Le 7 ISOLE più belle ma MENO AFFOLLATE d’Italia

Un'isola deserta in Italia? Quasi

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Mare blu come il cielo e strisce di terra incontaminata, pochi turisti per godere della tranquillità e la bellezza delle isole italiane. Ecco le 7 isole più belle ma meno affollate della penisola.

Le 7 ISOLE più belle ma MENO AFFOLLATE d’Italia

# 1 Linosa e le case color pastello sulle antiche colate

Una gita su di un vulcano? È un desiderio comune a molti turisti che arrivano in Italia, ma non molti sanno che esiste un cratere spento da migliaia di anni che ha creato una delle isole più belle, piccole e meno affollate del paese.


Nascosta fra le Pelagie c’è Linosa, i suoi coni e le antiche colate le conferiscono un aspetto magico: un castello grigio-bruno invaso dalla natura mediterranea. A spiccare sullo scuro terreno sono le case color pastello del paese che si stringono introno ad un piccolo porto, unico collegamento dell’isola con la terra ferma. L’isola offre tranquillità ma anche numerose distrazioni, dall’escursioni in barca e subacquee, al trekking, alla cucina tipica sicula. Il paesaggio magico è costellato da promontori a picco sul mare e lagune che si specchiano nel mare azzurro, da non perdere è anche il periodo della schiusa delle uova di tartaruga a Cala Pozzolana di Ponente. 

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# 2 Alicudi, la più piccola delle Eolie

Sempre in Sicilia ma tra le Eolie, si trova Alicudi: piccola isola decorata da muri a secco e scorci naturali, circondati dal blu del mare e barchette di pescatori. Solamente poche centinaia di abitanti abitano l’isola, non ci sono strade attrezzate e l’unico modo per percorrerla è grazie alla forza delle proprie gambe o a dorso di mulo.

Il segreto per vivere ad Alicudi è essere in completa sintonia con la natura. Isola creata dalla lava, è dotata di grotte vulcaniche montagne coniche e la sua spiaggia, raggiungibile solo a piedi è caratterizzate da ciottoli grigi e piccole calette. L’unico centro abitato si trova proprio a fianco di questa spiaggia e da qui si può partire per gite di trekking, escursioni subacquee e gite in barca. L’isola garantisce la possibilità di fare snorkeling nelle acque più basse e di godere del sole, in più si può approfittare dell’architettura tipica delle Eolie nella chiesa di San Bartolo, patrono del territorio.



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# 3 Marettimo, la più selvaggia delle Egadi

Marettimo è l’isola più selvaggia delle Egadi, è meno turistica di Favignana, poiché più lontana dalla Sicilia e difficile da raggiungere. Il suo nome deriva dal latino Maritima, probabilmente per la grande abbondanza di timo, erba che cresce sull’isola. Il Monte Falcone è il punto più alto e per gli appassionati di trekking offre la possibilità di una salita che vede come meta un panorama mozzafiato, tra natura mediterranea e mare azzurro.

Il sentiero di punta Troia invece termina con un castello normanno del XVII secolo. Le spiagge sono numerose, ognuna possiede caratteristiche diverse: sabbia bianca, oppure ciottoli, scogli oppure grotte emerse e sommerse scavate dal movimento dell’acqua trasparente. Per gli amanti dello snorkeling è un luogo ideale, molti di questi luoghi si possono visitare solo a nuoto e la magia si trova anche sott’acqua, qui vivono numerose specie mediterranee, che grazie alla scarsa frequentazione da parte di barche e visitatori, proliferano in pace.

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# 4 Giannutri, l’isola sacra

Spostandosi in Toscana, tra l’Argentario e l’Isola del Giglio si trova un’isola sacra alla dea greca Artemide, si tratta di Giannutri. L’isola, di ridottissime dimensioni fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che ne cura le bellezze naturali: i fondali, le grotte, le spiagge tipiche del Mar Mediterraneo. Nascosti tra il verde si possono trovare i resti di costruzioni romane. Nel II secolo d.C. infatti Giannutri era proprietà della famiglia dei Domizi Enobarbi, nobili romani. Le spiagge Cala Maestra e Cala Spalmatoio, sono le uniche due dell’isola, sono fatte di ghiaia e non sono attrezzate, contribuendo a mantenere l’aspetto selvaggio del territorio. Porto Santo Stefano è l’unico luogo di accesso ed è raggiungibile con taxiboat, sull’isola non si può viaggiare con mezzi motorizzati poiché area naturale protetta, l’aria è incontaminata e la natura è sovrana.

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# 5 Pianosa, un solo hotel gestito da ex detenuti

Parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è anche Pianosa, dove sono vietate pesca e navigazione, anche qui si trovano i resti di una villa romana e sottostanti ad essa un sistema di catacombe. La storia di Pianosa ha origini antiche, probabilmente è stata la sede di un insediamento Paleolitico, poi è passata al dominio romano. Il periodo più recente ha visto una colonia penale agricola, voluta nell’Ottocento dal Granducato di Toscana, durante il periodo fascista divenne luogo di reclusione per prigionieri politici, tra cui Sandro Pertini e negli anni Settanta divenne un carcere di massima sicurezza.

Oggi il carcere si è trasformato nell’unico hotel dell’isola, gestito da una cooperativa di ex detenuti. L’accesso è consentito solamente a 250 persone al giorno per mantenere la bellezza naturalistica dell’area. Questi pochi turisti da qualche anno possono fare immersioni per visitare i fondali, ricchi di resti archeologici dovuti al passato di meta di rotte commerciali di Pianosa.

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# 6 Palmaria, l’ex area militare patrimonio Unesco

In Liguria, nel golfo di La Spezia si trova un’isola non più grande di 2 chilometri quadrati, patrimonio dell’Unesco, il suo futuro è quello di diventare una meta internazionale di turismo green, grazie ad un accordo tra Marina Militare e il Comune di Portovenere. Da ex area militare a nuova meta turistica, le spiagge di Palmaria sono quasi irraggiungibili, se non in barca da Portovenere e La Spezia, il suo isolamento fa in modo che a vivere nel luogo siano solamente cinquanta abitanti, che ne tutelano la natura incontaminata e il mare trasparente.

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# 7 Le scogliere di Palmarola

Palmarola è la più piccola e selvaggia delle Isole Pontine, è poco distante da Ponza, nel territorio laziale. Come le altre isole pontine è di origine vulcanica e la sua superficie è abitata dalla palma nana, da cui prende il nome. L’origine geologica ha permesso la formazione di grotte e calette, nonché di scogliere bianche a picco sul mare, uno strano fenomeno di scavo da parte dell’acqua ha creato un magico luogo: la Cattedrale, un insieme di grotte che formano archi a sesto acuto. Oltre alla cattedrale di roccia, in cima al sentiero Faraglione si trova l’edicola di San Silvestro, patrono di Ponza. Sull’isola non ci sono spiagge di sabbia ma in cambio si possono affrontare diverse escursioni di trekking e si possono noleggiare barche per visitare i suoi dintorni e le sue grotte.

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SARAH IORI

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