Quello che l’Italia dovrebbe chiedere all’Europa (se ne avessimo il CORAGGIO)

Aumentare il deficit non è una cura: è una via sicura per il disastro. Invece il Parlamento Italiano deve chiedere all'Europa un atto di responsabilità

meno retorica, più responsabilità

ESTATE 2018. All’annuncio del governo italiano di voler aumentare il deficit i mercati internazionali reagiscono duramente. Si vendono ovunque i titoli di stato italiano, lo spread si impenna, i tassi di interesse sul debito mettono a rischio la tenuta dei conti dello Stato. Pochi giorni e si arriva al dietrofront: non ci sarà nessun aumento del deficit previsto. I mercati si calmano.

2 MARZO 2020. Il Parlamento italiano è compatto nel chiedere all’Unione Europea di aumentare il deficit per fare fronte all’emergenza coronavirus. L’Europa si dice d’accordo. Le forze politiche festeggiano e c’è già chi rilancia: bisogna aumentare il deficit ancora di più, fino ad almeno 20 miliardi.

La domanda è: aumentare il deficit è un regalo che ci fa l’Europa o è una “sòla” che viene rifilata ai cittadini italiani?

aumentare il deficit è un regalo che ci fa l’Europa o è una “sola” che viene rifilata ai cittadini italiani?

Aumentare il deficit non è la cura ma la via sicura per il disastro

Tutto il Parlamento italiano preme per aumentare il deficit.
Più deficit + caduta (prevista) del PIL = ?
Il risultato è matematico: impennata del debito.
Aumentare il deficit è una mossa semplice ma disastrosa per due motivi. Innanzitutto perchè indebitarsi di più significa che questo renderà ancora più difficile la ripresa a emergenza finita, visto che al debito pregresso dovremo anche aggiungere il nuovo debito con gli interessi. Ma questo è il meno.
La regola aurea dei mercati finanziari è che se annunci che aumenti il debito, i mercati vendono i titoli di stato e paghi in maggiori interessi più di quello che ottieni facendo più debito. Purtroppo l’economia non ha il cuore tenero, questo devono considerare i politici.
Forse è un caso, ma alla notizia della richiesta del Parlamento italiano di fare più debito, i mercati non hanno reagito a champagne: al momento in cui scrivo (ore 13 del 2/3/2020) la Borsa perde oltre tre punti, lo spread è passato da 170 a quasi 190.
Risultato? La richiesta di maggiore deficit ci sta già costando più dei due miliardi di maggior debito.

La verità è che chiedere più deficit significa chiedere all’Europa il permesso di fare pagare di più gli italiani

Quello che dovremmo chiedere all’Europa (se ne avessimo il coraggio)

Aumentare il deficit ha un solo grande vantaggio: è una richiesta semplice da fare perchè il vero vantaggio è per i creditori che devono concederlo, esattamente per lo stesso motivo perchè esistono le banche. Ogni debito è un guadagno per chi presta i soldi non per chi se li fa dare.

La domanda che però ci dobbiamo fare è: in una situazione di oggettiva emergenza, se abbiamo bisogno di soldi, che cosa possiamo fare?
La risposta di buon senso è che se si è in difficoltà si chiedono aiuti, non si fanno più debiti. Se fossimo in difficoltà per una grave emergenza cosa diremmo a chi ci dice: “vatti a indebitare”? Al limite accetteremmo prestiti ma solo a tasso zero, altrimenti non si tratta di un aiuto ma di un affare. Un affare che gli italiani pagheranno a caro prezzo.
Allora che fare?

Per fare fronte all’emergenza occorrono politiche di emergenza: il Parlamento deve avere il coraggio di chiedere compatto a Bruxelles una risposta all’emergenza. Ad esempio di destinare un budget a fondo perduto per fronteggiare l’emergenza o, almeno, la moratoria sugli interessi del debito pubblico, socializzandoli tra i diversi stati europei che non risultano colpiti dalla crisi.
L’Europa deve assumersi la responsabilità di una causa di forza maggiore che sta mettendo in ginocchio un suo territorio. Indebitarsi e fare precipitare ancora di più il Paese nella morsa di maggiori interessi e spread a picco è una politica facile ma irresponsabile. E in questo momento Milano e l’Italia hanno bisogno di tutto tranne che di politiche irresponsabili.

Per fare fronte all’emergenza occorrono politiche di emergenza: il Parlamento deve avere il coraggio di chiedere compatto a Bruxelles una risposta all’emergenza. Ad esempio di destinare un budget a fondo perduto per fronteggiare l’emergenza o, almeno, la moratoria sugli interessi del debito pubblico

ANDREA ZOPPOLATO

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