Recovery Milano #4. SMOG FREE CITY: rendere Milano città d’avanguardia nella depurazione dell’aria

Crediamo che Milano come locomotiva del Paese e come area più colpita dall'emergenza sanitaria debba avere un ruolo di prima fila nella destinazione dei fondi europei per il rilancio post Covid. Abbiamo elaborato sette proposte di intervento. Questa è la quarta e riguarda una tematica strettamente collegata con il problema sanitario e ambientale: la qualità dell'aria

da comeinunbosco.it
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Entro il 15 ottobre il governo italiano dovrà presentare un piano per stanziare le risorse che arriveranno dal Recovery Fund. I giornali del Sud e i ministri del governo stanno facendo a gara per indirizzare i fondi nel Mezzogiorno, nonostante che l’area più colpita dal Covid sia la Lombardia e altre regioni del Nord. 

Crediamo che Milano come locomotiva del Paese e come area più colpita dall’emergenza sanitaria debba avere un ruolo di prima fila nella destinazione dei fondi europei per il rilancio post Covid. Abbiamo elaborato sette proposte di intervento. Questa è la quarta e riguarda una tematica strettamente collegata con il problema sanitario e ambientale: la qualità dell’aria della nostra città, che risulta la più colpita in Italia e la quarta in Europa (come da questo studio). 


 

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Recovery Milano #4. SMOG FREE CITY: rendere Milano città d’avanguardia nella depurazione dell’aria

Essendo la Pianura Padana l’area più inquinata d’Europa e Milano la città più problematica si potrebbe mirare ad avere una città a inquinamento zero. Dove c’è il massimo problema occorre sviluppare delle soluzioni d’avanguardia.



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Per essere leader nella lotta di inquinamento occorre essere all’avanguardia in tre ambiti:
1. Nella prevenzione della produzione di nuovo inquinamento.
2. Nella “cura”, ovvero tecnologie per l’abbattimento dell’inquinamento comunque presente nell’aria.
3. Nella diffusione di una nuova cultura con i cittadini coinvolti nella ricerca di soluzioni per risolvere il problema.

Alla luce di questi ambiti si sono pensate queste iniziative strutturali:

1. LA LOTTA ALLO SMOG DEVE ESSERE RESA STRUTTURALE IN TUTTE LE AZIONI DELL’AMMINISTRAZIONE. Come Tokio è diventata una città antisismica, pretendendo che tutto fosse reso antisismico, così dovrebbe fare Milano contro l’inquinamento. Occorre una delibera comunale che stabilisce che tutte le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e i lavori comunali utilizzino materiali, filtri o sistemi di ventilazione per ridurre l’inquinamento. 

2. REPERIMENTO E UTILIZZO DI RISORSE PER DIVENTARE LEADER NELLA RICERCA SCIENTIFICA ANTINQUINAMENTO. Occorre trasformare l’inquinamento atmosferico in fattore di business e di innovazione permanente.

3. RUOLO DELL’AMMINISTRAZIONE
Il principio chiave è che l’amministrazione dia il buon esempio, prima di pretendere che i cittadini facciano il loro. L’amministrazione deve essere a impatto ambientale zero, nei suoi palazzi e nei mezzi di locomozione utilizzati. L’amministrazione deve poi fungere da ambasciatore permanente nella lotta contro l’inquinamento. L’assessorato all’ambiente dovrebbe avere come priorità assoluta quella di sensibilizzare cittadini e imprese ad adottare strategie per ridurre l’inquinamento dell’aria.

Ma soprattutto, le soluzioni vanno individuate sia applicando le best practice a livello internazionale che rendendo Milano il luogo di sperimentazione di nuove tecnologia di abbattimento dell’inquinamento. Come queste. 

# Best practice internazionali da attivare a Milano

#1 L’importanza del monitoraggio delle fonti inquinanti (San Pietroburgo)

Per la municipalità di San Pietroburgo la lotta all’inquinamento deve avvenire principalmente attraverso la mappatura di tutte le fonti inquinanti del territorio. A quel punto se si conoscono tutti gli inquinanti, si può sottoporre obiettivi di riduzione dell’inquinamento a ciascuno di loro, premiando chi li raggiunge e applicando una tassazione speciale per chi non lo fa. L’obiettivo è di ridurre del 30% l’inquinamento in città entro il 2025.

#2 Creazione di rete costituita da pubblico, privati ed educazione nelle scuole sul tema ambientale (Città del Messico)

Città del Messico punta su tante iniziative per ridurre l’inquinamento, nonostante i passi in avanti fatti negli ultimi quindici anni. La produzione di energia a impatto zero deve arrivare al 50% del totale rispetto al 13% attuale, entro i prossimi cinque anni. Tra le molte iniziative emerge la strategia di creare una rete di collaborazione tra imprese, ricercatori, amministrazione pubblica e studenti per fare circolare le best practice e le migliori idee e far leva sull’educazione di ogni cittadino per rispettare l’ambiente e contribuire a renderlo più pulito.

#3 Premiare imprese e condomini che riducono l’inquinamento (Rotterdam)

smog free tower (rotterdam)

Da Rotterdam si sono presentati alcuni risultati di ricerche e sperimentazioni sul tema dell’inquinamento in Olanda. Tra i riferimenti più interessanti ci sono quello di utilizzare apparecchi di depurazione dell’aria da mettere nelle piazze e un sistema di incentivi, come il wi fi gratuito, per i condomini che riescano a ridurre l’inquinamento.

#4 La sussistenza economica e ambientale per tutti i cittadini (Tabriz)

Accanto a politiche sostenibili, come quello di alberghi green e aree verdi che vengono aumentate di anno in anno, il sindaco di Tabriz ha come priorità di fare in modo che tutti gli abitanti di Tabriz possano avere di che mangiare ogni giorno. E inoltre il suo sistema di finanziamenti privati consente alla città di avere 1 miliardo di dollari di budget annuale senza ricevere un centesimo dalle casse dello stato.

#5 La trasformazione dei palazzi da soggetti passivi a soggetti attivi contro l’inquinamento atmosferico (Pechino e Alto Adige)

purificatore d’aria (cina)

Politiche analoghe stanno percorrendo due aree caratterizzate da una situazione ambientale opposta: Cina e Alto Adige. In Cina l’inquinamento atmosferico è un problema grave specie in alcune zone. Per ridurlo non basta operare riducendo gli agenti inquinanti ma occorre trasformare i palazzi in soggetti capaci di rendere l’aria pulita. A questo fine stanno utilizzando delle tecnologie come quella di usare vernici antismog che stanno dando ottimi risultati nelle zone più inquinate. Il concetto di “casa attiva” è anche al centro della ricerca nell’Alto Adige dove, nonostante le condizioni ambientali eccellenti, la sensibilità sul tema è ai massimi livelli nel mondo.

#6 La possibilità di utilizzare tecnologie di avanguardia per ridurre l’inquinamento atmosferico outdoor e indoor

Esistono materiali capaci di ridurre gli inquinanti in modo naturale, sistemi di ventilazione in esterno, tecnologie innovative come quello dei lampioni malesi che puliscono l’aria e uccidono le zanzare. Milano dovrebbe introdurle creando dei sistemi di sperimentazione magari mettendo i diversi municipi in competizione tra loro. 

#7 Delibere che possano incentivare i palazzi a dotarsi di tecnologie capaci di ridurre l’inquinamento

L’amministrazione di Milano potrebbe agire per abbattere l’inquinamento a costo zero, ossia senza gravare sulle finanze comunali. Basterebbe adottare una delibera simile a quelle per favorire in passato l’uso di marmitte catalitiche: in questo caso si potrebbe stabilire che tutte le case entro i prossimi anni debbano svolgere un ruolo attivo contro l’inquinamento, dotandosi ad esempio di vernici capaci di ridurre l’inquinamento. Chi non lo fa pagherebbe una pollution tax che andrebbe a finanziare la ricerca contro lo smog.

#8 Lo spunto a diventare città leader nella lotta all’inquinamento dell’aria

La sensazione è che Milano sia molto indietro sul tema delle politiche contro l’inquinamento atmosferico se la si raffronta alle altre città del mondo. Anche se si spera in un miglioramento, il ritardo è consistente e diventa difficile immaginare che Milano possa aspirare a un ruolo di leadership nella qualità dell’aria in città. Più alla portata sembra quella di attirare sul territorio, grazie ad investimenti coperti dal Recovery Fund, le migliori aziende e i più bravi ricercatore nell’ambito della depurazione dell’aria. Si tratterebbe di avere borse di investimento anche consistenti che verrebbero ripagate in termini di sviluppo di tecnologie di depurazione. 

#9 Coinvolgimento dei cittadini e collaborazione internazionale: come Città del Messico è uscita dalla classifica delle città più inquinate del pianeta  

Città del Messico è una città di 25 milioni di abitanti. E’ posta su un altopiano e questo porta ad avere una più bassa percentuale di ossigeno nell’atmosfera. La combinazioni di diversi elementi esogeni e interno alla città, ad esempio la presenza di depuratori che bruciano i rifiuti dentro la città, ha portato Città del Messico a venire descritta come città più inquinata del mondo all’inizio di questo millennio. Nel giro di quindici anni però la situazione è decisamente migliorata e ha portato la capitale messicana a uscire dalla lista delle 20 città più inquinate del pianeta e a porsi traguardi più ambiziosi per il prossimo futuro. La leva di Città del Messico è data dalla collaborazione tra cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e allo sviluppo di collaborazioni a livello internazionale, fatto in cui Milano al momento risulta sul tema dell’inquinamento dell’aria piuttosto carente. 

#10 I vantaggi che si possono avere dal possedere un’autonomia legislativa dallo stato centrale in termini di politiche ambientali (San Pietroburgo, Città del Messico e Pechino)

Uno dei vantaggi dell’autonomia è di poter avere più strumenti e agilità nel focalizzarsi su un problema tipico dell’area urbana, come quello dell’inquinamento. San Pietroburgo è distretto federale, insieme a Mosca e Sebastopoli, e questo le consente di avere un contatto diretto con il governo e di poter adottare politiche sperimentali sul territorio in grande autonomia. Città del Messico ha lamentato il fatto di vedere ridotta la sua autonomia dal prossimo passaggio da distretto federale a semplice città stato, status che le consentirà comunque di avere ampi gradi di autonomia dal governo centrale. Pechino sta ricevendo una forma di autonomia simile a quella di una città stato insieme a Shanghai e ad altre due città cinesi, per poter competere a livello di attrattività con la città stato di Hong Kong. Sono questi esempi di città stato che mirano ad utilizzare il loro status proprio per essere più innovative ed efficaci nel migliorare la qualità dell’aria urbana. 

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# L’alternativa choc: trasformare Milano in una città stato (città regione) per finanziare questi progetti

Se come sembra le risorse previste per la nostra Regione, malgrado sia quella più colpita, saranno minoritarie, sarebbe opportuno concedere l’autonomia richiesta alla Regione Lombardia e soprattutto a Milano facendola diventare una città-regione in grado di gestirsi in piena libertà e trattenendo una buona fetta del residuo fiscale che ammonta a 56 miliardi, suddiviso in base al PIL o alla popolazione delle rispettive aree.

A Milano spetterebbero quindi fino a 11 miliardi di euro e potrebbe, tra le varie competenze che lo status di regione le mette a disposizione, accedere direttamente ai fondi messi a disposizioni dai bandi europei.

Ultima osservazione: perchè Milano non chiede che si adottino anche in Italia le regole europee per cui chi riceve più fondi, debba mettere in atto delle riforme per evitare che rimanga in un perenne stato di bisogno? Alle regioni e città italiane che ricevono più sussidi dovrebbero essere imposte le stesse regole che l’Europa vuole imporre all’Italia. 

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ANDREA ZOPPOLATO

 

 

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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