Debutta il primo BUS-TRENO

Su strada può raggiungere la velocità massima di 67 Km/h, mentre su rotaia la velocità di punta prevista è di 100 Km/h

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Essere o non essere?
Nessuno è impazzito e i mini-bus non hanno una coscienza. Non ancora.
Hanno però le possibilità per interpretare più tracciati. Vediamo come possono essere utili e scopriamo anche una chicca milanese

Debutta il primo BUS-TRENO

# Un veicolo col doppio fondo?

Credits: @takeshi_inoue_ IG

Un mini bus dotato di grande personalità, quello che si presenta a Kaiyo, nella prefettura di Tokushima. Il veicolo, nato per il trasporto pubblico locale della città giapponese, ha la doppia caratteristica di muoversi su strada, con dotazione di gomme, quando però arriva di fronte ad un percorso rotabile, ecco che si trasforma in treno: uno speciale carrello scende dal ventre del bus, si aggancia ai binari sostenendo il telaio e solleva le gomme da terra, iniziando a viaggiare su rotaia.
Sono i VDM, veicoli a doppia modalità, che si apprestano a rivoluzionare il TPL.


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# Tutte le strade vanno bene

Credits: @awadronework_tokushima IG

Immaginate la brochure commerciale per la presentazione di un veicolo VDM? Piena di elogi e improntata ad esaltare tutti gli itinerari percorribili?
In effetti sembra proprio questa la principale caratteristica di questo debutto. Il minibus nasce come ogni altro mezzo destinato al piccolo TPL, come può essere quello che coinvolge gli spostamenti a livello di quartiere. Dopo aver percorso il suo tratto di strada asfaltata, però, può innestare la corsa sulle rotaie, come possono essere quelle del treno.

La rivoluzione che si desidera ottenere riguarda una provincia giapponese, soprattutto la parte costiera dell’isola di Shikoku, con il compito di collegare tra loro alcune zone rurali, le cui strade hanno appunto questa caratteristica: dividersi tra asfalto e rotaia.



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# Uno sguardo verso il domani

Credits: @hiroyuki_dodo IG

C’è un altro parametro che gli amministratori giapponesi della provincia stanno valutando, ed è quello del progressivo invecchiamento della popolazione.
In questa provincia e, soprattutto, lungo la striscia costiera, la popolazione sta – per fortuna – allungando l’aspettativa di vita. Si renderà pertanto indispensabile agevolare gli spostamenti dei residenti, tra una città e l’altra, favorendo il su e giù da bus e treni.
Il VDM eliminerà i cambi necessari, percorrendo asfalto e binari, portando cittadini alle zone commerciali e riportandoli a casa.

La scommessa servirà anche alla compagnia del trasporto locale delle piccole città, come Kaiyo, che a causa dei fattori appena analizzati, faticano a fornire servizi adeguati ai cittadini, che si traducono in mancati introiti per loro.

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# Le caratteristiche

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Il veicolo nasce come mini bus a 21 posti, e potrà percorrere tutte le strade dei piccoli centri, pensato per il trasporto pubblico locale. Una volta a settimana, o quando vi è richiamo di persone in un unico luogo, trasporta i passeggeri lungo la ferrovia, facendole giungere al mercato, ad esempio, o alla festa.
Shigeki Miura, CEO di Kansai Bus, che ha acquistato i veicoli prodotti da Asa Coast Railway, ha dichiarato che per Kaiyo si prevede che questa sarà «una fantastica forma di trasporto pubblico» proprio perché adatta alle «aree rurali con una popolazione anziana».

Su strada può raggiungere la velocità massima di 67 Km/h, mentre su rotaia la velocità di punta prevista è di 100 Km/h.

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# Cosa c’entra Milano?

Anche a Milano abbiamo già un paio di VDM, veicoli doppia modalità, che girano su gomma e sulle rotaie: sono quelli che si occupano di una certa manutenzione dei binari del tram, le molatrici nello specifico.
Sono camioncini nati per spostarsi su strada, che però ad un certo punto vengono innestati sulle rotaie, trasformandosi in una specie di buffo rotabile, con il compito di percorrere la linea del tram, facendo il filo ai binari.
Una piccola chicca per gli amici di Milano Città Stato, che magari vi sveleremo nelle prossime settimane. Intanto godetevi due immagini e aguzzate l’occhio, cercando questi VDM al lavoro sui pavè milanesi.

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LAURA LIONTI

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Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs