Il caso De Luca: l’ODIO contro Milano è una CARTA VINCENTE

L'odio contro Milano come jolly per vincere le elezioni: potrebbe essere questo un precedente politico che verrà imitato da altri? 

Credits: ilmessaggero.it - De Luca

Una delle costanti nei mesi di gestione dell’emergenza Covid sono le uscite di De Luca contro Milano e il Nord, con atteggiamenti e frasi di pessimo gusto anche verso i numerosi morti dei nostri territori. Secondo molti proprio questo astio espresso continuamente contro Milano e il Nord è stato uno dei fattori decisivi per la sua grande vittoria nelle elezioni regionali del 20-21 settembre. 

Il caso De Luca: l’ODIO contro Milano è una CARTA VINCENTE

# La vittoria schiacciante con il 69% delle preferenze

Una partita senza storia. Il governatore uscente della Regione Campania ha vinto senza appello, quasi un plebiscito contro le altre forze politiche in campo. Il secondo candidato non è arrivato al 20%. Vincenzo de Luca ha dimostrato totale sicurezza in campagna elettorale, grazie al modo in cui è riuscito a far percepire la bontà della gestione dell’emergenza Covid in Campania e soprattutto per avere rinfocolato lo spirito di rivalsa del Sud contro il Nord


# Le motivazioni del suo successo? Tra le più diffuse e evidenti la sua scelta di “odiare” Milano e il Nord

Già, è stata propria questa secondo molti l’arma in più che ha consentito al governatore uscente di guadagnare tutto questo consenso. La gestione dell’emergenza Covid da parte del governatore campano è stata indubbiamente caratterizzata da un atteggiamento da sceriffo nei confronti nei cittadini. Celebri le sue esternazioni contro chi non rispettava le regole imposte: “Feste di laurea? Vi mando i carabinieri con il lanciafiamme!” oppure “c’è un 10% di irresponsabili, che vanno neutralizzati e messi in condizioni di non nuocere.” o ancora “Ti trovo in mezzo alla strada o a passeggiare su lungomare o stravaccato sulla panchina? Ti obbligo alla quarantena di 15 giorni”.

Ma quello che ha fatto più notizia e creato più senso di appartenenza e vicinanza alle idee del candidato uscente, è stato certamente l’odio mostrato verso Milano e il Nord, che forse più di ogni altra cosa, è stato tra le motivazioni principali che hanno contribuito alla sua rielezione. Visto che al contrario l’atteggiamento “minaccioso” verso i suoi concittadini non è servito a fermare i contagi, che invece ancora oggi sono più alti in percentuale che al Nord. Ecco alcuni tra i numerosi commenti alla sua vittoria che mostrano quanto abbia fatto sentire i cittadini campani orgogliosi di essere rappresentanti da qualcuno con il coraggio di andare contro il Nord nel suo momento di maggiore difficoltà. 

 

# Tutti gli attacchi di De Luca a Milano e al Nord

La prima azione di De Luca contro il nord è stato quando ha stabilito a inizio pandemia l’obbligo per chi arrivava dalla Lombardia o altre zone rosse di mettersi in quarantena, con l’obbligo dei “per i concessionari di trasporto aereo, ferroviario e autostradale di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale, dei Comuni e delle Asl i nominativi dei viaggiatori“. Con la dichiarazione al seguito: Se al nord allentano misure chiudiamo i confini della Campania”.



L’attacco allo stile di vita del Nord, con i cittadini complici della diffusione del virus: “In Campania non succederà mai quello che è successo in Lombardia e in altre regioni del Nord, con anziani a terra perché non c’era un buco dove ricoverarli“. E ancora: “Quando noi chiudevamo, in Lombardia e in altre regioni del Nord si brindava in piazza perché non si doveva chiudere niente. Quindici giorni significano 2mila contagi in più, cioè un disastro“.

Poi, tralasciando le offese agli avversari politici, l’arroganza del governatore campano si spinge oltre, con la dichiarazione di pessimo gusto durante una visita all’ospedale di Sapri, quando elogiando la strategia della sua regione, arriva a irridere i morti al nord:”Quando noi chiudevamo altrove si facevano iniziative pubbliche: Milano non si ferma, Bergamo non si ferma, Brescia non si ferma. Poi si sono fermati a contare migliaia di morti. Migliaia non centinaia”.

Infine l’attacco al sistema sanitario lombardo: “Solo nella provincia di Bergamo hanno avuto 2.000 morti nelle residenze per anziani, in tutta la Campania 14. Se Codogno fosse stata in Campania non avremmo potuto aprire la bocca per altri 200 anni. A Milano discutono ancora se la zona rossa doveva farla il Governo o la Regione, noi intanto abbiamo chiuso e abbiamo salvato la vita di centinaia di persone. Qui in Campania abbiamo ospedali di assoluta eccellenza. Non c’e’ bisogno di andare a Milano, Bologna, Verona o Pavia“.

L’odio contro Milano come jolly per vincere le elezioni: potrebbe essere questo un precedente politico che verrà imitato da altri? 

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Publiée par Milano Città Stato sur Mardi 2 juin 2020

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