Il prezzo della libertà

Nelle società avanzate si accetta l’aumento del controllo se c’è un corrispondente miglioramento economico

vespe negli anni sessanta

Nelle società avanzate si accetta l’aumento del controllo se c’è un corrispondente miglioramento economico.

Ad esempio in Cina, a fronte delle forti limitazioni della libertà personale, nel corso di una generazione si è arrivati a superare povertà endemiche e a generare un benessere diffuso.
A partire dagli anni settanta in Italia si è assistito a una progressiva riduzione delle libertà e a un aumento del controllo dello Stato. Prima per il terrorismo, poi per la mafia, dagli anni novanta in poi si è accentuata la stretta sulle normative, con l’introduzione di regole e leggi che hanno limitato ulteriormente la libertà in nome di una generica sicurezza o di una lotta all’evasione e a comportamenti potenzialmente dannosi per gli altri.


Il paradosso è che in economia negli ultimi vent’anni si è cercato a livello di governo un regime anarchico nella gestione della politica economica, idealizzando l’autoregolazione dal punto di vista delle spese e dell’indebitamento, mentre nella gestione dei rapporti con i cittadini si è verificato il contrario, con la generazione di norme e di burocrazia senza precedenti.

Fino ad arrivare ad oggi in cui i media sono tutti d’accordo nel definire la libertà di scelta e di azione individuale una cosa da sacrificare all’interesse collettivo che viene stabilito dal governo.

Di solito si accetta il maggior controllo se questo porta a un maggior benessere. In fondo anche nelle restrizioni più dure di questa emergenza si è cercato di bilanciarle attraverso bonus, ristori e forme di sostegno. Ma se dovessero proseguire queste forme di controllo e restrizione che cosa verrà dato in cambio?



Si continuerà con una politica assistenziale, riuscirà una ripresa economica a fare digerire queste costrizioni oppure si arriverà a un punto di rottura?

Continua la lettura con: Non è il migliore che sopravvive ma il più adatto all’ambiente

MILANO CITTA’ STATO

Copyright milanocittastato.it

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.