Caro biglietti, taglio dei servizi, sarà un anno di AUSTERITY? Il paradosso per la città che VERSA più RICCHEZZA allo STATO

Una città ricca ma povera


Ormai è certo: entro la fine di gennaio aumenta il costo dei titoli di viaggio ATM, con molta probabilità subito dopo le festività. Ma ad accompagnare questa notizia poco piacevole ce n’è un’altra: ATM taglia anche le corse. Non solo. Con l’operazione Robin Hood si metterà mano alle tasche dei milanesi più abbienti. Tutto per colmare un buco di bilancio. Una situazione paradossale. 

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Caro biglietti, taglio dei servizi, sarà un anno di AUSTERITY? Il paradosso per la città che VERSA più RICCHEZZA allo STATO

# L’autobus può attendere

Tram 1503 – Credits: MilanoGuida

Il biglietto ordinario salirà da 2 a 2,20 euro. Non solo, anche le corse saranno tagliate. Il taglio delle corse partirà dal 30 gennaio 2023, ecco quali sono le linee dei mezzi di superficie interessate.

Le linee dei tram che vedranno modiche a gennaio: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 12 – 14 – 15 – 19 – 27 – 33.

Queste linee degli autobus che subiranno cambiamenti: 43 – 47 – 49 – 50 – 54 -58 – 60 – 61 – 63 – 67 – 70 – 73 – 74 – 80 – 81 – 94.

Ma i sacrifici per i milanesi non finiscono qui. 

# Nuovi rincari in arrivo: mense scolastiche, musei, Sport, occupazione di suolo pubblico, affissioni pubblicitarie e mobilità

ph. Affaritaliani – aula consiliare Palazzo Marino

L’amministrazione si prepara a mettere in campo l’operazione ribattezzata “Robin Hood”: una rivoluzione delle tariffe cittadine che dovrebbe far pagare i servizi in misura maggiore a prezzo di mercato a chi ha redditi più alti. L’approvazione delle modifiche dovrebbe avvenire dopo l’approvazione del bilancio anche se le opposizioni vorrebbero riparlarne dopo le elezioni regionali.

Nel calderone delle tariffe oggetto di rialzo ci sono: mense scolastiche, i musei, ma anche le tariffe legate allo Sport, la tassa di occupazione di suolo pubblico, le affissioni pubblicitarie e soprattutto la mobilità. Sarà infatti quest’ultimo ambito il più importante per cercare di recuperare lo scompenso generato dalla perdita dei passeggeri della metropolitana, rispetto al periodo pre-covid sono calati del 20%, e che rischia di diventare strutturale.

# L’ “Operazione Robin Hood” con le tre linee di intervento: raddoppio costo Area C, parcheggi residenti solo per la prima auto e ticket per Area B

Credits Giovanni Citarda FB – Area B

Le tre linee di intervento ipotizzate da Palazzo Marino sono: una revisione di Area C, un intervento sui pass per la sosta e, a lunga scadenza, una tariffa anche per Area B.

Per la Ztl del centro verranno riviste al rialzo le tariffe di ingresso, visto che, anche sull’esperienza di altre città europee, dopo alcuni anni non fungono più da deterrente e devono quindi essere aggiornate, e inoltre i 30 milioni di euro di incassi attuali coprono in gran parte i costi di mantenimento del servizio. Per entrare in Area C è allo studio un aumento dagli attuali 5 euro, a 7,5 o 10 euro, che entrerebbe in vigore non prima del secondo semestre 2023 per via dei tempi tecnici di aggiornamento dei software.

La seconda area di intervento riguarda i permessi di sosta per i residenti che dovrebbero rimare gratuiti solo per la prima auto del nucleo famigliare, mentre a partire dal secondo veicolo si pagherebbe una tariffa annuale. Secondo i tecnici dell’Ama ci sarebbero circa 80 mila nuclei familiari che hanno almeno due auto.

L’ultima azione tocca Area B, oggi inaccessibile dai veicoli benzina fino a Euro 2 e da quelli a diesel fino a Euro 5 salvo deroghe e permessi e passibili di multa. Con la revisione delle tariffe potrebbe essere richiesto il pagamento del ticket di ingresso anche solo per entrare in città. 

Ma qual è la ragione di questa stretta improvvisa?

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# Un buco di 80 milioni

 

L’annuncio dell’assessore Emmanuel Conte: «A oggi mancano 80 milioni». Se non ci saranno interventi del governo, questo significa una cosa solo: il taglio dei servizi. «Non potendo aumentare le entrate saremmo costretti a trovare queste risorse nella spesa e quindi dovrò chiedere a tutti i colleghi un sacrificio e di rivedere i propri bilanci». Quale soluzione, allora? Anche l’assessore ribadisce la storica battaglia di questo sito: «Il dato strutturale resta quello di un nuovo rapporto tra lo Stato e il ruolo dei comuni. Non sono le Regioni ma i comuni che meritano un’autonomia differenziata che tenga conto della loro condizione storica e della funzione che svolgono». In una parola sola: occorre rendere Milano una città stato sul modello delle grandi città d’Europa. E in effetti, Milano avrebbe tutte le motivazioni per passare dall’avere il cappello in mano a pretendere di trattenere di più di ciò che produce. Il dato del residuo fiscale è da record del mondo. 

# Il paradosso: Milano riceve dallo Stato l’1% di quanto versa

 
Credits: www.ultimenotizieflash.com

L’OCSE calcola in 312 miliardi il PIL prodotto nell’area metropolitana, di cui circa 80 miliardi nel Comune di Milano. Applicando il tasso di pressione fiscale reale in Italia, significa che Milano versa oltre 40 miliardi allo stato italiano, considerando solo il Comune. Cifra che arriva a 156 miliardi di tasse pagate allo stato, se si calcola l’area metropolitana di Milano, come viene definita dall’ OCSE.

Dei 40 miliardi versati allo stato quanti ritornano a Milano attraverso i trasferimenti statali?
Dallo Stato il Comune di Milano riceve 125 milioni come contributi o trasferimenti statali, mentre dalla Regione riceve altri 309 milioni di cui 267 versati per il trasporto locale.
Complessivamente il Comune di Milano riceve dallo stato in via diretta o indiretta (tramite le Regioni) 450 milioni a fronte dei 40 miliardi che versa in tasse. Significa che poco più del 5% del bilancio è coperto dallo Stato e Milano riceve indietro dallo stato l’1% di quanto versa.

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ANDREA ZOPPOLATO

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