La SERIE su Milano che NON è Milano

Una periferia che è quella di Milano, ma non è davvero Milano


Approdata il 20 maggio su Sky Atlantic, Blocco 181 è la nuova serie firmata dal regista Giuseppe Capotondi e da Salmo, attore, produttore musicale e produttore creativo della serie. Blocco 181 vuole raccontare della malavita, del crimine e delle difficolta di una periferia governata dai giri di droga e di soldi. Una periferia che è quella di Milano, ma non è davvero Milano.

La SERIE su Milano che NON è Milano

# In Blocco 181 Milano è una città simbolo di una serie tv iperrealista

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Come riporta il sito domusweb.it, “La Milano di Blocco 181 non è Milano; eppure è al tempo stesso Milano, una Milano che assurge al ruolo assoluto, di città globale, dove i caratteri della metropoli si elevano ad apparati simbolici facilmente riconoscibili ovunque.”


Il capoluogo lombardo, sede delle riprese della serie, non è infatti presentata nella serie come la città che è realmente: quella dei grattacieli, dei continui cambiamenti e riqualificazioni dei quartieri, non è la città della moda né la tanto amata meta di turismo che il mondo conosce. Milano in Blocco 181 è una città come tante altre, in cui è presente la dicotomia tra i ricchi e i poveri, i privilegiati e quelli che i privilegi se li devono accaparrare in qualche modo, spesso anche attraverso le vie del crimine e della delinquenza.
 

# Violenza, crimine e fluidità sessuale e affettiva

 
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Blocco 181 è un complesso edilizio nella periferia di questa grande città, che da il nome all’intero quartiere. In questa area periferica avviene lo scontro tra i ragazzi che gestiscono l’attuale giro di droga del Blocco, guidati dal Boss Nicola Rizzo, contro i nuovi arrivati, i pandilleros della Misa.
 
La lotta per il potere e la supremazia del territorio porterà a violenza, scontri armati e disequilibri, il tutto reso dolce-amaro dalla novella storia d’amore che unisce Bea, Ludo e Mahdi. Sono loro i tre protagonisti, ciascuno di loro rappresentante dei diversi mondi della città: i pandilleros con Bea, sorella del boss della Misa, la borghesia con Ludo – il ponte tra i due mondi della malavita e dello sfarzo – e la fazione dell’attuale boss della cocaina con Mahdi, nipote del boss Nicola Rizzo.
 

# I riferimenti della Milano che conosciamo

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Il rifugio di questi tre ragazzi, soffocati dalle rispettive famiglie e dalle ideologie in cui sono stati cresciuti e costretti a vivere, è la casa di Ludo, a due passi dai fenicotteri di Villa Invernizzi. Qualche scena quindi è stata girata nel centro storico meneghino.
Mentre invece l’edificio che da il nome alla serie sarebbe ispirato ad un grande edificio di via Giambellino, numero civico 181, ormai demolito.
Il palazzo di riferimento per la Misa si trova presso la vecchia sede del mercato dei polli in via Lombroso
Moltissime riprese sono state fatte nella zona di Barona, Corvetto, Lorenteggio e in via Inganni. Tante altre invece a Genova, nel Ponente genovese più precisamente.
 
 

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ALICE COLAPIETRA
 

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