Moderno, ambizioso ed efficiente: l’EUR il quartiere più MILANESE di Roma

La storia curiosa del celebre quartiere romano sembra strizzare l’occhio a Milano

credits: wikipedia

L’EUR di Roma è un quartiere monumentale, ma non come si potrebbe intendere alla maniera turistica della Roma antica. È una storia curiosa, che nasce quasi un secolo fa e che, tra cantieri infiniti e gru sempre più alte, sembra strizzare l’occhio a Milano.

Moderno, ambizioso ed efficiente: l’EUR il quartiere più MILANESE di Roma

# Roma candidata per l’esposizione universale


Il progetto EUR nasce negli anni ’30 del secolo scorso, quando il Governatore di Roma Bottai, convinse Mussolini a candidare Roma per l’esposizione universale del 1942, per mostrare al mondo i successi del regime in occasione del ventesimo anniversario della marcia su Roma. L’Italia si aggiudica l’Expo e la location scelta è la zona delle Tre Fontane, che deve collegare la nuova Roma imperiale al mare.

A niente è servita l’istituzione di un’autorità come l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, il fiume di denaro confluito, o il cambio delle regole che valgono dappertutto tranne che nella capitale. l’Expo del 1942 non ha mai avuto luogo a causa del secondo conflitto mondiale e il fascismo non ha mai potuto pavoneggiarsi.

# L’ennesimo acronimo, l’ennesimo progetto incompiuto

credits: hisour.com

EUR è quindi l’acronimo di Esposizione Universale Roma, un quartiere che rimane incompiuto nonostante tutti gli sforzi profusi per un progetto grandioso. Sotto il coordinamento di Marcello Piacentini, archistar di riferimento del regime, i progetti vengono affidati ad architetti della corrente preferita, come Giuseppe Pagano, Luigi Piccinato, Adalberto Libera e Luigi Moretti.



Per gli appassionati di architettura razionalista, l’EUR è una tappa da sogno e, il progetto in sé, è sicuramente spettacolare sotto ogni punto di vista. Il quartiere è ispirato all’urbanistica classica romana, seppure distorta dalle manie del fascismo e prevede una pianta a pentagono, con edifici mastodontici in marmo bianco e travertino. Coi lavori sospesi durante il conflitto, l’EUR diventa il quartier generale delle truppe straniere, prima i tedeschi e poi gli americani.

# Peculiarità iconiche dell’EUR

credits: juzaphoto.com

Non mancano di certo le peculiarità architettoniche, diventate icone del quartiere. Il palazzo più famoso, forse anche il più instagrammato dell’EUR, è certamente il Colosseo Quadrato, soprannome che i romani hanno dato al Palazzo della Civiltà Italiana, che avrebbe dovuto essere il cuore dell’Esposizione Universale del 1942, un edificio a pianta quadrata con le facciate scandite da archi incolonnati.

Adesso è nella disponibilità della Maison Fendi, che la rende fruibile per eventi ed installazioni dedicate alla creatività italiana, pagando al Comune di Roma un affitto di diverse centinaia di migliaia di Euro al mese. Il Colosseo Quadrato si trova ad una delle estremità del Viale della Civiltà del Lavoro. Dall’altro lato si trova il Palazzo dei Congressi progettato da Adalberto Libera.

Il Palazzo dei Congressi è una vittima celebre del conflitto mondiale: mai terminato per mancanza di fondi, il progetto è stato completato solo a metà degli anni ’50 e, in occasione delle Olimpiadi del 1960, ha ospitato le gare di scherma. Il progetto rimane ancora oggi incompiuto: sulla facciata principale è presente una curiosa mensola sporgente, vuota. Pare che nell’idea originaria dovesse ospitare una scultura, probabilmente una quadriga.

Uno degli elementi più scenografici è di sicuro il colonnato del Museo della Civiltà Romana. Il museo è chiuso dal 2014 ma il lungo colonnato che lo attraversa è accessibile al pubblico. In alcune ore della giornata, il sole attraversa il colonnato e crea giochi di luce mozzafiato. La location è stata immortalata recentemente nell’episodio Spectre di 007.

Un elemento da invidiare all’EUR, è certamente il suo laghetto, che suggella il rapporto di Roma con l’acqua. Il laghetto è artificiale, distante dalla zona dei musei ed è circondato da un bellissimo parco ben curato, meta di passeggiate e picnic.

# Le due anime dell’EUR: business di giorno, eventi e night life dopo il tramonto

credits: idealista.it

L’EUR è propriamente una città nella città. Per le caratteristiche che il distretto ha assunto dopo il completamento dei progetti, si può azzardare che è come una piccola Milano all’interno dei confini di Roma. All’EUR, infatti, niente è come sembra.

Basta grattare la patina di normalità e ne viene fuori una piccola città molto efficiente, un turbo quartiere si può dire, che ospita diverse sedi di uffici che le aziende hanno voluto installare da queste parti. L’EUR avrebbe dovuto essere il distretto finanziario, grazie alla realizzazione delle torri previste per ospitare il Ministero delle Finanze. Sono purtroppo incompiute dagli inizi degli anni ’60, ma hanno attirato il business che è venuto dopo.

Da poco terminati i lavori di esecuzione, ha finalmente aperto La Nuvola di Fuksas, uno spettacolare centro congressi in grado di ospitare convegni, esposizioni, mostre e installazioni o spettacoli. L’edificio ha una parte interrata che ospita sale e auditorium ma il vero capolavoro è la parte “emersa”: uno stupefacente foyer che dall’esterno appare come una teca che contiene la nuvola, l’installazione permanente voluta dal Fuksas. La nuvola è un palazzo moderno, è atterrata all’EUR ma potrebbe essere a giusto titolo una delle attrazioni di Porta Nuova o City Life, per design e concezione.

Improvvisamente poi, la sera, l’EUR indossa un’anima diversa. Se di giorno è popolata da gente d’affari, la sera una florida industria dell’intrattenimento e ristorazione fa affollare le strade di cittadini in cerca di relax e svago. Le attività sono molto fiorenti. Il divertimento è un po’ ricercato, sicuramente non adatto a tutte le tasche, cosa che rende l’EUR un luogo esclusivo, ma non privo di contraddizioni. Perché se è vero che il Colosseo Quadrato vale un affitto da un quarto di milione al mese, le luci gettano inevitabilmente ombre.

# Il degrado dove meno te lo aspetti

credits: RomaToday

Se pensiamo una delle caratteristiche più divertenti dei cittadini romani, la prima che viene in mente è l’abitudine di cambiare nome alle cose e alle persone, dare soprannomi, prerogativa fondamentale per vivere col sorriso in una città così complessa.

Ecco che il soprannome delle 4 torri della finanza è Piccola Beirut, facile intuire il motivo. Le torri sono, in altezza, tra le prime 15 costruzioni di Roma, ma di loro esiste solo lo scheletro. Si trovano nel bel mezzo della zona residenziale, una delle migliori di Roma, ma rendono effimero lo skyline e non solo. Anche dal lato della sicurezza degli abitanti, sono minacciose come appaiono.

Gli eterni cantieri che interessano ogni singolo edificio dell’EUR, rendono l’idea di un quartiere in perenne trasformazione, ma che in realtà non è mai stato finito. Il complesso intreccio tra la nascita durante un conflitto, la grandiosità delle opere concentrate nel quartiere e i lavori di ammodernamento, fanno di questo distretto un piccolo angolo vivo, ma precario.

Per i romani che vivono nel quartiere, questo fa emergere l’incertezza che regna nella zona e, per quanto amino l’EUR e il dualismo delle sue anime, alla prima occasione potrebbero prendere la via che scelgono anche i turisti quando si trovano all’EUR: un’occhiata veloce al Colosseo Quadrato e poi di corsa alla ricerca una scorciatoia verso il mare.

Continua a leggere con: MAPPA della MILANO ROMANA: come si chiamavano le VIE DI OGGI ai tempi dell’antica Roma?

LAURA LIONTI

Riproduzione vietata a chi commette sistematica violazione di copyright appropriandosi di contenuti e idee di altri senza citare la fonte

 

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.