Le TORRI MANGIASMOG alla Triennale: saranno il FUTURO per MILANO?

Dopo i murales cattura polvere, nascono le torri mangiasmog. No, non è fantascienza, ma un progetto di un gruppo di studenti del Politecnico.

Credits: cremonaoggi.it

Uno dei problemi più gravi per la qualità della vita di Milano è l’inquinamento dell’aria, ma proprio nel cuore pulsante della City potrebbe essere stata trovata la soluzione. Dopo i murales cattura polvere, nascono le torri mangiasmog. No, non è fantascienza, ma un progetto di un gruppo di studenti del Politecnico e per scoprire il futuro di Milano basterà fare un salto alla Triennale.

Le TORRI MANGIASMOG alla Triennale: saranno il FUTURO per MILANO?

# Diminuire l’inquinamento costruendo 

IG @cop26uk

Il settore edilizio è uno dei più dannosi per la salute dell’ambiente. A confermarlo questa volta è stato un rapporto stilato dalla Global Alliance for Building and Construction presentato in occasione della COP26 a Glasgow. Dalle analisi è emerso che le costruzioni, i materiali e gli edifici del settore edilizio sono responsabili del 39% delle emissioni di anidride carbonica disperse nell’ambiente. 

Ma se fosse possibile ridurre la pressione degli inquinamenti proprio attraverso delle costruzioni? Non è fantascienza, ma il progetto di un gruppo di studenti che potrebbe essere il futuro per Milano, come per molte altre città.

# A giugno Milano presenta le torri mangiasmog

paysage.it

Le torri “mangiasmog”, ecco come degli studenti del corso di laurea magistrale in Sustainable Architecture and Landscape Design del Politecnico di Milano, immaginano di ridurre la pressione degli inquinanti a Cremona. 

Queste costruzioni all’avanguardia verranno illustrate nel simposio internazionale “City Scape: City_Energy&Tourism Landscape” in programma il 16 e 17 giugno a Milano, a cura di Paysage – Topscape. Realizzato in collaborazione con il consiglio nazionale dell’Ordine degli architetti, si terrà nel palazzo della Triennale. In questa edizione il Simposio Internazionale affronta per la prima volta il tema quanto mai attuale del Paesaggio come Energia, come esplica il sottotitolo: “Il Paesaggio come Energia per il cambiamento climatico, la resilienza urbana e sociale”. 

# Un’architettura di paesaggio più etica e sostenibile

 cremonaoggi.it

L’esplosione della crisi energetica e l’esigenza di una maggiore autonomia produttiva sempre più da fonti rinnovabili investono il paesaggio italiano nel suo complesso facendone contenitore di infrastrutture e al contempo il fornitore stesso di queste energie rinnovabili.

Il progetto delle torri rientra perfettamente nell’obiettivo di promuovere l’architettura del paesaggio nei vari ambiti della progettazione e strategie progettuali efficaci in grado di attribuire valori etici, economici e sociali ai territori. Vediamo il disegno nel dettaglio.

# Non solo estetica, le torri sono in armonia con l’ambiente a 360º

Credits: cremonaoggi.it

Il progetto è stato ideato per riqualificare l’area dell’ex raffineria tamoil a Cremona, come? Costruendo torri in materiale tecnologico in grado di assorbire il particolato sottile, valorizzando allo stesso tempo un elemento tipico del paesaggio urbano cremonese come i campanili. Torri di 21 piani che ospitano funzioni come residenza, uffici e ristoranti, è questa l’idea degli studenti del Politecnico che, coordinati dal professore Alessandro Bianchi, hanno prodotto il lavoro finale.

Rebeca, C. Rodriguez, I. Agrawal, K. Mathews, P. Soundy, P. Rawat, D. Fuentes, V. Cornejo, M. B. Aguirre, ecco i protagonisti del progetto, che come i suoi componenti provenienti da tutto il mondo, sta avendo anche una certa visibilità a livello internazionale.

# Progetti green a lungo termine, ecco la nuova missione

Credits: superscape 2022

Le torri mangia smog sono talmente innovative da aver già guadagnato fama anche all’estero entrando a far parte della shortlist di Superscape 2022. Questo rinomato concorso biennale che si tiene a Vienna mira a stimolare la ricerca di idee innovative di sviluppo urbano, fornendo nuovi impulsi alla produzione architettonica della vita reale e allo sviluppo urbano sul tema “GREEN SHIFT – Visions for sustainable living”.

Per l’architettura moderna l’obiettivo principe dovrebbe essere proprio quello di proteggere sul lungo termine l’ambiente e clima, anche come habitat qualitativo per l’uomo e gli animali. Le torri sono un esempio di come si può rispondere a questa nuova sfida e per questo il progetto è stato selezionato con altri cinque per prendere parte al concorso. Eppure non è la prima volta che sentiamo parlare di torri anti smog. 

# La prima torre ha funzionato, ma si può migliorare 

South China Morning Post

Dopo i murales catturapolvere (che abbiamo anche nella City) il primo esempio di torre anti-smog era stato lanciato nel 2018 in Cina. Alta 60 metri, era stata eretta nell’inquinatissima metropoli di Xian. La torre funziona, di fatto, come un gigantesco purificatore d’aria e dalle analisi condotte ha portato un miglioramento della qualità dell’aria in un’area di circa 10 km quadrati. 

I critici storcono però il naso per il prezzo. La torre è costata ben 2 milioni di dollari, inoltre, per erigere un numero di torri sufficiente per ripulire l’aria anche, oltre al costo, anche l’impatto ambientale risultante non sarebbe indifferente. Questi lati negativi non sembrano però appartenere alle torri mangia smog milanesi che, anzi, valorizzerebbero ancora di più l’ambiente circostante. 

Che dire, non ci resta che recarci alla Triennale per vedere con i nostri occhi questo nuovo progetto che potrebbe essere un futuro non troppo distante per una Milano sempre più attenta all’ambiente.

Continua la Lettura con: A Milano il GREEN WALL MANGIASMOG: per pulire l’aria e rinfrescare l’ambiente. Sarà il primo di una lunga serie?

SARA FERRI

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Laureanda in scienze psicosociali della comunicazione all’università Milano-Bicocca. Nutro da sempre un forte interesse per la psicologia, la filosofia e tutto ciò che riguarda la società. Sento il bisogno costante di comunicare, di scoprire nuove realtà e sono alla continua ricerca della bellezza collaterale. Per questo cerco di sperimentare ogni forma di espressione artistica, suono il basso in una band e amo viaggiare. Credo nella continua evoluzione e nel cambiamento e spero un giorno di poter contribuire a migliorare la vita delle persone anche attraverso la scrittura.