10 OPERE D’ARTE che non vediamo l’ora di rivedere a Milano

10 grandi capolavori dell'arte mondiale attendono di essere ammirati di nuovo, una volta finita l'emergenza. Questa la nostra lista con alcune curiosità poco note

Credit: Ph. Andrea Cherchi

Milano ospita alcuni dei capolavori più significativi della storia dell’arte, conservati in musei che l’intera Europa ci invidia, come la Pinacoteca di Brera, Palazzo Reale, il museo Poldi Pezzoli o il Museo del Novecento.
Questo stato di emergenza sanitaria ha, però, imposto la chiusura totale di qualsiasi attività, comprese quelle culturali.
In attesa della riapertura, ecco una selezione non esaustiva delle opere più belle conservate a Milano, con qualche curiosità meno nota.


10 OPERE D’ARTE che non vediamo l’ora di rivedere a Milano finita l’emergenza coronavirus

#1 L’ULTIMA CENA, Leonardo da Vinci
1495-1498 Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Dipinto parietale a tempera grassa su intonaco

Credit: Ph. Andrea Cherchi

Forse non sapevi che
Nell’Ultima cena di Leonardo da Vinci si va oltre la tradizione iconografica fiorentina delle Ultime cene, perché è stato rappresentato il momento che segue l’annuncio del tradimento. La stanza, inoltre, è stata immaginata come un prolungamento illusorio del vero ambiente dove i frati domenicani consumavano i pasti.



#2 CRISTO MORTO, Andrea Mantegna
1480 Pinacoteca di Brera
Pittura a tempera

Il Cristo Morto Mantegna

Forse non sapevi che…
La prospettiva è imperfetta, ma incredibilmente emotiva. I piedi di Gesù sono proiettati verso l’osservatore, ma se si fossero applicate rigorosamente le leggi prospettiche sarebbero dovuti essere di dimensioni maggiori. Lo stesso vale per le gambe, che appaiono schiacciate, per il torace, troppo ampio, per le braccia eccessivamente lunghe, e per la testa, più grande.

#3 IL QUARTO STATO, Giuseppe Pellizza da Volpedo
1901 Museo del Novecento
Dipinto a olio su tela

IL QUARTO STATO, Giuseppe Pellizza da Volpedo


Forse non sapevi che…
Per la prima volta nella storia dell’arte italiana, un pittore sceglie di rappresentare l’ascesa del movimento operaio. Una folla di uomini e donne che, insieme, marciano per i propri diritti. Sono contadini e lavoratori e tra loro, in prima fila, si possono riconoscere Giovanni Zarri, detto Gioanon, falegname di Volpedo, Teresa Bidone, moglie di Pellizza, e Giacomo Bidone, anch’esso falegname.


#4 LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE, Raffaello Sanzio
1504 Pinacoteca di Brera
Dipinto a olio su tavola

lo sposalizio della vergine raffaello sanzio

Forse non sapevi che…
L’opera rappresenta il matrimonio fra Maria e Giuseppe. La serenità che domina la scena non viene interrotta nemmeno quando uno dei pretendenti di Maria, come gesto di stizza, spezza il ramo con la gamba. Secondo i vangeli apocrifi, ad ogni pretendente di Maria venne dato un ramo secco, quello che sarebbe fiorito, come segno divino, sarebbe stato il destinato alle nozze.



#5 IL BACIO, Francesco Hayez
1859 Pinacoteca di Brera
Dipinto a olio su tela

IL BACIO, Franceco Hayez

Forse non sapevi che…
Il periodo storico in cui vive il pittore è tutt’altro che romantico: siamo nel pieno del Risorgimento, l’Italia è in tumulto poiché non tollera più le imposizioni degli austriaci.
Nemmeno il vero significato del quadro è del tutto romantico: quel bacio rappresentava l’unione tra la Francia di Napoleone III e il Regno di Sardegna di Camillo Benso, conte di Cavour.


#6. PIETA’, Giovanni Bellini
1460 Pinacoteca di Brera
Dipinto tempera su tavola

PIETA’, Giovanni Bellini

Forse non sapevi che…
Sul fronte del sarcofago è posta l’iscrizione ispirata a un’elegia del poeta latino Properzio: Haec fere quum gemitus turgentia lumina promant/Bellini poterat ionnis opus, ovvero Come questi occhi gonfi di pianto emettono quasi gemiti così l’opera di Giovanni Bellini potrebbe piangere.


#7 RITRATTO DI PAUL GUILLAUME, Amedeo Modigliani
1916 Museo del Novecento
Dipinto a olio su tela

RITRATTO DI PAUL GUILLAUME, Amedeo Modigliani

Forse non sapevi che…
Modigliani raffigura Paul Guillaume, un famoso collezionista d’arte di Parigi, con un occhio aperto ed uno chiuso. Il motivo lo spiega lo stesso pittore: “Perché con uno tu guardi il mondo, con l’altro guardi in te stesso”.


#8 FORME UNICHE DELLA CONTINUITA’ NELLO SPAZIO,
Umberto Boccioni
1913 Museo del Novecento
Scultura

FORME UNICHE DELLA CONTINUITA’ NELLO SPAZIO, Umberto Boccioni

Forse non sapevi che…
Nel novembre 2019 questa incredibile opera è stata battuta all’asta per 16 milioni e 165mila dollari, pari a 14 milioni e 637mila euro, nuovo record mondiale per Boccioni.


#9
PIETA’ RONDANINI, Michelangelo Buonarroti
1552 – 1564 Museo della Pietà Rondanini
Scultura marmorea

PIETA’ RONDANINI, Michelangelo Buonarroti

Forse non sapevi che…
Questa è l’ultima opera del Michelangelo, e lo si vede: i suoi pensieri sulla morte traspaiono. Il corpo del Cristo sta per scivolare dalle braccia della madre, che a fatica lo sorregge, anche se può sembrare il contrario, con Cristo morto che regge la Madre, come metafora del suo sacrificio salvifico per l’umanità.
L’opera non fu terminata a causa della morte del Buonarroti, ma non sono distinguibili le parti non terminate di proposito (non-finito michelangiolesco) da quelle che realmente l’artista non riuscì a terminare.


#10 WALD BAU, Paul Klee
1919 Museo del Novecento
Tecnica mista con gesso su tela

photo by https://www.analisidellopera.it/paul-klee-wald-bau/

Forse non sapevi che…
Wald Bau si può tradurre in Struttura di foreste. Si tratta, infatti, di una veduta dall’alto del parco di Schwabing, nel quartiere degli artisti a Monaco. Il verde rappresenta la foresta, i segni geometrici che creano reticoli rappresentano, probabilmente, coltivazioni o campi, ci sono poi i segni marroni delle strade e quelli azzurri di fiumi e ruscelli.

Per MERDA D’ARTISTA di Piero Manzoni, leggi il nostro articolo

BARBARA VOLPINI

 

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