Le storie curiose dei QUARTIERI di Milano che nessuno sa dove sono

quartieri milano fonte: Urban File (c)
quartieri milano fonte: Urban File (c)

In altre città del mondo i quartieri sono un’icona identitaria. Kreuzberg, Chelsea, Bronx, Assiano. Assiano? Chi sa dove si trovi alzi la mano.

I QUARTIERI di Milano che nessuno sa DOVE SONO

Mirabello: il quartiere sanzionato

quartiere Mirabello
quartiere Mirabello

Forse più noto come quartiere Rodolfo Carabelli come veniva denominato in passato. Quartiere di epoca fascista (fu costruito nel 1939) è costituito da 12 palazzine e si ricollega in parte al vicino Villaggio dei Giornalisti. Una curiosità: costruito nel periodo delle sanzioni inflitte al governo fascista utilizza materiali in economia, escludendo ad esempio l’uso del calcestruzzo.

Rottole: il villaggio degli spazzini

rottole - spazzini
rottole – spazzini

Le Rottole erano un borgo rurale annesso a Milano nel 1873 che sorgeva lungo la strada che dalla città conduceva fino a Bergamo. Il paese si sviluppava attorno alla chiesa medievale di San Carlo alle Rottole ed è rimasto agricolo fino alla prima metà del XX secolo.
Successivamente la zona è stata trasformata dalla decisione del Comune di creare in quest’area il deposito dell’immondizia milanese. Da allora, nel giro di poco tempo, l’area ha attratto centinaia di persone, specialmente brianzoli, che hanno cominciato a costruire delle baracche, creando il cosiddetto “Villaggio degli Spazzini” che si trovava tra le attuali Vie Pordenone, Plezzo, Palmanova e Tolmezzo.
In passato, le Rottole erano interessate al passaggio delle linee celeri dell’Adda, sostituite negli anni ottanta della metropolitana.

Casoretto: il quartiere partigiano

casoretto (piazza Aspromonte) Fonte: Urban File (c)
casoretto (piazza Aspromonte) Fonte: Urban File (c)

Il Casoretto (il Casorett, in dialetto), è stato staccato da Lambrate e, successivamente, da città studi di cui rappresenta una versione più popolare. E’ un quartiere che è stato al centro della cronaca nera, soprattutto per l’uccisione nel marzo 1978 in via Mancinelli di Fausto e Iaio, frequentatori del Leoncavallo, mentre in una traversa di via Casoretto, sempre negli anni di piombo, fu ucciso l’avvocato Enrico Pedenovi, consigliere provinciale dell’MSI. Una delle scuole del quartiere, l’odierno Istituto tecnico Caterina da Siena, venne requisita dai partigiani nei giorni della liberazione e nei suoi locali furono prese importanti decisioni che segnarono la storia del Paese.

Taliedo: il quartiere volante

taliedo (via Mecenate)
taliedo (via Mecenate)

Fino ai primi del Novecento Taliedo era una zona di campagna ricca di orti e cascine. Il nome deriva dalla Cascina Taliedo, la più grossa della zona, che a sua volta prese il nome dalla presenza di numerosi alberi di tiglio.
Nel 1910 Taliedo venne scelta per svolgere il Circuito Aereo Internazionale, gara di velocità aperta a piloti e apparecchi stranieri. L’area venne attrezzata con hangar e officine di manutenzione, e nell’Aerodromo d’Italia venne ricavato un percorso di gara chiuso di forma triangolare. Vennero requisite ed abbattute tutte le cascine della zona.
Ai bordi del campo, lungo la via Mecenate, nel 1915 la Società per lo Sviluppo dell’Aviazione in Italia costruì lo stabilimento per la produzione degli aerei progettati dall’ing. Gianni Caproni. Taliedo fu uno dei primi aeroporti d’Italia e l’unico Aeroporto di Milano fino alla costruzione di Linate.
Oggi nella zona lungo la Via Mecenate ci sono molti studi per la televisione e centri di produzione.

Calvairate: il quartiere dell’agri-business

calvairate - fonte: Urban File (c)
calvairate – fonte: Urban File (c)

Calvairate prende il nome dal monte Calvario, a cui è dedicata la cappella dedicata a Santa Maria Nascente fatta costruire da alcuni crociati di ritorno dalla Terra Santa probabilmente nel XII o XIII secolo. Attorno all’odierno piazzale Ferdinando Martini si sviluppava l’antico borgo agricolo che fino al 1873 faceva parte dei Corpi Santi attorno a Milano.
La struttura del quartiere è formata da due grandi piazze, Martini ed Insubria, collegate da un viale alberato (via Laura Ciceri Visconti).
Fino alla fine dell’ottocento il quartiere ospitava la Giazzera de Calvairaa, la ghiacciaia più grande di Milano. Nel 1912 fu costruito nella zona est del quartiere il nuovo macello della città. L’area ha molte zone verdi e dal 1965 in via Cesare Lombroso è presente il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia.

Morivione: il quartiere dei banditi

Il quartiere di Moriviione (Morivion in dialetto) era anch’esso un antico borgo agricolo nell’estremità sud della città. In passato era celebre perchè era la zona in cui i milanesi andavano a festeggiare San Giorgio, bevendo latte e mangiando il pan meino (pane di miglio dolce). Era una zona infestata dai banditi, tra cui il terribile Vione che in questa zona venne ucciso nel 1335 dai lancieri del duca di Milano. Nel luogo in cui si riteneva che questi fosse deceduto, sarebbe stata posta una pietra, sulla quale era scritto «Qui morì Vione», da cui sarebbe poi derivato il nome della località.
I confini del quartiere sono a nord la circonvallazione esterna (della 90/91) e a sud il tratto iniziale della strada provinciale 412 della Val Tidone. L’asse portante del quartiere corre da nord a sud con Via Bazzi-Via Ferrari.

Macconago: il quartiere dell’altro castello

castello di maccognago
castello di maccognago

Il quartiere entra a fare parte del Comune di Milano dal 1923. E’ il quartiere agricolo della città, in gran parte occupato dal parco agricolo Sud. Noto soprattutto per la presenza del Castello di Macconago, costruito tra il 1330 e il 1340, a pianta quadrata, con torri d’avvistamento e camminamenti merlati, con una struttura tipicamente viscontea, di proprietà della famiglia Pusterla. Caduta in disgrazia anche il castello finì in rovina finché è stato interamente restaurato dalla famiglia Ferrario Gavana. Viene ora utilizzato per cerimonie, ricevimenti e altri eventi.
Data la natura rurale e la bassa urbanizzazione dell’area, Macconago non è servito da linee metropolitane o ferroviarie.

Conca Fallata: il quartiere dei naviganti

conca fallata
conca fallata

Il quartiere prende il nome dalla conca di navigazione che si trova lungo il Naviglio Pavese. È la seconda chiusa dopo la Conchetta e copre un salto di 4,80 metri.
Realizzata a fine del XVI secolo, fu chiamata dai milanesi “fallata”, cioè “sbagliata“, perché, a loro dire, venne pensata e realizzata inutilmente. Secondo i milanesi un’altra conca non serviva, dato che erano sufficienti quelle già presenti. Il motivo principale dello sdegno dei milanesi erano gli sghei: erano infatti contrari alle tasse necessarie per finanziare l’opera.
Il termine “Conca Fallata” diventò poi anche il nome del quartiere circostante.
A partire dagli anni quaranta del XIX secolo, il salto d’acqua della Conca Fallata iniziò a essere sfruttato per produrre energia idroelettrica, energia che era utilizzata dalle Cartiere Ambrogio Binda, che sorgevano nei pressi.

Villaggio dei fiori: il quartiere scandinavo

villaggio dei fiori
villaggio dei fiori

Roma ha il Campo, Milano ha il villaggio dei fiori. La parte ovest della città un tempo era tutta campagna attraversata dal fiume Olona, specie attorno a due cascine Arzaga e Corba che ancora danno il nome alle strade che le fiancheggiavano.
Nel dopoguerra il piano urbano procedette con la realizzazione di una griglia di nuove strade e la costruzione dei nuovi quartieri, tra cui il Villaggio Finlandese, chiamato poi il Villaggio dei Fiori, completato nel 1953.
Il villaggio dei fiori si chiama così perchè è attraversato da tutte strade con nomi floreali, comprese tra via Primaticcio e via Lorenteggio. Inizialmente si chiamava villaggio finlandese perchè le prime costruzioni erano delle casette in legno donate dalla Finlandia, per ospitare gli sfollati dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, che furono prese a riferimento anche per le costruzioni successive.
Il quartiere è ancora caratterizzato da lotti piccoli, con case unifamiliari di un solo piano, circondate da un giardino privato.
Le Casette Finlandesi sono quasi tutte al loro posto, dopo 65 anni.

Leggi anche: Villaggio dei fiori di Urban File

Sella Nuova: il quartiere di Creta e Assisi

sella nuova
sella nuova

Il nome, già attestato nel 1346, trae origine da Sala Nuova, dove sala stava per “abitazione signorile e deposito di derrate alimentari” e indicava un antico complesso appartenente alla famiglia Torriani, poi divenuto dei Visconti, ed era comune autonomo fino al 1869 quando fu annesso a Baggio.
Posizionato nella parte ovest della città, confina con Quarto Cagnino a nord, col Lorenteggio a sud e con Baggio ad ovest.
Al giorno d’oggi il nome resta legato alla cascina e alla via sulla quale questa sorge mentre il quartiere è popolarmente conosciuto come la zona orientale di Baggio. Ospita il capolinea di Bisceglie della linea 1 della metropolitana di Milano e l’ospedale militare.
All’interno del quartiere ci sono due “enclave”, quartieri ancora meno noti di Sella Nuova:
Creta (Cassina Crea in dialetto locale) che si sviluppa tra Via Saint Bon e Via Beltrami, e che prende il nome da due antiche cascine, Cascina Creta Vecchia e Cascina Creta Nuova;
Assisi che comprende diverse vie, come Via del Passero, Via dell’Allodola o Via dell’Usignolo, quasi tutte chiamate con il nome di volatili. Il nome del quartiere deriva quindi dal fatto che San Francesco d’Assisi era un amante di questi animali. La chiesa principale del quartiere è la parrocchiale di San Giovanni Battista alla Creta.

Assiano: il quartiere che è ancora campagna

assiano
assiano

Quartiere ignoto anche per i distretti che lo contengono: San Siro e Baggio. E’ posto nella estremità occidentale al di là della tangenziale. Di tutte le comunità aggregate nel tempo a Milano, è l’unica a non aver subito il benché minimo segno di espansione edilizia, rimanendo niente più che una cascina di campagna.
L’origine del quartiere è di epoca romana: nel museo archeologico del Castello Sforzesco di Milano è presente una lapide con la scritta AXILIANUM accompagnata da una targhetta riportante “Trovata nel territorio di Baggio”.
Nel Medioevo Assiano ospitava terreni di proprietà della Chiesa e fino alla fine del settecento contava meno di 20 abitanti. Il borgo di Assiano, costituito essenzialmente dalla cascina omonima e dai terreni ad essa annessi, passò nel 1946 alla famiglia Feltrinelli ed oggi è proprietà dell’ALER. Il principale luogo di attrazione è l’Oratorio di San Martino,insieme alla Cascina Malandra e alla Cascina Moirano. E’ abitato da meno di 200 persone.

Altri quartieri di Milano praticamente ignoti:

-Cavriano (tra Forlanini e città studi),
– Acquabella,
– Ponte Lambro (case bianche) dove è stato il Papa,
– Triulzio Superiore (Tra Metanopoli e Santa Giulia), Macconago (sotto il Vigentino),
– Val di Sole,
– Quintosole (abitata dagli elfi),
– Ronchetto delle rane (citata da Alberto Sordi),
– Cantalupa,
– Boffalora (in città, non il paese),
– Muggiano (il Baggio di Baggio),
– Roserio (tra Mind e Quarto Oggiaro),
– Segnano (l’ex Greco milanese),
– La Fontana,
– Quartiere Lodovico il Moro
– Quartiere Teramo,
– Montalbino,
– Quartiere Basmetto,
– Castagnedo,
– Gamboloita,
– Pratocentenaro,
– Cagnola,
– Vialba,
– Montinasco,
– Quartiere Campo dei Fiori (ebbene sì, c’è anche a Milano)

ANDREA ZOPPOLATO

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.

3 COMMENTI

  1. Il mio bisnonno risulta nato a Garegnano, ossia alla Certosa che da il nome a Viale Certosa e che si vede bene dall’omonimo raccordo autostradale che inizialmente era l’imbocco della Milano-Torino.

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