7 TRAGEDIE a cui Milano è sopravvissuta

Il coronavirus ci ha fatti piombare nel baratro emotivo di chi si trova a vivere una situazione non facile senza sapere quando ne uscirà. In realtà, guardando al passato, possiamo renderci conto di quante tragedie abbiamo già superato nel corso della storia. Come queste sette

Il coronavirus, involuto protagonista della prima metà del 2020, ci ha fatti piombare nel baratro emotivo di chi si trova a vivere una situazione non facile senza sapere quando ne uscirà. In realtà, guardando al passato, possiamo renderci conto di quante tragedie abbiamo già superato nel corso della storia.

7 TRAGEDIE a cui Milano è sopravvissuta

#1 La strage dei Goti

A cavallo tra il 538 e il 539 d.C., Milano, sotto l’assedio dei Goti, dovette subire anche le conseguenze delle diatribe tra i comandanti Belisario e Narsete, e le decisioni di Mundila, comandante della guarnigione imperiale di Milano. Il risultato fu la strage di 300 mila cittadini milanesi (un numero che varia a seconda delle narrazioni), trucidati dal nemico.


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#2 La caduta dell’Impero Romano d’Occidente

La caduta del generale Stilicone, decapitato, lascia a Onorio la libertà di portare da Milano a Ravenna la capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Siamo nel 408 d.C.. e Milano cade nelle mani barbariche, di cui parlerà secoli più avanti il Manzoni con queste parole: “Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti, dai boschi, dall’arse fucine stridenti”. 

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#3 Le due storiche pestilenze

La peste colpì Milano nel 1630, decimando la popolazione, che a quei tempi, limitata entro la cerchia dei bastioni, contava circa 100mila abitanti. La pestilenza falcidiò circa 1000 persone al giorno e in totale il numero impressionante di 60mila.
Ma la peste aveva già colpito l’Italia, nel 1347 e 1348. Si diffuse inizialmente in Sicilia e a Genova e poi in tutta la Penisola, risparmiando parzialmente il territorio del Ducato di Milano (come abbiamo spiegato nel dettaglio in questo articolo). La peste nera eliminò un terzo della popolazione del continente, con una stima di circa 20 milioni di vittime. 

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#4 I bombardamenti degli alleati del 1943

L’attacco degli Alleati su Milano durante la seconda Guerra Mondiale fu tra i più devastanti: da una parte, i velivoli del Bomber Command britannico, che decollavano dal sud dell’Inghilterra, dall’altra i bombardieri statunitensi dalle basi pugliesi e della Linea Gotica (ribattezzata da Hitler Linea Verde) e, in aggiunta, il 205° Bomb Group britannico. Un bombardamento continuo che fece circa 2mila vittime.

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#5 Federico Barbarossa

L’assedio di Milano nella guerra che Federico Barbarossa indisse contro il comune nel XII secolo fu devastante. Tutto iniziò nella primavera del 1161, quando il Barbarossa si concentrò sull’attacco alla campagna milanese, messa a ferro e fuoco per interrompere le vie di comunicazione verso la città. La sua intenzione era quella di ottenere una resa di Milano senza combattimenti. I milanesi si sarebbero arresi solo in cambio di alcune condizioni, che il Barbarossa però non accettò. Quando quest’ultimo decise per una punizione, appoggiato dalle altre città lombarde rimastegli fedeli, invidiose del potere milanese e desiderose di espandere i loro commerci sulla Pianura Padana, rase al suolo Milano.

#6 Gli austriaci 

Durante le Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848), le battaglie strada per strada prima di cacciare le truppe del generale Josef Radetzky, rappresentante dell’autorità della monarchia asburgica, causarono la morte di 400 cittadini (ne furono feriti altri 600). Radetzky prova a mettersi al riparo all’interno del Castello Sforzesco ma alla fine è costretto a fuggire con le sue truppe. Il 23 marzo Milano è libera. La città lombarda, fu macchiata di lacrime e sangue, ne uscì vincitrice. Anche se si trattò di una vittoria tradita. 

#7 I Savoia

Ne hanno combinate di tutti i colori a Milano. Il fatto più vergognoso accadde proprio in seguito alle cinque giornate quando la Milano liberata dagli austriaci si offrì al re del Piemonte con il plebiscito del 12 maggio 1848. Il 14 luglio arrivò anche Garibaldi. I giochi sembravano fatti ma re Carlo Alberto tradì i milanesi: il 6 agosto firmò l’armistizio con gli austriaci riconsegnando così Milano al nemico di sempre. Si dice che il detto sui torinesi “falsi ma cortesi” sia nato dopo quelle misere vicende e che il rito di calpestare le balle del toro, simbolo di Torino in Galleria, derivi da quello storico tradimento. 

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VALENTINA SCHENONE

 

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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