5 cose che Londra potrebbe INVIDIARE a Milano (e viceversa)

Anche se sembra strano, ci sono almeno 5 motivi per cui la grande capitale inglese potrebbe invidiarci

londra vs milano
Greater London Authority Boroughs con codice postale. Credits: amazon.it | XYZ Maps

Londra è la città globale per antonomasia: dopo esser stata de facto la capitale del mondo per più di un secolo, ancora oggi guida le classifiche dei think tank dediti allo studio degli agglomerati urbani, dal GAWC della Loughborough University all’Institute for Urban Strategies con il suo Global Power City Index.

Per forza di cose, in un confronto aperto con la capitale inglese Milano non può che uscirne con le ossa rotte. Eppure, anche la nostra città ha delle peculiarità che, se giocate bene, potrebbero renderla più appetibile persino di un hub come Londra. Caratteristiche che dovremmo mettere in campo per venderci sul mercato mondiale. La domanda che ci siamo fatti è: che cosa dovremmo invidiare a Londra? E che cosa invece la capitale inglese potrebbe invidiare a Milano?

5 cose che Milano invidia a Londra

#1 Il livello di internazionalizzazione

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Ci sono detrattori che la chiamano Londonistan. Ma al netto dei ghetti, che esistono (si pensi a Shepherd’s Bush o a Whitechapel solo a titolo esemplificativo), degli accoltellamenti e della microcriminalità di matrice straniera che stanno arrivando a livelli record, a Londra esistono anche migliaia di punti di ritrovo, ristoranti, supermercati e centri culturali, afferenti alle parti del mondo più disparate, ma al contempo ben assimilate nel contesto urbano, avulse da quell’aria di degrado che permea i corrispettivi milanesi, ma anzi luoghi d’eccellenza del vivere cittadino.

#2 Gli aeroporti

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Credits: thesun.co.uk

Milano, purtroppo, è un nodo di terza categoria quando si parla di infrastrutture aeroportuali, hub globali e collegamenti diretti, sia a livello qualitativo sia a livello quantitativo. Malpensa, che dovrebbe essere la nostra porta sul mondo, ha chiuso il 2019 col record storico di 29 milioni di passeggeri, dovuto in gran parte, parliamoci chiaro, alla chiusura per tre mesi di Linate. Di contro, Heathrow, il principale hub londinese, è già oltre quota 80 milioni. La città di Londra, con i suoi sei aeroporti, è di gran lunga il nodo aeroportuale numero uno al mondo, un dato spesso nascosto dalle statistiche che presentano liste ordinate per singoli aeroporti dove spiccano giganti come Atlanta, Pechino o Dubai (quest’ultima per passeggeri internazionali). Il confronto con Milano è impietoso. Un indicatore clamoroso è quello dei collegamenti diretti con le due principali economie del mondo: Malpensa offre due rotte senza scalo per gli Stati Uniti e tre per la Cina. Heathrow ci surclassa, con 26 voli per gli USA e 13 per il Celeste Impero.

#3 La grandeur

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Credits: tripsavvy.com

Grandeur è grandiosità, sfoggio, esibizione di potenza, termine legato soprattutto al (presunto) ruolo della Francia gollista nel consesso internazionale ma che in qualche modo rappresenta anche ciò che contraddistingue le capitali europee, che mostrano il proprio orgoglio su piazze, monumenti e strade che sono innanzitutto spaziose. Ecco, tutto si può dire di Milano tranne che sembri una capitale mondiale: nei suoi angusti 180 km² mancano decisamente gli slarghi e i vialoni che possiamo trovare a Londra come a Parigi e a Madrid, ma anche a Roma e persino a Torino.

 

#4 La City

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La City ha una popolazione residente di circa 7000 abitanti, che sale a oltre 300.000 unità durante le giornate lavorative, grazie al settore dei servizi finanziari e assicurativi: si tratta infatti di un fondamentale centro economico e finanziario che, da due-tre secoli, è considerato uno dei più importanti al mondo, tanto da risultare primo nell’indice dei centri del commercio globale pubblicato da MasterCard. Un numero incredibile di multinazionali ha la sua sede principale nella città, tra cui Aviva, BT Group, Lloyds Banking Group, Old Mutual, Prudential, Schroders, Standard Chartered e Unilever, così come alcuni dei più grandi studi legali del mondo, di cui quattro del “Magic Circle” (Allen & Overy, Freshfields Bruckhaus Deringer, Linklaters e Slaughter & May), nonché altri come DLA Piper, Eversheds Sutherland, Herbert Smith Freehills e Hogan Lovells. Decisamente, un wet dream milanese.

 

#5 L’autonomia

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Greater London Authority Boroughs con codice postale. Credits: amazon.it | XYZ Maps

Con l’attuazione della Brexit Londra ne vorrà ancora, ne vorrà di più. Ma intanto, dopo l’apposito referendum del 1998, nella capitale inglese è stata istituita la Greater London Authority (GLA), un soggetto con competenze autonome rispetto al governo nazionale. Le aree assegnate al GLA riguardano essenzialmente i trasporti, lo sviluppo economico e l’ordine pubblico. Come competenze distintive il GLA ha la possibilità di scegliere se adottare o no alcuni tipi di leggi nazionali (le cosiddette byelaws) e di presentare proposte di legge per la tutela degli interessi della comunità (local e private bills). In sintesi, il referendum del 1998 ha aperto la strada a una Londra autonoma dal governo centrale, con ottimi risultati. Ci arriveremo anche noi?

 

5 cose che Londra potrebbe invidiare a Milano

#1 L’ATM a Natale

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Credits: nanopress.it

Che ci crediate o no, a Londra il giorno di Natale il trasporto pubblico non funziona. Chiusura totale: zero metro, zero autobus, per tutto il giorno. Zero treni in tutta l’Inghilterra. L’unico modo per spostarsi sono i taxi (che viaggiano a tariffe triplicate) e i pullman della National Express nel malaugurato caso vi trovaste in un affollatissimo aeroporto (tutti i voli sono operati regolarmente). Una realtà sciagurata e anacronistica, completamente inadatta ad una capitale mondiale della nostra epoca. Qui, ATM batte TfL 5-0.

 

#2 Il costo delle case

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Prezzi al mq per l’acquisto di appartamenti in centro città. Fonte: numbeo.com

La bolla immobiliare delle grandi città di tutto il mondo ha ormai raggiunto livelli francamente inaccettabili. Nella primavera 2019 i cittadini di Berlino hanno indetto una class action per espropriare ai grandi proprietari del mattone tutte le migliaia di appartamenti sfitti che rendono fuori mercato le stanze cittadine. Una dinamica perversa che agisce anche a Milano dove ormai non c’è più una corrispondenza sensata tra prezzo degli affitti e salari medi. Tuttavia, la situazione resta più vivibile rispetto a Londra, dove nella Zona 1 è impensabile risiedere per il 99% dei lavoratori e dove i prezzi delle case al metro quadrato sono in media il doppio rispetto a Milano. Il prossimo decennio del mercato immobiliare nella nostra città dovrebbe essere florido, speriamo però che questi sviluppi vengano governati da politiche serie e umane.

 

#3 L’essere a misura d’uomo

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Credits: Andrea Cherchi

Per chi abita nel centro città potrà sembrare assurdo, ma a Milano il concetto di periferia è un po’ ridicolo: qualsiasi zona del comune è a non più di 20 minuti di metro da Piazza Duomo. Un lusso che gli abitanti di Londra non possono certo permettersi, essendo la capitale inglese estesa su un’area quasi 10 volte maggiore (1737 km² contro 180 km²). Aggiungiamo il fatto che Londra conta quasi 10 milioni di abitanti, contro gli 1.4 di Milano, e capiremo subito come potenzialmente la nostra città abbia un valore nascosto del quale troppo spesso pare manchi consapevolezza.

 

#4 Le Fashion Week

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Credits: d.repubblica.it

Parte delle Big Four nel settore della moda, insieme proprio a Londra, Parigi e New York, dal 1958 la Settimana della Moda di Milano è un evento enorme che evidenzia tutte le gamme di tendenze nell’industria del fashion. Organizzata due volte l’anno, ha visto i più importanti stilisti del settore, come Prada, Ji Wenbo e Armani, insieme al gotha dell’haute couture mondiale, sfoggiare il loro meglio. Tra le Big Four, la settimana londinese è invece la più giovane (parte nel 1984), ma nonostante sia per forza di cose un avvenimento mondiale, non ha ancora lo status leggendario di quella milanese. Che è seconda, forse, solo a quella di Parigi.

Leggi anche: La prima classifica delle week milanesi 2020 (con SORPRESA)

#5 La Champions League: 10 a 1

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Credits: Andrea Cherchi

Per una città che ha cinque squadre in Premier League, Arsenal, Chelsea, Crystal Palace, Tottenham e West Ham, con un conseguente giro d’affari miliardario, aver alzato una sola (e rocambolesca) Champions League dev’essere uno smacco non da poco. Con in più il fatto che gli inglesi si ritengono, a ragione, i padri fondatori del gioco del calcio. Nulla a che vedere con Milano, unica città ad aver vinto la massima competizione europea con due diverse squadre, per un totale di 10 volte in cui abbiamo alzato la coppa dalle grandi orecchie (7 volte il Milan e 3 l’Inter). Chapeau.

 

HARI DE MIRANDA

 

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