L’ACQUA del SINDACO: Milano mette l’acqua potabile nel CARTONE

Idea geniale o solo una "trovata" di marketing?

Credits giampaolog IG - Acqua del Sindaco

L’acqua che sgorga gratis nei rubinetti dei milanesi è stata imbottigliata nei brick di cartone. Idea geniale o solo una “trovata” di marketing?

L’ACQUA del SINDACO: Milano mette l’acqua potabile nel CARTONE

# L’acqua che sgorga gratis nei rubinetti dei milanesi inscatolata in un brick di cartone

Credits elenagrandi_verdi_it IG – Assessore Elena Grandi

A Milan anca i murun fann l’uga, recita un vecchio adagio popolare. Ovvero anche le (povere) more di gelso, grazie alla proverbiale laboriosità meneghina, si trasformano in chicchi di pregiata uva. O si travestono astutamente da uva, sperando che nessuno si accorga del bluff.


Una magia simile, a metà tra l’invenzione strabiliante e il bluff, è avvenuta dalle parti di Palazzo Marino. Che ha pomposamente imbottigliato nel brick la propria acqua potabile. Sì, proprio l’acqua del sindaco, quella che sgorga gratis e liberamente dai rubinetti delle case milanesi, dalle 650 fontanelle e 53 casette idriche installate nel territorio comunale. Proprio questo liquido è stato messo – grazie a un’intuizione che definire geniale è poco – in bottiglia. Anzi nel cartone poliaccoppiato, ovvero in un materiale costituito in genere da quattro strati in polietilene, uno in carta ed uno in alluminio. Lo stesso che si usa per inscatolare il latte e il vino low cost. E che l’assessore comunale all’Ambiente Elena Grandi ritiene sia un gesto utile all’ambiente, perché «riduce il consumo di plastica monouso e quindi la produzione di rifiuti plastici». E chissenefrega se aumento quelli dei poliaccoppiati!

# Sarà destinata inizialmente alla Protezione Civile per la distribuzione alla cittadinanza e agli eventi sportivi

Credits giampaolog IG – Acqua del Sindaco

Quindi secondo la giunta meneghina l’acqua di Milano è così “sana, buona e controllata” che può “diventare anche ‘à porter’, comoda e sostenibile, da consumare ovunque”. Quindi ricapitolando: l’acqua potabile di Milano, che esce dai rubinetti ed è disponibile e gratis per circa 2 milioni di utenti, viene lavorata e inscatolata nella centrale di Baggio, sorvolando sui relativi costi energetici e ambientali. Ma la narrazione dice che è green!   

L’acqua confezionata da MM, si legge in una nota comunale, per il momento sarà destinata alla Protezione Civile per la distribuzione alla cittadinanza piuttosto che per le ‘week’, i concerti, le manifestazioni culturali e sportive. «Con questo progetto facciamo un altro piccolo passo per la transizione ambientale – ha dichiarato Simone Dragone, presidente di MM, società che gestisce la rete idrica di Milano  –. A Milano siamo bravi, abbiamo perdite inferiori al 15% contro una media nazionale pari a circa il 45%». Sempre secondo Dragone a Milano abbiamo «un’acqua super controllata, buona, a chilometro zero, una delle migliori d’Europa e, probabilmente, la meno costosa». Addirittura. Tanto che secondo ATS (Agenzia di Tutela della Salute) avendo un valore di residuo fisso dai 200 ai 450 mg/L «può essere classificata come “oligominerale”».



Peccato che il termine “minerale” (e per estensione “oligominerale”) per legge sia riservato ad acque batteriologicamente pure, non sottoposte a processi di disinfezione e potabilizzazione. Mentre quella pomposamente inscatolata dalla giunta comunale è più semplicemente acqua potabile che, per legge, deve essere trattata prima di poter essere bevuta. Ma queste, come diceva sempre Totò, sono tutte quisquilie… 

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LEONARDO MENEGHINO

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