🛑 L’annus horribilis della LOMBARDIA: per PIL, occupazione e imprese CROLLO come in GUERRA

Gli ultimi drammatici dati sull'economia della Regione. Ma c'è una luce di speranza all'orizzonte

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Uno studio effettuato dall’Osservatorio Economia e Territorio ha rivelato l’impatto devastante che il Covid-19 ha avuto sull’economia lombarda. La CNA, Confederazione Nazionale Artigianato, della Lombardia ha commentato questi dati, proponendo alcune soluzioni per la ripresa. Quanto è stato realmente forte l’impatto del virus sull’economia regionale? E che conseguenze ci sono state per Milano?

🛑 L’annus horribilis della LOMBARDIA: per PIL, occupazione e imprese CROLLO come in GUERRA

# Una caduta dei principali indicatori economici paragonabile a quella di un regime di guerra

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I dati più recenti, elaborati dall’Osservatorio Economia e Territorio, stimano una caduta del PIL del -9,8%, consumi al -11,1 percento e -8,2% degli investimenti. Indicatori paragonabili a quelli di un regime di guerra.


Le ultime proiezioni prevedono per il 2021 una ripresa del PIL del 3,9%, comunque insufficiente per un ritorno ai livelli pre-covid. Il peggioramento della situazione economica ha avuto una chiara corrispondenza nella contrazione dei consumi da parte delle famiglie. Proprio per questo motivo il presidente della CNA Lombardia, Daniele Parolo, ha sostenuto la necessità di rigenerare fiducia nelle famiglie e nelle imprese, così da aumentare la domanda interna, vero distinguo per una ripresa economica solida.

Anche l’export è diminuito, -13,4%, soprattutto nei primi nove mesi del 2020, con una perdita di circa 12,7 miliardi di euro. In quest’ambito, l’unico settore che si è salvato, registrando un aumento dello 0,7% è quello agroalimentare, mentre tra i comparti più colpiti troviamo moda, casa, metallurgia e metalli. Infine, in Lombardia l’occupazione si è ridotta, nel complesso, di oltre 73.000 unità.

# Anche l’economia milanese ha subito grossi colpi

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La forza di Milano sta nell’importante numero di persone che attrae ogni giorno: tra lavoratori pendolari, turisti e professionisti in viaggio d’affari, nella metropoli entrano quotidianamente 1,7 milioni di persone. Questo, almeno, prima della pandemia, oggi a Milano sono rimasti solo i milanesi.



Per molti mesi gli hotel sono rimasti vuoti, i bar e i ristoranti hanno tenuto le serrande abbassate, così come i negozi. La pandemia è stata spietata con il macro-settore dei servizi e se si mettono insieme fiere, eventi, shopping, alberghi, pubblici esercizi e spettacolo, la perdita stimata di fatturato in un anno, febbraio 2020-2021, è di 11 miliardi. Gli ultimi dati disponibili risalgono a fine ottobre 2020, ma parlano chiaro Milano è in perdita: -1,5 miliardi nel settore alberghiero, -2,1 miliardi in quello fieristico e un calo di 3,4 miliardi nell’abbigliamento, queste sono solo alcune cifre.

In parallelo si registra un altro fenomeno: un incremento del fatturato per negozi e pubblici esercizi dell’hinterland. I lavoratori pendolari, rimasti infatti a casa in smartworking, hanno riversato i propri consumi non più in città, ma nei rispettivi comuni. Questo mutamento, secondo i più esperti, non sarà transitorio e, al contrario, comporterà una nuova rivitalizzazione delle periferie.

# Next Generation EU e il piano di rilancio dell’economia regionale

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Le speranze per una ripresa economia robusta sono affidate al Next Generation EU, il piano dell’Unione Europea che prevede la destinazione di fondi per sostenere la rinascita economica e sociale dei Paesi Membri. Entro la fine del prossimo aprile ogni Paese dovrà preparare un Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza che darà appunto diritto a ricevere questi fondi.

Secondo Parolo, le piccole e medie imprese, che nel Nord Italia rappresentano il 50% di quelle su tutto il territorio, possono essere un elemento trainante per la ripresa economica del paese. Anche il segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, ha sostenuto che servirebbero circa 56miliardi per una rinascita di piccole e medie imprese, commentando che si riuscirebbe così a “mettere a terra, concretizzare e far diventare realtà la finanza messa a disposizione dall’Unione Europea”.

Fonti: ilgiorno.itcorriere.it 

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CHIARA BARONE

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