curato il progetto. Estesa per 27.000 mq sopravanza di poco, quella all’Arco della Pace. Nella piazza è stato collocato il bassorilievo di Emilio Isgrò «Grande Cancellatura per Giovanni Testori», realizzato e donato al Comune appositamente per la nuova piazza. Ai lati ci sono casa Milan e oltre la circonvallazione la montagnetta a spirale.

#2 Piazza Sant’Alessandro, la più romana di Milano

Credits: co.pinterest.com – Piazza Sant’Alessandro

Indubbiamente la piazza più romana della città. Difficile non meravigliarsi di non trovarsi a Roma in questo gioiello incastrata tra Piazza Missori e Via Torino, a cui si arriva in un labirinto di vicoletti. Il nome della piazza è dovuto alla chiesa barocca omonima, tra le più belle di Milano. Poco lontano da qui un pezzo dell’Università Statale, culla della cultura umanistica.

#3 Piazza Città di Lombardia, la piazza coperta più grande d’Europa

Credits: wikipedia.org – Piazza Città di Lombardia

Piazza Città di Lombardia, sottostante la sede della Regione, è la piazza coperta più grande d’Europa e ospita tra le diverse attività un ufficio postale, una scuola materna, un auditorium, diversi ristoranti e caffetterie. Sotto il suo tetto tra i vari eventi e manifestazioni sportive organizzate, anche la pista di pattinaggio coperta più grande d’Europa su una superficie di quasi 4.000 metri quadrati.

#4 Piazza Gae Aulenti: la piazza circolare, sopraelevata e bagnata dall’acqua

Credits: Andrea Cherchi – Foto area Piazza Gae Aulenti

Sopraelevata a 6 metri dal livello del suolo, Piazza Gae Aulenti inaugurata nel 2012 con i suoi cento metri di diametro, è una piazza circolare che si trova nel Centro Direzionale della città, nel Municipio 9. Tra le curiosità ci sono i 3 buchi attraverso i quali guardare il livello sottostante oppure da sotto osservare i grattacieli da un’insolita prospettiva e la fontana al suo interno che permette di camminare tra le acque.

#5 La piazza senza nome, che unisce la Biblioteca degli Alberi e Piazza Gae Aulenti

Andrea Cherchi (c)

Potrebbe essere la più grande piazza di Milano, scalzando Piazza Gino Valle, se solo si trovasse un nome per identificare tutta l’area che da Piazza Gae Aulenti include la Biblioteca degli Alberi fino a Via Sassetti. Noi avevamo lanciato le nostre proposte, speriamo che presto venga trovato un nome iconico che risalti il profilo internazionale della “city” milanese.

Leggi anche: Aspettando la Biblioteca degli alberi, nella più grande piazza di Milano, ancora senza nome. 10 proposte su come chiamarla

#6 Piazza dei Mercanti, la piazza medievale di Milano

Credits: milanpocket.it – Piazza Mercanti

Più antica del Duomo stesso, prima di essere edificata c’era solo un prato, Piazza dei Mercanti è stato il primo luogo di scambio commerciale della città, dove discutere anche di politica, cultura e economia. Nella Loggia dei Mercanti invece, uno degli edifici che danno sulla piazza è nata la leggenda secondo cui i mercanti comunicavano, da un capo all’altro dell’edificio, sfruttando gli effetti sonori generati proprio dalle geometrie degli archi del soffitto con le volte e a vela.

#7 Viale delle Rimembranze, il viale a forma di piazza

 

È forse il viale più piazza del mondo: viale delle Rimembranze di Lambrate. Una piazza perfettamente circolare che prende il nome di viale. In origine infatti era un viale, lungo il suo asse venne sfruttato un rondò realizzato quale capolinea dei tram.

Leggi anche: Perché viale delle Rimembranze si chiama così anche se è una PIAZZA?

Continua la lettura con: Ago, filo e nodo: una scultura dai molti significati

FABIO MARCOMIN

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Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul  #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong   #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

 

 

Le 7 abitudini più tipiche dei milanesi

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Di stranezze da queste parti se ne vedono da parecchio tempo, considerando che è la città dove le novità arrivano per prime in Italia e spesso anche nel resto d’Europa e del mondo, rendendo Milano punto di riferimento globale per svariati e numerosi settori. Anche nei piccoli gesti quotidiani, peraltro, ci sono abitudini insolite a cui il milanese non rinuncia, facendone un gesto distintivo della propria milanesità. 

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Le 7 abitudini più tipiche dei milanesi

#1 Portare il pc ovunque

Credits: cucina.corriere.it
Computer al bar

Possiamo fare a meno di tutto, ma non toglieteci il PC. Sai mai che ci sarà una call a distanza, un documento importante da inviare o comunque qualcosa che presupponga l’utilizzo del pc. E anche se ormai da anni gli smartphone adempiono in pieno al ruolo di sostituti per comunicazioni telematiche, al PC non si rinuncia.

#2 Premere ripetutamente il tasto ascensore

Credits: silviacasarindotcom.wordpress.com
Premere tasto ascensore

“Lobbuono, chiama l’ascensore” dice il commissario. L’appuntato si avvicina alla porta e urla:”Ascensoreeee!” “Ma no, col bottone, cretino!” Lobbuono non si scompone e posiziona le labbra vicino al tasto di chiamata, urlando: ”Ascensoreeee!” Le barzellette anni’80 sui carabinieri hanno ormai un sapore vintage, ma ricordano con simpatia un’usanza (non vocale) motivata dall’ansia di muoversi che avevano molti, fra cui l’ingenuo appuntato Lobbuono. Al milanese non serve ricordare che basta premere il tasto di chiamata una volta. Mosso da un’irrinunciabile fretta, lo schiaccerà istintivamente più e più volte. Secondo una leggenda metropolitana serve a farlo arrivare prima.

#3 Mostrare sempre fretta

Credits: allafinediunviaggio.com
andare di fretta Milano

È innato, inevitabile, assolutamente insito nella milanesità. Chi è di Milano ha fretta, non ha mai tempo da perdere, c’è sempre qualcosa da dover vedere o fare nel tempo che si ha a disposizione. L’eclettismo milanese è uno dei nostri grandi pregi, ma c’è un prezzo da pagare per tutto ciò. Bisogna muoversi più velocemente.

#4 Agli eventi arrivare in ritardo e andarsene in anticipo

Credits: smarteventi.it
Eventi Milano

D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Difficilmente un milanese medio uscirà per recarsi in un posto solo, in genere non sono mai meno di tre. Aperitivo (veloce) con i colleghi fuori dall’ufficio, secondo drink (o evento imperdibile di moda, design, art) dal quale usciremo prima perché poi c’è la cena ed eventualmente anche il dopocena. Soprattutto nei weekend.

#5 Parcheggi creativi

Credits: milanotoday.it
parcheggi creativi

“Non c’è mai parcheggio ed è sempre peggio / Settimana della moda / vita mondana in coda. In auto a noleggio” cantavano gli Articolo 31 nel loro pezzo “Milano Milano” del 2002. All’epoca, dissero esattamente quello che tutti sanno ma non hanno mai scritto, o meglio registrato su nastro: qui il parcheggio non è che sia difficile da trovare, semplicemente non esiste. Costringendo i milanesi a inventarsi forme di parcheggio che probabilmente non si vedono da nessun’altra parte. Per la gioia della Polizia Locale, ovviamente.

#6 Biciclette sui marciapiedi

Credits: donnesulweb.it
biciclette sui marciapiedi

Abitudine abbastanza fastidiosa, che ormai si estende anche ai monopattini. Per i pedoni non c’è niente di peggio che vedersi sverniciare da una persona a un centimetro di distanza. Ultimamente poi sta andando di moda anche il pretendere che questo sia possibile, con inevitabili liti. La redazione per una volta mi concederà il verbo poco elegante: se vai in bici sul marciapiede non puoi certo incazzarti chiedendo permesso e suonando il campanello. Il giorno che trovi la testa calda e di questi tempi ce n’è più di una) di certo non te la cavi con un insulto. Val davvero la pena rischiare? Quindi, cerchiamo di comportarci tutti come si deve. Bici in strada o sulle ciclabili, pedoni sui marciapiedi. Grazie.

#7 Fare arrivare tutto a casa

Credits: techprincess.it
corriere

Amazon ha moltiplicato i suoi guadagni di svariati punti percentuali già prima che il Covid entrasse nelle nostre vite. Figurarsi ora. Anche se bisogna ammettere che a Milano la moda, per certi versi contestabile, di ordinare compulsivamente prodotti online e farseli recapitare a casa è bella che affermata da tempo. Anche in questo, abbiamo fatto scuola in Italia. 

E voi, milanesi e non che ci leggete, diteci: quali sono le vostre abitudini preferite?

Continua la lettura con: Le 7 cose che i MILANESI NON amano dei PROVINCIALI

CARLO CHIODO

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I 7 cammini in Italia perfetti per l’autunno

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Credits alwaysthinking.mark IG - Il Sentiero degli Dei

La stagione autunnale, con temperature più miti rispetto all’estate, è l’ideale per fare lunghe camminate, tra natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. Vediamo i percorsi più suggestivi: siete pronti per mettervi in marcia?

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I 7 cammini in Italia perfetti per l’autunno

#1 Il cammino di Bardolino, 100 km di sentieri dalle colline fino al lago di Garda (Veneto)

Credit: @iltuoviaggioinitalia

Il cammino di Bardolino è un sentiero complessivo di 100 km di itinerari ciclopedonali che dalle colline scende fino al lago di Garda attraversando borghi, vigneti e colline baciate dal sole. I percorsi si snodano nella provincia di Verona con 18 differenti percorsi ed itinerari di lunghezza variabile tra i 3 e i 20 km. 

Credit: gardapost.it – Percorso Cammino di Bardolino

Leggi anche: Il CAMMINO di BARDOLINO: il percorso da sogno per gli AMANTI del VINO

#2 Il cammino di Oropa, tra i più belli del Piemonte

credit: siviaggia.it

Il cammino di Oropa è un itinerario che sale fino alle alpi Biellesi, uno dei cammini più belli del Piemonte. Il percorso, che parte da Santhià in provincia di Vercelli e si conclude presso il Santuario di Oropa, è suddiviso in quattro tappe di lunghezza che varia dai 14 ai 16 km.

Credits lollopad.87 – Cammino di Oropa

#3 Via degli Abati, tra Lombardia, Toscana e Emilia Romagna

Credits visitpiacenza.official IG – La via degli Abati

La via degli Abati è un cammino religioso tra Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Unisce Pavia a Pontremoli e percorre le orme degli Abati di San Colombano, dalla Pianura Padana, attraversando l’Appennino piacentino e parmense, fino in Lunigiana. La durata è di circa 8 giorni e si percorrono strade sterrate, sentieri nei boschi ed antichi tratturi.

Credits camminideuropa.com – Via degli Abati

#4 Il Cammino di Borghi Silenti, per scoprire il lato meno conosciuto dell’Umbria

Credits viaggiosincero IG – Il Cammino dei Borghi Silenti

Il Cammino dei Borghi Silenti si snoda in Umbria sul versante nord dei Monti Amerini. Suddiviso in quattro tappe su strade sterrate, sentieri di montagna e vie secondarie si percorre in 4 giorni. Passando per borghi medievali e natura incontaminata scoprirete il lato meno conosciuto della regione.

Cartina Cammino dei Borghi Silenti

#5 La Magna Via Francigena che conduce fino alla Valle dei Templi (Sicilia)

Credits castellinimarco IG – Magnavia Francigena

La Magna Via Francigena è un percorso che collega da secoli il nord con il sud della Sicilia. La partenza del cammino è da Palermo, durante il tragitto si incrocia la via di transumanza verso le Madonie nel territorio di Corleone e Castronovo di Sicilia, e l’arrivo ad Agrigento nella splendida Valle dei Templi, la più maestosa testimonianza della Magna Grecia

Credits fondazionesymbola.com – Mappa Magna Via Francigena

#6 Sentiero degli Dei, uno dei sentieri vista mare più belli d’Italia (Campania)

Credits alwaysthinking.mark IG – Il Sentiero degli Dei

In Campania c’è uno dei sentieri vista mare più belli d’Italia: il Sentiero degli Dei. Attraversa i Monti Lattari collegando Agerola a Nocelle, una frazione di Positano sul Monte Pertuso, per 7,8 km. Durante le 4 ore di cammino potrete ammirare i panorami mozzafiato sulla Costiera Amalfitana.

Credits positanonews – Il Sentiero degli Dei

#7 Cammino Basiliano, 1560km tra boschi fatati, borghi antichi e natura contaminata (Calabria e Basilicata)

Credits franz mazza IG – Cammino Basiliano

Il Cammino Basiliano è un percorso lungo 1560 km, suddiviso in 83 tappe, che attraversa le aree del Pollino, Sila, Serre, Aspromonte e conduce dalla Basilicata al sud della Calabria. Scoprirete l’angolo meno conosciuto della Calabria attraverso boschi fatati, borghi sospesi nel tempo e natura incontaminata.

Credits touringclub..it – Mappa Cammino Basiliano

Fonte: Zingarate.com

Continua la lettura con: Il CAMMINO più LUNGO del mondo

FABIO MARCOMIN

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Il South Working, lavorare a Milano stando al mare del Sud: i tre luoghi top per i milanesi

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Ph. @catetak IG

Rientrare è dura. Traffico, parcheggi, stress. Ma c’è una via di uscita. Lavorare a Milano, stando al mare su una spiaggia del Sud. Ma dove si potrebbe fare? Foto cover: @catetak IG

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Il South Working, lavorare a Milano stando al mare del Sud: i tre luoghi top per i milanesi

# South Working: il progetto pilota da Milano a Palermo

Credits: unadonna.it – Lavoro al mare

Un progetto pilota lanciato nell’estate del 2020 da venti professionisti trentenni ha coinvolto i comuni di Milano e Palermo, e rispettive aziende e dipendenti. Obiettivo: dare la possibilità per dipendenti di aziende con sede al nord di lavorare al sud in smart working per alcuni periodi. L’intenzione è di mitigare le disparità di lavoro tra le due parti d’Italia e prospettare un modo alternativo per concepire il lavoro nel nostro Paese, incrementando la qualità della vita di chi lavora. Test a parte, è indubbio che oggi sempre più persone riescano a svincolarsi dalla prigione del luogo, potendo lavorare, almeno in parte, a distanza. Riprendendo l’idea del South Working, quali potrebbero essere i luoghi da sogni per lavorare a Milano… restando al mare? Lo abbiamo chiesto ai milanesi. Questi i tre luoghi preferiti. 

# Palermo (Mondello)

Ovvio partire con la città che ha dato il via al progetto del South Working. Palermo e, soprattutto, la sua spiaggia di Mondello, rappresentano un richiamo irresistibile per chi si può permettere di lavorare a distanza con Milano. Tra i vantaggi, oltre il litorale incantevole, il cibo, il clima, i costi e le atmosfere magiche della Sicilia c’è anche la posizione strategica. Con un aeroporto molto ben collegato con Milano. 

# Alghero

Credits: @sardegna_official_
Alghero

Discorso simile a quello di Palermo. Si cambia isola, ma il fascino rimane. Non è un mistero che per i milanesi la Sardegna rappresenti un’attrazione fatale. Anche se per le vacanze molti mirano a luoghi più glam, come la Costa Smeralda, o più selvatici, come le coste del Sud, per lavorare durante l’anno la località preferita sembra essere Alghero. Per motivi analoghi a quelli di Palermo: è una città viva tutto l’anno, buoni servizi, costi contenuti, clima fantastico e anche in questo caso con un aeroporto ben collegato a Milano. Poco più di un’ora di volo e siamo sulla M4 in direzione San Babila. 

# Salento

Credits: costasalento_estateagency IG – Maldive o Salento?

Dicono che d’estate sia un po’ in crisi. Tipico dei luoghi che hanno raggiunto il picco del successo: prezzi che si impennano e affollamento eccessivo hanno tenuto lontano molti milanesi dalle sue spiagge la scorsa estate. Motivi che però scemano negli altri mesi, quando il tanto amato Salento torna più che abbordabile, con prezzi che tornano convenienti e con le spiagge che assomigliano a quelle deserte dei mari del Sud. E rispetto ad Alghero e Palermo, il Salento ha un grande vantaggio: il collegamento con Milano anche in treno. 

Continua la lettura con: Treno Milano – Salento

MILANO CITTA’ STATO

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Supermercati, iper e discount con i prezzi più bassi di Milano: la nuova classifica

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Tigros

Quali sono le catene di supermercati più economiche in Italia? Lo rivela Altroconsumo nella sua ultima indagine. Nello studio anche i punti vendita meno cari in città e nell’hinterland, con diverse sorprese.

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Supermercati, iper e discount con i prezzi più bassi di Milano: la nuova classifica

# Analizzati 1.140 punti vendita in 65 città nell’ultima indagine di Altroconsumo

Credits altroconsuemo – Inchiesta supermercati

Nell’ultima indagine sui supermercati di Altroconsumo sono stati rilevati i prezzi di tutti i prodotti presenti a scaffale di 126 categorie, in 1.140 punti vendita di 65 città, tra il 4 e il 31 marzo 2024. Con i prezzi elaborati è stato creato un indice che misura la competitività di una catena nella città in cui si trova, in base ai prodotti acquistati, e realizzato quattro classifiche: una per la spesa mista, una per la spesa con i soli prodotti più economici sullo scaffale, una per la spesa con i soli prodotti di marca, una per la spesa del marchio del distributore. Nell’analisi sono stati inclusi iper e super presenti in almeno cinque regioni, con almeno nove punti vendita visitati, per i discount inserite le insegne di cui sono stati visitati almeno 25 punti vendita su tutto il territorio nazionale.

# Le quattro classifiche: Esselunga seconda nella spesa con prodotti di marca, settima nella spesa mista, ottava per quella economica

altroconsumo – Classifiche supermercati

In nessuna delle quattro classifiche Esselunga si posiziona al vertice a livello nazionale. In quella per la spesa mista occupa la settima posizione, dietro a Eurospar, Coop, Conad superstore, Pam, Conad e Family Superstore in vetta con 100 punti. In quella per la spesa più economica è in ottava posizione con Esselunga Supestore, dietro a molti delle catene di discount più conosciute, tra cui Penny Market, MD, Aldi, Eurospin e Lidl, prima. Sul podio con due insegne, Esselunga ed Esselunga Superstore rispettivamente in seconda e terza posizione, nella classifica per la spesa con prodotti di marca. I prezzi medi registrati sono di appena l’1% più alti rispetto alla catena al primo posto, Bennet. Infine, nella classifica per la spesa con prodotti commerciali, la prima insegna del supermercato milanese si trova al decimo posto, con Esselunga Superstore. A precederla Carrefour Market, Eurospar, Pam, Conad superstore, Conad, Spazio Conad, Famila superstore, Interspar e Carrefour.

E a Milano, quali sono i punti vendita più economici?

# Esselunga scalzata dalla vetta a Milano

altroconsumo – Classifica superermercati 2024 Milano

Facendo il focus su Milano emerge una grossa sorpresa: non è più di Esselunga il negozio più economico. A guidare la graduatoria degli iper e dei super
più competitivi
per una spesa con prodotti di marca è il punto vendita Tigros di via Giambellino 31, allargando l’orizzonte nella Città Metropolitana di Milano è l’Iperal in viale Fulvio Testi a Cinisello Balsamo il meno caro. La new entry al secondo posto in città è comunque dello storico supermercato milanese, il superstore all’interno del Merlata Bloom.

# “Crollo” per il negozio di via Losanna, per anni il più economico in città

altroconsumo – Classifica superermercati 2024 Milano, altri punti vendita

Dopo anni di dominio “crolla” il classifica l’Esselunga di via Losanna, al dodicesimo posto a Milano e addirittura al quindicesimo considerando la Città Metropolitana. Prima di lei troviamo: i Tigros di via Cagliero e via Novara, l’Esselunga di via Palizzi, un altro Tigros in via Baldinucci, il Conad di corso Lodi, l’Esselunga Superstore di via Pellegrino Rossi, l’Iperal di viale Monza, e l’Esselunga di via Adriano.

# Carrefour di viale Monza il più caro di Milano, l’Ipercoop di Vignate quello di tutta la Città Metropolitana

In coda alla classifica ci sono tre Carrefour Market, quello di via Soderini, di via Farini e di viale Monza. Il più caro dell’hinterland è invece l’Ipercoop Acquario di Vignate.

Continua la lettura con: Il supermercato con i prezzi più bassi a Milano è questo

FABIO MARCOMIN

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