BIELLA e i suoi dintorni spettacolari da patrimonio UNESCO a un’ora da Milano

Archeologia industriale, esoterismo, borghi medievali e castelli, sapori piemontesi e una storia nel settore tessile, questa è Biella

Credits: @fabbricadellaruota Rete museale biellese

Oggi sbarco con penna e taccuino sulla bomboniera ai piedi del Monte Mucrone: Biella. Un centro urbano di neanche cinquantamila abitanti il cui territorio accoglie tutti, con la sua natura, le montagne, i parchi naturali e le sue acque limpide. Archeologia industriale, esoterismo, borghi medievali e castelli, il tutto condito dai sapori della pregiata cucina piemontese, dai suoi preziosi vini e dalla qualità del settore tessile. Per la gita al mio seguito, vi consiglio scarpe comode e un giubbetto antivento (siamo pur sempre a mezza montagna).

BIELLA e i suoi dintorni spettacolari da patrimonio UNESCO a un’ora da Milano

# La storia di Biella: le origini

Credits: @biellaturismo
Biella

Originariamente chiamata “Bigella”, i ritrovamenti archeologici testimoniano che il Biellese è stato abitato fin dai tempi più remoti, come dimostrano le palafitte nel lago di Viverone, a cui seguirono popolazioni liguri e celtiche, dedite alla caccia e alla pesca e successivamente alla pastorizia, che si stanziarono soprattutto nelle regioni subalpine e collinose, vicino ai corsi d’ acqua. Il nome di Biella compare per la prima volta in un documento dell’826, con il quale gli imperatori del Sacro Romano Impero Ludovico il Pio e Lotario donano la “Corte di Biella” al loro messo, conte Bosone. Le prime mura vengono costruite nel X sec. per difendersi dalle invasioni barbariche. In quel periodo abitano la città genti di stirpe romana, alemanna, longobarda e franca. Al 1379 risale la dedizione a Casa Savoia, e tra il 1372 e il 1404 quasi tutti i Comuni biellesi passano sotto il dominio sabaudo. Nel 1859, anno in cui la città è occupata dalle truppe austriache durante la seconda guerra d’indipendenza, Biella viene inserita nella Provincia di Novara (passando poi più recentemente a Vercelli nel 1927) perdendo la sua posizione di capoluogo, mentre durante la seconda guerra mondiale le colline biellesi furono teatro di intense lotte partigiane per la liberazione.

# Eventi e attrazioni contemporanee

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Cittadellarte

Fra i posti da visitare assolutamente in città c’è Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, che combina il fascino innegabile del passato che ha reso celebre Biella con le tendenze più innovative dell’arte contemporanea.

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Cittadellarte

Ampi e luminosi spazi dell’ex opificio ospitano ora uno spazio culturale che si occupa di arte a 360 gradi, nello specifico di Ecologia, Economia, Politica, Spiritualità, Architettura, Moda, settori per il quale sono organizzate mostre e convegni, nonché showroom temporanei, workshop e laboratori multimediali. Non dimentichiamo poi le Terme Culturali, un percorso di visita esperienziale a Cittadellarte. Lungo le rive del torrente Cervo è visitabile la sede permanente del Terzo Paradiso, mentre all’interno del complesso troverete “Al Bistrot delle Arti” un’accogliente caffetteria dai soffitti con i mattoni a vista che propone una cucina creativa e sostenibile in un ambiente giovane e informale.

# Una località da Patrimonio Unesco

Dal 2019, Biella ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Città Creativa UNESCO, entrando a far parte del network di 246 città, 11 delle quali in Italia, che condividono l’obiettivo di porre creatività e industria culturale al centro dei propri piani di sviluppo locale, collaborando attivamente su progetti comuni a livello internazionale.  Il Lago di Viverone assieme ai “Siti Palafitticoli Preistorici dell’Arco Alpino”  è invece entrato nelle liste dell’UNESCO nel giugno 2011. Si tratta di costruzioni a palafitta dell’età del Bronzo, 1650-1350 avanti Cristo, occupate sino al Neolitico medio e al Bronzo finale, circa mille anni prima di Cristo. A Viverone, presso il Centro di Documentazione allestito accanto agli Uffici Comunali, in Via Umberto I, un allestimento museale racconta la storia di questo gioiello sommerso ed espone

# Cosa vedere o fare a Biella e dintorni

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Rete museale biellese

Rete Museale Biellese: la Rete è un progetto territoriale che si rinnova ogni anno dal 2012, intrecciando gradualmente un nuovo tessuto di relazioni tra molti attori culturali, pubblici e privati, e favorendo la condivisione di risorse per la valorizzazione dei patrimoni degli ecomusei, dei castelli, delle aree naturalistiche e di altri siti d’interesse del territorio. Nei primi dieci anni i siti della Rete hanno registrato 144.142 visitatori. Il progetto è proposto e coordinato dall’Ecomuseo Valle Elvo e Serra in collaborazione con l’Ecomuseo del Biellese.

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Oropa

Oropa: dedicato alla Madonna Nera e situato una dozzina di chilometri a nord della città nella frazione di Oropa, il Santuario è sito a 1.159 metri di altitudine, ed appare maestoso alla vista sull’anfiteatro naturale di monti che circondano Biella. Oltre al Sacro Monte di Oropa, il Santuario comprende la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello ed è dotato di diverse strutture destinate all’ospitalità di fedeli e turisti, ivi comprese le camere nelle gallerie ex-voto (non adatta agli scaramantici). A marzo del 1957 Papa Pio XII l’ha elevato alla dignità di basilica minore, e come parte del sistema dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Oropa è stato dichiarato nel 2003 Patrimonio dell’umanità UNESCO.

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Rosazza

Rosazza: per gli amanti dell’esoterismo, Rosazza è un piccolo e quasi disabitato paese (poco più di cento abitanti) situato al termine della strada che risale la valle del Cervo, percorsa da un tranquillo torrente. Un villaggio apparentemente come tanti altri caratterizzato però da un progressivo spopolamento, sottolineato dalla decine di cartelli di vendita immobili molti dei quali ormai scoloriti dal tempo. Sarà anche per questo, oltre che per un aspetto lievemente spettrale che Rosazza è conosciuto come il Borgo più misterioso d’Italia. E se aveste voglia di visitarlo, non dimenticatevi di fermarvi al suggestivo Autobahn, per sorseggiare un buon calice di vini rossi come il Gattinara o il Coste della Sesia e assaggiare un gustoso aperitivo vegano.

# La Biella del futuro

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Biella Piazzo

Oltre ai riconoscimenti UNESCO del 2019, nel 2021 Biella è stata ufficialmente designata “Città Alpina dell’anno” da una giuria internazionale, entrando a far parte dell’importante rete transfrontaliera le cui finalità sono l’attuazione della Convenzione delle Alpi e lo sviluppo sostenibile.

Recentemente poi è uscito il docufilm “Biella. Futuro Presente”, realizzato dal regista Manuele Cecconello per la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che, in occasione del proprio trentennale, lo ha offerto al pubblico come strumento di comunicazione e riflessione da cui partire per costruire una nuova narrazione collettiva e un nuovo futuro. Nelle intenzioni questo sarà il punto di partenza per un progetto più ampio, che si pone l’obiettivo di promuovere uno sviluppo economico in grado di generare nuovi flussi di interesse imprenditoriali, residenziali e, ovviamente, turistici. E che ha l’ambizione di porsi come caso esemplare di tante altre simili ma diverse realtà in tutta Italia.

Continua la lettura con:  Le località del giorno (per una gita da Milano)

CARLO CHIODO

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