La prima ZTL della storia fu OPERA di GIULIO CESARE?

L'obbligo di parcheggiare il carro fuori le mura

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Tutte le strade portano a Roma“. Non solo. Anche la ZTL è partita da Roma. . 

La prima ZTL della storia fu OPERA di GIULIO CESARE?

# L’epoca dei Cesari

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Gaio Giulio Cesare (101-44-a.C.) fu fra i vari reggenti della città colui che ebbe un ruolo fondamentale nella transizione del sistema di governo dalla forma repubblicana a quella imperiale. Espletò mansioni di dittatore (dictator) di Roma alla fine del 49 a.C., nel 47 a.C., nel 46 a.C. con carica decennale e dal 44 a.C. come dittatore perpetuo, e per questo è ritenuto il primo dei dodici Cesari, futuro sinonimo dell’Imperatore romano.


I suoi contributi allo sviluppo di Roma furono variegati e significativi, spaziando dagli interventi militari su tutto il vasto territorio dell’Impero sino a riforme sociali e allo sviluppo architettonico, ivi compreso quello stradale. Il che a quanto sembra, non rappresenta un problema solo oggi, ma anche all’illustre epoca dei Cesari. 

Negli scritti di Seneca, Plinio il Giovane o Giovenale sono infatti presenti una serie di scritti che contestano il traffico dei carri, la conduzione da pazzi e frequenti incidenti mortali che coinvolgevano soprattutto i pedoni.  

# L’obbligo di parcheggiare il carro fuori le mura

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Nel 45.a.C Giulio Cesare si impose strenuamente di fronte ai senatori per rendere finalmente giustizia ad anni di progetti sulla viabilità stilati da architetti e urbanisti. Ottenne di mettere nero su bianco quella che poi sarebbe diventata un’implementazione della futura Lex Iulia Maiestatis (la legge principe del diritto romano, finalizzata dall’Imperatore Augusto nell’8.a.C.,) costituendo di fatto secondo molti il primo vero codice della strada della storia. 

Fra i passi salienti, si stabilì che durante le ore diurne i carri non potessero entrare nel centro cittadino, delimitato da un periplo che non sapremmo come collocare alla Roma attuale, con eccezione di quadrighe dei legionari, dei carri di soccorso e dei mezzi della nettezza urbana (questione che purtroppo, come in ogni estate, proprio in questi giorni sta ritornando clamorosamente di moda con un’impennata dell’avvistamento di cinghiali che rovistano indisturbati fra gli stracolmi cassonetti). 

I privati insomma non avevano altra scelta che muoversi a piedi: qualsiasi cittadino in arrivo alle porte di Roma doveva obbligatoriamente parcheggiare il carro fuori dalle mura, mentre i più abbienti e le ricche matrone si spostavano su rudimentali portantini o lettighe, ovvero i taxi dell’antichità. 

# La ZTL nasce in seguito a una LITE STRADALE

credits: “Edipo Re” di Pasolini

Roma era una città in continua evoluzione, e uno dei settori praticamente mai fermo era l’edilizia. La ZTL chiudeva l’accesso diurno anche ai costruttori e a chi dovesse posare pietre o marmi,  costringendo dunque gli addetti a farlo di notte. Questo è uno dei motivi per cui le notti romane erano tutt’altro che silenziose.

Alla fine, la pratica del blocco della circolazione cadde in disuso con la decadenza romana del III secolo d.C., quando le deroghe e le eccezioni alla regola prevalsero infine sul senso civico comune, alimentando probabilmente parte di un malcostume che spesso ruota attorno a tutto ciò che concerne il traffico e la viabilità romana ancora oggi. 

E se il fatto storico pare assolutamente incontestabile, almeno stando alle fonti di chi ha tramandato la Lex Iulia Maiestatis e la biografia dei primi cesari (principalmente Svetonio), a monte c’è comunque un aneddoto a metà fra cronaca e mitologia degno di nota.

Pare infatti che Edipo, trovandosi al santuario di Delfi dove l’oracolo di Apollo gli predisse la futura uccisione del padre, s’imbattè con il suo carro in una vera e propria zuffa per una mancata precedenza, saltando giù dal carro e assassinando a pugnalate il suo avversario in carreggiata. Senza riconoscere che era, appunto, suo padre Laio. 

Curioso quindi come all’origine delle ztl vi sia, a quanto narra la leggenda, una lite stradale. Così come, d’altro canto, è curioso il fatto che Cesare ebbe una grande intuizione che per due secoli e mezzo avrebbe fluidificato in maniera pulita il crescente traffico di Roma.

Ma non riuscì a vederne gli effetti, perché fu assassinato solamente un anno dopo la ratifica dell’editto, nel 44. a.C., da Bruto e altri cospiratori, pronunciando le celebri parole di morte “Tu quoque, Brute, fili mi?”, nel giorno 15 marzo, che sarebbe poi passato alla storia come le Idi di Marzo. 

Ora torniamo al presente, romani e non.  

Conoscevate la storia della prima ZTL? Diteci la vostra! 

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CARLO CHIODO

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