9 ANNI per un CHILOMETRO E MEZZO: il TRISTE PRIMATO della M1

Dovevano essere pronte entro Expo 2015. Secondo l'ultimo cronoprogramma dovrebbero entrare in funzione entro il 2023. Ma la situazione è tutt'altro che fluida

Credits: Urbanfile - Prolungamento Monza Bettola

È una storia infinita quella dei lavori per l’aggiunta di due fermate a nord sulla linea M1. Dovevano essere pronte entro Expo 2015. Secondo l’ultimo cronoprogramma dovrebbero entrare in funzione entro il 2023: riusciranno a rispettare i termini questa volta?

9 ANNI per un CHILOMETRO E MEZZO: il TRISTE PRIMATO della M1

# Tutti i guai del prolungamento della linea verso nord: i fallimenti delle aziende, il Covid, la cassa integrazione e gli intoppi burocratici

Cartello riapertura cantiere M1
Credits: ilsole24ore.com – Cartello riapertura cantiere M1

Sono stati numerosi i guai che hanno colpito i lavori per il prolungamento di poco meno di 2 chilometri e 2 fermate verso i confini con la provincia di Monza Brianza. Nell’ordine: i fallimenti delle ditte che avevano ottenuto l’incarico di costruire l’opera, poi è arrivata l’emergenza covid e la cassa integrazione, e infine gli intoppi burocratici con l’ennesimo fermo. Il risultato è che sono ormai molti mesi che i lavori sono fermi.


Credits: Urbanfile – Prolungamento M1 Monza-Bettola

L’infrastruttura avrebbe dovuto inaugurare entro l’Expo 2015, come opera complementare, ma nel corso dei mesi i problemi si sono susseguiti a una velocità imbarazzante. L’ultimo guaio in ordine di tempo arriva da Monza dove le opere di superficie da realizzare per la stazione Bettola nell’area dell’ex centro commerciale Auchan che diventerà il nuovo “Milanord2” nonché hub di trasporti con arrivo della M5, necessitano di interventi politici per l’urbanistica, ma la quadratura del cerchio sembra distante. A ottobre del 2019 il precedente stop ai lavori prima dello nuovo stallo attuale. 

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# L’attacco del Sindaco di Sesto San Giovanni al Comune di Milano: “Abbiamo deciso di diffidare il comune di Milano. Da ormai nove anni i cittadini e i commercianti sono costretti a fare i conti con la chiusura di viale Gramsci

Credits: Urbanfile – Vista area Cantiere Restellone

Con il cantiere aperto da 9 anni, ma fermo senza una data di ripresa e conclusione lavori, arriva l’attacco del Sindaco di Sesto San Giovanni al Comune di Milano: “Ora basta, tutto ha un limite e la nostra pazienza è finita. Dopo le ennesime promesse non mantenute, abbiamo deciso di diffidare il comune di Milano e la sua partecipata Mm per il blocco del cantiere per il prolungamento della M1 fino a Monza. Da ormai nove anni i cittadini e i commercianti del quartiere Restellone, dove dovrà sorgere la fermata intermedia della metropolitana, sono costretti a fare i conti con la chiusura di viale Gramsci, una situazione non più sostenibile per gli innumerevoli disagi che porta con sé“.



Il Sindaco Di Stefano aveva chiesto lo stralcio di queste opere necessarie alla riattivazione della circolazione su viale Gramsci dal contratto di appalto generale per affidarle a terzi ma “solo promesse dalla controparte: prima si è parlato di settembre, poi di novembre e infine di dicembre. Nulla è cambiato“. Poi la stoccata al Sindaco di Milano Beppe Sala Sala fa tanto l’ambientalista e poi non fa nulla per sbloccare il prolungamento della M1 che significherebbe più mobilità sostenibile, meno traffico e meno inquinamento. Impiegare 9 anni per fare un chilometro e mezzo di galleria sembra una barzelletta, anche se purtroppo non lo è”.

# La replica dell’assessore ai trasporti del Comune di Milano: “Il sindaco di Sesto San Giovanni diffida il nostro comune pur sapendo che i lavori ripartiranno il 15 gennaio

Treno in sosta alla stazione di Sesto 1º Maggio FS della linea M1 della metropolitana di Milano.

La replica immediata a mezzo social da parte dell’Assessore ai Traporti Marco Granelli: “Il sindaco di Sesto S.Giovanni oggi diffida il comune di Milano sui lavori del prolungamento M1 da Sesto FS a Monza-Bettola. Eppure il suo Comune siede al tavolo dell’accordo di programma che guida i lavori. E quindi sa bene che si sta sottoscrivendo in questi giorni un accordo specifico, con testo già condiviso, per le sistemazioni superficiali di Sesto S.Giovanni e che farà ripartire i lavori il 15 gennaio 2021

L‘assessore crede che l’azione del Sindaco Di Stefano sia fatta per appropriarsi i meriti della riapertura dei cantieri, ma ammette i notevoli ritardi dell’opera: “E proprio ora diffida? Così quando partiranno i lavori fra 10 giorni dirà è stato merito suo? O perché vuole far saltare tutto l’accordo? È vero su quest’opera ci sono stati numerosi problemi con gli operatori e abbiamo lavorato assiduamente per trovare soluzioni e insieme abbiamo anche trovato risorse aggiuntive dal governo in due occasioni, facendo in modo che non ci siano costi aggiuntivi per i Comuni“.

La battaglia tra le amministrazioni sembra essere un ulteriore ostacolo al completamento di un’opera così importante per tutta l’area metropolitana. Questo è uno dei tanti esempi lampanti che dimostrano come Milano avrebbe bisogno di un unico ente per gestire un territorio così fortemente inurbato, sul modello della città-stato o città regione internazionali, in modo da agire in velocità senza i numerosi passaggi richiesti per accordarsi con i comuni interessati alle infrastrutture e con Regione Lombardia.

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Fonte articolo: Milano Today

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