“Via da Roma”, “Da noi funziona così”: esplode la RIVOLTA AUTONOMISTA delle regioni. E se la soluzione fosse il modello bottom up della Svizzera?

Le richieste delle regioni sono motivate dalle esigenze differenti dei loro territori. Come via di uscita il governo sembra procedere a un maggiore accentramento dei poteri. Una scelta che per le caratteristiche di diversità dei territori italiani rischia di rivelarsi suicida e di fare da miccia a tensioni autonomiste

"Los von Rome - via da Roma". Divampa la rivolta in Alto Adige

La partenza della contraddittoria “Fase 2” ha acceso i contrasti tra enti istituzionali di ogni grado: i comuni contro le ordinanze delle regioni e le regioni contro i decreti del governo. Uno scontro istituzionale come non si era mai visto nella storia della Repubblica e che potrebbe avere degli strascichi finita l’emergenza, al momento ancora in una fase cruciale. Cosa stanno facendo gli enti locali?

“Via da Roma”, “Da noi funziona così”: esplode la RIVOLTA AUTONOMISTA delle regioni. E se la soluzione fosse il modello bottom up della Svizzera?

#1 La Calabria scavalca il Governo e riapre tutto con un mese d’anticipo: “Altrimenti qui finisce tutto nelle mani della criminalità”

Le tipicità della Calabria. Al nord riaprono le grandi imprese, ma la Calabria non le ha. Ha invece un tessuto di negozi e di esercizi commerciali che se non aprono per un altro mese rischiano di finire nelle mani della criminalità. E tutto questo in una regione che ha contagi nulli o irrisori.


Questo il senso della richiesta di Presidente della Regione Calabria Jole Santelli che ha firmato un’ordinanza per consentire da subito, con un mese d’anticipo, la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismi con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto previo il rispetto delle misure minime anti-contagio e ferma restando la normativa di settore. Anche per gli sport individuali è stata prevista una partenza anticipata seppur di qualche giorno.

La reazione del Governo si è sostanziata nell’invio di una diffida e successiva impugnazione dell’ordinanza se non ci sarà una marcia indietro dalla Regione. Nel frattempo numerosi comuni come Isola di Capo Rizzuto in provincia di Crotone o il capoluogo regionale Catanzaro hanno firmato ordinanza per recepire e rispettare quanto previsto dal decreto dello Stato, così come molte attività hanno comunicato di seguire quanto deciso dalla governatrice calabrese.

Fonte: giornalettismo.com



#2 Veneto: “Da noi la gente vuole andare a lavorare, non ci chiedono sussidi o redditi di cittadinanza, da noi funziona così”

Le tipicità del Veneto. Una delle Regioni più colpite è stata la prima a riuscire a gestire l’epidemia grazie a una serie di iniziative più simili a quanto hanno fatto nazioni come la Germania o la Corea rispetto al resto d’Italia. Questo ha portato ad abbattere contagi e mortalità in un territorio con le aziende orientate all’export che soffrono particolarmente per la chiusura delle attività, a causa della perdita di competizione sui mercati internazionali.

Leggi anche: L’Italia che funziona: le 7 mosse vincenti di EMILIA e VENETO nell’emergenza coronavirus

Ancora prima della sua collega Santelli, il 26 aprile Luca Zaia aveva introdotto un’ordinanza che consentiva spostamento individuale per attività motoria e all’aria aperta, anche in bicicletta in tutto il territorio del Comune di residenza, con obbligo di evitare gli assembramenti e di rispetto della distanza un metro, con mascherina e guanti e garantendo l’igiene. Consentito inoltre per i residenti in regione lo spostamento sul territorio per raggiungere seconde case di proprietà o imbarcazioni di proprietà, per lavori di manutenzione e ammessa la vendita di cibo per asporto tramite veicolo senza l’uscita dei passeggeri. “Non ho nessuna volontà di sollevare conflitti né di politicizzare la questione, ma bisogna trovare una soluzione. Quello che fa il Governo non funziona perché il ragionamento che sottende dà un approccio sbagliato alla questionee aggiunge cheDa noi la gente vuole andare a lavorare, non ci chiedono sussidi o redditi di cittadinanza, da noi funziona così, magari non ovunque la pensano in questo modo, ma da noi i cittadini vogliono tornare al lavoro.”

Fonte: ilgazzettino.it

#3 Emilia Romagna: sì agli allenamenti alle squadre di calcio, no alle spiagge. E il Sindaco di Riccione si ribella

Le tipicità dell’Emilia. Insieme a Lombardia e Piemonte, l’Emilia Romagna è una delle regioni ancora più colpite dal Covid-19. La provincia di Piacenza, in particolare, segna il massimo tasso di mortalità in Italia e uno dei più alti al momento. D’altra parte, il tessuto produttivo preme per rimettersi in marcia e la riviera spinge per preparare una stagione stiva che appare quanto mai problematica.

Da lunedì 4 maggio in Emilia Romagna sarà consentito raggiungere seconde case di proprietà, camper e roulotte ma solo individualmente, per attività di manutenzione e solo se la seconda casa si trova nella provincia dove si risiede ritornando in giornata. Saranno consentiti i mercati alimentari e le attività sportive quali la pesca sportiva, la caccia di selezione, il ciclismo e la corsa. Inoltre rispetto a quanto previsto dal Governo i calciatori potranno allenarsi individualmente, prima quindi del 18 maggio, nei rispettivi centri sportivi con le quattro squadra di Serie A regionali che hanno reagito diversamente: Bologna e Sassuolo riprenderanno le attività, mentre Spal e Parma attenderanno la definizione del protocollo sanitario. I parrucchieri ed estetisti potrebbe anticipare l’apertura rispetto al 1 giugno.

C’è però un norma che ha fatto indispettire il Sindaco di Riccione Renata Tosi ed è quella sul divieto di passeggiate sull’arenile e primi bagni in mare, a differenza delle Marche, fino a data da destinarsi. “Chiudere la spiaggia è una follia che uccide il faticoso cammino intrapreso da tutta la Romagna per dare speranza a un’economia che stava per rialzare la testa dopo un periodo terribile di incertezza sul futuro“, ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo che “a Riccione dal 4 maggio saranno possibili le passeggiate anche sulla spiaggia con il dovuto distanziamento e mascherina” ribadendo che “chiudere la spiaggia è un controsenso: se si può camminare nei parchi non si capisce perché non si possa fare in riva al mare.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

#4 Il governatore marchigiano Ceriscioli: “Le spiagge riaprono lunedì 4 maggio

Le tipicità delle Marche. Regione molto colpita anche se in calo nei contagi, ripone grandi speranze sulla ripresa del turismo.

Nelle Marche si potranno fare le passeggiate sulla battigia e i lavori all’interno degli stabilimenti, mentre locali e ristoranti potranno fare il take away, per l’apertura della stagione estiva la data ipotizzata è il 29 maggio. Il presidente regionale afferma che “Non si potrà prendere il sole stesi sull’arenile ma si arriverà fino all’acqua del mare” e potranno prendere il mare anche le imbarcazioni da diporto ed i pescatori di mare con la canna. Inoltre tutti gli sport con allenamenti individuali saranno ammessi.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

#5 Trentino Alto Adige: maggiore libertà a cittadini e imprese per contrastare le tensioni indipendentiste

Le tipicità dell’Alto Adige. “L’approccio romano, che presuppone cittadini quasi inabili, non rispecchia il carattere del nostro popolo” ha dichiarato il Presidente Kompatscher denunciando il trattamento riservato dal governo italiano ai cittadini italiani. In Alto Adige le politiche del governo di Roma nella gestione della crisi sanitario stanno aumentando le tensioni indipendentisti. Si stanno diffondendo in tutta la regione le scritte “Los von Rome”, via da Roma.

Il presidente Kompatscher ha affermato che non ci sarà “Nessun tipo di strappo istituzionale, dal 18 maggio saremo tutti allineati”, ma di fatto anticipa tutte le misure previste dal governo. Infatti l’8 di maggio riapriranno le attività commerciali e le attività produttive nei settori industria e artigianato, l’11 maggio quelle inerenti ai servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti e anche i servizi di ristorazione e i bar, oltre a musei e biblioteche. Il 25 maggio potranno riaprire le strutture ricettive turistiche presenti e gli impianti a fune. Dal 4 maggio, inoltre, ci si potrà muovere liberamente nella regione anche per “motivi di studio”.

Dopo la richiesta di Bolzano dello stop al versamento delle imposte locali al governo per tutto il 2020 per far fronte alle spese di gestione dell’emergenza, il Trentino spinge per far valere le ragioni di una regione autonoma ed efficiente come dimostrati dai fatti, facendo leva sulla responsabilità dei sui cittadini per accelerare la Fase 2.

# Nello spirito milanese di Cattaneo è giunta l’ora di adottare il modello bottom up della Svizzera?

Le richieste delle regioni sono motivate dalle esigenze differenti che nascono nei loro territori. Questo stride con la richiesta del governo di applicare ovunque regole uniformi. Come via di uscita a questo scontro istituzionale la linea del governo sembra quella di procedere a un maggiore accentramento dei poteri nelle mani dello Stato. Una scelta che per le caratteristiche di diversità dei territori italiani rischia di rivelarsi suicida e di fare da miccia a tensioni autonomiste. Crediamo che invece sia giunta l’ora di ritornare a un grande della storia d’Italia che ai tempi dell’unificazione si era battuto per dare al Paese un assetto federalista.

Il milanese Carlo Cattaneo ricordato per le sue idee federaliste e convinto sostenitore della richiesta di maggiore autonomia del Regno Lombardo-Veneto dalla corte di Vienna, fu tra i principali attori nelle cinque giornate di Milano. Secondo lui “la società è un fatto naturale, primitivo, necessario, permanente, universale…“, è sempre esistito un “federalismo delle intelligenze umane“: è sorto perché è un elemento necessario delle menti individuali. Così come le menti si devono federare, lo stesso devono fare gli stati europei che hanno interessi di fondo comuni, attraverso il federalismo i popoli possono gestire meglio la loro partecipazione alla cosa pubblica: “il popolo deve tenere le mani sulla propria libertà“, il popolo non deve delegare la propria libertà ad un popolo lontano dalle proprie esigenze. La libertà economica è fondamentale per Cattaneo, è la prosecuzione della libertà di fare: “la libertà è una pianta dalle molte radici” e nessuna di queste radici va tagliata sennò la pianta muore. La libertà economica necessita di uguaglianza di condizioni, le disparità ci saranno ma solo dopo che tutti avranno avuto la possibilità di confrontarsi.

Cattaneo prese ad esempio il modello statunitense e quello elvetico di democrazia diretta, ed è proprio questo su cui potrebbe puntare l’Italia: la confederazione svizzera applica con regolarità molti istituti di democrazia diretta a livello nazionale, cantonale e comunale. Le competenze di Confederazione, Cantoni e comuni sono ripartite secondo il principio di sussidiarietà, secondo il quale, tutto quanto può essere fatto da un livello politico più basso non deve essere assunto da un’istanza ad esso sovraordinata. In parole povere il potere decisionale è più vicino ai cittadini, al contrario dello Stato italiano che opera maggiormente attraverso l’accentramento di funzioni. Visti i risvolti di quest’emergenza sarebbe forse il caso di un cambiamento radicale più vicino al modello svizzero?

Leggi anche: Carlo Cattaneo sognava per l’Italia un ordinamento federale sul tipo svizzero

Svizzera: il Paese a cui tutte le città stato guardano

FABIO MARCOMIN

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