Le lingue regionali più parlate in Italia: vince il napoletano

Caratteristiche e curiosità delle lingue regionali più parlate in Italia

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La lingua dialettale che viene ancora più parlata in Italia? Il napoletano. Almeno secondo un report di Ethnologue. Il lombardo si piazza al quarto posto. Vediamo la classifica e le caratteristiche dei più parlati.

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Le lingue regionali più parlate in Italia: vince il napoletano

#1 Napoletano: 7,5 milioni di persone

Per molti è una vera e propria lingua, risalente al Regno di Napoli, quando era la lingua ufficiale del regno. Nel 1442 dall’unificazione delle Due Sicilie finì col sostituire parzialmente il latino nei documenti ufficiali e nelle assemblee di corte a Napoli, per decreto di Alfonso I. E’ l’unico dialetto utilizzato frequentemente nella cultura popolare, tra cui la musica pop dive il napoletano spadroneggia con autori come Geolier, Rocco Hunt e Clementino. Tra le parole più celebri: capa (testa), guappo (bullo), mariuólo (malfattore), sciuscià (lustrascarpe), tamarro (zotico), zoccola. 

#2 Siciliano: 5 milioni di persone

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In questo caso viene considerata una vera e propria lingua dall’Unesco: idioma romanzo di ceppo italo-dalmata riconosciuto dalla Regione Siciliana e dall’Unione Europea. Come per il napoletano, il numero di chi lo parla è molto superiore, se si considerano gli emigrati diffusi in tutto il mondo. Tra le nazioni dove il siciliano è più diffuso ci sono:  Stati Uniti d’America (dove è anche presente l’argot vernacolare conosciuto come siculish), il Canada, l’Australia, l’Argentina, l’Uruguay, il Venezuela, il Belgio, la Germania e la Francia meridionale. In siciliano l’ausiliare per formare i tempi composti è il verbo avere (aviri), il verbo essere (èssiri) si usa solo per la forma passiva. Alcune curiose differenze con l’italiano: sì si dice se, no si dice anche nonzi, arrivederci si dice Salutamu, tante grazie si dice Grazzi assai.

#3 Veneto: 3,8 milioni

Altra vera e propria lingua parlata in veneto e in parte di Trentino e del Friuli. Secondo un’indagine condotta nel 2007 dall’ISTAT in Veneto, quasi il 70% degli interpellati dichiarava di parlare, oltre all’italiano, anche il veneto. «[Il veneto è] la lingua più bella e più dotta di tutte, nella quale esala tutta la grandezza della lingua greca!» scriveva l’umanista Pontico Virunio. Sono numerose le parole italiane di origine veneta, tra cui ballottaggio, arsenale, pantaloni, gnocchi e la parola più diffusa in Italia: ciao. 

#4 Lombardo: 3,6 milioni

La lingua lombarda appartiene al ceppo gallo-italico, caratterizzata da un substrato celtico e da un superstrato longobardo. È parlata in Lombardia e nella porzione orientale del Piemonte, oltre che nella Svizzera italiana e in parte del Trentino occidentale. Presenta molte familiarità con le lingue galloromanze d’oltralpe, come l’occitano, il romancio e il francese. La più grande influenza all’origine del lombardo è quella dei Celti. Una curiosità? Si parla una derivazione del lombardo anche in alcune aree di Basilicata e Sicilia.

# Le altre

Staccate di circa due milioni ci sono poi Emiliano (1,5), Romagnolo (1,5) e Sardo (1,1). In particolare quest’ultima è considerata una lingua autonoma dagli altri sistemi dialettali di area italica, gallica e iberica e pertanto classificata come idioma a sé stante nel panorama neolatino. Dal 1997 la legge regionale riconosce alla lingua sarda pari dignità rispetto all’italiano.

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ANDREA ZOPPOLATO

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.

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