Queste CITTÀ SOVRAVVIVERANNO al Covid: MILANO sarà tra queste?

Scopriamo se Milano ha le carte in regola per evitare una desertificazione stile Detroit

credit: milanodavedere.it

Le città resisteranno alla pandemia? Per Glaeser, il Guru delle città, sì se faranno fronte a questi punti critici. E scopriamo se Milano ha le carte in regola per evitare una desertificazione stile Detroit.

Queste CITTÀ SOVRAVVIVERANNO al Covid: MILANO sarà tra queste?

La domanda che molti si stanno ponendo durante questa emergenza è: le grandi città resisteranno alla pandemia? La risposta ce la fornisce Ed Glaeser, professore ad Harvard e autore del best seller “Triumph of the City”. Alla conferenza di Start-Up Nation Central ha spiegato che questa può essere una grande chance per le città per diventare ancora più innovative e giovani rispetto a quelle pre-pandemia, favorendo lo sviluppo di nuove start-up. Scopriamo insieme se Milano possiede i requisiti oppure no.


# Città a rischio desertificazione: catastrofe o rinascita?

Se prima della pandemia il movimento attorno ai grandi centri urbani era principalmente centripeto, secondo Glaeser «il successo dei centri urbani non va dato per scontato». Come esempio del rischio al quale vanno incontro le città, prende la New York degli anni Settanta e afferma «Non credo che i centri cittadini di metropoli come New York, Londra o Milano resteranno a lungo vuoti, ma bisognerà fare uno sforzo per evitare una fuga, come quella avvenuta negli anni Settanta. Nella New York in cui sono cresciuto, quando le manifatture se ne andarono e la povertà cominciò a dilagare, la criminalità e la droga spinsero le famiglie nei sobborghi, i valori delle proprietà precipitarono e la città rischiò di finire in bancarotta.»

Fortunatamente la città di New York è riuscita a resistere e negli anni Novanta si è presa la sua rivincita, dimostrando di essere davvero resiliente. Ma non tutte le metropoli hanno avuto le stesse capacità, ad esempio Detroit che non si è mai ripresa davvero da quell’epoca. Milano riuscirà a dimostrarsi una fenice che rinasce dalla proprie ceneri, come New York, o subirà catatonica l’effetto Detroit?  



# I magneti delle metropoli a rischio: laboriosità e intrattenimento

credit: hotelwindsormilan.com

Il Guru delle città descrive chiaramente la situazione attuale: «Le metropoli godono di due potenti magneti, entrambi attualmente in pericolo. Il primo è il lavoro, che attira i professionisti più talentuosi e più istruiti, capaci di far funzionare il cervello per il tipo di mestieri che hanno prosperato nell’era dei mercati globalizzati e della tecnologia dell’informazione. Anche se i laptop e le videochiamate hanno reso possibile un nuovo mondo di lavoro da remoto, le grandi aziende hanno raddoppiato i loro uffici nelle metropoli, perché le città sono macchine per la creatività, che connettono le persone e consentono loro di lavorare insieme e di imparare gli uni dagli altri. E nell’era dell’informazione, il potere della collaborazione umana per generare nuove idee è diventato ancora più importante e redditizio che in passato». Il secondo “magnete urbano” di cui parla Glaeser è l’intrattenimento: «L’offerta culturale delle metropoli non ha pari […] L’ascesa di una classe urbana di creativi con tempo e denaro da bruciare alimenta un ecosistema in crescita di cose interessanti da fare». 

Le due calamite descritte sono esattamente le caratteristiche principali di Milano: laboriosità e mondanità. I requisiti per dimostrarci una resiliente fenice ci sono dunque, ma il successo non può essere facilmente assicurato.

# Ma per il Guru delle città ci sarà un esito positivo

palazzi di milanoIl lavoro creativo e l’intrattenimento sono attualmente a rischio, minacciati dallo smart working e dal coprifuoco serale. Le città non hanno quindi più motivo di esistere? Secondo Glaeser assolutamente no: non nega che le città stiano subendo una desertificazione ma è convinto che l’esito sarà positivo. «A New York, dai quartieri più ricchi, fra marzo e maggio è scappato il 40% degli abitanti, in cerca di distanziamento sociale nelle case di campagna. […] Lo stesso sta avvenendo in molte metropoli del mondo, accentuando un esodo in parte già in atto per colpa dei prezzi immobiliari stratosferici, che rendevano impossibile trovare casa in centro per le giovani coppie. Anche a Milano, l’ultima volta che ci sono stato, i prezzi mi sono sembrati altissimi. Questo processo farà solo bene alle metropoli più vivaci, attirando più giovani creativi e rimettendo in moto un circolo virtuoso che prezzi immobiliari troppo alti tendono a frenare». Insomma sembrerebbe secondo il Guru essere solo una transizione, un passaggio verso città più dinamiche e alla portata dei giovani.

A Milano il mercato immobiliare sembra non aver ceduto del tutto alla pandemia ma alcune zone iniziano a diventare più accessibili. Se a primo impatto un calo dei prezzi immobiliari potrebbe sembrare negativo, Ed Glaeser è convinto che per le città rappresenti esattamente il punto di svolta.

# Il successo non è scontato: è necessario impegno. Milano rinascerà dalle proprie ceneri?

Credits: martesana.it – Metropolitana di Milano

Lo scenario descritto non appare poi così catastrofico ma affinché le metropoli non si trasformino in luoghi disabitati come Marte è necessario che i governi locali si impegnino maggiormente. Quindi la fuga dalle grandi città non avverrà? «Ne sono convinto. Le città sono state devastate per millenni dalle malattie tipiche dei luoghi densi, ma gli abitanti hanno sempre escogitato dei modi per limitare i pericoli, grazie alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione.» Un esempio concreto che Glaeser riporta sono i trasporti pubblici, necessari per la sostenibilità e per non far abbassare la qualità della vita urbana. «Le metropolitane resteranno un posto spaventoso per qualche tempo, ma torneranno a riempirsi man mano che la gente imparerà come difendersi dalla pandemia. È importante, però, intervenire per evitare che la gente si rimetta in macchina, così come hanno fatto tantissime metropoli in giro per il mondo. Rendere più sicuri i tragitti in bici con nuove piste ciclabili e tenendo le auto il più possibile fuori dai centri cittadini sarà essenziale per non aumentare i livelli di inquinamento.» 

«Le videochiamate rimangono un sostituto deludente delle chiacchierate faccia a faccia e le persone vorranno comunque ritrovare tutto il dinamismo e la creatività derivati dalla densità». Il Guru ne è sicuro: la fuga non ci sarà a patto che vengano prese le giuste misure per permettere alle città di essere come fenici e non come Detroit.

Milano sarà tra le sopravvissute oppure no? Sicuramente possiede le giuste capacità, vedremo se queste verranno gestite adeguatamente.

Fonte: Corriere

Continua la lettura con: 2020: FUGA da NEW YORK

ROSITA GIULIANO

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