La RIAPERTURA: ecco dove e come in Europa si sta entrando nella fase 2

Puntare sull’economia o privilegiare i servizi sociali? Implementare una strategia basata su una “patente di immunità”, magari associata a un rientro progressivo per fasce di età?

fase II

Austria, Danimarca, Repubblica Ceca e Norvegia hanno annunciato un piano di graduale ripresa di alcune attività, ma con strategie e obiettivi diversi.
A più di un mese dai momenti più critici dell’emergenza coronavirus e dall’adozione di misure restrittive in quasi tutti gli Stati Europei, è ora il momento di preparare la tanto attesa fase 2 e pensare ad un piano per avviare la ripresa graduale delle attività.

La RIAPERTURA: ecco dove e come in Europa si sta entrando nella fase 2


Quale strategia adottare per la ripartenza

Puntare sull’economia o privilegiare i servizi sociali? Implementare una strategia basata su una “patente di immunità”, magari associata a un rientro progressivo per fasce di età? Vediamo cosa hanno deciso i paesi che faranno da apripista per una timida riapertura di alcune attività.


# Far ripartire l’economia –  Repubblica Ceca e
Austria


Rep. Ceca. Lunedi 6 aprile Karel Havlicek, ministro dell’Industria ceco, ha annunciato la riapertura di alcuni negozi, tra cui ferramenta e rivenditori di materiali da costruzione.
Tolti anche i divieti sulle attività sportive all’esterno: si potrà perciò tornare a fare attività fisica all’aperto, ma sempre da soli.
Dopo Pasqua è prevista la riapertura di un numero più consistente di esercizi commerciali. Saranno inoltre allentate le restrizioni per i viaggi all’estero e si potrà lasciare il paese per valide motivazioni, rispettando la quarantena di due settimane al rientro.

vienna

Austria. Il cancelliere Kurz ha presentato un piano che prevede l’apertura dei negozi sotto i 400 metri quadri e dei grandi parchi pubblici a partire dal 14 aprile.
Se non ci saranno peggioramenti nei contagi e nel tasso di mortalità, dal 1 maggio verranno riaperti altri negozi e attività considerate a basso rischio, mentre per quanto riguarda hotel, bar e ristoranti si dovrà aspettare almeno fino metà maggio. Anche per le scuole non è prevista la riapertura prima di metà maggio, mentre per gli studi universitari rimane in vigore l’apprendimento a distanza.

Gli eventi pubblici sono vietati fino a fine giugno e l’obbligo di indossare la mascherina, fino ad ora in vigore solo nei negozi, sarà esteso anche ai mezzi pubblici. Nessun accenno ad una possibile riapertura dei confini, chiusi dall’11 marzo.

Il premier Kurz ha comunque ribadito la necessità di cancellare ogni festeggiamento pasquale e ha chiarito che la ripresa sarà graduale e possibile solo se tutti rispetteranno le regole di igiene e distanziamento sociale imposte finora.

Sia Austria che Repubblica Ceca hanno inoltre annunciato di voler condurre test a campione su tutta la popolazione per ottenere dati affidabili sulla diffusione del contagio da utilizzare per pianificare e guidare la fase di riapertura. L’idea è quella di una “quarantena intelligente” in cui i contagiati vengano identificati precocemente, isolati e i loro spostamenti vengano tracciati per risalire ai contatti e arginare la diffusione del virus.

In entrambe le nazioni, le misure restrittive sono state introdotte tempestivamente, quando i casi accertati erano ancora molto bassi, e questo ha consentito di contenere il contagio.
Ad oggi la Repubblica Ceca conta 5.335 casi con 104 morti e l’Austria 13.163 casi con 295 morti. D’altro canto, si esclude che vi sia un numero elevato di pazienti che hanno sviluppato immunità, pertanto è necessario mantenere alto lo stato di allerta e implementare un sistema di monitoraggio e tracciamento dei positivi per evitare la formazione di nuovi focolai e una seconda ondata di contagi.


# Riattivare i servizi sociali – Norvegia e Danimarca

norvegia

Entrambi i Paesi, in linea con le tradizioni socio-culturali, hanno scelto di ripartire dall’apertura dei servizi scolastici, per consentire ai bambini più piccoli di tornare a scuola e ai loro genitori di rientrare al lavoro.

Norvegia. Il 7 aprile, la premier norvegese Erna Solber annuncia l’allentamento delle misure restrittive, dopo aver constatato che il tasso di contagi si è attestato su livelli sufficientemente bassi da poter considerare la situazione sotto controllo. “Possiamo riaprire la società poco a poco” dice la premier durante la presentazione del piano per la graduale ripresa delle attività, avvertendo però i norvegesi che dovranno abituarsi alle misure anti-contagio perché dureranno molto tempo.

Si comincia dagli asili, che riapriranno tra il 20 e il 27 aprile, seguiti dalle scuole elementari, che riapriranno dal 27 in poi. A partire dal 20 aprile, i norvegesi potranno inoltre spostarsi dalle città per raggiungere le case di montagna. Il lavoro da casa continua a essere incentivato e gli eventi sportivi, i festival e le altre manifestazioni culturali continueranno ad essere banditi fino al 15 giugno.

danimarca

Danimarca. Sulla stessa lunghezza d’onda, il 6 aprile la Danimarca annuncia la riapertura di asili e scuole elementari. A partire dal 15 aprile, i bambini fino agli 11 anni potranno tornare al nido e alla scuola primaria, consentendo ai genitori di rientrare al lavoro, mentre gli studenti delle scuole superiori continueranno con la didattica a distanza almeno fino al 10 maggio.

Anche tutte le altre restrizioni, comprese la chiusura di bar e ristoranti e il divieto di assembramenti superiori a 10 persone, resteranno in vigore almeno fino al 10 maggio. La prima ministra ha però messo le mani avanti chiarendo che il presupposto per la riapertura è che il numero di malati rimanga stabile. Se la situazione da qui a Pasqua dovesse peggiorare, le scuole rimarranno chiuse.

“La nostra strategia non si basa sull’immunità di gregge e io non credo che torneremo alla Danimarca che conoscevamo prima del coronavirus” ha detto la premier Mette Frederiksen, “ma è altrettanto importante che non teniamo il paese chiuso più a lungo di quanto necessario”.

Questa strategia potrebbe però dare avvio ad una catena di contagi in famiglia, che sappiano essere uno dei motori dell’epidemia. Infatti i bambini potrebbero agire da “portatori asintomatici del virus” contagiando sia i genitori che gli insegnanti, che a loro volta diffonderebbero il virus in famiglia innescando nuovi focolai e dando il via ad una seconda ondata di contagi.

 

# Patente di immunità  – Germania

berlino

La Germania non ha ancora annunciato un allentamento delle misure restrittive, che ad ora rimangono in vigore almeno fino al 19 aprile, ma sta già preparando un piano per un graduale ripresa delle attività.

Tra le misure in esame, c’è la proposta di effettuare test sierologici su un ampio numero di persone al fine di valutare la presenza di anticorpi che indicano se una persona ha già sviluppato la malattia ed è dunque immune al virus. L’idea alla base di questo approccio è quella di rilasciare una patente di immunità che permetta di distinguere le persone che hanno già contratto il virus, e che potranno quindi riprendere la vita di tutti i giorni senza particolari rischi, da chi invece è privo di anticorpi e dovrà di conseguenza adottare maggiori precauzioni.

Ad ora nessun paese sembra intenzionato a intraprendere la via del rientro progressivo per fasce d’età, ipotesi proposta da Israele e rilanciata in Italia da Giovanni Cagnoli, Presidente di Carisma SpA e storico fondatore di Bain & Company.

Secondo questo modello, i soggetti più forti, come i giovani, dovrebbero essere i primi a uscire dalla quarantena per tornare al lavoro, mentre le fasce di persone più deboli, ovvero gli over 65 con una o più patologie pregresse, andrebbero tenute in isolamento più a lungo.

LAURA COSTANTIN

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