🔴 Niente Olimpiadi per la METRO a Monza: il prolungamento della LILLA slitta al 2030

Niente Olimpiadi per la metro a Monza

Credits Atm - Passeggeri alla stazione M5

Si era accarezzata l’idea di inaugurare il prolungamento della M5 in tempo per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026, invece bisognerà attendere almeno 8 anni da oggi. Ecco la situazione aggiornata e le cause del rinvio dei lavori.

🔴 Niente Olimpiadi per la METRO a Monza: il prolungamento della LILLA slitta al 2030

# Il prolungamento della linea 5 della metropolitana era previsto entro il 2027. Allievi, sindaco di Monza: “il ritardo è minimo, la colpa è del Covid

M5 fino a Monza

Doveva collegare il capoluogo lombardo con la “capitale” brianzola entro il 2027. Ma la M5 da Bignami arriverà al nord di Monza solo tre anni dopo. La colpa? Secondo il sindaco di Monza Dario Allevi è del Covid e del cambio dell’assessore ai trasporti di Milano (ente capofila del progetto). Ma per il primo cittadino brianzolo l’opera non si è affatto fermata. E prova poi a scaricare sui vertici di Palazzo Marino: «Il capofila di tutta la filiera istituzionale che deve portare avanti il cronoprogramma – ha dichiarato in conferenza stampa Allevi – è il Comune di Milano che, oltre a dover affrontare il Covid, ha dovuto gestire anche un cambio di assessore“.


Leggi anche: La M5 va oltre SAN SIRO: pronto lo STUDIO di FATTIBILITÀ per l’estensione di 11 chilometri

# Il cronoprogramma

Credits Atm – Metro M5 nel deposito

Erano 8 gli anni previsti per progettazione, definizione, bando di gara e lavori per l’arrivo della Lilla da Bignami al polo istituzionale di Monza, dopo 13 km e 12 fermate. Entro la fine del 2021 doveva essere ultimato il progetto definitivo. Ma, ha spiegato Allevi, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale dovrebbe concludersi entro giugno 2022, mentre entro la fine del 2022 dovrebbe vedersi completato il progetto definitivo. A inizio del 2023 ci sarà poi la validazione per andare a gara entro la prima metà dell’anno. Le procedure di gara dovrebbero infine concludersi entro la fine del 2023 (contenziosi permettendo). E i lavori? Dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, iniziare nel primo semestre del 2024 e finire dopo cinque o sei anni. Ovvero entro il 2029 e il 2030. “Qualche ritardo c’è, ma non così allarmante“, ha minimizzato Allevi. 

Leggi anche: M6, M7 fino all’M11: i PERCORSI delle sei linee della METRO che ancora NON CI SONO



# Sfuma il sogno olimpiadi 2026

Credits Atm – Passeggeri alla stazione M5

Il primo treno in viaggio sulla nuova tratta della lilla doveva viaggiare quindi nel 2027. Ma viste le olimpiadi invernali Milano Cortina si era arrivati ad ipotizzare un’apertura anticipata per il 2026. Il sogno invece, come confermato da Allevi, è definitivamente sfumato. Perché i tempi anziché accorciarsi, si sono gradualmente allungati. L’associazione Hq Monza nei giorni scorsi si era lamentata per le perdite di tempo ritenute non giustificate. «Stanno solo aumentando il fumo a danno della sostanza – aveva dichiarato Isabella Tavazzi portavoce dell’associazione.- se persino un progetto del 2018 interamente finanziato, quello della M5 sino al nord di Monza, resta sospeso senza soluzione nel limbo fumoso della burocrazia». Conclude l’appello sottolineando che «occorre piantarla di promettere e di tirare righe colorate sulla carta, vanno definite piuttosto le cose concrete possibili. I cittadini non ne possono più».

Continua la lettura con: M6: sarà questo il PERCORSO della nuova LINEA ROSA?

LEONARDO MENEGHINO

Copyright milanocittastato.it

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social. Riservato agli iscritti della newsletter: inviti a eventi, incontri e feste organizzati o promossi da Milano Città Stato

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.