Cosa pensano i MARCHIGIANI dei MILANESI?

Cosa succede quando una gente che ama stare sulle sue si scontra con una mentalità internazionale come quella di un milanese?


Guida alla comprensione di due realtà molto distanti ma, allo stesso tempo, molto vicine

Cosa pensano i MARCHIGIANI dei MILANESI?

Le Marche è una regione a cui piace stare sulle sue. Si impegna nella gestione degli affari locali e ne va molto fiera. Cosa succede, però, quando si scontra con una mentalità internazionale come quella di un milanese?


# La tacita complicità con i “senza mare”

Credit: rivieradelconero – Instagram

Nonostante la distanza geografica, è risaputo che in alcune zone delle Marche ci sia una particolare concentrazione di case vacanza dei milanesi. Ciò accade, in particolare, lungo la costa che affaccia sul Mare Adriatico e di cui i marchigiani vanno molto fieri. Un classico luogo comune è quello di considerare l’ospite in questione un “senza mare” da guidare nella scoperta delle spiagge.

La realtà è che molti vacanzieri, compresi i milanesi, sono molto più esperti delle persone locali quando si tratta di passare una giornata di relax. Comunemente, infatti, sia i milanesi che i marchigiani sono considerati grandi lavoratori, ma questi ultimi sono così presi che non si godono a dovere le bellezze che hanno intorno

# Contatto con un alieno vicino di casa, un po’ snob

All’apparenza, dunque, sembra esserci del feeling tra queste due realtà. Andando più in profondità, però, le differenze iniziano ad emergere. Il milanese, quello puro, potrebbe essere percepito come una classica personalità snob. Una persona che vive nel lusso e che può permettersi lunghe vacanze, guardando gli altri dall’alto in basso. Ciò porta a pensare che non possa esserci un contatto sincero tra questi due mondi. Se i milanesi, da una parte, sono qui per non pensare al lavoro, dall’altra parte i marchigiani sono all’opera per farli restare il più possibile. Ma, quindi, vi è un rapporto solo per una questione di denaro? La verità è che si tratta anch’essa di una visione superficiale. Esiste un fattore che accomuna entrambi ed è la chiave per la comprensione: il primo impatto



# Ritrosia e freddezza: due muri che spariscono con il tempo in una sincera e rispettosa amicizia

Credit: voloscontato.it

Le Marche, checché se ne dica, non hanno le caratteristiche tipiche di una regione del sud Italia. La calorosità dei campani o la tipica accoglienza dei siciliani non fanno parte del suo DNA. Il rapporto che si instaura con il turista milanese è caratterizzato da cordialità, ma inizialmente si ferma lì. Ciò accade anche perché sono gli stessi marchigiani a pensare che il milanese abbia una personalità fredda. Si crede che a lui non piaccia essere disturbato più del dovuto. Si danno dei consigli, quando richiesti, e poi va lasciato in pace. Anche qui, però, la verità è molto diversa.

I due mondi presentano entrambi una barriera d’entrata da superare. All’inizio potrebbe entrare in gioco la diffidenza e creare qualche attrito. Quando questa viene abbattuta, il marchigiano e il milanese potrebbero sembrare come due carissimi amici che non si vedono da molto tempo. Se uno parla dei problemi dei piccoli paesini, l’altro espone le difficoltà di vivere in una grande città e si crea uno scambio proficuo. Proprio questo scambio di due realtà opposte finisce per arricchire entrambi, dando valore aggiunto e aiutando a bilanciare le proprie scelte.

# Il milanese è un fattore speciale: un feeling che aumenta la curiosità di conoscere Milano 

Come detto in precedenza, esiste ormai una tradizione del milanese in vacanza nelle Marche. Questa attrazione è divenuta quasi il simbolo di alcuni paesi marchigiani e ha spinto verso nuovi legami. Ora anche nel marchigiano tipo, chiuso in sé stesso, cresce la curiosità di visitare una città come Milano, grazie ai racconti del vicino di casa stagionale. Inizia a comprendere che nel capoluogo lombardo non c’è solo la nebbia, non esiste solo il Duomo e non è tutto eccessivamente costoso. Questa nuova visione non aiuta solo a inquadrare meglio la città, ma anche i milanesi stessi. Uno scambio culturale che avviene da anni e potrebbe portare a nuovi, inaspettati risultati.

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MATTEO GUARDABASSI

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