“La Milano che DISCRIMINA”: mezzi di trasporto poco accessibili ai DISABILI

La testimonianza di un viaggio sui mezzi pubblici in carrozzina dell'attivista dei "Disabili Pirata” Andrey Chaykin.

Credits milanotoday - disabili_pirata_ep6_2-2

In un clima pre elettorale nel capoluogo lombardo si discute riguardo la politica per i portatori di handicap per i quali, oltre alle buone intenzioni, è stato fatto davvero poco. La testimonianza di un viaggio sui mezzi pubblici in carrozzina dell’attivista dei “Disabili Pirata” Andrey Chaykin.

“La Milano che discrimina”: mezzi di trasporto poco accessibili ai DISABILI

# La testimonianza di un viaggio sui mezzi pubblici in carrozzina dell’attivista dei “Disabili Pirata” Andrey Chaykin

Credits milanotoday – disabili_pirata_ep6_2-2

La testimonianza diretta di un ragazzo costretto su una sedia a rotelle racconta le disavventure di un trasferimento, con i mezzi pubblici, verso la stazione Buonarroti utilizzando la M1. Per chi ha la fortuna di camminare con le proprie gambe è difficilmente percettibile a quale odissea ci si debba sottoporre per ogni singola tappa di trasferimento. Si inizia con le ancora tante barriere architettoniche in superficie, tra scivoli mancanti nei punti di attraversamento, cosa ancora riscontrabile anche in centro a Milano. Basti passeggiare in zona Piazza Diaz o della Borsa (o del ponte in Darsena e i suoi montacarichi mai attivati) per rendersi conto di come sia impossibile, senza un aiuto, attraversare alcuni incroci.


# Fermate di autobus e tram senza scivoli e montacarichi della metropolitana spesso fuori uso o malfunzionanti

Credits milanotoday – Montacarichi malfunzionante

Ma torniamo ai mezzi pubblici. Non tutte le fermate dei tram e degli autobus sono servite con gli appositi scivoli, spesso le vie di scivolamento sono ostruite da auto, biciclette o monopattini parcheggiati selvaggiamente ma il meglio, anzi il peggio, lo si incontra quando di deve usare la metropolitana. Difficilmente i montacarichi sono funzionanti e qualche volta lo sono ma il personale addetto non è troppo collaborativo.

Il ragazzo che ha vissuto questa triste avventura ha comunque dovuto cambiare stazione (da Buonarroti a Pagano) per poter tornare alla luce del sole. Se a Buonarroti il montacarichi è ufficialmente fuori uso, nella stazione di Pagano si è sentito dire da due addetti che l’apposito elevatore si era appena rotto. Solamente dopo aver insistito i due addetti si sono resi disponibili ad una azione in via eccezionale e far utilizzare il montacarichi a Andrey Chaykin, attivista dei “Disabili Pirata” e protagonista della amara vicenda, quasi fosse un suo capriccio il volersene servire.

# La politica sarà in grado di risolvere questo annoso problema?

Se un precedente governo di centrodestra sbandierò con tanto vigore un Ministero per la disabilità che, ad oggi, non ha fatto pervenire alcuna proposta, Beppe Sala non ha in alcun modo migliorato la situazione riguardo l’eliminazione delle barriere architettoniche comprese quelle che consentano l’utilizzo di ogni mezzo pubblico da parte dei portatori di handicap. A questo punto ci si aspetta un tavolo di discussione che coinvolga Regione, Comune e l’Azienda dei Trasporti milanese e che, in concerto, decidano e soprattutto investano per eliminare questo annoso gap.



Fonte: Milano Today

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ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.