Il DEGRADO di GRAMSCI, la “piazza orinatoio” tra sporcizia, sbandati e una fontana senz’acqua

Ai confini di Chinatown una piazza diventata simbolo di degrado urbano

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Credits franco.brandazzi IG - Ingresso parcheggio interrato piazza Gramsci

I residenti di piazza Gramsci sono esasperati. Incuria, degrado e violente risse quotidiane hanno reso invivibile la zona ai confini di Chinatown. A questi problemi se ne aggiungono altri che da decenni sono irrisolti.

Il DEGRADO di GRAMSCI, la “piazza orinatoio” tra sporcizia, sbandati e una fontana senz’acqua

# La denuncia di uno dei cittadini: “La piazza viene presa per un orinatoio a cielo aperto, la sporcizia e il degrado che lasciano è disumano

Credits roberto_mnt IG – Piazza Gramsci

Luca Talotta su Mitomorrow riporta la denuncia di uno dei cittadini che frequenta la zona di piazza Gramsci, ogni giorno sempre più invivibile a causa del crescente degrado: “Da mesi assistiamo ad un continuo degrado della zona intorno a Piazza Antonio Gramsci. Ogni giorno si accampano gruppi di extracomunitari, circa 5/8 persone, che iniziano a bere ingenti quantitativi di alcolici innescando inevitabilmente risse tra di loro, schiamazzi e grida. La piazza è frequentata da bambini, anziani e persone per bene che hanno voglia di vivere i pochi spazi pedonali che la città offre in serenità”. Il cittadino conclude come sia diventata difficile la convivenza con gli sbandati che bivaccano nella piazza: “È inaccettabile dover assistere inermi allo spettacolo osceno che questo gruppo ci riserva ogni giorno. La piazza viene presa per un orinatoio a cielo aperto, la sporcizia e il degrado che lasciano è disumano“. Non è però questo l’unico problema della piazza. 

# Il parcheggio interrato cade a pezzi

Credits franco.brandazzi IG – Ingresso parcheggio interrato piazza Gramsci

I residenti, come riportato dal Corriere della Sera, denunciano una situazione davvero critica per il silos di quattro piani adibito a parcheggio: infiltrazioni, ripetuti distacchi di lastre di marmo, ascensori non collaudati e spese esorbitanti dell’autosilo. La situazione è rappresentata perfettamente dall’architetta e condomina Alessandra Jelmoni: “Sta cadendo a pezzi. Già nel 1996 venne rilasciato un collaudo condizionato che accertava l’esistenza di vizi di costruzione originari e ineliminabili, che hanno determinato tra l’altro un minor valore economico della struttura». 

Sono ormai 30 anni che i 478 residenti non riescono venirne a capo. Tutto parte dall’impresa costruttrice Castelli e poi alla cooperativa «Vivere in città» che dal 1990 ha in concessione dal proprietario, il Comune di Milano, la gestione di uno dei quattro piani adibito a parcheggio a pagamento e che non si sarebbe mai mossa per sgravare i condomini da spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, a volte superiori ai 500 mila euro all’anno, pur riconoscendo la scarsa qualità del progetto. 

Una disfida che vede tra gli attori anche il Comune di Milano che, pur richiamando a una rideterminazione dei millesimi della quota pubblica, ha derubricato la controversia a mera lite condominiale tra residenti e cooperativa. La conclusione di Alessandra Jelmoni: “Non è cambiato nulla. Ora dovremo affrontare le spese di impermeabilizzazione della piazza, che si sommeranno ai 400 mila euro già spesi per la sostituzione dei portoni tagliafuoco. Abbiamo scritto al sindaco, ma il Comune evita il confronto. Eppure il proprietario è lui“.

Ma ancora la brutta storia non è finita. C’è di mezzo anche una fontana. Senz’acqua da decenni. 

# La fontana senza acqua

credit: fontanedimilano.it

La fontana spenta è un altro degli elementi che contribuisce a generare degrado nella piazza. Facente parte di un progetto più ampio di riqualificazione e pedonalizzazione, è stata costruita negli anni ’90 ma da allora non è mai entrata in funzione. Si trova nel primo piano interrato dei box, nel lato settentrionale della parte centrale, ed è caratterizzata da un grande muro di 180 mq, rivestito in piastrelle bianche e blu con forme ondulate. Avrebbe dovuto dare vita a dei fantastici giochi d’acqua, predominati da cascate, ma a causa delle infiltrazioni che scendono nei livelli sottostanti giace da sempre inutilizzata e viene spesso trasformata in un cestino per i rifiuti.

 

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.