5 attrazioni uniche del MUSEO DEL NOVECENTO

5 buoni motivi per visitare uno dei musei “più giovani” di Milano

È l’ultimo arrivato sulla scena dei musei milanesi, ma fin da subito si è imposto come simbolo della cultura e avanguardia della città. Ospitato all’interno del Palazzo dell’Arengario, il museo del Novecento contiene più di quattrocento opere e capolavori del XX secolo. Un tuffo nell’arte che permette ai visitatori di afferrare lo spirito di progresso e contemporaneità della città.

5 cose che forse non sapevi sul MUSEO DEL NOVECENTO

#1 La scala a spirale


La cifra architettonica del museo è sicuramente la rampa a spirale che collega i diversi piani della torre, dal livello della metropolitana fino alla suggestiva terrazza sul Duomo. Un lungo percorso ininterrotto che permette di passare da un piano all’altro senza necessariamente seguire un percorso stabilito, ma guidati solo dalla vostra curiosità e dalle vostre emozioni.

#2 Il quarto stato


A metà della rampa d’ingresso a spirale e visitabile gratuitamente, troviamo il celebre dipinto “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Opera considerata simbolo dell’inizio del secolo, va ad aprire la collezione del Museo e ne incarna simbolicamente lo spirito rivoluzionario e di avanguardia.

#3 Il Palazzo dell’Arengario

museo del novecento
Credits: museodelnovecento.org

Ad ospitare il Museo del Novecento è il Palazzo dell’Arengario, un edificio storico progettato nel 1938 dagli architetti Griffini, Magistretti, Muzio e Portaluppi e ristrutturato dal Gruppo Rota nel 2010. Costruito per dare simmetria a piazza Duomo, il complesso dell’Arengario è formato da due edifici gemelli che fronteggiano il grande arco della Galleria Vittorio Emanuele e accolgono cosi lo sguardo di chi esce dalla Galleria.

#4 Il neon di Fontana


L’ultimo piano del museo è dedicato a Fontana e progettato come un’unica opera ambientale immersiva che ospita “Soffitto Spaziale”, opera realizzata nel 1956 dall’artista per la sala dall’Hotel del Golfo dell’Isola, e “Scultura Luminosa”, un’installazione di tubi fluorescenti al neon creata nel 1951 per lo scalone della Triennale di Milano. Questa sala ci rivela anche il vero spirito del Museo, proiettato in un abbraccio simbolico verso la città. Vale la pena fermarsi qualche minuto e contemplare il Duomo dalle ampie vetrate della sala, immersi nella luce bianca delle opere di Fontana.

 

#5 Il ristorante da Giacomo


Il museo del Novecento è progettato anche come luogo di incontro ed ecco allora al secondo piano il ristorante dello chef Giacomo Bulleri, già proprietario del famoso ristorante Da Giacomo. Una grande loggia affacciata su piazza Duomo vi permetterà di godervi un drink o assaporare piatti della tradizione milanese leggermente rivisitati con un’incomparabile vista su uno dei luoghi più belli della città.

 

LAURA COSTANTIN

 

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