Scoperta ACQUA DOLCE nell’OCEANO: potrebbe salvare il pianeta?

C'è un lago di acqua dolce grande 15.000 miglia quadrate in mezzo all'oceano

ph. curioctopus - l'estensione della falda

C’è un lago di acqua dolce grande 15.000 miglia quadrate in mezzo all’oceano. Se confermata, la scoperta potrebbe rivelare risorse di acqua dolce per le zone più aride del pianeta

Scoperta ACQUA DOLCE nell’OCEANO: potrebbe salvare il pianeta?

# Dal New England al New Jersey: la più grande falda d’acqua dolce del mondo

ph. curioctopus – l’estensione della falda

Grazie a tecniche di rilevamento sottomarino, alcuni ricercatori della Columbia University di New York hanno descritto le  dimensioni di una falda d’acqua dolce, che giace intrappolata sotto l’oceano Atlantico.
L’estensione fin’ora conosciuta della falda, va dall’isola di Marta’s Vineyad in Massachussets, fino al New Jersey. Il “giacimento” è intrappolato in sedimenti porosi sotto l’oceano, ma se fosse in superficie darebbe vita ad un lago di oltre 15.000 miglia quadrate.
Se dovessero essere confermate le ipotesi dei ricercatori, ovvero che la falda si estende a Nord e Sud ancora per qualche miglio, rivelerebbe la sorgente più grande del mondo.
Basti pensare che quella più grande conosciuta attualmente, la falda sotterranea di Ogallala, fornisce acqua a ben 8 stati delle grandi pianure, dal South Dakota al Texas.


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# Una tecnica mutuata dalle trivellazioni petrolifere

ph. Monica Hovland da Pixabay

I primi riscontri di questa falda acquifera risalgono ai primi anni ’70, quando le compagnie petrolifere hanno trivellato questo tratto di oceano alla ricerca di petrolio.
I ricercatori della Columbia, guidati da Chloe Gustafson, sono tornati per confermarne la presenza e definirne i confini.
A bordo della nave di ricerca Lamont-Doherty Marcus G. Langseth, hanno perfezionato una tecnica di misurazione, basata sulla differente conduttanza che acqua dolce e salata presentano rispetto alle onde elettromagnetiche.

Hanno quindi condotto due tipi di misurazioni differenti: hanno lasciato cadere dei sensori sul fondale, rilevando così i campi elettromagnetici sottomarini, misurando anche le risonanze con perturbazioni naturali, come i fulmini o i venti solari.
Inoltre hanno utilizzato un’apparecchiatura trainata dalla nave che, emettendo impulsi elettromagnetici, ha registrato le reazioni del fondale.
Entrambi i metodi hanno rivelato i confini dei depositi di acqua dolce, i quali sìnon sono sparpagliati come ipotizzato, ma compattati in maniera più o meno continua.



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# L’acqua di 15.000 anni che potrebbe salvare il pianeta

ph. homo selfe

Secondo i geologi, questa enorma falda di acqua dolce potrebbe essersi formata tra i 15.000 e i 20.000 anni fa, durante lo scioglimento della calotta polare di era glaciale. Le terre continentali emerse erano più estese, ma con l’innalzamento dell’ Atlantico, questa falda è rimasta inghiottita nella piattaforma continentale, coperta dall’acqua salta dell’oceano.
I ricercatori sono convinti che fenomeni di questo tipo si sono verificati al largo di tutte le coste del pianeta.

Chloe Gustafson e il team della Columbia sono sicuri che si tratti di una risorsa. Sperano di poter ampliare le indagini e mettere a punto tecniche per individuare queste falde, con conseguente estrazione di acqua dolce, per servire le zone aride come la California Meridionale, l’Australia, l’africa Sahariana o il Medio Oriente

Da marta’s a Atlantic C. – ph. da Maps

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LAURA LIONTI

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