La STORIA di un piatto romagnolo per eccellenza: la PIADINA

Uno dei primi piatti che vengono alla mente, pensando alla Romagna, è sicuramente la piadina. Ma quali sono le sue vere origini?

Credits: piadinapiu.it

La Piadina Romagnola è composta da farina di grano, olio d’oliva o strutto, lievito o bicarbonato, sale e acqua. Ingredienti semplici, ma che la rendono estremamente gustosa, tanto da essere conosciuta in tutta Italia e anche oltre. Tuttavia, viene da chiedersi che percorso abbia attraversato per diventare oggi uno dei prodotti più importanti della Romagna.

La STORIA di un piatto romagnolo per eccellenza: la PIADINA

# La cultura delle origini: piadina vs piada

Credits: casinadelbosco.it

Esiste una piccola differenza regionale riguardo questo piatto: a nord di Rimini, zona Cesena o Ravenna, si chiama “piadina”, mentre da Rimini a Cattolica, a sud, si mangia la “piada”. Il termine “piada”, da cui derivano entrambi, pare avere origini dal termine greco “plàthanon” che significa “piatto lungo” o “teglia”, gli strumenti in cui veniva cucinata.


Le prime testimonianze della piadina nella terra romagnola risalgono al 1200 a.C. e si pensa che siano stati gli Etruschi a insegnare la tradizione di questa ricetta. Nel IV secolo a.C., quando iniziarono a diffondersi le coltivazioni di grano, il pane lievitato divenne il pasto di base in tutte le famiglie e sostituì gradualmente le piade. Tuttavia, sia nella zona romagnola che a Roma, esse rimasero uno dei piatti preferiti della popolazione e non furono mai completamente abbandonate.

Gli anni passarono e intorno al 1300, negli anni della peste, le classi meno abbienti non erano più in grado di permettersi il pane e ci fu un’inversione di tendenza, tornando a consumare principalmente le piade azzime. Proprio in questo periodo, per la precisione nel 1371, ritroviamo il primo documento storico che parla della “Piada”: il termine si trova all’interno della descrizione della Romagna stilata dal Cardinale Angelico.

Anche durante il Rinascimento, la piadina era considerata un piatto per i meno abbienti e lasciata fuori dai banchetti nobiliari. Tuttavia, fu con l’inizio del XX secolo che essa ebbe un grande rilancio, grazie all’arrivo della farina di mais, che andava a mescolarsi con quella di grano tenero e permetteva un ottimo risultato anche a costi contenuti. Infine, negli anni ’30 e ’40, la piadina conquistò anche i turisti in visita nella Romagna e i chioschi dedicati a questa specialità si moltiplicarono in tutta la zona.



# Il simbolo dello Street Food

Credits: assaporalaromagna.it

Al giorno d’oggi, la Piadina è una delle colonne portanti della tradizione romagnola. Anche se sono rimaste poche famiglie che ancora la preparano in casa con la ricetta tradizionale, i luoghi in cui si può acquistare sono presenti in ogni città. In Romagna, esistono anche dei tipici chioschi in cui la preparazione è quella più vicina al metodo tradizionale e fungono da vera e propria attrazione nella riviera. Data la sua natura, che si presta bene per essere consumata a merenda o come pasto veloce, potrebbe essere definita a tutti gli effetti uno “street food”, anticipando di anni questa nuova moda. Non c’è niente di meglio, comunque, che prendersi una bella piadina farcita di affettati, formaggi o verdure, in base ai gusti, e godersela mentre si passeggia per le incantevoli vie che la Romagna può offrire.

Fonte: travelemiliaromagna.it

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MATTEO GUARDABASSI

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