🛑 Completata a Milano la CHIESA più STRANA d’Italia

Senza campanile ma con una cella campanaria e le aperture a shed sul soffitto. Ecco dove si trova e quali sono le sue curiose caratteristiche

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Credits: Urbanfile

Foto Credits: Urbanfile

Senza campanile ma con una cella campanaria. Ecco dove si trova e quali sono le sue curiose caratteristiche.

Completata a Milano la CHIESA più STRANA d’Italia

# La discutibile estetica della moderna “Chiesa Madre Teresa di Calcutta”

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La moderna chiesa di Santa Madre Teresa di Calcutta di Via Fratelli Fraschini è stata da poco completata e fa già discutere per la sua estetica, tanto che c’è chi già la definisce “la chiesa più strana d’Italia”. 

Il progetto dell’edificio religioso nel quartiere de “Le Terrazze” al Gratosoglio, realizzato a fine anni ’80, era stato presentato nel 2005 ma solo nel 2016 sono partiti i lavori. È una succursale della più antica chiesa dei SS. Pietro e Paolo ai Tre Ronchetti, il borgo che si trova più a sud sempre lungo la via dei Missaglia.

# La chiesa senza campanile ma con una cella campanaria

Credits: Urbanfile

La chiesa ha un’architettura essenziale ed è formata da elementi autonomi che vanno definire l’intero complesso. Realizzata con materiali chiari quali pietra calcarea bianca, pietra arenaria rosata e calcestruzzo dilavato, si compone di: un sagrato e un edificio destinato ad ospitare il nido, gli alloggi del clero e gli uffici che si accompagnano all’andamento del suolo agricolo, e l’oratorio che invece si orienta verso il quartiere residenziale formando una “L” con l’edificio precedente. Spicca l’assenza del campanile, al suo posto una cella campanaria fatta a griglia metallica installata lateralmente nel punto più alto dell’edificio religioso. Nel complesso una costruzione banale e senza spunti di originalità.

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# Le curiosità all’interno, con la “via Crucis” e le aperture a shed sul soffitto

All’interno si trova un croce luminosa sul retro dell’altare, mentre il soffitto è caratterizzato da un gioco di “aperture a shed”, tipiche degli edifici industriali e piccole feritoie lungo la parete che consentono alla luce di entrare e diffondersi creando ombre e luci. Alle pareti è stata realizzata la “via Crucis” sotto forma di singoli quadri che rappresentano i momenti in successione.

 

Fonte: Urbanfile

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FABIO MARCOMIN 

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.