L’unico italiano vincitore del PREMIO NOBEL per la PACE è MILANESE!

Milanesi popolo di Santi, Artisti, Lavoratori e....vincitori di Nobel. Forse non sapevi che l’unico nobel italiano per la pace è milanese.


Passeggiando per i viali del parco Indro Montanelli può capitare a tutti di imbattersi nella statua a mezzo busto di un uomo dalla sottile barba e i folti baffi, una mano appoggiata al panciotto e un altra rivolta in basso come a volerci indicare l’epigrafe che lo riguarda.

Quest’ uomo si chiama Ernesto Teodoro Moneta, un nome probabilmente sconosciuto alla maggior parte degli italiani, e fu, come si può ben leggere:”Garibaldino, pensatore publicista e, soprattutto, apostolo della pace fra libere genti”.


Se il personaggio inizia a farsi interessante, va inoltre ricordato che Moneta è stato l’unico italiano ad aver vinto il Premio Nobel per la Pace.

Un uomo che vale la pena di ricordare, cercando anche di capire cos’abbia fatto per aggiudicarsi un simile premio.

L’unico italiano vincitore del PREMIO NOBEL per la PACE è MILANESE!

# Un Milanese nazionalista e pacifista



Nato a Milano nel 1833 da antica famiglia milanese, visse la sua infanzia tra il suo palazzo cittadino e le ville di famiglia nella verde campagna brianzola di Missaglia.

Fervente patriota, partecipó appena quindicenne alle cinque giornate di Milano e, nel 1860, seguì Garibaldi nella spedizione dei Mille. Interrotta la carriera militare, Moneta decise di darsi al giornalismo collaborando con il quotidiano “Il Secolo”, di cui divenne direttore nel 1869, con articoli inneggianti al pacifismo e alla lotta non armata come l’abolizione della leva obbligatoria e dell’esercito a favore di un addestramento dei singoli cittadini capaci di difendere la propria patria in caso di pericolo, la “nazione militante”.

Nel 1887, assieme a Francesco Viganò e Angelo Mazzoleni, fondó a Milano “l’unione lombarda per la pace e l’arbitrio” atta a diffondere sentimenti umanitari per la cessazione delle guerre, favorire la fratellanza fra popoli e risolvere arbitramente le vertenze internazionali.

Grazie a questa piccola società pacifista e al giornalismo Moneta riuscì a toccare gli animi e la sensibilità degli italiani, pubblicando un almanacco annuale chiamato “L’amico della pace” e fondando la rivista “Vita internazionale” che gli valse il titolo di rappresentante italiano per la Commissione dell’International Peace Bureau nel 1895.

# Nobel per la pace

Il suo attivismo lo portò, in occasione dell’Expo di Milano del 1906, ad edificare un padiglione totalmente dedicato alla Pace, ponendo ulteriormente le basi per la candidatura al Premio Nobel.

Nel 1907  partecipó al XVI Congresso Universale di Monaco di Baviera come presidente della Federazione delle Società Italiane della Pace lavorando contro la guerra nel mondo e promuovendo un movimento pacifista, che gli valsero il Nobel per la Pace 1907 assieme al francese Louis Renault.

Durante la cerimonia di premiazione svoltasi ad Oslo, Moneta ricordò l’evento che scaturì in lui la voglia di diventare Operatore di Pace: il veder morire di fronte a lui tre soldati austriaci durante i moti milanesi, il vederli non più come nemici ma come semplice uomini tali e quali a lui.

Un uomo che quindi decise di spendere se stesso per la creazione di una società pacifica e non violenta, un italiano, un milanese che, sebbene criticato e in parte dimenticato dai più, contribuì con il proprio nome ad inserire la nostra Italia nella lista dei Peacemakers.

MATTIA GALBIATI

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