MILANO capitale del VINO: l’amore per il vino e le migliori enoteche della città

Come il vino fa parte della cultura meneghina: le 7 migliori enoteche di Milano

Credits: @batfrangetta enoteca naturale

“Vantandomi dirò parola: il vino mi spinge, il vino folle, che fa cantare anche l’uomo più saggio, e lo fa ridere mollemente e lo costringe a danzare e tira fuori parola, che sta meglio, non detta.” Si tratta di un verso di Omero nel libro XIV dell’Odissea e già allora si parlava della fermentazione del frutto della vite, in una sola parola del vino.

MILANO capitale del VINO: l’amore per il vino e le migliori enoteche della città

# Breve storia del vino

Credits: @ultrawines
Vinoir

Il vino è una delle bevande più antiche della storia dell’umanità. Da alcune ricerche paleontologiche, sono stati ritrovati nel Valdarno Superiore in Toscana diversi depositi in lignite, numerosi reperti fossili di tralci di vite e dalle analisi successive si è scoperto che questi ritrovamenti si fanno risalire a circa due milioni di anni fa. Da questa scoperta si è giunti alla conclusione che il vino (o comunque una sorta di suo antenato) fosse una bevanda già conosciuta dai nostri antenati neolitici.


Da allora di strada ne ha fatta e la storia ci insegna che di vino si parla nella leggenda dell’Arca di Noè, nell’antica Roma (vedi il dio Bacco), nei monasteri medioevali, dove diventa anche una bevanda per usi liturgici, e nei castelli dello stesso periodo dove vennero piantati diversi campi per coltivare uva destinata alla vinificazione. Con l’avvento del Rinascimento, il vino entra anche nell’arte: L’Ebbrezza di Noè di Michelangelo, il Bacchino Malato di Caravaggio, Il Baccanale di Tiziano ed è nello stesso periodo che diverse nazioni europee cominciano a coltivare e a imbottigliare vini, che diventeranno celebri fino ad arrivare sulle nostre tavole. Ancora oggi, un esempio, è il famoso Bordeaux.

# L’amore degli italiani per il vino

credit: tartufiratti.com

L’unità d’Italia porta alla produzione del Barolo, del Chianti Ricasoli e dello spumate Gancia e infine alla nascita della figura del sommelier. Il vino entra anche nella musica, come non ricordare Il Vino di Piero Ciampi, La Società dei Magnaccioni della Banda Bardò, Che cos’è l’amor di Vinicio Capossela o un qualunque brano di Guccini che ha dedicato alla sua amata bevanda diversi testi. Insomma, il vino fa parte della nostra vita passata e anche di quella presente, anche perché da un’indagine recente, un italiano su cinque ha dichiarato che bere vino non è solo uno status, ma è un’esperienza culturale difficile da spiegare a parole.

# La nascita delle enoteche

Credits: @batfrangetta
enoteca naturale

Quindi il bere vino non è solo un vezzo, ma un modo di essere e anche, perché no, di apparire. La vendita dei vini diventa una vera e propria attività e negli anni Sessanta nascono le prime vere enoteche. Certo non sono come quelle che conosciamo oggi, al tempo la loro insegna riportava la scritta Olii e Vini, luoghi dove questi ultimi arrivavano dalle varie vigne in enormi damigiane e infine imbottigliato e venduto al dettaglio. Col passare degli anni le cose sono cambiate velocemente, prima l’invasione dei supermercati e infine l’avvento di internet hanno cambiato radicalmente il commercio del vino, facendolo diventare da bevanda elitaria a bevanda a uso e consumo di chiunque. Eppure, girando per la città, non è così difficile incontrare diverse enoteche che alla fine della fiera sono la diretta evoluzione delle antiche osterie che vendevano vino sfuso.



# Le enoteche si reinventano

Credits: @cantinemilano
Cantine Milano

Le enoteche col tempo si sono trasformate da semplici imbottigliatori a specialisti in materia, per saper consigliare al cliente le marche migliori, creando una fidelizzazione in continua crescita. Basti pensare che la vendita del vino crea un giro di affari di circa tre miliardi di euro l’anno. Enoteche che, per contrastare lo strapotere dei supermercati, si sono reinventati ristoratori, offrendo alla loro clientela, stuzzichini e diversi piatti da accompagnare sorseggiando un buon calice ad hoc. Da un’indagine recente, è risultato che sono soprattutto i giovani a cercare nuove etichette, disposti a provare diversi gusti e gradazioni e l’avvento dei social network ha aiutato e non poco.

# Milano Wine Week

Credits: @isimbarda.vini
Milano Wine Week 2021

La nostra città non è da meno se si parla di enoteche e quando si parla di vino si parla di cultura, di status, di comunicazione e di eventi. Si è conclusa recentemente l’ultima edizione della Milano Wine Week. Un evento che aspira a diventare un laboratorio di idee, un contenitore di eventi, un network capace di portare in scena il grande vino italiano. Una rassegna che applica il “modello Milano”, che mette al centro l’innovazione e il business. Per nove giorni, Milano Wine Week ha coinvolto aziende, produttori, bar, ristoratori, enoteche e ovviamente Wine bar, accomunati da un solo scopo: valorizzare il Made in Italy.

# Le 7 migliori enoteche a Milano

Credits: @angeunbyul
Vino al vino

Per parlare di enoteche a Milano, ci vorrebbe un libro intero, anziché un articolo. Le scelte sono tante e ognuna di loro ha una caratteristica unica che la differenzia dagli altri. Vi segnalo di seguito, non le più note, ma quelle più interessanti da provare.

  • Cantine Milano, via Traù 1
  • La Bottega del Corso, Via Cipro 12
  • N’Ombra de Vin, via San Marco 2
  • Vino al Vino, via Spontini 11
  • Peck, via Spadari 9
  • Il Torchio, via Aselli 33
  • Ebony Cafè, via Ampere 98

Detto questo, a voi la scelta, alziamo i calici e buon vino a tutti.

Continua la lettura con: La MILANO DA BERE “BIO”: 3 luoghi imperdibili dove gustare vini artigianali

MICHELE LAROTONDA (autore di “Da un’altra parte”, Pav edizioni)

Riproduzione vietata al sito internet che commette sistematica violazione di copyright appropriandosi di contenuti e idee di altri senza citare la fonte

Leggi anche: “Il rilancio delle aree periferiche è la sfida dei prossimi anni”

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social. Riservato agli iscritti della newsletter: inviti a eventi, incontri e feste organizzati o promossi da Milano Città Stato

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.


Articolo precedenteEFFETTO SQUALLOR: quando Milano può rivelarsi SCIATTA
Articolo successivoLa PROSPETTIVA di Bramante: un segreto geniale nel centro di Milano
Michele Larotonda
Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Da sempre appassionato al mondo della scrittura partecipa a un corso di scrittura creativa che lo fa avvicinare al mondo del cinema scrivendo sceneggiature per alcuni cortometraggi che hanno avuto visibilità in rassegne specializzate a Milano e a Roma. Scrive e conduce il programma radiofonico I 2 della Stangata andato in onda su Radio 2.0. Nel 2018 esordisce con il romanzo IL SOGNOSCURO (Link edizioni) e il 2020 è la volta di DA UN’ALTRA PARTE (PAV edizioni). Collabora con i portali Sul Romanzo e RockShock.