La paura delle opinioni diverse

Se uno sceglie di identificarsi con le idee degli altri, ogni idea diversa costituisce un pericolo che va a minare l’identità della persona


Da piccoli i bambini hanno opinioni personali.
Con l’avvento della pubertà i ragazzi tendono a conformarsi a punti di vista comuni. Questo serve a creare un’appartenenza a un gruppo che costituisce un guscio più esteso della famiglia dentro cui il ragazzo si sente a suo agio e può proseguire il suo sviluppo.

Il processo di crescita dovrebbe portare a diventare adulti proprio perché si rompe il guscio dell’appartenenza e si afferma la maturità di una propria indipendenza di giudizio e di pensiero.
In realtà soprattutto nella nostra epoca chi ha un’età adulta non cerca di affermare una indipendenza di giudizio piuttosto ricerca una omologazione al modello dominante


Se uno sceglie di avere idee diverse dagli altri è portato ad accettare le idee differenti perchè l’autonomia determina la conseguenza naturale di avere intorno chi la pensa diversamente.
Ma se uno sceglie di identificarsi con le idee degli altri, ogni idea diversa costituisce un pericolo che va a minare l’identità della persona. E questo crea paura e quindi un’aggressività ostile contro chi la pensa diversamente.

Che cosa comporta tutto ciò?
Invece di sviluppare una intelligenza collettiva la nostra società tende a sviluppare una stupidità collettiva.
Questo perché una società sempre più omogenea ha un’evidente perdita di idee originali e soluzioni innovative. Relegando a una piccola classe di individui più sperimentatori il mondo del cambiamento.

Cosa succederebbe se invece il mondo dell’innovazione diventasse più generalizzato?
Accettare di essere qualcosa di diverso dalle proprie idee e soprattutto cercare una propria idea e una propria visione del mondo è la strada ottimale per essere tollerante e perfino incuriosito da chi la pensa diversamente.
Si avrebbe così un miglioramento della società molto più veloce trainato unicamente dalla funzionalità delle idee e dal rinforzo dell’identità delle persone.
In cui il libero pensiero non sarebbe più visto come un pericolo ma come la principale risorsa per il progresso individuale e collettivo.



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MILANO CITTA’ STATO 

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