Una gemma da scoprire: la KEATS-SHELLEY House in Piazza di Spagna 

"Devo viaggiare verso l'Italia, come un soldato in marcia”

Keats-Shelley Memorial House. Credits: @toldinstone (INSTG)

In una lettera al poeta Percy B. Shelley nel 1820, Keats scriveva “Non vi è dubbio che un inverno inglese metterà fine a me in modo odioso e persistente. Pertanto devo viaggiare verso l’Italia, come un soldato in marcia”.

Una sala della Casa-Museo Keats-Shelley a Roma

Quel viaggio avrebbe portato il più grande poeta del tardo romanticismo inglese fino al cuore di Roma, in quello che è oggi un piccolo gioiello da visitare, la Casa Museo Keats-Shelley, in Piazza di Spagna.


Una gemma da scoprire: la KEATS-SHELLEY House in Piazza di Spagna 

Con l’affaccio sulla suggestiva scalinata di Piazza di Spagna, dedicata alla seconda generazione di poeti inglesi del romanticismo, è in questa casa che il 23 febbraio 1821, morì Jhon Keats. Dal 1817 al 1819 anche i poeti Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron vissero in questo luogo di grande ispirazione situato nel cuore di Roma.

La casa è diventata un vero e proprio luogo di conservazione delle opere dell’epoca romantica che qui prendono nuova vita in un percorso attraverso le stanze della casa-museo, dove l’esposizione di manoscritti, libri, schizzi, dipinti si alterna agli scorci dalle finestre che rapiscono lo sguardo del visitatore offrendogli ora la vista di un pezzo della scalinata, ora gli schizzi d’acqua della celeberrima Fontana della Barcaccia del Bernini.

La stanza da letto di Keats

Il museo fu aperto per la prima volta nel 1909 e contiene anche opere di autori che trassero ispirazione dal genio di Keats e dei suoi contemporanei, come Oscar Wilde, Walt Whitman e Jorge Luis Borges, dimostrando l’importanza che aveva Roma nella mente e nell’immaginazione di molti autori, poeti, scrittori e artisti non solo in epoca romantica ma nel corso dei secoli.



# Il GRAND TOUR in Italia di poeti e gentiluomini ottocenteschi

Il cosidetto “grand tourin Italia e specialmente a Roma era diventato parte integrante della formazione culturale e sociale di un gentiluomo all’epoca di Keats e Shelley. Proprio per il suo passato storico Roma era considerata il Sacro Graal del Gran Tour e nel XVIII secolo tutti i nobili venivano a Roma per poter poi raccontare i fasti e le delizie del loro viaggio, ma a detta degli esperti, per i romantici Roma rappresentò più un luogo di fuga, una “escape” dove trovare ispirazione e dove imparare. A Roma Shelley scrisse il poema lirico Prometeo Liberato presso le Terme di Caracalla e un dipinto che lo ritrae intento a pensare davanti alle Terme, riassume la versione romantica di quello che era il  “Grand Tour”.

# Una finestra su Piazza di Spagna e dentro il giovane Keats in fin di vita

Un altro motivo, oltre al desiderio di trovare ispirazione dal glorioso passato di Roma, portava artisti, poeti e gentiluomini a Roma, la tubercolosi. John Keats ad esempio venne a Roma nella vana speranza che il clima mite potesse portare sollievo alla sua precaria salute, ma così non fu e qui morì giovanissimo in una piccola stanza ordinata della casa-museo, arredata con un letto in legno e uno scrittoio. Guardando Piazza di Spagna dal suo letto di dolore, il giovane Keats vide la sua morte arrivare a soli 25 anni. In un’altra delle stanze del palazzetto si trova una raccolta del vasto lavoro di Keats, opere scritte prima del suo arrivo in Italia. In altre busti, dipinti, affreschi celebrano le atmosfere del tardo romanticismo.

Deattaglio della Biblioteca nella Keats-Shelley House a Roma

# La Biblioteca tesoro delle opere Tardo romantiche

All’interno del museo c’è anche una fornitissima Biblioteca, che contiene circa ottomila volumi. Creata da Harry Nelson Gay “attraverso il felice lavoro di molti anni trascorsi a selezionare libri e riviste dedicati a Keats, Shelley, Byron e Leigh Hunt”, comprende numerose prime edizioni dei romantici della seconda generazione ed è ricca di opere legate a Byron, di cui possiede quasi tutte le edizioni inglesi ottocentesche e molte di quelle novecentesche. La biblioteca conserva, inoltre, numerose traduzioni italiane e un’ottima selezione di studi italiani su Byron. Vi sono anche diverse prime edizioni delle opere di Keats e Shelley. Di particolare interesse sono anche le numerose collezioni di riviste che contengono la maggior parte delle recensioni di opere della seconda generazione di romantici pubblicate durante la loro vita, e i testi pubblicati per la prima volta nei periodici. I libri della biblioteca possono essere consultati in seguito a una richiesta inviata al Direttore del Museo.

Oggi, anzi ieri, in tempi non Covid, la casa-museo, malgrado la triste fine di Keats, è luogo pieno di vita dove si svolgono numerose iniziative culturali come visite, recite, letture, mostre temporanee.  In un video tour gli interni della casa di keats a Piazza di Spagna. Una chicca sul sito della casa museo è il video di Bob Geldof che legge poesie di Keats, assolutamente da non perdere. 

FRANCESCA SPINOLA

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