A Vilnius l’iniziativa choc: lasciare ai locali gli SPAZI ALL’APERTO per garantire la distanza di sicurezza. Un’idea da testare a Milano?

"La misura dovrebbe aiutare a conservare posti di lavoro e mantenere viva la città". Bar, ristoranti e piccoli negozi potrebbero venire riaperti, riducendo i rischi collegati alla minore distanza nei piccoli locali e alla maggiore contagiosità negli spazi chiusi

Credits: 10cose.it - Vilnius

Arriva da Vilnius, capitale della Lituania, un’idea creativa per far ripartire con tutte le precauzioni e in fretta la vita quotidiana: la proposta del sindaco di trasformare la città in un vasto caffè all’aperto, cedendo gran parte del suo spazio pubblico ai proprietari di bar e, allo studio, di ristoranti e altri negozi, consentendo una ripresa graduale osservando le regole di distanza fisica.

A Vilnius l’iniziativa choc: lasciare ai bar gli SPAZI ALL’APERTO per garantire la distanza di sicurezza. Un’idea da testare a Milano??

# Il primo cittadino di Vilnius: “La sicurezza pubblica è rimasta la massima priorità della città, ha affermato il sindaco, ma la misura dovrebbe aiutare i caffè a aprirsi, lavorare, conservare posti di lavoro e mantenere viva Vilnius

Il ministero della salute della Lituania ha imposto ai locali regole di distanziamento fisico e misure di sicurezza con un numero limitato di clienti contemporaneamente, obbligo delle mascherine in tutti gli spazi pubblici e i tavoli di caffè e ristoranti che devono essere posizionati ad almeno due metri di distanza. Nel centro storico di Vilnius, Senamiestis, patrimonio mondiale dell’UNESCO, le stradine rendono difficile posizionare più di un paio di tavoli all’esterno, per questo il Sindaco Remigijus Šimašius ha avuto questa idea: “Piazze, strade – i caffè nelle vicinanze saranno autorizzati a allestire tavoli all’aperto gratuitamente in questa stagione e quindi condurre le loro attività durante la quarantena. La sicurezza pubblica è rimasta la massima priorità della città, ha affermato il sindaco, ma la misura dovrebbe aiutare i caffè a aprirsi, lavorare, conservare posti di lavoro e mantenere viva Vilnius“.

La città è partita con diciotto spazi pubblici della città, compresa la sua piazza centrale della Cattedrale e ci sono già oltre 160 candidati che hanno accettato l’offerta di ampliare la propria attività su strada.

Fonte: theguardian.com

# Milano un test per l’Italia: consentire l’attività all’aperto a locali e negozi per aumentare la sicurezza

Il piano denominato “Milano 2020. Strategia di adattamento“, aperto alla discussione dei cittadini, propone una strategia di riapertura nell’osservanza delle misure di sicurezza e prevede al momento di:

  • facilitare la possibilità di posare tavolini per bar e ristoranti sulle aree di sosta ai fini di recuperare parte della capienza persa all’interno col distanziamento
  • favorire l’uso dello spazio pubblico all’aperto per eventi culturali e sportivi prevedendo facilitazioni e agevolazioni

“In particolare per attività commerciali e di somministrazione si prevede di introdurre il limite di velocità di 30 km/h in maniera diffusa in città, norma che consente anche l’incremento di spazi per tavolini a margine della carreggiata o in sostituzione dei posti auto.”

Credits: genitoriantismog – Un esempio dall’estero, tavolini al posto di parcheggi a bordo strada

Mutuando l’esempio di Vilnius si potrebbero attuare queste misure in modo più audace, le strade e piazze di Milano sono larghe abbastanza per poter ridurre il traffico veicolare e garantire a tutte le attività di esercitare anche all’aperto, così come i parchi, per consentire il ritorno alla piena attività di parrucchieri, bar, ristoranti, librerie, piccoli negozi che potrebbero venire riaperti, riducendo i rischi collegati alla minore distanza nei piccoli locali e alla maggiore contagiosità negli spazi chiusi

Usando un po’ di creatività e fantasia, fino a che l’emergenza sanitaria da Covid-19 non sarà rientrata, si può creare un modello di ripartenza dell’economia, rimanendo all’interno delle indicazioni espresse dalla task force.

FABIO MARCOMIN

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