Cosa ci piacerebbe vedere a Milano nel 2020

Al 2020 chiediamo che Milano acceleri, che si ponga sempre più come città europea, che abbia all'orizzonte progetti entusiasmanti

Experia da archiportale.com
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Siamo innamorati di Milano e non possiamo nascondere la preoccupazione di vederla frenare. Al 2020 chiediamo che Milano acceleri, che si ponga sempre più come città europea, che abbia all’orizzonte progetti entusiasmanti. Ecco la nostra lista di auspici per Milano, senza bandiera o interessi di fazione da supportare, partendo da ciò che non va o che potrebbe andare meglio.

Cosa ci piacerebbe vedere nel 2020 a Milano

Tenere fede alle promesse

Siamo da sempre scettici verso la politica in Italia. E’ una politica dove spesso le promesse contano più di ciò che si realizza, un andazzo levantino diffuso anche a Milano. Ai politici chiediamo per il 2020 di sorprenderci: di impegnarsi a tenere fede alle promesse non ancora mantenute.

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Municipi con più responsabilità

Milano zoppica a monte e a valle. La città metropolitana è un ectoplasma che nessuno capisce bene a cosa serva. Ma anche a valle ci sono interrogativi sull’assetto amministrativo della città. I municipi, voi lo avete capito che ci stanno a fare? Per qualunque decisione l’unico potere che hanno è di fare richiesta al Comune, come accade per qualunque cittadino. E poi i numeri che li identificano, che cosa rappresentano? Sono delle entità inutili, che trasudano di burocrazia e di assenza di identità. Ci piacerebbe che si iniziasse a dargli identità e responsabilità con risorse commisurate agli obiettivi raggiunti.

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Riduzione dello smog

Non ci stancheremo di ripeterci fino a che non sarà fatto tutto il possibile per portare l’aria di Milano a un livello accettabile. Riteniamo triste che la città più innovativa e tecnologica d’Italia non metta in atto una strategia per sperimentare modalità all’avanguardia di abbattimento degli agenti inquinanti. Dall’India alla Cina, da Londra a San Pietroburgo, tutte le principali aree del mondo più sensibili alla qualità dell’aria stanno approntando iniziative anti smog sfruttando le migliori tecnologie. Alcune hanno successo, altre meno, ma quello che ci piacerebbe è vedere anche la nostra città fare sforzi straordinari per migliorare la qualità della nostra aria. Abbattere lo smog, non solo cercare di ridurre le emissioni con blocchi delle auto e aree limitate al traffico che sembrano più utili per fare cassa che a migliorare la salute dei cittadini.

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Un progetto realizzato negli ex scali ferroviari

Uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Pisapia è diventato uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione Sala. Fantastico, ci sono dei progetti bellissimi, che fanno sognare i cittadini, quartieri giardino, distretti supersostenibili, palazzi supersonici, villaggi smart. Però sono anni che se ne parla ma ancora nulla sembra avvicinarsi al compimento. Per il 2020 ci piacerebbe che ci sia finalmente un nastro tagliato su un progetto, anche semplice, ma interamente realizzato in uno dei tanti ex scali ferroviari disseminati per la città.

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La Centrale biglietto da visita all’altezza di Milano

Siamo quelli che quando sono a Roma non vedono l’ora di essere seduti su un Frecciarossa in partenza da Termini. E siamo quelli che quando il treno imbocca la Centrale proviamo sempre un frizzantino nel cuore. Ecco, ci piacerebbe che questo frizzantino diventasse puro orgoglio di vedere la piazza della Stazione una meravigliosa copertina della nostra città.

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Meno retorica della Milano capitale morale e più collaborazione tra i cittadini

Uno degli effetti più evidenti del tramonto dell’effetto Expo è nel dibattito su Milano. Negli anni di Expo la divisione era tra chi parlava bene di Expo e chi la criticava. Era un dibattito centrato su un fatto concreto, sull’esposizione universale. Ora invece la discussione principale non è più sui fatti ma su prese di posizione ideologiche. Ci piacerebbe che si tornasse a mettere al centro quello che l’amministrazione fa o non fa, giudicando tutto in base a ciò che si pensa sia meglio per Milano e non del proprio riferimento partitico.

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Fare nascere la metropolitana nel modo giusto

A Milano la metropolitana è uno dei pochi elementi di coesione. Tutti l’amano, anche chi non la prende da anni. Ci piace che ci sia e che avanzi sempre. Siamo talmente proiettati sul futuro che la linea 5 è stata fatta prima ancora di iniziare la linea 4. Per il 2020  ci piacerebbe vedere avviare i lavori delle estensioni delle linee correnti, la linea 4 tagliare finalmente il traguardo, la metropolitana funzionare anche di notte, almeno nei week end. E nella costruzione della linea 4 risolvere le criticità già emerse in città, come l’assenza di interscambi e la bruttezza delle uscite. Ci piacerebbe infine che si mantenesse fede alla promessa di destinare i maggiori introiti del biglietto a 2 euro per migliorare il servizio.

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Un dibattito serio e partecipato sull’autonomia di Milano

A Milano ormai lo ammettono tutti, anche se in gran parte solo sottovoce: la città ha tutti i requisiti per potersi gestire in maniera più autonoma. Oggi per qualunque richiesta si deve passare da Roma e l’impianto amministrativo è lo stesso di qualunque comune d’Italia. In un’Europa in cui TUTTI i principali paesi riconoscono aree di autonomia gestionale per le città più grandi e aperte alla competizione internazionale, riteniamo molto triste non che Milano sia priva di qualunque autonomia, ma che non vi sia un dibattito serio e partecipato promosso dall’amministrazione della città. 

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Olimpiadi: evitare di fare le cose all’ultimo minuto

I primi segnali non sono incoraggianti. Il nuovo CEO Novari sembra sempre sul punto di dare le dimissioni per lo stesso atavico problema italico: mille soggetti che ci mettono becco col risultato di non muovere foglia fino all’ultimo. Un gioco già visto con Expo. Allora ce l’abbiamo fatta anche se abbiamo rischiato grosso. Questa volta ci piacerebbe che non si attendesse l’ultimo momento utile per iniziare a lavorarci seriamente. 

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La manutenzione delle strade

Un tempo c’erano le case cantoniere che avevano la responsabilità sulla manutenzione di un tratto di strada. Era una modalità un po’ naive ma efficace di controllo del territorio. Poi come in ogni settore si è passati da un decentramento responsabilizzante delle unità locali a un centralismo burocratizzato e impersonale. Anche per le strade. E il risultato sono le buche. Bastano due gocce di pioggia per trasformare il manto stradale in un campo minato. Per favore evitiamo di consolarci pensando che a Roma stanno peggio.

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L’affermazione di una nuova azienda milanese a livello internazionale

Non siamo protezionisti però ci preoccupa molto che la nostra città stia diventano un luogo di shopping per gli stranieri a caccia di imprese. Questi ci comprano ormai perfino le pasticcerie. Per contro non vediamo da troppi anni un’azienda milanese in grado di giocare da protagonista sui mercati internazionali. Fatichiamo a spiegarci come mai: nonostante la decennale retorica sulle startup non riusciamo più a sfornare una nuova  impresa leader su scala internazionale. Peccato perchè potrebbe fare da traino per altre e generare un indotto prezioso.

Creazione di una nuova industria di alto a livello a Milano

Ma una rondine non fa primavera: non ci può bastare l’unicorno, una nuova impresa capace di fare meraviglie nel mondo. Il sogno più grande è vedere fiorire a Milano un’intera industria, in grado di fare diventare Milano un riferimento mondiale per tutte le aziende del settore. Lo è stata con la moda, con il design, chissà, ora potrebbe diventarlo con il biotech. La tradizione non ci manca.

Milano verde

Una novità del 2019 è stata la svolta ambientalista del sindaco. Dalle borracce alla piantumazione dei nuovi alberi, Sala si è messo in prima fila contro il riscaldamento globale. Tutto molto bello però qualche dubbio su questa improvvisa trasformazione è stato sollevato: ha fatto molto scalpore la presa di posizione del movimento Fridays for Future di Milano, che si riferisce a Greta, che ha denunciato l’attuale giunta come artefice della grande “colata di cemento” sugli ex scali, definendo lei e il sindaco come poco credibili in tema di battaglie ambientali. Quello che vorremmo nel 2020 è un serio piano per una Milano davvero green, sia per l’aumento esponenziale di aree verdi sia per la riqualificazione delle aree verdi esistenti. Anche perché tra scali, gocce e vivai, sembra che il verde a Milano si stia progressivamente riducendo.

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MILANO CITTA’ STATO

Perché Milano città stato (far diventare Milano una città regione)?
1. Per avere un solo POTERE sul territorio e nei rapporti con Roma (invece che comune, città metropolitana e regione con confusione di competenze e responsabilità)
2. Per avere una gestione diretta delle RISORSE per risolvere i problemi di Milano
(Invece che dover sempre chiedere a regione o stato le risorse per realizzare qualcosa di strutturale sul territorio) e gestire direttamente i fondi europei (riuscendo anche a farsene assegnare di più)
3. Per avere un MODELLO per consentire a Milano di rilanciare il Paese (diventando un laboratorio di sperimentazione con autonomia di decisioni e possibilità di legiferare norme più efficienti).

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